Silvio Berlusconi: refrain. Voto – 9. Il Premier fuorigiri: “Libertà mutilata, i pm vogliono impedirmi di lavorare”. E’ il solito, stucchevole refrain di un disco rotto. Rottura del Cav.
Gianni Letta: tu quoque. Voto – 8. Nelle telefonate dell’inchiesta di Trani spunta (male) il sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Chi va con lo zoppo impara a zoppicare.
Gianni Letta: smentito. Voto – 9. I verbali smentiscono il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio che aveva garantito: “Chi rideva del terremoto non ha avuto e non avrà un euro”. Gli “sciacalli” e gli avvoltoi, invece imperversavano. Quoque tu, Gianni!
Sandro Bondi: avariato. Voto – 9. Il coordinatore del Pdl Bondi assicura che nelle liste del suo partito alle regionali ci saranno solo candidati di provata moralità e competenza: “Stiamo lavorando con La Russa e Verdini”. Tranquilli. Il pesce marcio puzza dalla testa.

Ieri vi abbiamo anticipato la richiesta di arresto per il sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino. Oggi sono state rese note le carte e i verbali su cui si basano le accuse. Visto che cominciano a spuntare nomi grossi vediamo di fare il punto della situazione. Una premessa: tutto il castello accusatorio si basa sulle deposizioni di pentiti di mafia, dunque - come ha detto anche Marco Travaglio nel corso di Annozero - vanno prese con le pinze. Ma gli inquirenti sono giunti a una conclusione e questo è un fatto. Vediamo il tutto.
I collaboratori di giustizia sono sei, tra i quali il ruolo di primattore spetta all’imprenditore Gaetano Vassallo, che si definisce legato alla cosca dei Bidognetti. Quest’ultima è una delle due grandi famiglie che in questa vicenda formano la galassia dei casalesi. La seconda è quella degli Schiavone. Le parole di Vassallo:
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Il ministro Maurizio Sacconi ha attribuito al sottosegretario Francesca Martini (Lega) la delega alla trattazione e alla firma degli atti relativi alle relazioni con la Commissione salute della Conferenza delle Regioni, alle materie della sanità pubblica veterinaria, degli alimenti e della nutrizione, all’assistenza sanitaria e medico-legale del personale navigante, alla Croce Rossa Italiana, alla tenuta dei rapporti con i medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, alle materie della disabilità e della riabilitazione.
Tutte materie di una certa importanza, nelle quali però l’onorevole Martini non ha certo fatto notizia per attivismo. Ora, per recuperare il terreno perduto e mossa dalla convinzione che cani, gatti, conigli e criceti abbiano un’anima (forse è stata al cinema a vedere Bolt..), il sottosegretario leghista si è attivato: ci sarà una mutua per i cani poveri, verrà cancellata la lista delle razze canine aggressive (tipo rottweiler e pitbull) dato che sono tutti buoni se vengono trattati bene, i canili diventeranno “orfanotrofi dove adottare”…
Insomma per Francesca Martini, che dichiara di lavorare 14 ore al giorno al ministero, “anche perché mica mi occupo solo di cani: ho la delega al rientro del deficit sanitario, al rapporto con le Regioni, con l’Europa…”, la priorità politica del momento è salvaguardare l’anima dei cani e la salute degli animali da compagnia indigenti.
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