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Tutti gli articoli con tag sprechi

Berlusconi e Tremonti, Totò e Peppino delle ... "stangate"

pubblicato da il passator cortese


foto Flickr

La manovra da 24 miliardi di euro (forse si andrà vicini ai 30) che sta per abbattersi sugli italiani non è nuova. Nel senso che, come l’influenza “cattiva” ha le sue ricadute, anche stavolta, crisi economica più cattivo governo dell’economia (e non solo) fanno risalire il mercurio del termometro.

E la febbre alta richiede nuove punture … dolorose e salate (costose).Insomma, nuova manovra da lacrime e sangue.

Alla faccia del Premier e del ministro dell’Economia, che per mesi sorridevano a 32 denti perché “la crisi non c’è”. C’è da fidarsi di questi due “governanti”, i Totò e Peppino dell’economia improvvisata?

Tremonti si vanta di non essere un “economista”, ma un “commercialista”. Il Cavaliere non è né l’uno né l’altro, ma i conti li sa fare. Per le proprie tasche.

Per cavare soldi dall’evasione fiscale e dalla riduzione degli sprechi (quelli veri) ci vogliono anni e anni. Soprattutto serve volontà politica, che non c’è.

Quindi i (quasi) 30 miliardi devono uscire o da tagli, o da tasse, o da sanatorie o da vendite di patrimoni dello Stato. Di fatto, dalle tasche di “pantalone”. Italiani!

Basta auto "blu"! La Lega le vuole ... "verdi"

pubblicato da il passator cortese


Eccola, la double face della Lega, partito di lotta e di governo! E soprattutto di “furbi” e di “furbate”.

L’ultima trovata è del neo presidente della regione Piemonte Roberto Cota che fa subito un atto “rivoluzionario” rinunciando sic et simpliciter nientemeno che all’auto blu, poderosa Lancia Thesis, nonché ai due autisti. Il governatore non scherza e dal balcone, urbi et orbi, annuncia: “La metto in vendita”. Bene. Da qualche parte si deve pur cominciare per tirare la cinghia e dare l’esempio.

E come si muoverà il signor presidente? Nessun problema, provvede “Re Umberto”, alias la Lega, che metterà a disposizione di Cota una … attempatissima Volvo con relativi autisti di partito. Basta auto blu di stato, largo alle auto verdi, di partito! Si troverà sempre un militante che …spinge.

Perché non spostare anche gli uffici del presidente (e non solo quelli) dalla regione nella sede del Carroccio? Giusto per farla finita con quei pallosi “distinguo” fra istituzioni e partito. Tanto per stare in linea con il governo nazionale, che invece di discutere in Parlamento a Roma, decide tutto nella reggia di Arcore.

La demagogia e il populismo pagano. Con una mano si liquida un’auto blu con gli annessi e connessi e con l’altra (solo per fare uno dei mille esempi ..) si dice “no” all’abolizione delle province gettando una montagna di milioni di euro. E si punta tutto su un federalismo Made in Italy, moltiplicatore di posti e di spese.

Poi, con l’auto di partito si arriva prima, anche a metter mano alle banche del Nord. E a intascare quel che è … “giusto” intascare.

Di sicuro Cota riceverà, dopo i voti, anche gli applausi. E il partito dei grandi “sprechi”, che è trasversale e che annovera anche la Lega, continuerà imperterrito nel malgoverno. Come dimostra l’aumento vertiginoso (e vergognoso) della spesa pubblica.

Palazzo Chigi: "reggia dorata" del premier, colma di superdipendenti e supersprechi

pubblicato da il passator cortese

Predicare bene e razzolare male è “la” caratteristica del premier Silvio Berlusconi.

Dall’Espresso in edicola si viene a sapere quel che tutti sapevano ma che nessuno osava dire: Palazzo Chigi è “una vera “reggia” del sultano, “dove si moltiplicano dipendenti e sprechi”.

Un “paradiso” dove sono a libro paga (dorata!) ben 4.500 persone, oltre 1.400 in più di quelle previste dalla pianta organica! Oltre un miliardo di euro l’anno (mal)spesi per ingrassare una corte che nessuno controlla e sa cosa esattamente fa.

Un esempio? La segretaria del premier Marinella Brambilla è elevata a dirigente generale di prima fascia, il massimo assoluto della carriera pubblica. E altre segretarie, quella di Gianni Letta, di Carlo Giovanardi, di Rocco Primi ecc. sono tutte “superdirigenti generali”: una vergogna e uno scandalo, non solo di carattere economico.

Anche i responsabili dell’immagine del premier (quelli che preparano gli spot in tv) sono elevati al rango di direttore generale.

Ben 300 mila euro è stato il costo delle riprese tv per l’inaugurazione del Premier delle prime case a l’Aquila. Le troupe ingaggiate per seguire passo passo il capo del Governo sono numerose e a costi esorbitanti.

In 17 mesi Berlusconi, solo per eventi mediatici, è costato quasi 5 milioni di euro, contro i 150 mila euro spesi allora da Romano Prodi.

Ci fermiamo qui. E’ un servizio che va letto fino in fondo. Poi, alla fine, non si sa se ridere (istericamente) o piangere (di rabbia).

La pubblica amministrazione digitale non decolla, i dati del ministro Brunetta certificano un “semifallimento”

pubblicato da G.L. Barone


La Pubblica Amministrazione Digitale non decolla. Il cosiddetto e-government, che dovrebbe contribuire ad aumentare l’efficienza della P.A., diminuendo gli sprechi e favorendo l’interazione con i cittadini, non riesce a farsi spazio tra le fitte maglie della nostra burocrazia.

A dirlo è il rapporto sullo stato di informatizzazione della PA illustrato nello scorso ottobre dal ministro Renato Brunetta.

La situazione, a dispetto di roboanti annunci del super ministro, che solo pochi giorni fa aveva promesso “2 mega di banda per tutti” (salvo poi essere smentito ieri da Gianni Letta) non è per nulla rosea.

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Ore 12 - I 25.000 "feudatari" delle società partecipate. Quando la casta politica si moltiplica

pubblicato da Massimo Falcioni

altroLo ricorda il senatore Giulio Andreotti che “a pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”.

Specie in politica. Con la sua casta, i suoi privilegi, i suoi soprusi, i suoi eccessi. E le spese inutili, gli sprechi abissali.

Per anni c’è stata battaglia sacrosanta contro gli “Enti inutili”. Qualche buon risultato s’è visto. Poi il tiro è stato spostato principalmente contro le segreterie dei partiti e soprattutto contro i parlamentari, oggi sempre più “nominati” che effettivamente eletti. Spesso si fa di tutta un’erba un fascio, scadendo nell’antipolitica.

Fra gli “scandali”, quello delle “società partecipate” è quello più … scandaloso. Sottovalutato dai media e quindi non compreso dall’opinione pubblica.

Fra società partecipate e consorzi, regioni ed enti locali si contano 25 mila (venticinquemila!) rappresentanti negli organi di gestione.

Compensi da nababbi, impegno discutibile, criteri di selezione prettamente politici (cioè scandalosi). Un qualcosa come il cimitero degli elefanti per politici in età avanzata o “contentini” per politici trombati.

E’ la più vergognosa spartizione politica dal dopoguerra ad oggi.

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Assegni di disoccupazione vs donne in pensione a 65 anni: quali interessi rappresentano davvero i sindacati?

pubblicato da Giulio Mattioli


Vale la pena di fare una piccola riflessione a freddo su quanto avvenuto nell’ultima settimana nel campo delle politiche del lavoro. Caso n°1: il PD rilancia la sua proposta di un assegno unico di disoccupazione, il governo si rifiuta e dileggia la proposta. Risultato: il provvedimento finisce nel dimenticatoio.

Caso n°2: il governo rilancia la proposta di portare a 65 anni l’età pensionabile per le donne nel pubblico impiego; i sindacati (compresa questa volta la CISL) fanno fuoco e fiamme. Risultato: il Ministro Sacconi torna pavidamente sui suoi passi, dichiarando che non si deciderà nulla prima di aver consultato i confederali.

Mettendo a confronto questi due casi colpisce il relativo silenzio di CGIL & co. sulla prima vicenda, soprattutto se comparato alla determinazione investita, con successo, nella seconda. La spiegazione di questo diverso atteggiamento è, in realtà, abbastanza evidente.

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Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Giorgio Napolitano: pro università. Voto + 9. Da Perugia Il capo dello Stato striglia il Governo e dice “Basta ai tagli indiscriminati su atenei e università”. Ma la Gelmini tira diritto: “Nostro dovere eliminare gli sprechi e le gestioni inefficienti”. Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.
Partito democratico: divisione continua. Voto – 9. Il Pd del neo segretario Dario Franceschini non si smentisce e si divide ancora sul testamento biologico. La senatrice Dorina Bianchi non firma l’emendamento della Finocchiaro e Francesco Rutelli si smarca. Bacchetta nuova , vecchia musica.

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Alitalia: la tragedia di un paese ridicolo. Ora piloti e hostess formano una cordata

pubblicato da Luca Landoni



Piloti, hostess e steward hanno annunciato che stanno cercando partner per una nuova cordata che rilevi Alitalia con il loro apporto diretto. Per fare questo sono disposti a mettere sul piatto il loro Tfr e parte dei loro stipendi, come afferma coraggiosamente il comandante Massimo Notaro dell’Up. Il termine, ben specificato nel bando che potete trovare a questo indirizzo, è il 30 settembre, ma i nostri ne sono ben consapevoli e si dimostrano fiduciosi. Notaro appare estremamente deciso anche quando bolla come “piccola offerta” quella di Cai, mentre loro cercano un’offerta grande (come il famoso pennello) o in altre parole, un socio di maggioranza che confermi i loro stipendi e privilegi.

Ah quale coraggio. E quale sprezzo del ridicolo. Lo ammetto, la tentazione era di ripubblicare pari pari l’articolo che scrissi sulla vicenda non più tardi del 5 aprile, ovverossia all’indomani dell’uscita di scena di Air France nella persona dell’Ad Spinetta. La situazione infatti è assolutamente identica. I compratori chiedono precisi sacrifici per rendere remunerativo il loro periglioso investimento (allora parlai di una perdita di posti di lavoro tra il 30 e il 50% e sempre lì siamo) e i sindacati, soprattutto la granitica Cgil di Epifani, rispondono sostanzialmente che sacrifici non se ne fanno.

Ma piloti e hostess che investirebbero (e usiamo il condizionale) la loro liquidazione lo sanno che verrebbe usata per pagare gli stipendi degli amici, degli amici degli amici, dei sindacalisti in permesso sistematico, dei colleghi che riposano, degli innumerevoli sprechi di cui abbonda il carrozzone più grottesco del Belpaese? E lo stesso Epifani quando afferma di non poter credere che non vi siano parti interessate a rilevare un mercato così vasto non si chiede il perché? La domanda ovviamente è retorica, visti gli interessi politici che girano intorno alla vicenda.

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Ore 12 - Comuni col "buco". Federalismo, toccasana o nuovo balzello?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroAlzi la mano chi trova un sindaco o un assessore disposto a fare “mea culpa”e a dichiarare che nel proprio comune ci sono sprechi o spese inutili.

Eppure, stando ai bilanci, nei comuni capoluogo di provincia è tutto un “buco”: su 106 comuni, solo 3 sono in grado di mantenersi da soli. Motivo? Semplice. I nostri municipi spendono molto di più di quanto incassano con le tasse.

A dimostrarlo, se ce ne fosse bisogno, è uno studio della Cgia (Associazione artigiani e piccole imprese) di Mestre, da cui risulta che solo Belluno, Biella e Forlì sono finanziariamente autonomi. Gli altri 106 comuni sono tutti in perdita.

Ma quante differenze fra Nord e Sud! Al Nord la maggioranza delle amministrazioni coprono almeno l’80% delle spese, mentre al Sud si va molto al di sotto del 50% con casi da far rabbrividire. Come a Enna, dove il comune spende quattro volte di più di quanto ricava dalle tasse. A Catania (41,6% di copertura), Messina (41,9%), Caltanissetta (43,6%). Qui e in altre regioni del Sud (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria) il saldo negativo dei comuni è allarmante, con differenze abissali rispetto al Nord, i cui comuni, comunque non godono buona salute.

Federalismo fiscale toccasana? “Non ci sarà uno che perde e uno che guadagna: guadagneranno tutti. Chi ci perderà sarà la cattiva politica”. Parole del ministro all’Economia Giulio Tremonti.

Con quel che si vede ogni giorno in Italia, dalla capitale al più piccolo comune, chi ci crede alzi la mano.

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Le prossime mosse del Cavaliere e il "libro nero" dell'Unità

pubblicato da fc

E’ un Berlusconi quasi convincente quello che si racconta oggi al Giornale da Villa Certosa, in Sardegna, dove sta trascorrendo le vacanze con la famiglia. Ha voglia di illustrare tutti i successi riscossi del suo esecutivo in questi 100 giorni di governo ma, approfitta dell’occasione anche per parlare dei progetti futuri. Tra i quali l’introduzione del bonus bebè e l’abolizione del bollo auto che però, assicura, saranno introdottoti “gradualmente” nella seconda parte della legislatura. Per ora, le priorità sono altre: riforma della giustizia, legge elettorale per le europee e federalismo fiscale.

Per abbassare le tasse, infatti, spiega Berlusconi, è necessario procedere con tagli rigorosi in quanto “esistono sprechi e inefficienze ad ogni livello”: bisogna, insomma, ridurre il costo della macchina pubblica. E il federalismo, secondo il premier, rappresenta la soluzione: “Servirà - dice - proprio a rendere più responsabili tutti gli amministratori pubblici in modo da ridurre le spese dello Stato, delle Regioni, delle alte istituzioni locali e quindi poter ridurre le imposte sulle famiglie e sulle imprese”.

Bugie, secondo l’Unità che, per festeggiare i primi 100 giorni di Berlusconi manda on-line il “libro nero di questo Governo”: un e-book (in formato pdf) che, in circa sessanta pagine - promettono dal quotidiano fondato da Gramsci - raccoglie “tutto quello che avreste voluto sapere su Berlusconi III ma nessuno vi ha mai voluto raccontare”. E’ “una guida ragionata - dice simpaticamente il sottotitolo - ad un governo irragionevole”. Buona lettura!