
La nascita del Partito Democratico ha creato le condizioni per una svolta, non soltanto politica, ma anche culturale e morale, nella vicenda italiana. [..] Si è creato così un vuoto politico molto pericoloso, che ha dato spazio alla demagogia populistica, all’arroganza di ristrette oligarchie e anche a poteri opachi che tendono a sottrarsi al controllo della legge e delle istituzioni democratiche. […] Il Partito Democratico sa bene che anche la conquista di nuovi diritti può rivelarsi effimera, se non si afferma un’etica pubblica condivisa, che consenta agli italiani di nutrire un senso più alto dei loro doveri.
Questo è quello che potete leggere sfogliando le 11 pagine del Manifesto dei valori del Partito Democratico, mentre di tutt’altro tenore sono le notizie che arrivano da tutta la Penisola e che sono ben riassunte dalla copertina de L’Espresso di oggi. A Firenze, Napoli, Roma, Genova e Perugia, in Campania, Toscana e Calabria, nelle carte dell’inchiesta Why Not di Luigi De Magistris, emergono fatti e misfatti molto imbarazzanti per un partito che vorrebbe rilanciare l’etica della politica.
I processi sono ancora in corso, quindi vale la presunzione di innocenza per tutti, ma sembra davvero inverosimile che tutte queste inchieste siano soltanto una coincidenza e che tutti questi giudici si stiano sbagliando. E così, mentre Walter Veltroni e Massimo D’Alema continuano il loro eterno duello a colpi di fioretto e televisioni (Red Tv e YouDem Tv), l’immagine pubblica del nuovo soggetto politico, che non ha compiuto neppure un anno, è già molto appannata.
Voi come la vedete?
Giorgio Napolitano: forte monito. Voto + 10. Da Napoli, il presidente della Repubblica Napolitano lancia un richiamo forte e chiaro sui metodi di amministrazione della cosa pubblica e sui valori di riferimento. Il capo dello Stato striglia le classi dirigenti (non solo quelle locali), in particolare la classe politica, e invita a reagire a “un fenomeno sempre più pesante, all’impoverimento culturale e morale della politica che è sotto gli occhi di tutti”. Ma pare che gli italiani non vedano e non sentano.
Governo: in tilt. Voto – 9. E’ durata un giornata intera la suspence sulla questione delle tariffe di luce, gas e autostrade e sul nodo dell’Iva per Sky. Il Governo è andato in tilt, con il Premier che annunciava una cosa e i ministri un’altra. Marcia indietro finale: le tariffe di luce e gas non calano e l’Iva per Sky resta quella. Punto. Ciliegina sulla torta. Berlusconi da Tirana lancia un vero e proprio editto: “I direttori di Corriere della Sera e Stampa dovrebbero andare a casa. Così come la sinistra”. Ramazza.

La stampa francese ha recentemente dato molta attenzione a dati che mostrano come le performances della giustizia d’oltralpe siano tra le peggiori d’Europa. Il particolare più interessante per noi italiani è però il fatto che, regolarmente, il nostro paese viene utilizzato come termine di paragone negativo. Riporta infatti “Le Figaro” che:
La durata di un processo civile di prima istanza in Francia è di 262 giorni. (..) L’Italia con 507 giorni e il Portogallo con 449 vanno tuttavia ancora peggio. Ed è in materia di divorzio contenzioso che i ritardi sono più lunghi: 477 giorni in Francia, ovvero la peggior performance registrata dalla Comissione Europea per l’Efficacia della Giustizia dopo l’Italia (634 giorni)
A voler essere maliziosi, si potrebbe consigliare ai nostri cugini francesi di copiare gli energici provvedimenti presi dal governo Berlusconi, da quando è in carica, per risolvere i problemi della giustizia: uno fra tutti, il Lodo Alfano.
Foto: wallyg, Flickr.
Il professor Franco Ortolani, ordinario di Geologia all’Università di Napoli Federico II, componente del Comitato Tecnico proposto dai Comuni e autorizzato a seguire gli accertamenti tecnici relativi alla idoneità geologica del sito della cava di Chiaiano, si chiede attraverso il blog di Beppe Grillo il perché di notizie false divulgate dal quotidiano La Repubblica, che il 9 giugno avrebbe diffuso informazioni “palesemente false” circa i risultati delle analisi geologiche in corso nella cava di Chiaiano e sulla natura delle rocce all’interno del sito individuato come possibile luogo per realizzare una discarica per rifiuti urbani e pericolosi nell’ambito del DL 23 maggio 2008, n. 90.
Pare addirittura monotono ripetersi, ma mi chiedo, e vi chiedo, perché La Repubblica mente? E perché è costume dei quotidiani italiani diffondere falsità e lanciare campagne tutt’altro che limpide per creare pressione e tensione? Ricordo ancora bene l’editoriale di Pierluigi Battista (vice direttore del Corriere della Sera) che lanciava l’allarme terrorismo prima della pacifica manifestazione di Vicenza del 17 febbraio 2007 contro l’inglobamento dell’aereoporto Dal Molin da parte della base americana, o il tam tam della stampa prima del G8 di Genova; ricordo editoriali che parlavano di bombe, presunti kamikaze e addirittura sacche infette di sangue che sarebbero dovute essere lanciate sui/dai manifestanti.

Rassegna stampa infuocata, stamani, per il segretario del Pd Walter Veltroni attaccato da Ciriaco De Mita e Arturo Parisi rispettivamente su Riformista e Stampa. Il primo, lo dipinge come “persona senza pensiero, sufficentemente cinico per essere disinvolto, che ha commesso il grande errore di immaginare che il rinnovamento fosse la rivoluzione dell’esistente”.
Il secondo, mette in discussione la sua leadership spiegando che servono nuove primarie e un vero congresso in autunno, prima delle Europee. Se il Pd perdesse voti alle europee - è, infatti, il ragionamento dell’ex ministro della Difesa - “si porrebbe un problema di leadership e per questo è meglio confrontarsi prima, affinché il partito possa ritrovare quella sicurezza che gli consenta di affrontare le europee con una linea condivisa”.
Ma se Parisi preferisce non attaccare personalmente Veltroni, De Mita, non risparmia colpi bassi: “Walter? E’ stato razzista. Per la prima volta nella mia vita disprezzo una persona”. Perchè? “Perchè prima sono stato scelto come organizzatore delle scuole di formazione delle nuove generazioni e poi considerato da quella stessa persona un ferro vecchio”. Insomma, secondo il leader di Nusco, non si giudica sulla persona, ma su un criterio: “Se uno ha un pensiero giusto e ha 65 anni non può parlare perchè per principio deve parlare uno che ne ha 22 anche se non ha niente da dire”.