
Ultime ore per i sondaggi di polisblog sulle elezioni regionali 2010: per ora, un grazie alle migliaia e migliaia di lettori che hanno votato, in questa consultazione che non ha nessun valore scientifico o sociologico, ma che ci permette di avere il polso della situazione sulla rete. Alcuni risultati sono “equilibrati”, altri meno, ma anche questo è il bello del web. Più o meno tutto è lecito, verso queste elezioni regionali 2010.
Due esempi? Giovanni Favia, candidato del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, in Emilia Romagna se la gioca testa a testa con Vasco Errani: chiaro che difficilmente nella “realtà” del 28 e del 29 marzo, le cose andranno così, ma la leggendaria capacità di mobilitarsi dei grillini, per ora lo sta premiando. Allo stesso modo, anche Paolo Caratossidis, candidato di Forza Nuova, è addirittura in testa nel sondaggio sul Veneto.
Di nuovo: merito della mobilitazione di Forza Nuova, formazione politica ininfluente, ma che sul web ha rilanciato nei suoi forum il nostro sondaggio mobilitando i suoi elettori. Nelle altre regioni, molti risultati sono sensati, nel senso di non tanto dissimili da quelli degli istituti di sondaggi, per quanto vedano il centro sinistra sempre leggermente avanti: a fronte di un centro destra, al solito, sottorappresentato in queste rilevazioni web.

I sondaggi elettorali di Polisblog sulle regionali 2010 procedono spediti macinando numeri e opinioni dei navigatori avezzi alle cose della politica.
Nel frattempo anche altri pubblicano dati e risultati sugli umori degli elettori italiani. Il Sole 24 ore, ad esempio, pubblica oggi un sondaggio commissionato alla Ipsos sulla situazione in Puglia.
Stando a quanto riportato dal quotidiano, Nichi Vendola sarebbe in vantaggio su Rocco Palese (Pdl) per 46,9 a 42,9, mentre il terzo polo centro-meridionalista della Poli Bortone sarebbe poco sotto il 10%, seguito dal candidato di Alternativa comunista allo 0,7%. Un quadro in cui, pur con il 30% di indecisi, il partito più votato sarebbe il Pdl (39,1%) seguito da Pd (22,2), Puglia per Vendola (10,4), Sinistra ecologia e libertà (5,9), Udc (5,5), Idv (5,4), Io Sud + Mpa (3,9), Federazione della sinistra (1,5).
Forte del carisma del suo leader e candidato alla presidenza, le truppe della sinistra vendoliana si appresterebbero dunque a conquistare oltre il 15% dei suffragi.
Sabato, abbiamo lanciato una serie di sondaggi - per carità: senza alcuna pretesa scientifica - in cui vi chiedevamo chi avreste votato alle imminenti elezioni regionali 2010. Per ora, come spesso accade sul web - ma a pensarci bene, anche un po’ nella realtà - sembra che nessuno o quasi, voti PdL. Eppure al governo, ci sono loro…
In tutte le regioni è sistematicamente in vantaggio il candidato di centrosinistra: ovunque. In alcune regioni, i candidati del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, nella nostra fantapolitica rilevazione - che sta raccogliendo migliaia di voti - se la giocano testa a testa con chi governa la regione da anni, come accade per esempio in Emilia Romagna con Giovanni Favia.
Cosa significa tutto questo? Abbozziamo una spiegazione sociologica: l’elettorato di centrodestra potrebbe essere tendenzialmente meno scolarizzato rispetto a quello di centrosinistra, e a minor scolarizzazione spesso corrispondono minor reddito e quindi minori possibilità di accesso a tecnologie come quelle che permettono di utilizzare il web. Ed il gioco è fatto…
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Dopo gli ultimi eventi di cui vi abbiamo dato abbondantemente conto nei giorni scorsi (con tanto di sondaggio elettorale), è ora di fare il punto della situazione. Mentre la Lista Formigoni in Lombardia è definitivamente riammessa per decisione del Tar - e quindi è stato ininfluente il decreto governativo firmato da Napolitano - egualmente quella del Pdl è fuori dal Lazio, sempre per decisione del Tar.
Si può dunque dire che il decreto non sia servito assolutamente a nulla, dato che i fenomenali esperti giuridici del partito di maggioranza relativa hanno trascurato la bazzecola che la legge regionale in materia elettorale non sia modificabile se non da se stessa. Riusciranno ora i pidiellini a ottenere l’ammissione della nuova lista presentata secondo i termini del decreto? Chissà. Ma… c’è un ma.
Se è vero, com’è assai probabile, ciò che è stato svelato durante la trasmissione Che tempo che fa, lo stesso sito istituzionale berlusconiano ha dovuto ritirare in fretta e furia un sondaggio presso i propri elettori che certificava la rabbia dagli stessi e un plebiscito per NON riammettere la propria lista nel Lazio. Segno che prevale anche a centrodestra l’idea di punire i pressapochisti che mangiavano panini e scartabellavano fogli invece di rispettare gli orari di consegna, e ora la devono pagare.
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