Mario Monti avrebbe promesso al Cav di non candidarsi nel 2013. Tuttavia non può promettere anche per i suoi ministri e qualcuno di loro se ne frega delle intimidazioni velate da parte dell’ex premier. Non ti curar di lor, ma guarda e Passera
Il nuovo governo e il tornante della storia. I partiti forse lo hanno capito, benché qualcuno sosterrà le misure del professore turandosi il naso. Tappati le nar-Ici
In Spagna vittoria bulgara dei popolari. I socialisti sono ai minimi termini, d’altronde Rubalcaba era una vittima sacrificale. Zapa-terreo
Peccato per Pierferdy Casini. Proprio nel suo momento migliore ecco scoppiargli in casa una piccola tangentopoli. Ora ci sarà da soffrire nonostante il trionfo politico del governo Monti. Ogni giorno ha la sua p-Enav
Medio Oriente - il Pakistan censura Youtube e Facebook per “contenuti sacrileghi”. Disegnare o non disegnare? Ricordate le proteste scoppiate nel 2005 in numerosi paesi islamici per le vignette su Maometto pubblicate dal giornale danese Jyllands Posten? Il Pakistan ha deciso di non rischiare il ripetersi di simili situazioni e giovedì ha bloccato l’accesso a You Tube, come reazione a un gruppo che invitava a “disegnare il profeta Maometto”. A chi si chieda dove sia il problema ricordiamo che l’Islam tende a considerare le raffigurazioni e le immagini come forme di idolatria, specialmente se riguardano i profeti.
E siccome il Pakistan ha una visione fortemente integralista dell’Islam– seppure alleato dell’Occidente nella “guerra al terrore”- l’invito a disegnare Maometto è parso inaccettabile. La locale autorità delle telecomunicazioni ha ordinato di chiudere il sito “in ragione dell’aumento di contenuti sacrileghi al suo interno” e ha affermato di aver preso tale decisione dopo che tutte le possibili alternative erano state esaminate. Facebook era stato oscurato martedì, un giorno prima del “Tutti disegnino Maometto day” indetto da diversi gruppi iscritti al social network.
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Silvio Berlusconi: il fatto. Voto 8. Il premier sbotta a telecamere spente con i senatori del Pdl: “ Fini non ci appartiene più, guarda a Casini e Rutelli. La rottura è insanabile e irreversibile. Non mi aspettavo questo tradimento: una coltellata”. Carte scoperte. Dichiarazione di guerra.
Riccardo Nencini: il fato. Voto 4. Il segretario del Psi attacca le “Agenzie rating” perché sono “contro i governi socialisti di Grecia e Spagna”. Ah, il destino cinico e baro. O la sindrome del nemico. Intanto Nancini occupa la poltrona di assessore regionale. Del doman non v’è certezza!

Madrid. Fini pronto per diventare leader. Secondo quanto affermato dall’ex Premier spagnolo José Maria Aznar l’attuale Presidente della Camera potrebbe essere ancora uno dei più importanti attori politici del nostro paese.
“Quel che è più importante per Gianfranco Fini – ha dichiarato Aznar - non è tanto quello che ha già fatto, quanto il molto che dovrà ancora fare. Sono convinto che il suo futuro politico sarà brillante e fruttuoso e questo è una buona notizia per tutti noi”.
La dichiarazione del predecessore di Zapatero è stata rilasciata a ridosso dell’apertura del Campus organizzato dalla propria fondazione culturalmente vicina a “Fare Futuro”, l’associazione culturale avviata nel nostro paese dall’ex leader di An.
Continua a leggere: Parla Aznar:"Gianfranco Fini? E' il nuovo leader del PDL"

Questa settimana, se escludiamo il divorzio di Veronica Lario e Silvio Berlusconi, cui abbiamo dedicato non a caso una puntata speciale della nostra rassegna mercoledì, si è parlato innanzitutto dell’attivismo di Fiat sui fronti Opel e Chrysler, tema più prettamente economico, ma con alcuni risvolti sul piano politico. In Francia Le Figaro ha titolato ad esempio che l’accordo con la casa americana “risveglia il patriottismo italiano”, fenomeno che vede in prima fila il Cavaliere.
Altri giornali, come De Volkskrant in Olanda, hanno mostrato evidente scetticismo rispetto alla possibilità di associare i concetti “operazione economica di successo” e “Italia”. Per risolvere questa dissonanza cognitiva, il quotidiano olandese ha prima ironizzato sulla stima incondizionata di cui gode Sergio Marchionne nel nostro paese, e ha poi messo in dubbio la sua “italianità”, con una giravolta a dire il vero abbastanza offensiva:
“Che Marchionne sia un ’uomo straordinario’, come viene definito, è certo –perlomeno lo è per gli standard italiani. A cominciare dall’aspetto: raramente in completo e mai con cravatta, Marchionne porta quasi sempre camicia con sopra normalmente un maglione blu scuro. In Italia, un outfit di questo tipo può solo essere visto come un’energica dichiarazione. (..) Non si può certo dire che Marchionne sia l’italiano medio. Parla inglese senza alcun accento e possiede sia il passaporto italiano che quello canadese”
Continua a leggere: Rassegna della stampa estera: Fiat e Opel, la Mafia e la libertà di stampa

Inutile dirlo, i giornali stranieri non si sono fatti pregare per avventarsi sul caso della separazione italiana più importante dell’anno. Già lo scandalo veline e le prime esternazioni di Veronica Lario poi avevano destato una certa attenzione all’estero: ora, dopo la richiesta di divorzio, si tratta di una vera propria tempesta.
Nel Regno Unito il Guardian ha costruito un intero articolo intorno al fatto che la moglie di Berlusconi si sia riferita a lui come all’”imperatore”:
“(Veronica Lario) ha fatto qualcosa in più che sparare a zero sulla sua vanità. Ha ripetuto quello che sta diventando velocemente il tema dominante della politica italiana - il fiorente potere del magnate dei media di destra e le paure di una deriva verso l’uso di metodi non democratici”
Continua a leggere: Speciale rassegna stampa estera: Veronica Lario divorzia da Berlusconi

Per la prima volta dopo trent’anni dalla fine della dittatura fascista di Francisco Franco non sarà un governo di nazionalisti a guidare i Paesi Baschi, regione di 2,2 milioni abitanti, segnata da sempre da tensioni separatiste e autonomiste e dalla lotta del gruppo armato Eta, considerato responsabile di più di 800 omicidi.
La svolta è stata possibile grazie all’inedita alleanza tra il Partito socialista e il Partito popolare, rispettivamente maggioranza e opposizione al governo centrale; il Psoe è arrivato secondo alle elezioni del primo marzo, mentre i popolari sono giunti terzi.
Così Patxi Lopez, 49 anni, verrà nominato oggi lehendakari, ovvero capo del governo regionale. Lopez otterrà la maggioranza assoluta nel parlamento regionale della città di Vitoria con i voti del Partito Popolare (Pp) pur essendo un esponente del Partito Socialista (Psoe).

Succedono cose curiose nelle ultime settimane in Francia . Il dibattito politico interno pre-elezioni europee sembra infatti seguire copioni e canovacci che dovrebbero essere molto familiari agli appassionati di politica italiani.
La vicenda: secondo Libération, Nicolas Sarkozy avrebbe espresso giudizi poco lusinghieri sul premier spagnolo Zapatero, definendolo “non molto intelligente” nel corso di un pranzo informale con alcuni parlamentari. Una mezza gaffe, che ha creato una tempesta di polemiche tra Francia e Spagna.
A questo punto entra in scena Ségolène Royal, che, in un comunicato, chiede scusa alla Spagna e a Zapatero a nome dei francesi. Segue una nuova marea di critiche, questa volta verso l’ex-candidata socialista alle presidenziali. La quale però non retrocede, e ribadisce anzi che “da quando c’è Sarkozy, leggendo la stampa straniera ci si vergogna a volte di essere francesi”.
Continua a leggere: Segolène Royal si vergogna del suo paese: quando la Francia si italianizza
Quel che è accaduto oggi a Pomigliano potrebbe presto estendersi in altre località d’Italia.
I 5 mila lavoratori Fiat da mesi in cassa integrazione hanno manifestato per avere risposte concrete sul loro futuro, occupando per ore l’autostrada e scontrandosi con la Polizia.
La crisi morde sempre più e l’esasperazione potrebbe prendere il sopravvento. Il nostro Paese incredibile, metà fiaba e metà incubo, potrebbe entrare in una fase drammatica e pericolosa.
La frase del Premier Berlusconi “Due punti in meno del Pil non sono un dramma” è stata smentita da Eurostat con la previsione di un tasso di disoccupazione vicino al 9 per cento, cioè con nuovi 600 mila posti di lavoro in meno.
“La domanda che ci poniamo oggi non è se il nostro governo sia troppo grande o troppo piccolo, ma se funziona, se aiuta le famiglie e le imprese a uscire dalla crisi”. Sono parole di Barack Obama, molto diverse da quelle ottimistiche di Silvio Berlusconi che sembra “accontentarsi” di avere una maggioranza ampia, senza curarsi dei risultati.
A tutt’oggi l’azione del governo italiano non ha inciso minimamente sulla crisi.

Il boom spagnolo degli ultimi anni si è retto principalmente su immobiliaristi - diciamolo pure, un pò diversi dai nostri Coppola, Ricucci e Statuto - che hanno fatto miliardi, di euro, realizzando le infrastrutture che ogni volta che ci capita di percorrere una autopista ci fanno pensare, “Ma guarda com’è tenuta bene la Spagna”. Stanno meglio di noi. Già Già.
I palazzinari in Spagna hanno una storia che fa invidia a quella dei nostri furbetti del quartierino: pensate solo a Lorenzo Sanz, ex presidente del Real Madrid - un pò come l’attuale presidente della Martinsa Fedesa, Fernando Martin, anche lui era stato a capo delle merengues - uno che negli anni ottanta ha costruito una fortuna, per poi finire a volersi comprare prima il Parma e poi il Bari.
Un mezzo tracollo, anche giudiziario. Ora però qualcosa inizia a scricchiolare. La Martinsa Fadesa infatti, la più grande impresa di costruzione spagnola, con qualcosa come dieci miliardi di euro di patrimonio immobiliare ha portato i libri in tribunale.
Potete leggere tutto qui, su El Pais; hanno 5200milioni di euro di debiti. E sono solo i primi della lista, perchè molti analisti sostengono che il mercato immobiliare iberico non ripartirà prima di un ulteriore crollo del 20%.