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Tutti gli articoli con tag stefania prestigiacomo

Le pagelle del venerdì

pubblicato da Massimo Falcioni

Italo Bocchino: indignado. Voto 7+ Il vice presidente di Fli striglia Napolitano per l’iter del ko del governo sul “rendiconto”: “Sarebbe stato opportuno che il Quirinale convocasse Berlusconi per individuare un percorso formale meno all’acqua di rose di quello che c’e’ stato”. La quiete prima della tempesta?

Stefania Prestigiacomo: indignada.Voto 4- La ministra scalcia e minaccia di non votare la legge di stabilità che “cancella il Ministero dell’Ambiente”: da 1,3 miliardi a 120 milioni di euro! Così saltano gli interventi sul dissesto idrogeologico e la lotta alla Co2. Ecco tutti i saporiti frutti del “ghe pensi mi”!

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Sarkozy è partito in quarta a bombardare e il suo amore Carlà gli ha chiesto di curare l’aspetto umanitario della missione: “Perché non lanciamo brioches ai ribelli?”. I Sarkottini alla ciliegia

L’Italia ora chiede di diluire l’impeto francese in un comando Nato. Ma intanto il Cav si dice dispiaciuto per Gheddafi e fa capire che non avrebbe mai voluto sparare al suo vecchio amicone. CosterNato

Il ministro dell’Ambiente tedesco, Norbert Roettgen, si prepara a tirar fuori la Germania dal nucleare. Se la quarta potenza economica del mondo pensa di poter fare a meno dell’atomo, perché noi ci incaponiamo a dire che bisogna andare avanti (pur con una pausa di riflessione)? Ministro Prestigiacomo, qual è la differenza tra lei e il suo omologo Roettgen? Ci avete Roett le p…

Esilarante gaffe di La Russa che a Porta a porta chiama più volte “generale Loacker” l’ammiraglio americano Samuel Locklear che coordina la missione dalla nave Mount Whitney. Loacker?? Loacker??? Ma mica su Gheddafi stiamo lanciando praline o cioccolata. E anche l’opposizione se ne sta rendendo conto. Wafer Veltroni

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Napolitano rende omaggio al Milite ignoto e si gode la festa dei 150 anni. Berlusconi invece viene contestato in strada. Quanto tempo il governo potrà andare avanti? Il limite ignoto

Siccome al tavolo dell’esecutivo siedono in pochi, il Cav era salito al Quirinale a chiedere il permesso di allargare il magna-magna: tutti devono partecipare al festone di Palazzo Chigi. Il Gran Gala(n)

E’ surreale sentire il ministro Prestigiacomo parlare del nucleare con tale leggerezza, come fosse una peperonata (buona, ma può dare qualche problema di indigestione). Ne abbiamo le tasche piEnel

Ora, però, anche il premier sembra tentato dal cambio di linea e comunque predica prudenza. La tragedia giapponese sortisce i suoi effetti pure sull’Italia. Meno male che Silvio Chernobyl

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Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Angelino Alfano: schiaffeggiato. Voto 4. Sul processo breve il guardasigilli è smentito dal suo stesso partito: il Pdl non presenta emendamenti. A Carnevale ogni scherzo vale. Confusione o furbate da partito del “predellino”?

Stefania Prestigiacomo: da schiaffeggiare. Voto 3. Il disastro in Giappone non scuote il ministro (?) dell’Ambiente che sul nucleare declama perentoria: “Il piano dell’Italia non cambierà”. Peggio dello struzzo, c’è la … struzza.

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Telenovela Prestigiacomo: vado, resto, torno

pubblicato da paganini


Impensierita e confusa dal cambiamento del nome oppure semplicemente in anticipo sul cambiamento del nome medesimo, il ministro dell’ambiente, Stefania Prestigiacomo (che tutti ricorderete per gli importanti provvedimenti in materia di ….. ) ieri ha rischiato di far crollare WallStreet e di scatenare uno tsunami nella diplomazie internazionali.

Ecco il restroscena del dramma politico di ieri, spiegato da La Stampa in tutta la sua crudezza: L’Aula sta votando una proposta di legge che agevola i lavoratori che percepiscono indennità di disoccupazione di poter avviare una piccola attività imprenditoriale. C’è una norma che esonera le imprese costituite da disoccupati e cassintegrati da alcuni obblighi su carico e scarico dei rifiuti: un articolo sul quale la Prestigiacomo vorrebbe soprassedere.

E invece anche questa porcata viene votata. L’incidente viene chiuso da Palazzo Chigi con una nota in cui si parla di una «sfortunata coincidenza e di un difetto di comunicazione che hanno generato uno spiacevole incidente parlamentare». Alla presenza di Gianni Letta, Cicchitto e Prestigiacomo si sono scambiati un «reciproco attestato di stima e di fiducia». Probabilmente anche la Prestigiacomo, come Gianfranco Fini, un bel giorno si sveglierà scoprendo di aver militato e governato con un partito pessimo. Qui trovate l’imperdibile editoriale di Vittorio Sgarbi, sul Giornale, sulle Tre donne che fanno tremare il governo.

Stefania Prestigiacomo sarà ricordata solo per le quote rosa

pubblicato da Giovanni Molaschi

Del lavoro del ministro Prestigiacomo si sa poco. L’esponente politico rimane per l’immaginario collettivo solo la donna che ha pianto per approvare una legge sulle quote rosa. Nessuno o quasi associa il suo nome invece all’ambiente di cui adesso si occupa. Lo stesso ragionamento non vale per altri rappresentati del Governo Berlusconi. Che piaccia o no Giulio Tremonti è l’economia.

Per capire perché l’ex ministro per le Pari Opportunità non riesca ad emergere è sufficiente riflettere sui contrasti che tra la stessa Prestigiacomo e gli amministratori si registrano. Il consiglio comunale di Lipari (Messina), per esempio, ha raccolto 4500 firme per bloccare il parco delle Eolie proposto dal ministro dell’Ambiente.

Secondo il sindaco di Lipari, di centrodestra come l’attuale Governo, i vincoli già decisi per proteggere l’arcipelago delle Eolie sono più che sufficienti per tutelare il patrimonio naturale locale.

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Umberto Veronesi all’agenzia sul nucleare e fuori dal Partito Democratico?

pubblicato da Giovanni Molaschi


L’inutile balletto in corso sulla ricerca di un possibile candidato premier da anteporre a Silvio Berlusconi ha allontanato, ancora di più, il Partito Democratico tanto che negli ultimi giorni si sta consumando una vicenda che tanto all’elettorato ricorda l’amore che i politici, talune volte, hanno per quella burocrazia che ha rallentato spesso il paese.

Tutto inizia quando il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, fregandosi della bandiera politica a cui appartiene, chiede a Umberto Veronesi (oncologo di fama internazionale nonché ex Ministro della Salute nonché senatore in quota Pd) di presiedere l’agenzia per il nucleare su cui sta lavorando.

Veronesi, inizialmente ostacolato da alcuni esponenti del Pdl (come accennato da Dagospia), prende in considerazione la proposta dell’ex Ministro delle Pari Opportunità fino al momento in cui il Partito Democratico pone al medico un ultimatum. O all’agenzia sul nucleare, con la maggioranza, o al Senato, con l’opposizione.

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Giorgia Meloni, con Rosy Bindi, contro le battute maschiliste di Silvio Berlusconi

pubblicato da Giovanni Molaschi


Giorgia Meloni, attraverso Repubblica, si è schierata con Rosy Bindi che ieri, per l’ennesima volta, era stata presa in considerazione dal Presidente del Consiglio per il suo aspetto fisico. Il Ministro della Gioventù, arrivata al Popolo delle Libertà dopo una carriera in Alleanza Nazionale, è stata l’unica donna dell’attuale Governo a precisare che certe dichiarazioni del Presidente del Consiglio sono inopportune.

Mara Carfagna (Ministro per le Pari Opportunità), né Stefania Prestigiacomo (Ministro dell’Ambiente ed ex responsabile del dicastero della stessa Carfagna), né Mariastella Gelmini (Ministro della Pubblica Istruzione) hanno voluto avallare le posizioni della collega.

Nessuna delle tre, malgrado il recente impegno sulla creazione di un’ipotetica corrente rosa del Pdl, davanti ad una discriminazione fatta e finita ha voluto mettere in pratica i dogmi del femminismo che hanno sovente citato nelle scorse settimane.

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Mara Carfagna si scopre gay-friendly e lancia la corrente rosa del Pdl

pubblicato da Giovanni Molaschi


Per Mara Carfagna, la settimana in corso, rappresenta il giro di boa del suo primo mandato come Ministro delle Pari Opportunità. Dopo anni passati all’ombra di Silvio Berlusconi, l’ex valletta di Davide Mengacci ha deciso di emanciparsi da tutti quei gli uomini che ancora vedono in lei solo un corpo televisivo.

L’apparente pace fatta con gli omosessuali italiani le ha causato un vero e proprio scontro con il Vaticano che sulla condotta di vita del Presidente del Consiglio non ha mai deciso di pronunciarsi malgrado ci fossero, in più occasioni, le condizioni per farlo.

Secondo la comunità ecclesiastica Mara Carfagna, sostenendo il Gay Pride romano da cui ha invece preso le distanze il sindaco capitolino Gianni Alemanno, ha dimostrato di essere una ragazzina che dopo aver sbagliato deve chiedere scusa.

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Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Stefania Prestigiacomo: caccia stop. Voto + 8. Il ministro dell’Ambiente definisce “inaccettabili” le nuove regole estensive sulla caccia volute dal Governo e approvate dalla commissione del Senato. Ambiente e fauna ko. A Lega e alleati interessano più il business e le urne.

Sandro Bondi: magistrati stop. Voto – 8. Il coordinatore del Pdl definisce “Profonda e oltraggiosa lesione dell’ordine democratico e costituzionale” la protesta decisa dall’Anm per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, e minaccia “sanzioni”. Can che abbaia … può mordere.

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