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Bossi scalcia, Berlusconi scalda i muscoli, l'astensione cresce

pubblicato da il passator cortese in: Alle 5 della sera

A 10 giorni da un voto che di amministrativo oramai ha ben poco (croce sulla scheda pro o contro Berlusconi), l’Italietta della Seconda repubblica fallita, non sa più a che santo appellarsi.

L’ultima bordata viene da Umberto Bossi che spara ad alzo zero sulla … Lombardia: “Ne abbiamo piene le scatole di una regione che non decolla, che è in crisi, senza progetto, senza lavoro. E’ ora di cambiare”.

Un brutto colpo per il governatorissimo Formigoni, per il Pdl del Predellino, per lo stesso Premier che ha posto la Lombardia quale esempio del governo del fare.

Un (quasi) caos. Un anticipo di quel che il Senatur riserverà agli “alleati” dopo il voto di fine marzo.

Con questi chiari di luna e con le inquietanti note vicende politico-affaristico-giudiziarie, i sondaggi (segreti?!) in mano ai partiti prefigurano uno scenario dai limiti indefiniti e al limite della destabilizzazione dell’attuale quadro politico.

La preoccupazione maggiore (ma non per tutti?) è data dall’astensione: un’ombra minacciosa che si estende e che pare superi già il 35% e viaggi celermente verso e oltre il … 40%.

L’Italia non è la Francia, ma se queste cifre venissero confermate dalle urne, sarà bene sin d’ora … studiare la lingua dei cugini transalpini.

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Sondaggi elezioni regionali 2010: i risultati finali su Polisblog (seconda parte)

pubblicato da Luca Landoni in: Sondaggi elezioni regionali 2010

Dopo la prima parte pubblicata stamattina, vediamo di analizzare i risultati delle regioni rimanenti secondo l’ultimo sondaggio di PolisBlog, realizzato settimana scorsa sulle prossime elezioni regionali.

Partiamo dalla Basilicata, dove Megdi Allam raccoglie un buon 17%,ma nulla può di fronte ai due potentati De Filippo (46%) e Pagliuca (22%) rispettivamente di centrosinistra e centrodestra. Spiccioli per gli altri.

In Campania De Luca (csx) raccoglie addirittura la maggioranza assoluta (51%) e l’uomo del Pdl Caldoro si fa battere anche dal rappresentante grillino Fico (21-19). Solo il 7% per Paolo Ferrero.

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Ore 12 - Il Cavaliere "diabolico" intrappola il Pd di "lotta e di governo"

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il punto politico

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In queste ore di crescente tensione, non sarà facile per il Pd dimostrare agli italiani di non essere un’accozzaglia di fischiatori di professione, ma una opposizione responsabile e pronta per l’alternativa a Berlusconi.

La manifestazione (o le manifestazioni?) di sabato prossimo contro il decreto della vergogna salva liste, invece che dare una spallata al governo, rischia di destabilizzare l’opposizione, un boomerang per i promotori.

Se Antonio Di Pietro insiste nel mettere sotto accusa il capo dello Stato e porterà in Parlamento la sua richiesta di impeachment a Napolitano, il tenue filo unitario riallacciato col Partito democratico, si strapperà.

Quella di sabato prossimo rischia di trasformarsi nella piazza “contro” Napolitano. In tal modo, davvero Berlusconi prenderebbe più “piccioni” con una sola fava.

La forzatura del governo che lede i principi di civiltà democratica passerebbe in secondo piano. E il Cavaliere dimostrerebbe ancora una volta di saper tirar fuori il coniglio dal cilindro, capace di ribaltare la frittata e di scatenare la rissa in casa altrui. Il premier, con i sondaggi in picchiata, riaccende le polveri per rianimare una campagna elettorale oramai compromessa.

La via d’uscita di Berlusconi è una sola: ricacciare Pd e opposizione nella trincea dell’antiberlusconismo. In questo il Cavaliere è maestro.

Anche il Pd e gli altri “alleati” sono insuperabili: ma nel cadere nelle trappole. Si saprà presto se il partito di “lotta e di governo” è solo uno slogan dell’albo dei ricordi.

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Corruzione: Roma Ladrona e la Lega che “non perdona”

pubblicato da giulio in: Ma non aveva detto che? Analisi e Dati Lega Nord


I manifesti della Lega Nord sono un punto fermo delle campagne elettorali italiane: inconfondibili, immutabili e di tale impatto da essere stati copiati (senza grande successo) anche da PD e Italia dei Valori.

Recentemente a Milano è ricomparso perfino il celebre “Roma Ladrona, la Lega non perdona”, creato probabilmente già in periodo pre-tangentopoli e riproposto oggi, forse come risposta alla recente ondata di scandali-corruzione.

Tuttavia qualcosa è cambiato rispetto a 20 anni fa: la Lega ha infatti governato il paese per quasi 10 anni, di cui 7 dal 2000 ad oggi. Sembra sempre più difficile per il Carroccio presentarsi come partito estraneo alle logiche del “sistema” romano. Eppure più il paese sembra sprofondare nella corruzione, più Bossi & co. schizzano in alto nei sondaggi. Proviamo a chiederci il perché, dopo il salto.

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Ore 12 - Crolla il Pdl (- 3 punti!). Berlusconi, è l'ora del miracolo ...

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il punto politico

altroAdesso nel Pdl si cerca di arginare il danno.

Danno enorme: oltre alla faccia, già persa, una valanga di voti in libera uscita perché “è passata l’idea – parole del Premier – che noi che siamo al governo, non sappiamo neppure presentare delle liste”. Berlusconi grida ai suoi la debacle degli ultimi sondaggi dopo il caos-liste: 3 punti in meno! Dal 40,8% al 37,9.

Un ko annunciato. Peggio ancora, con la frana che, senza freni, può travolgere tutto e tutti: il Pdl, l’alleanza, il governo. Cioè il colpo “finale” per Berlusconi.

Quel che è accaduto non è solo la conseguenza di inefficienze e disorganizzazione, bensì l’iceberg di nodi politici irrisolti. Il partito del “predellino”, voluto, costruito e gestito a misura di un uomo solo al comando è un “bluff”. A tutti i livelli, nel Pdl, c’è l’assalto alla “greppia”, una lotta per il potere senza confini.

Il centro destra vive la stessa sindrome dell’Ulivo del 1997, quando ognuno cercava la propria “visibilità”, faceva lo sgambetto al compagno/amico di partito e al proprio alleato di cordata.

Davano il Cavaliere per definitivamente spacciato e ogni partito del centro sinistra e ogni capo e capetto di quella coalizione pensava al proprio futuro radioso, liberati finalmente e definitivamente di Berlusconi. Si sa come finì, con la devastante sconfitta di Prodi, dell’Ulivo e del centro sinistra, di cui tutt’ora pagano le conseguenze.

La stessa cosa, a ruoli invertiti, accade oggi. Al Pdl serve una sterzata. O meglio, un miracolo. Forse, dati i tempi, impossibile. Anche per l’”Unto del Signore”.

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Il Cavaliere in bilico. Se Berlusconi cade, opposizione in crisi. E Di Pietro ko

pubblicato da il passator cortese in: Alle 5 della sera

Il centro sinistra e Massimo D’Alema premier (primo ex Pci capo del Governo) saltarono per il risultato negativo in una consultazione amministrativa, considerata un viaggio trionfale.

Peggio ancora, oggi, stanno il Pdl e il premier Berlusconi, appesi al nodo scorsoio del pasticcio delle liste.

I sondaggi di queste ore parlano di una crescente disaffezione dell’elettorato del Pdl: l’astensionismo stavolta farà un brutto scherzo al partitone del Cavaliere. Oramai tutto (o quasi) è possibile: quel che è certo è che sulla graticola c’è Berlusconi.

E se l’invincibile degli invincibili dovesse davvero aver imboccato il tunnel con un muro finale? Sarebbe davvero un bel guaio. Non solo per l’immensa corte, a cominciare dai triumviri Verdini/La Russa/Bondi. A centinaia, a migliaia, perderebbero poltrone e strapuntini, prebende e affari di ogni tipo.

Ma il peggio toccherebbe all’opposizione, in primis ad Antonio Di Pietro che, orfano di Berlusconi, imploderebbe inesorabilmente. Privato dell’antiberlusconismo, chi sarebbe l’ex Pm?

Sul decreto che il Governo starebbe preparando per “salvarsi” dal patatrac liste, Di Pietro è però lapidario: “sarebbe un golpe”. Come dargli torto?

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Ore 12 - Pdl caos. Se questo è il "primo" partito d'Italia ...

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il punto politico

altroIl Pdl, o almeno una sua parte, ora incolpa la sinistra diabolica. Come se le proprie incapacità e i propri “casini” interni, intrighi e congiure, siano il frutto del sabotaggio altrui.

Ma il partito del “predellino” si “smonta” da solo, affoga nei propri pasticci. Perché era e resta una “invenzione” del suo fondatore padre/padrone Berlusconi.

Dall’editoriale del Corriere della Sera firmato Galli della Loggia: “Il Pdl non è nemmeno una corte, piuttosto una somma di rissosi potentati locali riuniti intorno a figuranti di terz’ordine, rimasuglio delle oligarchie e dei quadri dei partiti di governo della prima Repubblica … gente d’ogni risma ma di nessuna capacità”.

Ma chi ha nominato i “sottopanza” portandoli sulla tolda di comando? Nemmeno il potente collante del potere basta più: beghe di bassa lega si intrecciano con nodi irrisolti di identità e gestione.

E i risultati, sconcertanti, perché annullano l’essenza stessa del “berlusconismo”, si vedono. Fino all’ecatombe delle liste elettorali. Il Pdl va a pezzi.

Fini (“Così com’è questo partito non mi piace) e Berlusconi (“Se Fini insiste faccio io un nuovo partito”) sono già alle pratiche per la separazione, il divorzio è già in atto. E Bossi s’allontana, lanciando pietre al Pdl. “Il popolo è con noi”, grida il fido Bonaiuti. Come Storace prima del 25 luglio del 1943.

I sondaggi vanno giù. La delusione porta all’astensione. La vittoria (elettorale) sarà del partito dell’astensionismo. E lo sconfitto, dopo il voto, sarà Silvio Berlusconi.

Se il Pdl resta il primo partito d’Italia, questa è l’Italia. La seconda Repubblica scivola nella commedia dei bassifondi. Ma è già farsa.

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Ore 12 - Pdl da "protezione civile": rischia un 3 a 10 alle Regionali!

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il punto politico

altroLa tentazione di Silvio Berlusconi di mandare “tutti a casa” è forte.

Di far fuori addirittura i tre coordinatori del Pdl, Ignazio La Russa, Denis Verdini, Sandro Bondi.

I due casi del Lazio e della Lombardia sono l’iceberg di un Pdl da “protezione civile”, impantanato nell’inefficienza, divisioni interne, agguati. Esiziale per l’immagine che ne deriva per il Premier e per il Governo. I sondaggi “segreti” delle ultime ore stanno lì a dimostrarlo.

Il Cavaliere vuol mettere al vertice del Pdl un uomo solo, e il ministro Claudio Scajola è il più accreditato quale segretario unico del partito. Una operazione da farsi prima possibile, subito dopo il voto di fine marzo.

Ma Fini non ha intenzione di assecondare il disegno “accentratore” del Cavaliere. E, stavolta, pure Bossi, se il caos delle liste in Lombardia dovesse produrre un terremoto elettorale, strattonerebbe Berlusconi, con gravi conseguenze sulla tenuta dell’alleanza.

Con un Pdl in pieno marasma, senza la Lega, sarebbe la fine. E’ la prima volta che al Cavaliere sfugge di mano il bandolo della matassa.

Tant’è che a Pier Luigi Bersani è tornato il sorriso: c’è la possibilità che la partita delle regionali si chiuda 10 a 3 a favore del Pd. Addirittura 10 a 2 se ci fosse il ko in Lombardia!

Con l’aria che tira, non è uno scenario campato in aria. In questo caso, a saltare in aria sarebbe proprio Premier, governo e maggioranza. Senza che il Pd abbia mosso foglia.

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Sale Bossi, scende Di Pietro. Il leader dell'Idv tuona: "No al governissimo!"

pubblicato da il passator cortese in: Alle 5 della sera

Mentre la Lega di Umberto Bossi sale nei sondaggi balzando al 12 per cento, l’Idv di Antonio Di Pietro non tiene il passo del 2008.

Così, mentre il Senatur già pregusta il gran salto apprestandosi a modificare i rapporti di potere all’interno della maggioranza, l’ex Pm difficilmente riuscirà a mettere in “riga” il Pd di Bersani, dato in leggera ripresa.

Una cosa è certa. Le due punte estreme dei due schieramenti, Lega da una parte e Idv dall’altra, “ruberanno” voti ai partiti alleati, rispettivamente Pdl e Pd. Ma una debacle del Pdl e del Pd non porterebbe fortuna né a Bossi e né a Di Pietro perché l’attuale quadro politico salterebbe, con un rimescolamento di carte, con danni per la Lega e per l’Idv.

Tant’è che il leader del Carroccio non alza (almeno per ora) la voce e “copre” (almeno per ora) Berlusconi. E il leader dell’Italia dei Valori getta acqua gelata sui bollenti spiriti di chi (Fini, Casini, Pisanu, Montezemolo, Draghi ecc.) punta sulla crisi di governo per fare il “governassimo”.

Intendiamoci, anche Di Pietro invoca le elezioni politiche anticipate, ma rifiuta ipotesi di governo di transizione o di larghe intese. “No a un’operazione posticcia e trasversale agli schieramenti, che avrebbe soltanto lo scopo di mantenere il nostro Paese in uno stato di ibernazione”.

Tonino dixit. Che ne pensa Bersani?

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Sondaggi shock! Crisi di governo dopo le regionali?

pubblicato da il passator cortese in: Alle 5 della sera

Per la prima volta, nel Pdl, la parola “proibita” viene pronunciata. Per la prima volta nel partito di Silvio Berlusconi si parla apertamente di crisi di governo.

L’eventualità della caduta dell’esecutivo, assolutamente imprevista e imprevedibile fino a pochi giorni addietro, è messa in relazione all’eventualità di una debacle del Pdl alle elezioni regionali, considerate dallo stesso Premier un esame per se stesso e per il suo governo.

Fuori dai riflettori, i big del partito del “predellino” sono in preda allo sconforto, con sondaggi da carakiri. In Veneto la Lega è adesso al 39% e il Pdl al 21%, praticamente la metà!.

La scure politica giudiziaria, la separazione in casa fra Berlusconi e Fini, il caos delle liste, sta provocando un sempre più forte distacco della base e dell’elettorato berlusconiano.

Non sarà l’opposizione a trarne vantaggio, ma la Lega. E, su questi basi, dilagherà l’astensionismo, a danno principalmente del Pdl. Nella maggioranza c’è già chi torna a parlare di elezioni politiche anticipate entro l’anno.

Sono questi i motivi per i quali Berlusconi ha lanciato ieri la sua ultima crociata del “partito del bene contro il partito del male”. Forse è l’ultima carta prima dell’ultimo duello.

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