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Israele e Stati Uniti: crisi storica dopo il viaggio di Biden a Gerusalemme?

pubblicato da davide f. in: Esteri

da flickr, creative commons

“La più grave crisi degli ultimi 35 anni.”

Così Michael Oren, ambasciatore israeliano a Washington, ha definito il momento di grande tensione tra Israele e Stati Uniti dopo la “Missione Biden”, in cui il vice presidente statunitense si è trovato davanti al nuovo piano del governo Netanyahu, che prevede 1.600 nuovi insediamenti in Cisgiordania e mette a rischio il percorso di pace con i palestinesi. Quale, viene da chiedersi.

Più passa il tempo meno diventa credibile la “presunta volontà” di pace del governo israeliano, più aumentano i nuovi insediamenti in Cisgiordania più appare evidente come gli Stati Uniti abbiano fatto troppo poco in questi ultimi anni e ora non riescano neanche a far valere molto il loro peso sul processo di pace. Di certo Obama per la Palestina ha fatto poco o nulla.

Immagine|Flickr

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Intervista - polisblog incontra Olivier Roy

pubblicato da giovanni molaschi in: Esteri Intervista con...

All’istituto francese di Firenze, ieri, è stato organizzato un incontro pubblico con Olivier Roy. Orientalista e politologo, il signor Roy a ridosso dell’evento (in collaborazione con Francesca Ristori) ha fatto un punto per polisblog.it su quanto sta accadendo in una parte del mondo.

Con lui, dopo quanto successo a Milano in Via Padova, abbiamo ragionato anche sui quartieri a rischio che i mass media italiani hanno paragonato alla banlieue parigine.

Lei si è occupato molto di Medio Oriente. Nei giorni scorsi si sono tenute in Iraq le elezioni sulle quali le opinioni divergono. Secondo lei ha ragione Barack Obama quando sostiene che questo appuntamento elettorale rappresenta per gli iracheni “una pietra miliare nella loro storia”?

Si, al contrario di ciò che accade in Afghanistan, gli elettori continuano a votare in massa in Iraq e le elezione rimangono più o meno oneste. Siamo dunque entrati in una logica democratica, al meno sul medio termine. Ma evidentemente, tutto questo è fragile e rimane possibile solo perchè ci sono truppe americane in Iraq. Il vero test sara dopo la partenza delle truppe U.SA.

 

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Stati Uniti: vietata la gravidanza alle donne soldato

pubblicato da giovanni molaschi in: Esteri Barack Obama



Il giorno di Natale è perfetto per ragionare su una decisione politica presa negli Stati Uniti di cui tanto abbiamo parlato con Christian Rocca lo scorso novembre. In quell’occasione con il giornalista del Foglio ragionammo sul famoso provvedimento “don’t ask, don’t tell” a causa del quale non è permesso ai soldati di fare coming out.

Ebbene. Il Pentagono, come riportato da diversi quotidiani nei giorni scorsi, avrebbe emanato una circolare altrettanto scandalosa. Secondo quanto riportato da “Star and Stripes” sarebbe stato vietato alle donne, in servizio, di rimanere incinte.

Oltre alle dirette interessate, della gravidanza dovranno rispondere anche gli uomini coinvolti poiché le dolce attese, come sostenuto dal Pentagono, creerebbero un danno all’esercito già provato dalle missioni in Medio Oriente.

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Elio Veltri a polisblog: "La mafia non uccide, investe"

pubblicato da R.D. in: Intervista con...

elio veltri intervista

Elio Veltri è personaggio è senza dubbio interessante. Classe 1938 ed ex membro delle Commissioni Parlamentari Antimafia, Giustizia e Anticorruzione (nei banchi del PDS), Elio Veltri ha pubblicato, nel corso degli anni, diversi saggi-inchiesta sulla politica e le vicende giudiziarie italiane. Il più noto è sicuramente “L’odore dei soldi” (2001), scritto a quattro mani con Marco Travaglio; meritano di essere ricordati anche “Milano degli scandali” (1991), scritto con Gianni Barbacetto e dedicato a Tangentopoli, “Le toghe rosse” (2002) e “Il topino intrappolato” (2005).

Attualmente è direttore del periodico online “Democrazia e legalità”. Lo incontro per Polisblog in occasione della presentazione di “Mafia pulita“, il suo ultimo libro scritto a quattro mani con il magistrato Antonio Laudati, in cui gli autori analizzano la “mafia del terzo millennio”: quella in giacca e cravatta che spara il meno possibile, ma corrompe, compra e investe nei mercati finanziari inquinando interi pezzi di economia e società. Ne abbiamo parlato durante una breve conversazione.

Recentemente il Ministro Calderoli ha dichiarato che questo Governo sta combattendo la mafia come nessun altro era riuscito a fare prima. Cosa ne pensa?

Foto | Flickr

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La riforma sanitaria passa al Senato: Obama incassa il primo si

pubblicato da davide f. in: Esteri

da flickr

Barack Obama, fresco di premio Nobel alle intenzioni, un Nobel evidentemente voglioso di un pò di pubblicità, porta a casa il primo round sulla sanità. E’ stata infatti approvata dalla Commissione Finanze del Senato con 14 voti a favore (tra cui quello della repubblicana Olympia Snowe, ringraziata personalmente dal presidente come sottolinea l’Independent ) e 9 contrari, la legge sulla riforma sanitaria.

Dopo il voto il presidente americano non ha nascosto la sua soddisfazione, sentendo avvicinarsi un traguardo che sarebbe storico, ovvero una riforma sanitaria che vede interessate milioni di persone:

Oggi siamo più vicini di quanto lo sia stato chiunque altro prima di noi a portare a termine la riforma. Quello approvato oggi non è un testo perfetto e manca molto lavoro da fare ma questo voto ci ha portato molto vicini all’obiettivo che ci siamo posti.

Immagine|Flickr

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Rassegna stampa estera: Berlusconi in lungo e in largo

pubblicato da giulio in: Esteri Silvio Berlusconi Rassegna stampa


Nella settimana in cui il premier se l’è presa con i media stranieri per il fatto che “sputtanerebbero” l’Italia, i resoconti approfonditi sul nostro paese non hanno certo smesso di fiorire sulle pagine della stampa estera.

Vi proponiamooggi in particolare tre corposi estratti da altrettanti articoli di quotidiani anglosassoni. Il britannico Guardian si è concentrato sul progetto del governo di una task force per promuovere l’immagine dell’Italia all’estero, evocando paralleli poco lusinghieri:

Settantadue anni dopo la fondazione del MinCulPop, l’Italia ha annunciato la creazione della sua versione per il XXI secolo. Presentato come un ente speciale per migliorare l’immagine dell’Italia, il nuovo dipartimento del governo sarà responsabile della diffusione di buone notizie sul paese. E’ necessario per ragioni commerciali, afferma il governo. L’Italia deve contrastare le cronache inesorabilmente negative dei media stranieri su Silvio Berlusconi e la sua azione politica, perché danneggiano gli affari italiani

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Guerra ai media: Obama come Berlusconi?

pubblicato da giulio in: Mediaticamente Esteri


Indovinello: chi ha detto questa frase?

«Li tratteremo come un partito d’opposizione, poiché stanno conducendo una guerra contro il Presidente e non possiamo far finta di pensare che questo sia il comportamento legittimo di un organo d’informazione»

Se la vostra risposta è stata “Silvio Berlusconi” (o anche “Bonaiuti” o “Capezzone”, che è lo stesso) siete fuori strada. Allo stesso modo, la dichiarazione seguente non è stata pronunciata dal direttore di Repubblica Ezio Mauro:

«Invece di governare (..) si comporta come se fosse ancora in campagna elettorale. Farebbe bene a riservare le sue energie ai temi che preoccupano gli elettori (..) In ogni caso, ogni volta che ci attaccano, i nostri rating vanno su»

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Obama rinnova per un altro anno l'embargo contro Cuba

pubblicato da davide f. in: Esteri

da flickr

Barack Obama ha prorogato di un anno l’embargo commerciale contro Cuba, contenuto all’interno della Trade with enemy act, una consuetudine per tutti i presidenti dagli anni 60′. Niente di nuovo nell’atteggiamento rispetto all’America Latina, insomma.

Come sottolineato dal New York Times la decisione era prevedibile, nonostante le recenti anche se minime aperture.

Certo è che per chi si aspettava un cambio di rotta deciso dell’amministrazione Obama, la conferma dell’embargo unita all’atteggiamento ambiguo mostrato nel concreto verso il golpe in Honduras deludono non poco.

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Obama all'attacco: "Assistenza sanitaria per tutti"

pubblicato da davide f. in: Esteri Video Barack Obama

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E’ un’ Obama deciso, battagliero, quasi arrabbiato quello che si presenta al Congresso (il video dell’intervento qui sopra da msnbc tv) , che sferza con parole chiarissime il parlamento:

“Non sono il primo presidente a provarci ma voglio essere l’ultimo. L’America è l’unica democrazia avanzata, è l’unica nazione ricca, che si trova in condizioni così penose. Dove le assicurazioni ti possono revocare ogni assistenza col pretesto di una malattia pre-esistente; o perché hai perso il lavoro.”

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Obama e la riforma della sanità: domani è il giorno della verità?

pubblicato da davide f. in: Esteri

da flickr, common creative

Tempi duri per il presidente Barack Obama. Ieri le dimissioni del ‘guru verde’ del presidente, travolto da accuse riguardanti una sua firma in passato su una petizione che ipotizzava il coinvolgimento del governo negli attacchi dell’11 settembre. Una cosa che a noi, abituati agli incollati alle poltrone, sembra quasi clamorosa.

In questi giorni si dovrebbe decidere invece sulla battaglia più difficile del presidente, la riforma della sanità.

Dopo mesi di propaganda repubblicana feroce, in cui Obama è stato definito nazista e socialista allo stesso tempo, in cui i conservatori hanno cercato di sviare il dibattito con accuse assurde ma pressanti; tipo quella che Obama taglierebbe le cure per i malati terminali (vedi Sarah Palin sul suo facebook o gli show di Fox news).

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