
Dopo una settimana di voto siamo finalmente in grado di pubblicare i dati sulle intenzioni di voto dei lettori di PolisBlog. Come spiegato precedentemente abbiamo intenzioni di ripetere il sondaggio ogni mese, per raffrontare meglio le variazioni. In questo primo caso faremo invece un confronto con l’unico dato precedente, risalente alla scorsa consultazione elettorale di giugno.
La prima cosa che salta all’occhio è l’”affluenza”, nel senso che in soli 9 giorni abbiamo quasi pareggiato il numero di voti di giugno (rimasti aperti fino ad oggi). 723 infatti i voti pervenuti, contro 859. Questo fa sì che il campione sia più efficacemente confrontabile.
Ma passiamo all’analisi dei risultati, subito dopo il salto.
L’ultimo sondaggio del Sole 24 Ore- Ipsos (mille interviste telefoniche) viene rivoltato come un calzino e ognuno lo tira dalla propria parte.
Di fatto, con la tenuta o l’incremento dei due maggiori partiti, Pdl e Pd, rispetto alle Europee, si torna a dire che gli italiani confermano il bipolarismo, dopo che lo si era già dato per morto. E, in tal caso, abortirebbe ogni velleità di un terzo polo centrista.
Intanto, sfugge un dato significativo: che il 34,2% degli intervistati (oltre un terzo!) è indeciso o non vota. E già questo può far ribaltare qualsiasi previsione sul futuro. Inoltre nei sondaggi i partiti grossi sono sempre “gonfiati” e ridimensionati dalle urne.
Poi si continua a confondere il bipolarismo con il bipartitismo. Se è vero che il sondaggio conferma che in Italia c’è un bipolarismo basato su due grandi partiti (per altro sempre in fibrillazione e al limite dell’implosione) è altrettanto vero che è un bipolarismo “fasullo”, non maturo, basato, come dice Rosy Bindi: “più sui conflitti che sulla condivisione dei principi”, con coalizioni non omogenee, di fatto ostaggio della Lega da una parte e dell’Idv dall’altra.
Continua a leggere: Ore 12 - Fra "piazze" e "procure" affonda l'Italia del bipolarismo "fasullo"
È un risultato epocale, proprio perché ottenuto nel centro d’Europa e contro il parere di tutti i principali partiti della Confederazione. Secondo gli ultimi definitivi sondaggi, come riportato dal sito web della Blick Zeitung, gli svizzeri avrebbero chiuso la porta in faccia alla retorica dell’integrazione - secondo alcuni - o all’integrazione stessa secondi altri, con un imponente 59% di sì alla proposta del partito di destra Svp di vietare esplicitamente la costruzione di nuovi minareti.
L’esito è ancor più incredibile se si guarda al sondaggio pre-voto, che vedeva il 53% degli svizzeri contrari all’iniziativa, contro un 37% di sì e un 10% di astenuti. Ma non sempre i partiti hanno il polso della situazione, e a volte vengono clamorosamente sconfitti dall’opinione pubblica, che vive per strada tutti i giorni e non sempre ama farsi condizionare dal palazzo dorato dei privilegiati di stato.
Da notare che capofila del voto anti-islamico - sempre secondo i sondaggi - è stato il cattolicissimo Ticino, schieratosi compatto contro le istituzioni ecclesiastiche pro-minareti, da sempre avversate dal vulcanico leader della Lega Ticinese Giuliano Bignasca.

Roberto Saviano avrebbe potuto candidarsi alla presidenza della Regione Campania. Ad affermarlo Concita de Gregorio durante un’intervista video realizzata da Diego Bianchi. Il direttore dell’Unità, dopo aver confermato quanto pubblicato dal giornale per il quale lavora, ha poi fatto sapere che è stato lo stesso scrittore a declinare l’invito avanzato da alcuni esponenti politici dell’opposizione.
Qualcuno, a sinistra, sta tentando quindi di replicare per il prossimo appuntamento elettorale l’effetto Serracchiani grazie al quale persone non operanti in politica riescono attraverso i mass media, su cui si distinguono, a sedurre quell’elettorato che non crede più nei vari esponenti di partito.
Realtà attorno alle quali stanno fiorendo rose e rose di nomi. Improbabili. Stando a questi rumors contro Roberto Formigoni, come raccontato nei giorni scorsi da polisblog, l’Italia dei Valori per conquistare la Lombardia sarebbe pronta a candidare il leader del Partito. Antonio Di Pietro.
Continua a leggere: Roberto Saviano contro Nicola Casentino in Campania
Dopo qualche tempo torniamo a presentare il sondaggio sul gradimento dei partiti politici italiani. Lo scopo è di rilevare il mutamento dello scenario politico e anche della tendenza dei lettori di PolisBlog.
Ricordiamo che lo scorso indice, rilevato a febbraio 2009, aveva visto una netta prevalenza dei partiti di centro-sinistra, e in particolare dell’Italia dei Valori. Il sistema dell’indice prevede di dichiarare via via il simbolo preferito tra i due che vi appaiono. L’operazione risulterà un po’ più lunga della volta scorsa perché abbiamo voluto inserire più forze politiche possibili, e tra le altre anche la nuova Alleanza per l’Italia di Francesco Rutelli, al suo primo vero test sondaggistico su queste pagine.
Dopo il salto riportiamo il risultato di febbraio.
Continua a leggere: Sondaggio: indice di gradimento dei partiti italiani a novembre 2009

Ieri ho azzardato una previsione: la proposta di ripristino dell’immunità parlamentare, lanciata dal PdL e dal Tg1 di Augusto Minzolini, non troverà il favore dell’opinione pubblica italiana. Vediamo un po’ che cosa indicano i primi sondaggi on-line realizzati sulla questione.
Tra i lettori di Quotidiano.net, quasi il 75% è contrario: una maggioranza che si conferma e si fa ancora più schiacciante sul sito della Gazzetta di Parma (85%) e del Sole 24 Ore (87). Certo, l’affidabilità dei sondaggi condotti attraverso Internet è prossima allo zero ma, in attesa della pubblicazione delle prime indagini scientifiche, questi dati ci consentono di farci un’idea delle tendenze in atto.
E l’impressione è quella di un provvedimento decisamente mal visto: anche - con ogni probabilità - tra gli elettori dello stesso PdL. Facciamo un esperimento: rispondete al sondaggio qua sotto, e vediamo se tra i lettori di polisblog le cifre cambiano.
Foto | Flickr.

Dell’irrituale (per usare un eufemismo) editoriale televisivo pro-ritorno dell’immunità parlamentare di Augusto Minzolini si è parlato sia su queste pagine che su TvBlog. Tra le varie prese di distanza manca a mio avviso una constatazione fondamentale: il tentativo del direttore del Tg1 (e di chi dietro di lui coltiva questo genere di aspirazioni) è votato al fallimento.
Può essere, infatti, che si arrivi davvero ad un ritorno dell’immunità parlamentare: se i numeri in parlamento lo consentono, (quasi) tutto è possibile. Quello che è invece impossibile è ottenere il consenso dell’opinione pubblica italiana su un ritorno al passato di questo genere. Vediamo perchè.
Nella psicologia della nazione, Tangentopoli e la fine della Prima Repubblica hanno costituito un punto di svolta irreversibile. Prima di allora, lo abbiamo visto in un recente sondaggio, anche presidenti del consiglio non propriamente immacolati come Giulio Andreotti godevano della fiducia della maggioranza della popolazione. Dopo, un crollo devastante, di almeno 10 punti.

Il risultato del sondaggio proposto, ieri, dal collega V. dimostra (semmai ce ne fosse bisogno) che l’elettorato italiano non ha fiducia nella propria classe politica che certo non si è contraddistinta, per serietà, negli ultimi mesi che precedono un importante appuntamento elettorale.
La cattiva reputazione di un esponente potrebbe, di fatto, far perdere il proprio schieramento. Per questo motivo sia a destra che a sinistra tutti stanno studiando una comunicazione attraverso la quale redimersi. Dai peccati. Per lo meno.
Interessante, e probabilmente lodevole, è per tanto l’invito che il Ministro della Difesa ha fatto a tutti i colleghi. Secondo Ignazio La Russa gli esponenti politici dovrebbero dimostrare, con un test, che non assumono sostanze stupefacenti.
Continua a leggere: Test antidroga per i politici. Si rifiuta di farlo Paolo Ferrero

Si continua, giustamente, a parlare dell’uccisione di Sanaa, la ragazza uccisa dal padre a causa della sua relazione con un ragazzo di religione cattolica. Quanto successo a Daniela Santaché, oltre che su polisblog, è stato spiegato ieri sera. A Porta a Porta.
Ospite della puntata anche il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna. Provando a smentire tutti i pregiudizi che sul suo conto circolano, l’esponente del Popolo della Libertà si è schierata pubblicamente contro quanto successo costituendosi anche parte civile nel processo che nelle prossime settimane verrà avviato.
Intelligente, e meritevole di una considerazione, è stata, nello specifico, una dichiarazione che ieri sera ha rilasciato a Bruno Vespa.
Continua a leggere: Sanaa: per Mara Carfagna nelle moschee bisogna parlare italiano
È Repubblica, per i lettori di polisblog, il quotidiano migliore. Il quotidiano diretto da Ezio Mauro ha vinto il sondaggio lanciato la scorsa settimana superando il 50% delle preferenze. Il Corriere della Sera è arrivato solo secondo con un misero 17%.
Sul podio, a conferma di quanto sostenuto da Mario Adinolfi (secondo il quale i giornali di destra sono fatti meglio di quelli di sinistra), il Giornale di Vittorio Feltri seguito dal Manifesto. Quinti, a pari merito con il 5% del voti, L’Unità e La Stampa.
A pochi giorni dall’arrivo in edicola del Fatto, il quotidiano diretto da Antonio Padellaro per il quale Barbara Spinelli ha abbandonato la redazione di Mario Calabresi, è interessante osservare come il panorama della stampa italiana stia cambiando. Profondamente.
Continua a leggere: Sondaggio: è Repubblica il quotidiano migliore per i lettori di polisblog