Tutti gli articoli con tag sky

Tar del Lazio: Sì a talk show politici su Sky e la7

pubblicato da giovanni molaschi in: Mediaticamente



In concomitanza con l’annuncio del ritorno sulle scene di Silvio Berlusconi, avvenuto durante la conferenza stampa nella quale si è poi registrata la pazzia di Rocco Carlomagno, Gad Lerner sul proprio blog ipotizzava la fine (cito testualmente) della censura sul mezzo televisivo per permettere al Presidente del Consiglio di divulgare il proprio verbo.

In attesa di capire se tale messaggio possa ritornare ad essere veicolato anche attraverso la RAI, il Tar del Lazio ha accolto il ricorso avanzato da Sky e Telecom Italia Media (la7) stabilendo che anche a ridosso degli appuntamenti elettorali possono essere trasmessi degli approfondimenti politici.

Il Tar amministrativo regionale ha invece respinto le richieste avanzate da Federconsumatori contro la Vigilanza RAI che ha cancellato dai palinsesti della televisione pubblica i talk show politici.

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Web e potere: il Decreto Romani approvato con alcune modifiche ma restano grandi perplessità

pubblicato da davide f. in: Mediaticamente Video


Come previsto nelle scorse settimane, il contestatissimo Decreto Romani è arrivato al Consiglio dei Ministri, che l’ha approvato togliendo la parte più criticata, ovvero la parte che equiparava il web alle televisioni. Una nota del Ministero dello sviluppo infatti dichiara che la nuova versione del testo escluderebbe blog, giornali online, siti Internet e motori di ricerca.

Sembrerebbe dunque che la rivolta del mondo del web abbia convinto l’esecutivo a fare più di un passo indietro, davanti a quello che si preannunciava come uno scontro frontale senza esclusione di colpi, una legge che avrebbe messo un vero e proprio bavaglio al materiale video in Internet, soprattutto (pensiamo noi soliti maliziosi…) a vantaggio di Mediaset, pronta a sbarcare sul web con un progetto in stile Hulu.

Ma c’è un però, che riguarda le sorti di You Tube, che rischia di essere inclusa nella disciplina del decreto.

Immagine|Flickr

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Elezioni regionali 2010 e Par Condicio: Sky ricorre al Tar e conferma i confronti elettorali

pubblicato da m.paganini in: Mediaticamente Regionali 2010

La decisione dell’Autorità Garante per le Comunicazioni di estendere la disciplina e le limitazioni della par condicio anche alle televisioni private non è stata accolta di buon grado da Mediaset, La7 e Sky. La tv satellitare di proprietà del miliardario Rupert Murdoch, considerando questo provvedimento “una violazione del libero mercato e della libertà d’opinione” ha annunciato un ricorso al Tribunale amministrativo regionale.

SKY Italia annuncia che farà immediato ricorso d’urgenza al Tar affinché sia sospeso questo provvedimento, che è in evidente violazione dei principi di libero mercato ma, soprattutto, del principio di libertà d’opinione e di espressione previsto dalla Costituzione Italiana.

La reazione di Sky contro le regole elettorali imposte dall’Agcom non si ferma qui: è stato infatti rinnovato l’invito a Silvio Berlusconi e Pierluigi Bersani per un confronto in diretta televisiva ed è stata confermata la trasmissione con i candidati alla presidenza della Regione Puglia (prevista per il 9 marzo) e quella del 15 marzo con i candidati alla guida della Regione Lombardia.

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Decreto Romani: approvato con modifiche su web e spot, la battaglia sui media continua

pubblicato da davide f. in: Mediaticamente Video

flickr, common creative

Una settimana fa vi abbiamo parlato di cos’è il Decreto Romani, dei suoi scopi neanche tanto nascosti che andavano a colpire Sky, concorrente di Mediaset, e soprattutto il web, mettendo sullo stesso piano video in televisione e in internet; non per niente il decreto è stato ribattezzato da molti quotidiani stranieri “anti Youtube”.

Il Time, per esempio, facendo esplicito riferimento alla famiglia Berlusconi ha parlato di “mediocracy”, ricordando la causa, definita esemplare di un regime mediocratico, che vede Mediaset portare in tribunale YouTube.

Immagine|Flickr

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Internet: Paolo Romani propone un filtro sicuro per i minori

pubblicato da giovanni molaschi in: Mediaticamente



Durante una trasmissione televisiva il sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani ha annunciato che il suo team di collaboratori starebbe studiando un ulteriore filtro da aggiungere alla rete che avvisi, tramite sms, i genitori di un minore delle navigazioni poco lecite del figlio.

“Sono – ha dichiarato l’esponente politico - allo studio altri strumenti per la tutela dei giovani su Internet . Ad esempio il click sicuro, che si potrà scaricare a breve dal sito del ministero”.

Contrario al progetto di Paolo Romani si è già detto Corrado Calabrò, Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, secondo il quale la soluzione proposta dall’esponente politico è fallimentare per via delle ripercussioni che avrebbe sulla gestione del media.

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Bologna: Lucio Dalla propone Romani Prodi come sostituto di Flavio Delbono

pubblicato da giovanni molaschi in: Partito Democratico PD



Intervistato dal Corriere della Sera, Lucio Dalla ha proposto di candidare Romano Prodi alle prossime elezioni amministrative, organizzate in tempi record, per trovare il sostituto di Flavio Delbono. Sindaco di Bologna fino a qualche giorno fa.

Ad oggi né il Partito Democratico locale (e nazionale) né l’ex Presidente del Consiglio hanno smentito la proposta del cantautore. Questo, se uno ci pensa bene, è probabilmente peggio della stessa provocazione.

Inutile chiedere, appena possibile, il pensionamento di Silvio Berlusconi se per ogni occasione utile si rispolverano esponenti politici che hanno fatto il loro tempo tanto da non essere più credibili per gli stessi cittadini che partecipano alla vita politica del paese.

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Decreto Romani: come trasformare il web in una grande tv e arricchire Mediaset in un colpo solo

pubblicato da davide f. in: L'Italia fa schifo Mediaticamente Video

flickr, common creative

Se l’Italia non fosse il regno del conflitto d’interessi, forse potremmo fingere sorpresa davanti al decreto Romani sulle comunicazioni. Trasmesso il 18 dicembre 2009 alla presidenza, con il termine del 27 gennaio per l’espressione del parere delle Commissioni competenti della Camera, il provvedimento è in linea con le scelte fatte finora dal governo.

In breve: il decreto, che l’opposizione sta contestando duramente con la richiesta almeno di uno slittamento delle date cui sopra, danneggia Sky, mette un cappio ai video nel web (You tube in primis) ed elargisce favori a beneficio di quello che pare proprio l’utilizzatore finale, Mediaset.

Andiamo a vedere cosa dice il decreto (qui il testo integrale) nello specifico e perché può essere considerato un provvedimento osceno, che danneggia l’Italia e rischia di provocare l’ennesima fuga di “cervelli”, tecnologie e aziende.

Immagine|Flickr

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Meno pubblicità sulle pay tv, il Governo si dimentica dell’Italia

pubblicato da giovanni molaschi in: Mediaticamente



Il progressivo aumento della disoccupazione e tutti gli altri problemi che quotidianamente si registrano in Italia dovrebbero far riflettere gli amministratori. Convincerli, se mai ce ne fosse bisogno, che ci sono delle priorità.

Invece da qualche giorno l’attenzione del Governo è solo, e soltanto, la regolamentazione dei mass media ma un digitale terrestre bello, e tutto ciò che attorno si sta pensando, potrà aiutare il cittadino medio a lavorare dignitosamente?

No. Per questo motivo l’ennesimo provvedimento sulle pay tv, secondo il quale entro il 2012 le televisioni dovranno diminuire gli spazi pubblicitari, non sembra adatto al paese. Inutile, anche se si dovrebbe, ragionare sul conflitto d’interessi.

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Il vero switch-off non passa attraverso il digitale terrestre

pubblicato da giovanni molaschi in: Echi dalla Blogosfera



Il proliferarsi di trasmissioni televisive aventi come argomento principale la politica, come già evidenziato in altri post, è chiaramente un effetto collaterale prodotto dal rapporto morboso che lega gli amministratori del paese e chi per lavoro decide di seguirli.

Per capire come questa relazione, malata, sia dannosa all’Italia è sufficiente ragionare su tre fatti accaduti nelle ultime 48 ore su cui si è smesso di ragionare. Chissà poi perché. A creare l’ennesimo caso è stato Bruno Vespa, accusato da un deputato leghista a Domenica Cinque, di aver pagato Natalì (la prostituta transessuale che si è trattenuta più volte con Piero Marrazzo) per l’intervista realizzata nei giorni scorsi per “Porta a Porta”.

A sottolineare i problemi del servizio pubblico non solo l’anchorman di RaiUno. Secondo quanto riportato dai colleghi di tvblog.it l’intervista a Marcello Dell’Utri fatta da Lucia Annunziata non sarebbe stata trasmessa in tutto il paese.

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Consulta sul Lodo Alfano, si attende la decisione nel pomeriggio

pubblicato da giovanni molaschi in: Silvio Berlusconi Popolo delle Libertà PDL Il fatto della settimana



È iniziata da pochi minuti il live blogging di Paolo Biondani dal palazzo della Consulta dove si sta decidendo la correttezza del Lodo Alfano. Presenti in aula quasi 50 giornalisti, italiani e stranieri. Alle 9.38 sono stati fatti accomodare fuori dall’aula fotografi e cronisti televisivi.

9.59 Stando a quanto riportato in home page dal Corriere della Sera è possibile che la decisa prevista oggi dalla Consulta slitti di una settimana.

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