
Diversi articoli dei media stranieri nelle ultime settimane si sono concentrati sulla Lega Nord e su due dei suoi cavalli di battaglia: immigrazione e questione Rom. Vediamoli in dettaglio.
Negli Stati Uniti, l’autorevole Time ha confrontato la situazione italiana e quella francese:
Un nuovo giorno e un altro accampamento fatiscente smantellato, proprio dove vivevano i Rom. Le catapecchie in legno vengono rase al suolo. Le tende collassano. Gli inquilini si dileguano. A Roma, lo sfratto dei Rom, una minoranza etnica Europea, spesso ricondotta a quella degli zingari, sta avendo luogo in piena regola di legge: militari, spianatrici, pastori tedeschi. Ma, contrariamente al polverone che si è invece scatenato a livello internazionale riguardo agli sfratti avvenuti in Francia, in Italia la notizia non ha avuto molta risonanza. (..)
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La situazione politica del Belpaese attraversa una fase particolarmente convulsa, a volte troppo complessa perfino agli occhi dei commentatori nostrani. Figuriamoci che razza di rompicapo debba sembrare agli occhi di quei media stranieri che cercano di fornirne un interpretazione comprensibile.
El Pais ha deciso di cavarsi d’impaccio intervistando un italiano illustre che è guarda caso anche politologo di fama internazionale: Giovanni Sartori.
D: E in che cosa assomiglia a una dittatura?
R: Lui (Berlusconi, ndt) non è un dittatore del secolo XX perché non ha cambiato la Costituzione, nonostante abbia tentato di svuotarla di contenuto dall’interno per togliere potere al Parlamento. Ma gli italiani che lo votano dicono: “Siamo contentissimi con il nostro dittatore” Lo definisce l’idea di corte: fa quello che vuole, ottiene quello di cui ha bisogno, non distingue fra pubblico e privato, il piacere del potere lo gratifica. È a metà strada fra il dittatore e non. È il padrone all’antica, il gallo nel pollaio
La significativa avanzata elettorale del Carroccio alle ultime regionali ha attirato l’attenzione dei media stranieri, alcuni dei quali hanno cercato di spiegare il fenomeno-Lega ai propri lettori. Ad esempio il francese Le Monde ha mandato un inviato in una sezione milanese del partito:
In seguito alle sue vittorie elettorali in Veneto e Piemonte, la Lega vuole sistematizzare la ricetta del suo successo: forte presenza dei propri militanti sul territorio e formazione dei dirigenti, come faceva in altri tempi il Partito Comunista Italiano. (..) È Donato Trevisan ad aver avuto l’idea di questi “corsi serali” settimanali: “Bisogna, da un lato, spiegare che il federalismo è coessenziale alla nostra storia, e farla conoscere é alla base della [politica] del partito. Ciascuno dei presenti questa sera è un missionario, in seguito incaricato di riportare agli altri militanti quanto è stato detto. È una sorta di evangelizzazione.”
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Sui media stranieri, nel corso di questa settimana, non si è parlato solo di processo breve (cui abbiamo dedicato la rassegna di ieri), ma anche di un tema che tradizionalmente suscita molta attenzione verso il nostro paese dall’estero: le politiche italiane verso l’immigrazione e i migranti.
Possiamo cominciare notando come l’iniziativa “Bianco Natale” della giunta leghista di Coccaglio (BS) non è sfuggita alle grandi testate internazionali, tra cui il Daily Telegraph e il belga De Morgen, che ha scritto:
Claretti (sindaco di Coccaglio, ndt) ammette che il riferimento ad un bianco Natale non è stato una scelta felice, ma che ha a che fare con la data di scadenza dei controlli, cioè il 25 dicembre. A partire dal 25 ottobre, 150 immigrati hanno già ricevuto visite di controllo a casa e la metà di loro non è risultata in possesso dei documenti necessari. La Lega Nord è entusiasta dell’iniziativa e i comuni di Castelcovati e Castrezzato, anche questi gestiti dal partito xenofobo di Umberto Bossi, hanno già copiato l’iniziativa
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Questa settimana i media stranieri non hanno parlato del nostro paese solo in relazione alle vicende del nostro Presidente del Consiglio e all’attentato contro i militari italiani in Afghanistan. Ampio spazio è stato dato anche ad un altro tema prediletto dalle testate estere: il controverso rapporto del nostro paese con l’immigrazione straniera:
La Reuters è andata ad interpellare James Walston, professore di Politica Italiana all’Università Americana di Roma ed esperto di fiducia di molte testate straniere, il quale ha espresso la sua preoccupazione:
“Non c’è dubbio che il razzismo stia diventando più visibile… ed è destinato a diventare ancora peggio: in parte a causa dell’economia (..) E’ pericoloso perché l’estrema destra è marginale in molti paesi, ma non qui”
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Dialetti, inno, bandiera, gabbie salariali, proibizione del burkini. Quella appena passata è stata senza ombra di dubbio la settimana dell’offensiva mediatica della Lega Nord. E il fatto non poteva certo passare inosservato all’estero.
A Toronto, in Canada, il magazine online Tandem è andato a chiedere agli italiani residenti in città la loro opinione sulle polemiche in corso in patria. Interessante, tra le altre, questa risposta:
Verdò è categorico sul fatto che l’identità italiana abbia un valore e non trattiene le sue critiche verso i suoi compatrioti che vivono nel Belpaese: “Viviamo all’estero ma penso che ci consideriamo più italiani degli italiani che vivono in Italia perché là non penso che abbiano ancora la loro identità a questo punto”
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