Coda al veleno per la tragica vicenda di Eluana Englaro. A qualche mese dalla morte della giovane donna, la Procura di Lecco ha avviato decine di procedimenti per diffamazione contro testate, siti internet e blog che all’epoca degli eventi usarono toni molto aspri nei confronti del padre Beppino.
Quest’ultimo ha presentato una denuncia corredata di centinaia stampate di articoli, perlopiù apparsi sulla rete, tra le quali la Procura ne ha selezionati alcune decine dopo ampia scrematura. Si tratta di tutte le testate e i blog che hanno usato termini come assassino e omicida nei confronti del signor Englaro e dello staff medico che aveva in cura la figlia Eluana.
Va detto che non sempre gli autori degli articoli sono individuabili, essendo molti di essi firmati dai classici nickname della blogosfera, ed è stato dunque dato mandato alla Procura di scoprire chi si nasconda dietro questi pseudonimi. Altri sono invece firmati con nome e cognome, e in generale si riconoscono nell’ambiente cattolico non per forza integralista, ma sempre vicino alle posizioni della gerarchia cattolica.