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Olimpiadi invernali: Franco Frattini contro le federazioni italiane

pubblicato da giovanni molaschi in: Dichiarazioni



Qualcuno precisi al Ministro degli Esteri, Franco Frattini, che lui non è Jim Carrey. Qualcuno, con forza, gli dica che non può candidarsi, di questi tempi, al ruolo da protagonista per un probabile remake di “The Truman Show”.

Vada per le fotografie, su Novella2000, di lui e della dermatologa (Chantal) con la quale ha condiviso l’intimità. Passino pure i ritratti personali, in giro per il mondo, caricati sul sito del proprio dicastero per far vedere che non è sua abitudine star fermo.

Ma era necessario commentare, alla Gazzetta dello Sport, i risultati degli italiani alle Olimpiadi invernali appena concluse? No. Certo che No. Soprattutto se tale annotazioni sono state fatte colpevolizzando chi alla manifestazione sportiva ha partecipato.

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Il caso Riccò è lo specchio del paese

pubblicato da Luca Landoni in: L'Italia fa schifo



Riccardo Riccò, 24 anni, ciclista professionista da due. Un campione. Un predestinato. Dopo un ottimo Giro d’Italia, anche al Tour sulle prime salite prende e va, lasciando sul posto ben più celebrati campioni. Come Pantani, si dice… come Pantani. Scende una lacrimuccia ai grandi tifosi del Pirata che tornano a scorgere quello scatto ormai perduto, e ripensano alle antiche imprese… Mortirolo, Gavia, Galibier, Alpe d’Huez… e quella squallida stanza d’albergo ove tutto finì.

E poi il deja vu. Positivo al doping, ma non per banale ematocrito alto come l’elefantino, bensì per Cera, la nuovissima, famigerata Epo di terza generazione. Scandalo, delusione ma anche rassegnazione, come se già ce lo aspettassimo, come se non si potesse fare nulla… Da tanto non seguivo il ciclismo, proprio dalla morte del Pirata, e ironia della sorte avevo ripreso quest’anno, assistendo prima al Giro e poi al Tour de France, perché è sempre la Grande Boucle, mi dicevo, la quintessenza di questo sport epico.

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Ore 12 - Max Mosley: solo l'Italia (fra i big) lo sostiene. Scandalo! Tace la ministra Meloni

pubblicato da Massimo Falcioni in: Impresentabili Il punto politico

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L’autonomia dello sport è fuori discussione. Ma, come nella inquietante vicenda di Max Mosley, la politica non può lavarsene le mani. Il potente e ricco Mosley, dopo lo scandalo dell’orgia nazista, è stato riconfermato a capo della Fia dall’assemblea della stessa Federazione auto a Parigi il 3 giugno, anche grazie al voto favorevole dell’Italia, unico paese fra quelli più importanti.

Come si ricorderà Mosley fu accusato di avere organizzato un’orgia nazista con cinque prostitute. Il video con la performance di 5 ore finì sulla rete, con il 68enne Max comandante di un lager nazista che dà ordini in tedesco alle prostitute (pagate 2.500 sterline cad,) nude o vestite come le prigioniere di Auschwitz, frustandole e facendosi frustare a sua volta.

Va anche ricordato che il padre di Max, sir Oswald Mosley fondò fra le due guerre mondiali l’Unione britannica dei fascisti, appoggiando apertamente le idee e l’operato di Adolf Hitler e Benito Mussolini.

Dopo la “triste” vicenda, il mondo della Formula uno quasi ovunque chiese la defenestrazione del Presidentissimo, in carica da ben 11 anni. All’Assemblea Fia di Parigi 103 federazioni nazionali hanno votato (a scrutinio segreto, quindi potenzialmente sotto pressioni di vario tipo ) a favore di Mosley, 55 contro, 7 astenuti e tre schede non valide.

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Stadi privati, soldi pubblici: un regalino di Prodi

pubblicato da ahoramismo in: L'Italia fa schifo E basta

Soldi pubblici agli stadi privati (grazie alla Finanziaria)E’ iniziata la marcia verso la costruzione di grandi stadi polivalenti di proprietà dei club sportivi. Si tratterà di enormi centri ricreativi aperti tutti i giorni. Le squadre di calcio contano di ricavarci enormi profitti (nell’ordine delle decine di milioni di euro l’anno, per un totale di 2-3 miliardi di euro l’anno nell’intero mercato italiano). I progetti sono in fase avanzata e su Repubblica.it se ne trova un ampio resoconto.

Quello che mi chiedo e’: cosa c’entrano in tutto questo i soldi delle nostre tasse? Si legge infatti su Repubblica che “[g]razie al lavoro di Giovanni Lolli, sottosegretario allo Sport del governo Prodi, in Finanziaria già ci sono 20 milioni (rinnovabili ogni anno) per abbattere gli interessi sugli investimenti: il costo delle opere sarà a carico del club, ma gli interessi sui mutui concessi diventeranno pari a zero.”

E’ proprio vero che nei mille rivoli della Finanziaria c’è spazio per tutti: ma in un paese che soffre di un’enorme carenza infrastrutturale nel settore dei trasporti (e non solo), questo “regalino” ai club mi pare uno schiaffo ai contribuenti. Tanto più che gli stadi saranno comunque ampiamente remunerativi. Voi che ne pensate?

Foto | mach-ms su flickr

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