A poche settimane dall’inizio del nuovo anno è necessario riflettere su quanto è successo nel 2009. Sulle parole chiave di un momento storico caratterizzato, non solo, dal gossip. Negli ultimi mesi si è parlato spesso di mafia. Anche se non in modo esplicito.
Per questo motivo abbiamo deciso di intervistare la giornalista Laura Aprati che insieme ad Enrico Fierro ha realizzato Malitalia.
Procediamo con ordine. Quali sono gli elementi che contraddistinguono “Malitalia” dagli altri libri di denuncia?
Qualche giorno fa il Papa aveva stigmatizzato l’eccesso di male nei media. Vespa ha subito colto la palla al balzo: “Il brutto in tv? Il Santo Padre ha ragione: non inviterò più La Russa”. Folgorato sulla via di Garlasco
Berlusconi, Saccà, Elena Russo, le attricette, le vallette… Torna di moda Gioacchino Genchi e si ritorna a parlare delle intercettazioni che riguardano il premier. Un vecchio film che non passa mai di moda. Proprio come quelli di James Bond. Dalla Russo con amore
Il Giornale ci racconta tutto del nostro beneamato capo del governo. Così scopriamo che il SuperCav è stato di recente al cinema a vedere il film catastrofico ‘2012′. In pratica nella pellicola si descrive la fine del mondo dopo la confermata veridicità delle dichiarazioni del meteorite Spatuzza, precipitato sul processo Dell’Utri. La caduta dei gravi(ano)
Durante il film, il pianeta viene anche sconvolto da terribili inondazioni. La scena ha provocato l’immediata reazione in sala di Berlusconi, che sottovoce ha sussurrato: “L’avevo detto a Ferrara di non andare al mare con Goffredo Bettini. Il bagno insieme era pericoloso”. Il Cav ha mostrato più preoccupazione per le sorti delle isole Cayman che di Villa Certosa. Premier offshore

Stasera a Ballarò si torna sulla questione dei pentiti di mafia e sulle dichiarazioni del pluriomicida/non più smemorato Spatuzza.
Accuse di mafia, polemiche sulla giustizia, liti all’interno della maggioranza e dell’opposizione. Può un Paese in crisi essere governato in questo clima?
Ce lo chiediamo anche noi, assieme agli ospiti di Giovanni Floris. Nell’ordine: il ministro della Difesa Ignazio La Russa, il leader di Alleanza per l’Italia Francesco Rutelli, il ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla, il senatore del PD Ignazio Marino, l’economista Tito Boeri, il presidente di Rcs libri Paolo Mieli.
Come sempre questo spazio sarà a disposizione per i commenti alla trasmissione. Appuntamento su Rai3 alle 21.05
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Per Cicciobello il Pd è “un partito mai nato”. Un vero e proprio aborto spontaneo. Lui è andato via, ma suor Binetti ancora non lo ha seguito. Eppure a lei le interruzioni di gravidanza non piacciono per nulla. Francesco Ru(486)
Il poeta Bondi è affranto, avvilito. Non comprende i motivi di tutto questo accanimento nei confronti del suo nume tutelare. E anche se ha detto stop alle poesie, pare che stia riversando tutto il suo dolore nella composizione di un poema epico-cav(alleresco) dedicato al premier. Sulle orme dell’Ariosto, Bondi racconta le vicissitudini del Cav che combatte dalle Alpi alla Sicilia e sconfigge orde di toghe rosse nonché gli infedeli musulmano-comunisti. Poi salva la bella Mara dalle grinfie delle malvagie guarnigioni omosex e conquista il regno italico. Così Bondi sogna ad occhi aperti ed è felice. L’Orlando Fazioso
Nuove accuse al prode Cosentino: avrebbe cambiato assegni per conto dei Casalesi. Berlusconi lo difenderà ancora a Spatuzza tratta? L’amore è cheque
E i finiani? Hanno provato lungamente a fargli terra bruciata intorno, ma ora sono in difficoltà per il fuori onda del presidente della Camera. Torneranno all’attacco (settimana prossima si vota in aula sull’autorizzazione a procedere)? O proveranno a tacere per raffreddare il clima? Acqua in bocc(hino)
Mafia e stato. Puntata bollente questa settimana del Passaparola di Marco Travaglio, alle porte di giorni di fuoco, vedi il triangolo Berlusconi Dell’Utri Spatuzza , e nella settimana che si chiuderà con l’atteso No Berlusconi day.
Pronti? Dopo aver smontato le solite bugie, i rumors per cui i pentiti sono credibili solo se non danno fastidio a politici importanti, il giornalista spiega come l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa sia fondamentale per punire quelle condotte che non sono nella mafia, ma la appoggiano in cambio di qualche favore.
Il concorso esterno naturalmente era considerato fondamentale da Falcone e Borsellino, che infatti furono i padri del reato di concorso esterno, visto che ne definirono i contorni per la prima volta, a proposito della mafia, nella sentenza /ordinanza del processo Maxi Ter a Cosa Nostra nel luglio del 1987, per cui quando sentite che Falcone e Borsellino non avrebbero mai usato il concorso esterno, sono tutte stupidaggini, in quanto l’hanno teorizzato loro.
Le voci di un video hard che riguarderebbe la Mussolini sono diventate quasi una certezza. Nel frattempo quest’ultimo presunto scandalo ha spinto molti a rispolverare – soprattutto su internet – vecchie immagini della nipotina del Duce in versione attrice e fotomodella sexy. Cose di parecchi anni fa. Nel…Fiore…degli anni
A lungo Brunetta ha inveito contro Tremonti perché il divo Giulio non tira fuori gli “sghei” (o “schei” direbbe il mini-ministro veneziano). Poi i due hanno fatto pace, si sono abbracciati e si sono scambiati effusioni. S-ghei pride
Il crollo di Dubai è come una tragedia cinematografica. Lo scintillio dei grattacieli nel deserto, le mille gru sulla sabbia di isolotti artificiali, la finanza spericolata laddove una volta c’erano i beduini. Poi la Disneyland del mattone ha fatto crac. E’ venuta giù come una scenografia hollywoodiana. Robert D’Emiro
I giornali del Cav preparano il terreno. La procura di Firenze ha smentito. Ma tutti sono convinti che sia in arrivo un avviso di garanzia per concorso esterno in associazione mafiosa. L’Italia ormai è preparata e il capo del governo è pronto alla guerra. La Spatuzza di Damocle

Proviamo a fare un po’ il punto nell’ennesimo assalto del gruppo Espresso/Repubblica alla Fininvest, e nella susseguente - anche qui ennesima - querela della famiglia Berlusconi. Mafia o non mafia, nella sostanza Repubblica ha accusato la Fininvest di provenienza “nebulosa” di parte dei capitali costitutivi dell’azienda. E citiamo:
Gaspare Spatuzza rivela ai pubblici ministeri di Firenze che “Filippo Graviano mi parlava come se Fininvest fosse un suo investimento, come se fossero soldi messi da tasca sua”. È una dichiarazione che ripropone la questione mai accantonata della provenienza dei capitali che hanno favorito l’avventura imprenditoriale di Silvio Berlusconi che di suo - è noto - risorse non ne aveva a disposizione. Per sintetizzare i dubbi che ancora ci sono su quell’inizio, Repubblica ha ritenuto di citare una breve frase dal libro di Paolo Madron, Le gesta del Cavaliere, Sperling&Kupfer: “Sono [di Berlusconi] non meno dell’80 per cento delle azioni delle holding che controllano Fininvest. Sull’altro 20 per cento, per la gioia di chi cerca, ci si può ancora sbizzarrire” (pag.137).
Ora, lasciando perdere per un momento le gesta del pentito Spatuzza, le cui dichiarazioni molto tardive (perché parla solo 6 mesi dopo) sono tutte da verificare, torniamo al punto. Su quella quota del 20% evocata da Madron esiste una perizia del consulente del pool di Palermo Francesco Giuffrida, che fu poi citato per danni da Fininvest e arrivò a transare, dichiarando che “le operazioni oggetto del suo esame consulenziale erano tutte ricostruibili e tali da escludere l’apporto di capitali di provenienza esterna al Gruppo Fininvest” (atto di transazione del 26 luglio 2007).