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Tutti gli articoli con tag sondaggi

Ore 12 - Montezemolo, attento! I "servizi" del premier pronti con i dossier ...

pubblicato da Massimo Falcioni

altroSi mette davanti allo specchio Silvio Berlusconi, ma rimane di sasso. Alla domanda: “chi è il più amato dagli italiani”, la risposta è una sola: “Montezemolo”.

L’Ipsos (ma anche altri istituti) non lascia dubbi: Montezemolo “for premier” piace davvero tanto e tira forte l’elettorato, trasversalmente.

Così il Cavaliere torna “colomba” anche perché strabuzza gli occhi davanti ai sondaggi: il suo Pdl sotto il 30%, il Terzo polo al 10% ma con proiezioni addirittura fino al 30%, con il gran capo della Ferrari in pista. Capito?

Ma il Cavaliere, che vede in Montezemolo un nuovo Prodi, non sta con le mani in mano e la fabbrica dei dossier ha già un piano per colpire il presidente della Ferrari se scenderà in campo con le opposizioni.

Se serve, ci sarà il replay del “caso Boffo” e del “metodo Fini” (o, notizia dell’ultima ora, del “metodo Mercegaglia”, pare minacciata da .. dossier, dopo le critiche al governo …) con scheletri nell’armadio da mettere in piazza.

Bossi, “realista” da polentone, ai suoi taglia corto: “Basta manfrine, bisogna tagliare le ali a qualsiasi ipotesi alternativa andando al voto prima possibile, il 13 dicembre”.

Colombe e falchi sui cieli della maggioranza altalenante. E’ caccia aperta.

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Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Walter Veltroni: olimpico. Voto 3+. L’idea di Uolter sul “Papa straniero” a leader del Pd scuote il partito ko nei sondaggi. Che sia Alessandro Profumo cacciato dai vertici di Unicredit l’uomo nuovo? Importante è partecipare. A vincere ci pensa Berlusconi.

Italo Tanoni: olimpionico. Voto 3-. L’On. lib-dem è al suo salto triplo politico con avvitamento: dopo l’addio all’ex premier Dini e all’Udc approda nell’ovile dorato di Silvio Berlusconi. “Valgo – dice - 250 mila voti”. Mercato delle vacche. E dei maiali. Benvestiti.

Ore 12 - Sono i sondaggi "taroccati" le vere barzellette di Berlusconi

pubblicato da Massimo Falcioni

altroHa ragione Vittorio Feltri che chiede a Silvio Berlusconi di dirci cosa succede.

Perché, si legge sempre dalla penna del direttore del Giornale, “Tra ordini e contrordini la gente non capisce più nulla”. Ma per colpa di chi?

La responsabilità del caos è di chi, premier in testa, ragiona e agisce, seguendo esclusivamente interessi di parte e non quelli generali del Paese.

Un premier che invece di andare alla Fiera del Levante per toccare con mano il termometro della crisi, specie quella del Sud, si trastulla con ridicoli show alle corti di Gheddafi e Putin o da Atreju rilancia (barzellette) e proclami di guerra con sondaggi taroccati.

La verità è una sola: alle elezioni del 2008 il Pdl prese il 37% dei voti, oggi (fonte: Atlante di Demos, vedi post di Luca Landoni) il partito del Cavaliere è dato sotto il 30%, perdendo qualcosa come un 7-8%! Addirittura, anche la Lega è in frenata, sull’11%, a dimostrazione del logoramento del partito “di lotta e di governo”.

Una debacle annunciata che ha imposto al capo del governo (e anche a Bossi) una repentina e decisa retromarcia sulle elezioni anticipate. Al calo di fiducia verso il premier corrisponde anche un crollo verso il governo: 11 punti in meno rispetto a tre mesi fa!

Il Cavaliere è certo di governare altri tre anni, ma la maggioranza degli elettori la pensa diversamente: la legislatura non terrà per responsabilità di Berlusconi.

Tutto qui. Tutto il resto è noia. Nel polverone del gioco delle tre carte, la gente è disorientata. Ma alla fine, se si andrà alle urne, ritroverà il buon senso.

Lo spettro delle elezioni anticipate incombe: chi vince e chi perde (rà)

pubblicato da Luca Landoni


La bufera politica delle ultime settimane, ottimamente sintetizzata dal nostro V., finirà per trascinarsi stancamente a settembre, passando attraverso il voto di oggi su Caliendo. L’astensione tattica dell’asse Fini-Casini-Rutelli-Lombardo sortirà un doppio risultato: la non sfiducia del sottosegretario e la dimostrazione che il governo Berlusconi non ha più la maggioranza assoluta. I soliti giochetti della politica.

Ma proviamo a farne della vera, anticipando uno scenario ormai più che probabile, e auspicato anche dalle trombe del Cavaliere, sotto forma di Giornale feltriano. In autunno ci saranno le elezioni anticipate, che prenderanno la forma di un vero referendum pro o contro Berlusconi. Che esito potrebbero avere? Tentiamo un pronostico partito per partito, giusto per il gusto di essere smentiti, o comunque di stimolare un dibattito tra i lettori.

Pdl. Difficile che non risenta della fuoruscita dei finiani di Futuro e Libertà. Inoltre Berlusconi non attraversa certo il suo miglior momento. Va però detto che nei momenti delle grandi scelte gli elettori di Forza Italia hanno sempre fatto quadrato. Più difficile valutare quelli di An. Potrebbe scendere dal 37-38 al 30% circa.

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La resa dei conti. Verso le elezioni anticipate?

pubblicato da Alessandro

Bossi e Berlusconi

Eugenio Scalfari scrive oggi su Repubblica che tutte le forze politiche e sociali che abbiano a cuore gli interessi del Paese dovrebbero fornire pieno appoggio al Capo dello Stato e creare le condizioni che assicurino successo alle iniziative di quest’ultimo: “la condizione numero uno” dovrebbe essere, secondo lo stesso Scalfari, quella di “evitare le elezioni finché durerà l’emergenza del debito pubblico”.

Ma Berlusconi ha già fatto sapere che, in caso di crisi di governo, non ci sono alternative al voto anticipato. Nessun Governo tecnico guidato da un Tremonti o da un Draghi. E, con la sua consueta sobrietà, anche Bossi ha espresso la stessa opinione, minacciando di guidare 20 milioni di combattenti per salvare democrazia e federalismo fiscale…

“Nessuno riuscirà a bloccare la legge che più ci sta a cuore” ha dichiarato il Senatùr. La legge tanto cara al leader del Carroccio, per la cronaca, è quella che dà attuazione all’art. 119 della Costituzione, così come revisionato dalla legge costituzionale n. 3 del 2001, approvata dal centrosinistra (in effetti, a pensarci bene, Bossi e i suoi, sul punto, non dovrebbero avere nulla da temere, visto che chi ha già introdotto in Costituzione quello che lui chiama “federalismo fiscale”, qualora dovesse tornare al Governo, con tutta probabilità, non avrebbe problemi ad approvare qualche altra norma di attuazione della riforma già a suo tempo varata…).

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Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Bossi jr: pupa e pupazzo. Voto 5+. Guadagna punti il figlio del Senatur che esce con la pupa Elena Morali. E’ subito colpo di fulmine e la ragazza dice del “secchione”: “E’ tenero”. Appesi a una trota tenera. Celodurismo da solleone.

Pier Luigi Bersani: pupi e pupazzi. Voto 5- Sondaggi primarie fra Vendola e Bersani. Il governatore prevarebbe col 51% contro il 49%. Ma il segretario risulta più “competente” e “affidabile”. Altro giro, altri … casini per il Pd lessato.

Ore 12 - Governo di "transizione": cui prodest?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroCerto che dietro la proposta del governo delle “larghe intese”, come titola Il Corriere della Sera la nota di Paolo Franchi, c’è il “desolante vuoto di politica”. E c’è anche altro.

Quel tipo di governo potrebbe avere un unico obbiettivo: cambiare la legge elettorale, andare poi al voto anticipato e chiudere così il capitolo seconda repubblica-berlusconismo-bipartitismo.

L’Italia è in crisi, così come i due partiti maggiori, di governo (Pdl, malato di troppa leadership) e di opposizione (Pd, malato di leadership inesistente).

In questo marasma, a guadagnare, a parte le cricche, sono le forze “estreme”: da una parte la Lega di Bossi e dall’altra l’Idv di Di Pietro. Così non c’è più la politica, la democrazia è zoppa, sempre più impotente. Il “Ghe pensi mi” si dimostra inefficace, quando non una vera e propria beffa. Tant’è che premier e governo calano nei sondaggi, come mai prima.

Ma l’alternativa dov’è? Chi e come è oggi in grado di affrontare le questioni vere della gente, di fare vere riforme per rilanciare l’Italia? Indietro non si torna e le alchimie politiche servono solo a rispolverare sepolcri imbiancati e leader bolliti. Però fermi non si può stare.

Il governo di transizione non è “la soluzione”. Ma serve la “transizione” che superi il modello di questi ultimi 15 anni, fallito. Farla finita con le illusioni delle pretese maggioritarie e delle leadership: tornare al confronto politico, alla mediazione “nobile”, all’arte del governo che spetta alla politica vera esercitare. Non nella reggia di Arcore e nemmeno nel chiuso dei palazzi romani.

E’ ora che scendano in campo i cittadini. Non c’è troppa politica. C’è troppa cattiva politica.

Il sabato del villaggio. Berlusconi davanti allo specchio: "Sono il più forte del reame" ...

pubblicato da il passator cortese

Mai una volta Alcide De Gasperi o Aldo Moro ricordarono agli italiani che la Democrazia Cristiana era il partito più forte, il più votato, perno dei governi per decenni.

Invece Silvio Berlusconi è “costretto” a ribadirlo: “Voglio ricordare ancora una volta che la nostra è la prima forza politica”.

E’ quel “voglio ricordare” che sintetizza la situazione di crisi: crisi di premiership, crisi del governo, crisi della maggioranza, crisi del Pdl, crisi del Paese.

Il padre-padrone del partito del “predellino” esalta ancora la sua “creatura” e nel contempo il cofondatore del Pdl, Gianfranco Fini ne mette ogni giorno in piazza limiti e crepe.

L’inchiesta sulla P3 non è una invenzione giornalistica ma un’accurata indagine della procura di Roma che dovrebbe allarmare tutti coloro che rivestono ruoli di responsabilità nelle istituzioni repubblicane. Berlusconi, invece, non dimostra responsabilità politica e delegittima la fiducia nelle istituzioni.

Ma la gente è sfiduciata e stanca di questa commedia che è già farsa e può tramutarsi in tragedia.

Come mai il premier, sempre così ossessivamente attaccato ai sondaggi, ultimamente non ne fa alcun cenno? Perché è crollato il gradimento degli italiani nei confronti del premier e del suo governo. Mai raggiunto un punto così basso.

La parabola sta volgendo al termine. L’ultimo che esce spenga la luce.

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Il premier racconta barzellette all'estero. Nessuno ride. E la fiducia crolla nei sondaggi

pubblicato da il passator cortese

Questo esecutivo delle destre non è solo il governo del “non fare” ma anche il governo degli “affari” dove succede niente e di tutto.

C’è un interim senza fine: quasi due mesi di “dopo Scajola” e ancora Berlusconi si tiene stretto un ministero-chiave per la gestione delle comunicazioni.

C’è un attacco alla libera stampa con Berlusconi che strilla “Non comprate i giornali” e viene persino smentito sulla manovra dal suo portavoce Bonaiuti.

C’è un Premier globe trotter che va da Gheddafi, Putin, Chavez, ora Lula. Tutti viaggi con un solo scopo: è la diplomazia del business, altro che la politica internazionale per il Paese.

C’è un neo ministro come Brancher le cui deleghe sono un mistero … ecc ecc ecc, si può continuare con pagine e pagine.

Per tirarsi su, il Cavaliere racconta barzellette all’estero. Ma nessuno ride più.

E la fiducia nel premier cala del 3,2% ! (ultimissimo sondaggio Crespi Ricerche per Affaritaliani.it) . Un tonfo! Mai successo prima. La caduta degli dei?

Ore 12 - Berlusconi si tira ... su, ma i sondaggi vanno giù

pubblicato da Massimo Falcioni

altroLui, il Cavaliere, si agita, si gonfia, sbraita. Ma si sta consumando in una maschera vitrea.

Peggiore del viso ligneo di Romano Prodi, quando predicava la stretta, invocando le tasse.

Berlusconi s’aggrappa ai numeri ma i conti non gli tornano più. Meno di un terzo dei due terzi degli elettori lo ha votato alle ultime regionali. E il consenso scende più dei voti: la balla dei 2 italiani su 3 che lo amano è una balla.

Tocca al Premier, adesso, chiedere sacrifici agli italiani che, disillusi e smarriti, voltano sempre più le spalle a chi di fatto ha giocato a ingannarli. Berlusconi ha negato la crisi e adesso chiama gli italiani a spegnere un incendio sempre negato.

I mesi a venire non promettono niente di buono. La cinta degli italiani è oramai all’ultimo buco. Mentre una nicchia, caste privilegiate e cricche di amici degli amici, spandono e spendono. Il Paese rischia la bancarotta e gli italiani sono sempre più convinti che la colpa non è del destino cinico e baro.

Ora i sondaggi (non quelli pilotati e pagati dal Cavaliere) di Demos, sono addirittura peggiori di quelli fatti da Ipsos pochi giorni addietro.

Questi sondaggi dicono che la fiducia verso Premier e Governo è in netto e continuo calo. La sfiducia aumenta non per gli intrallazzi “sessuali” del Cavaliere al Viagra, ma per l’incapacità a far fronte alla crisi.

Berlusconi perde 10 punti rispetto a un anno fa (6 punti in meno rispetto a 4 mesi addietro): cioè “solo” il 43% degli elettori giudica positivo l’operato del Premier. Solo 4 elettori su 10 danno la sufficienza al Governo. E’ la prima volta che succede.

Lo smottamento è in corso. Può diventare un terremoto da seppellire Berlusconi il suo Governo.