
Un’immagine raffigurante Berlusconi con le sembianze del Joker di Heath Ledger ha cominciato da qualche settimana a circolare sul web. L’abbiamo utilizzata anche noi di polisblog, in un post sul futuro dei media italiani, in uno speciale rassegna stampa estera e in una serie di commenti sullo scontro Berlusconi-UE.
L’immagine la trovate in coda al post, dopo il salto. Noi abbiamo intervistato il suo autore, Vincenzo Cosenza, che professionalmente si occupa di ricerca e comunicazione sui social media.
Puoi raccontare ai nostri lettori com’è nata l’idea di creare un’immagine di Berlusconi-Joker?
“L’idea nasce dallo studio della curiosa apparizione, sui muri di alcune città americane, di un poster di Barack Obama col volto dipinto in stile Joker e con la scritta “Socialism”. Dopo un po’ si è scoperto che l’immagine originale era stata scaricata dall’account Flickr di Firas Khateeb, uno studente ignaro dei manifesti, che a seguito del clamore mediatico, si è visto censurare l’immagine dal sito di condivisione fotografica”
Continua a leggere: Immagine di Berlusconi-joker: intervista a Vincenzo Cosenza

La televisione di stato iraniana ha annunciato che cinque dei nove dipendenti iraniani dell’ambasciata britannica a Teheran, arrestati sabato, sono stati rilasciati. Una nota di distensione in giorni in cui il “fattore verde” lanciato da Mousavi è stato travolto da una durissima repressione, i blogger dicono anche casa per casa.
Il popolo del web non molla e twitter così come i social network riescono ancora ad essere canale principe di notizie dell’ultima ora. Intanto il Consiglio dei Guardiani ha iniziato oggi il riconteggio del 10 percento dei voti delle contestate elezioni presidenziali del 12 giugno.
Ricordo che sia Mousavi che Karroubi, gli sconfitti che hanno fatto ricorso contro i brogli, avevano respinto la proposta del riconteggio chiedendo invece l’annullamento del voto e nuove elezioni.

Ieri il sondaggio lanciato ha certificato che i lettori di Polisblog sono in misura schiacciante tra le fila di chi è convinto della non regolarità delle elezioni iraniane; a un 22% complessivo che ritiene Ahmadinejad il legittimo presidente risponde un 75% convinto della farsa elettorale. E l’opinione pubblica “occidentale” come la vede?
Alcuni (tra cui il nostro 75%) vedono nelle proteste il culmine del “movimento riformista” a favore dell’Occidente, sulla scia delle “rivoluzioni arancioni” dell’est Europa, una reazione secolare alla rivoluzione di Khomeini. Questi supportano le proteste come il primo passo verso un nuovo Iran liberaldemocratico, liberato dal fondamentalismo musulmano.
Altri che ridefiniamo “scettici” invece pensano che Ahmadinejad abbia vinto davvero: lui è la voce della maggioranza, mentre il supporto a Mousavi arriva dal ceto medio e dalla sua gioventù vivace ma in minoranza.
Continua a leggere: Iran, la rivoluzione verde vista dall'Occidente. E' proprio così?

Siamo vicini al “salto di qualità” dello scontro. Perchè l’ayatollah Ali Khamenei e Mahmud Ahmadinejad, probabilmente sorpresi all’inizio dalla forza della protesta, sono passati al contrattacco.
Pene esemplari per i manifestanti arrestati, rotture diplomatiche in primis con la Gran Bretagna “accusata” di interferenze in modo un pò vago e generico, arresti di cittadini stranieri tacciati di fomentare gli scontri, accuse alla Bbc e tolleranza zero verso i media stranieri, arresti di massa, ieri l’ultimo caso di 70 professori universitari pro Mousavi.
La lacerazione non sarà ricomposta se non attraverso minacce e arresti: anche i parlamentari non ci stanno e ieri 105 (su 290) non si sono presentati alla festa in onore del presidente vincitore delle elezioni. Dopo due settimane così intense e dure che idea vi siete fatti delle elezioni in Iran? Perchè sembra veramente difficile capire come sono andate le cose.
Immagine|Flickr

Si stringe il cerchio attorno alle proteste in Iran. I blogger denunciano che tutti gli ospedali e le ambasciate sono circondati da uomini della milizia; un giornalista del“Kalemeh Sabz”, quotidiano di Mousavi, ha denunciato oggi a France Press che due giorni fa, venticinque fra giornalisti e dipendenti del quotidiano sono stati arrestati. Sul sito del candidato leader delle proteste intanto è stato pubblicato un comunicato che denuncia dettagliatamente i presunti brogli elettorali.
Uso improprio di fondi pubblici, nomine pilotate tra gli organizzatori della consultazione, schede senza numero di serie, troppi timbri in circolazione, rappresentanti di lista dell’opposizione tenuti alla larga dai seggi dove forse sono arrivate urne già piene di voti.
Nel testo, il “Comitato per la protezione dei voti” chiede una “commissione accettabile per tutte le parti in causa per esaminare tutta la procedura elettorale”.
Continua a leggere: Iran, la protesta sempre più stretta nella morsa repressiva

Lo scontro in Iran non si ferma, con la protesta incoraggiata da Mousavi e repressa dall’ayatollah Ali Khamenei e i Guardiani della Rivoluzione che appoggiano naturalmente Ahmadinejad, anche perchè altrimenti vorrebbe dire metter dinamite alle fondamenta dello stato iraniano, già messo in discussione nei suoi presupposti democratici.
Certo è che l’onda emotiva prodotta dal movimento “verde” ha fatto centro, come hanno ferito le immagini di morte e sangue girate dai blog e social network, alcune delle quali ricordano tragicamente la scuola Diaz con il sangue su pavimenti e pareti (guardate qui se non sono immagini con un violento déjà vu).
Come abbiamo detto ieri, la repressione sul web arriva grazie alla collaborazione di note aziende europee; dove non arriva l’etica arriva il business, indifferente a democrazie o dittature, rispetto dei diritti o regimi teocratici, cavallo di troia del neoliberismo che tutto compra e tutto distrugge. Un’ultima annotazione a margine, sono le parole di Ahmadinejad di ieri. Di seguito trovate le frasi pronunciate. Chi vi ricordano?
Continua a leggere: Iran: appunti a margine di giornate di fuoco e sangue
L’Iran continua ad essere al centro del mondo, sotto l’occhio internazionale e con dinamiche interne che lo fanno somigliare non poco ad una polveriera pronta ad esplodere. Riusciranno i Guardiani e Khomeini a convincere gli iraniani della legittimità del voto? La situazionè è piuttosto confusa.
Infatti dopo un comunicato in cui il Consiglio dei Guardiani sosteneva che ”Non sono emerse particolari irregolarità nelle operazioni di voto”, sembra che l’organo dei 12 abbia ammesso alcune discrepanze nelle contestatissime elezioni, ribadendo però che queste non possono portare ad un cambiamento sostanziale dei risultati.
Come riporta il New York Times sono tre i milioni di voti sospetti, una marea di voti che in effetti però a livello numerico non potrebbero cambiare le sorti delle elezioni.

L’Iran in questi giorni è al centro del mondo, sta catalizzando su di se attenzioni, angosce, speranze e paure dell’opinione pubblica mondiale. Pochi si aspettavano una reazione così rabbiosa e vigorosa a quasi una settimana dai risultati elettorali.
Primo fatto degno di nota, anche il terzo candidato alle elezioni presidenziali iraniane, Mohsen Rezai, conservatore, ha annunciato di aver presentato ricorso contro il risultato delle votazioni.
Continua a leggere: Iran, la protesta continua: migliaia in piazza con Mousavi

In questi giorni di grande tensione in Iran, e di forte scontro tra le due maggiori anime del paese, ultraconservatori contro riformisti, con scambi di accuse che vanno dal “brogli di Ahmadinejad” a “I nemici della patria cospirano”, un grande fenomeno è al centro dell’informazione: i social network,Twitter in testa.
Mentre oggi sono previste nuove manifestazioni, e sta crescendo la repressione, non è un caso che la Guardia rivoluzionaria abbia avvertito i siti web e i blog di rimuovere tutto il materiale che possa “creare tensione”.
Continua a leggere: Iran: blog, social network e Twitter danno voce al dissenso
Sbatti il morto in prima pagina. Il morto in realtà è vivo e sta bene? Pazienza. Esiste anche il defunto “taroccato”, colpa della fretta, della pigrizia e di Facebook che ci mette lo zampino. Cosa avrà pensato stamattina la povera Roberta Zavarella, sociologa di 35 anni, abruzzese sì, ma trapiantata a Roma, nel vedere sulla prima pagina del Giornale la propria immagine tra le tante delle vittime del sisma? Un patchwork di foto formato tessera che racconta una tragedia e che include anche lei, cappellino azzurro, sciarpa in pendant e lecca lecca. Il problema è che Roberta, per fortuna, è stata solo sfiorata dalla tragedia: “Sono sconvolta – scrive sullo stato di Facebook – Vedere la propria terra distrutta è una sensazione strana. I miei parenti tutto ok”.
Stanno bene i parenti e ancor meglio sta lei, che si prepara a tornare in Abruzzo per la Pasqua. Eppure secondo il Giornale ha già finito di vivere sotto le macerie. Non contenti, i redattori di Mario “the voice” Giordano ci tornano su a pagina 4. Boxino, stessa foto di Roberta, presa ovviamente dal suo profilo sul social network, e accanto un piccolo epitaffio: “Era di Cavate di Sulmona. Fuori dalla chiesa di San Michele Arcangelo, dove ieri hanno fatto i funerali, fiori bianchi, una sua gigantografia e un cartello con poche semplici parole: ‘Ci mancherai. Ci mancherà il tuo sorriso e la tua semplicità’. L’hanno scritto i suoi amici”. Peccato che i redattori del Giornale quella gigantografia non l’abbiano mai vista. Si sarebbero accorti che tra le vittime c’è sì una Roberta Zavarella, ma è soltanto un’omonima della sociologa 35enne che vive a Roma e che su Facebook ha fatto sapere a tutti gli amici di star bene.
Infortuni da social NOTwork: si rubacchia una foto-profilo e via. Senza nemmeno vedere cosa quella pagina personale contenga davvero. Roberta dice a Polisblog: “E’ assurdo, mi tocca denunciarli al Garante della privacy”. Morale della favola? Si può finire, tristemente, sotto macerie di ferro e cemento. Ma a volte si può “morire” anche sotto le macerie dell’informazione. E senza neppure saperlo.