L’esercito dello Sri Lanka ha annunciato ufficialmente che il cadavere del leader dei ribelli Tamil, Veluppai Prabhakaran, è stato identificato e il presidente del Paese, Mahinda Rajapaksa, ha dichiarato la fine della guerra civile e la vittoria dell’esercito.
Questa mattina la televisione di stato singalese ha trasmesso le immagini del presunto corpo del leader con il volto visibile e gli occhi aperti. Le immagini mostrano inoltre la sua carta d’identità. L’annuncio arriva poco dopo le parole di alcuni Tamil che invece smentiscono l’uccisione.
Nonostante l’incertezza sulle sorti del leader sembra così concludersi la guerra civile tra governo singalese e ribelli tamil iniziata nel luglio del 1983, un conflitto che in 26 anni ha causato la morte di oltre 90 mila persone, tantissime causate da un governo che non si è mai preoccupato delle vittime civili, anzi, le ha usate in maniera spietata.
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Centinaia di civili sono stati uccisi nell’offensiva lanciata dall’esercito cingalese contro i ribelli delle Tigri Tamil. Secondo la Croce rossa Internazionale e il personale sanitario, almeno 500 persone sono morte e 1.212 sono rimaste ferite in una serie di attacchi sabato notte. Se le cifre sono esatte si tratterebbe del giorno più sanguinoso da quando il governo ha lanciato la sua campagna militare per eliminare i ribelli delle Tigri Tamil in Sri Lanka.
Di poco fa l’ennesima tragica notizia confermata dall’Onu: il bombardamento sull’ospedale da campo di Mullivaikal, l’unico attivo nella ‘Safe Zone’, il piccolo tratto di costa, nel nord-est dell’isola, dove migliaia di civili tamil sono intrappolati nei feroci combattimenti tra esercito governativo e ribelli delle Tigri tamil (Ltte). Qui un video dal Guardian della situazione da fine del mondo.
Sono almeno 50mila i civili intrappolati nella zona degli scontri. Il conflitto tra le Tigri e il governo di Colombo, dal 1983 a oggi, ha causato la morte di almeno 70mila persone. La comunità internazionale nel frattempo è “distratta” e nicchia.
Immagine|Flickr
Otto membri della squadra di cricket dello Sri Lanka, almeno sei persone della sicurezza e due civili sono stati uccisi in Pakistan in un attacco contro l’autobus che si stava dirigendo a Lahore verso lo stadio Gaddafi per giocare contro la nazionale pakistana. Il bilancio è ancora incerto.
La polizia ha riferito di aver individuato almeno 12 aggressori che hanno aperto il fuoco sul convoglio e di aver circondato una zona commerciale della città, dove si pensa che si siano rifugiati gli attentatori. “Sono gli stessi terroristi che hanno attaccato Mumbai. Sono criminali addestrati. Non sono gente comune” ha commentato a caldo il governatore della provincia del Punjap, Salman Taseer, di cui Lahore è capitale.
All’arrivo presso lo stadio del pullman dei cingalesi il commando ha cominciato a sparare contro il corteo con mitra khalashnikov e a lanciare granate. Il commando è quindi fuggito in un vicino quartiere di negozi, dove la polizia li sta cercando. Dopo Mumbai oggi Lahore. La polveriera pakistana sembra definitivamente esplosa. Come si comporterà Obama?
Immagine/Cnn