Tutti gli articoli con tag social network

Le prime "perle" della campagna elettorale ...

pubblicato da il passator cortese in: Alle 5 della sera

Al peggio non c’è limite. E i nostri politici, non paghi di quel che combinano quotidianamente, il “meglio” lo danno nelle elezioni, con un marketing politico da … fare pietà.

Buona, l’iniziativa del Corriere di pubblicare le foto dei lettori per una galleria elettorale, trionfo di trash-marketing. C’è ancora un mese e mezzo al voto di fine marzo, ma già “luccicano”, in fatto di comunicazione, propaganda, slogan, uso dei social network, alcune perle.

Il leader del Pd Bersani ruba lo slogan “Un senso a questa storia” a Vasco Rossi. Che è come rigirare una lama nella ferita di un Pd, sempre alla ricerca di identità, cioè del proprio senso. In fondo, l’unico senso è quello di nausea.

La Bonino, maestra della comunicazione dopo la scuola del maestro Pannella? Emma presidente limpida, naturale, trasparente, con il bicchier d’acqua nel quale, come dicono i soliti malintenzionati, manca solo la dentiera in ammollo.

Si possono fare mille esempi, trasversalmente. Ma diamo spazio ai nostri lettori.

Questi politici, candidati e non, puntano tutti sulla parola “cambiamento”, e sono sempre le stesse facce!

Negli Usa fa discutere un cartellone con la scritta “Inizio a mancarvi?” sostenuta dal viso “furbo” dell’ex presidente Bush. A quando la gigantografia di Romano Prodi?

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Intervista – polisblog incontra Nicola Biondo autore de “Il Patto”, tra Stato e Mafia

pubblicato da giovanni molaschi in: Intervista con...



L’affermazione, progressivamente, di youtube, e siti analoghi, ha creato un alibi pericoloso. Chi dovrebbe occuparsi dell’approfondimento ha smesso di farlo convinto che la contaminazione tra media e pubblico avrebbe ridotto tale necessità.

La settimana scorsa, ad esempio, ben pochi giornalisti hanno spiegato ai propri utenti la storia pubblica di Massimo Ciancimino. Chi è nato, ad esempio, negli anni novanta non è messo nelle condizioni di conoscere il proprio paese attraverso storie come queste.

Per questo motivo abbiamo deciso di incontrare il giornalista dell’Unità Nicola Biondo, autore insieme a Sigfrido Ranucci, de “Il Patto” che racconta appunto la relazione che c’è tra lo Stato e la Mafia.

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No Berlusconi Day: cominciano le faide interne?

pubblicato da giulio in: Silvio Berlusconi Echi dalla Blogosfera


Il No Berlusconi Day, la manifestazione che il 5 dicembre prossimo a Roma invocherà le dimissioni del premier, si sta avvicinando, e con il successo arrivano per i promotori dell’evento nato su Facebook anche i primi tormenti.

Un piccolo gruppo milanese ha infatti lanciato sul social network creato da Mark Zuckerberg un evento chiamato “No Berlusconi Day Milano APARTITICO”. Un’iniziativa per fare sì che non si manifesti solo nella capitale ma anche nella seconda città d’Italia.

Un obiettivo non condiviso dagli organizzatori del NBD nazionale, che hanno specificato che le manifestazioni locali non sono da considerarsi affiliate all’“originale” e hanno – a quanto pare – cancellato dalle proprie pagine i commenti con i quali i promotori dell’evento milanese polemizzavano e si facevano propaganda.

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Uccidiamo Berlusconi. Il gruppo di Facebook rischia la chiusura per istigazione a delinquere

pubblicato da Luca Landoni in: Silvio Berlusconi


E così fu che Facebook assurse al rango di primo media del web. Così potremmo riassumere l’escalation di eventi che hanno portato la Procura di Roma ad aprire un’indagine sul più influente social network del web, con riferimento al gruppo Uccidiamo Berlusconi e ai suoi 14.000 membri.

In realtà i gruppi con questo nome sarebbero ben 3, ma uno solo conta un numero così elevato di aderenti. Inutile mettere un link, basta aprire FB e con una semplice ricerca le pagine si trovano facilmente. Semmai vorremmo cercare di capire senza alcun preconcetto come funzioni la pagina e che cosa vi si scriva veramente. Cominciamo col manifesto introduttivo (lunghissimo) che comincia così:

Silvio Berlusconi è stato oggetto di numerosi procedimenti penali, nessuno dei quali si è concluso con una sentenza definitiva di condanna. Alcuni di questi procedimenti sono stati archiviati in fase di indagine; a seguito di altri è stato instaurato un processo nel quale Berlusconi è stato assolto. In altri processi, infine, sono state pronunciate, in primo grado o in appello, sentenze di condanna per reati quali corruzione giudiziaria, finanziamento illecito a partiti e falso in bilancio.

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Immagine di Berlusconi-joker: intervista a Vincenzo Cosenza

pubblicato da giulio in: Mediaticamente Silvio Berlusconi Intervista con...


Un’immagine raffigurante Berlusconi con le sembianze del Joker di Heath Ledger ha cominciato da qualche settimana a circolare sul web. L’abbiamo utilizzata anche noi di polisblog, in un post sul futuro dei media italiani, in uno speciale rassegna stampa estera e in una serie di commenti sullo scontro Berlusconi-UE.

L’immagine la trovate in coda al post, dopo il salto. Noi abbiamo intervistato il suo autore, Vincenzo Cosenza, che professionalmente si occupa di ricerca e comunicazione sui social media.

Puoi raccontare ai nostri lettori com’è nata l’idea di creare un’immagine di Berlusconi-Joker?

“L’idea nasce dallo studio della curiosa apparizione, sui muri di alcune città americane, di un poster di Barack Obama col volto dipinto in stile Joker e con la scritta “Socialism”. Dopo un po’ si è scoperto che l’immagine originale era stata scaricata dall’account Flickr di Firas Khateeb, uno studente ignaro dei manifesti, che a seguito del clamore mediatico, si è visto censurare l’immagine dal sito di condivisione fotografica”

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Iran: la liberazione di 5 uomini dell'ambasciata inglese e la donna che blocca il presidente

pubblicato da davide f. in: Esteri

reuters

La televisione di stato iraniana ha annunciato che cinque dei nove dipendenti iraniani dell’ambasciata britannica a Teheran, arrestati sabato, sono stati rilasciati. Una nota di distensione in giorni in cui il “fattore verde” lanciato da Mousavi è stato travolto da una durissima repressione, i blogger dicono anche casa per casa.

Il popolo del web non molla e twitter così come i social network riescono ancora ad essere canale principe di notizie dell’ultima ora. Intanto il Consiglio dei Guardiani ha iniziato oggi il riconteggio del 10 percento dei voti delle contestate elezioni presidenziali del 12 giugno.

Ricordo che sia Mousavi che Karroubi, gli sconfitti che hanno fatto ricorso contro i brogli, avevano respinto la proposta del riconteggio chiedendo invece l’annullamento del voto e nuove elezioni.

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Iran, la rivoluzione verde vista dall'Occidente. E' proprio così?

pubblicato da davide f. in: Esteri

iran

Ieri il sondaggio lanciato ha certificato che i lettori di Polisblog sono in misura schiacciante tra le fila di chi è convinto della non regolarità delle elezioni iraniane; a un 22% complessivo che ritiene Ahmadinejad il legittimo presidente risponde un 75% convinto della farsa elettorale. E l’opinione pubblica “occidentale” come la vede?

Alcuni (tra cui il nostro 75%) vedono nelle proteste il culmine del “movimento riformista” a favore dell’Occidente, sulla scia delle “rivoluzioni arancioni” dell’est Europa, una reazione secolare alla rivoluzione di Khomeini. Questi supportano le proteste come il primo passo verso un nuovo Iran liberaldemocratico, liberato dal fondamentalismo musulmano.

Altri che ridefiniamo “scettici” invece pensano che Ahmadinejad abbia vinto davvero: lui è la voce della maggioranza, mentre il supporto a Mousavi arriva dal ceto medio e dalla sua gioventù vivace ma in minoranza.

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Sondaggio sull'Iran: le elezioni sono state falsate?

pubblicato da davide f. in: Esteri

iran

Siamo vicini al “salto di qualità” dello scontro. Perchè l’ayatollah Ali Khamenei e Mahmud Ahmadinejad, probabilmente sorpresi all’inizio dalla forza della protesta, sono passati al contrattacco.

Pene esemplari per i manifestanti arrestati, rotture diplomatiche in primis con la Gran Bretagna “accusata” di interferenze in modo un pò vago e generico, arresti di cittadini stranieri tacciati di fomentare gli scontri, accuse alla Bbc e tolleranza zero verso i media stranieri, arresti di massa, ieri l’ultimo caso di 70 professori universitari pro Mousavi.

La lacerazione non sarà ricomposta se non attraverso minacce e arresti: anche i parlamentari non ci stanno e ieri 105 (su 290) non si sono presentati alla festa in onore del presidente vincitore delle elezioni. Dopo due settimane così intense e dure che idea vi siete fatti delle elezioni in Iran? Perchè sembra veramente difficile capire come sono andate le cose.

Immagine|Flickr

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Iran, la protesta sempre più stretta nella morsa repressiva

pubblicato da davide f. in: Esteri

flickr

Si stringe il cerchio attorno alle proteste in Iran. I blogger denunciano che tutti gli ospedali e le ambasciate sono circondati da uomini della milizia; un giornalista del“Kalemeh Sabz”, quotidiano di Mousavi, ha denunciato oggi a France Press che due giorni fa, venticinque fra giornalisti e dipendenti del quotidiano sono stati arrestati. Sul sito del candidato leader delle proteste intanto è stato pubblicato un comunicato che denuncia dettagliatamente i presunti brogli elettorali.

Uso improprio di fondi pubblici, nomine pilotate tra gli organizzatori della consultazione, schede senza numero di serie, troppi timbri in circolazione, rappresentanti di lista dell’opposizione tenuti alla larga dai seggi dove forse sono arrivate urne già piene di voti.

Nel testo, il “Comitato per la protezione dei voti” chiede una “commissione accettabile per tutte le parti in causa per esaminare tutta la procedura elettorale”.

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Iran: appunti a margine di giornate di fuoco e sangue

pubblicato da davide f. in: Esteri

da news.gooya.com

Lo scontro in Iran non si ferma, con la protesta incoraggiata da Mousavi e repressa dall’ayatollah Ali Khamenei e i Guardiani della Rivoluzione che appoggiano naturalmente Ahmadinejad, anche perchè altrimenti vorrebbe dire metter dinamite alle fondamenta dello stato iraniano, già messo in discussione nei suoi presupposti democratici.

Certo è che l’onda emotiva prodotta dal movimento “verde” ha fatto centro, come hanno ferito le immagini di morte e sangue girate dai blog e social network, alcune delle quali ricordano tragicamente la scuola Diaz con il sangue su pavimenti e pareti (guardate qui se non sono immagini con un violento déjà vu).

Come abbiamo detto ieri, la repressione sul web arriva grazie alla collaborazione di note aziende europee; dove non arriva l’etica arriva il business, indifferente a democrazie o dittature, rispetto dei diritti o regimi teocratici, cavallo di troia del neoliberismo che tutto compra e tutto distrugge. Un’ultima annotazione a margine, sono le parole di Ahmadinejad di ieri. Di seguito trovate le frasi pronunciate. Chi vi ricordano?

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