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Stefania Ragusa a polisblog: “Lo sciopero degli immigrati è andato bene”

pubblicato da Giovanni Molaschi



Negli stessi giorni in cui a Roma si discute sulla convivenza tra italiani e immigrati, residenti in Italia con regolare permesso di soggiorno, abbiamo chiesto a Stefania Ragusa un bilancio sul secondo sciopero degli immigrati da lei organizzato, in collaborazione con altre persone che polisblog.it ha incontrato nelle scorse settimane.

Con lei, pochi giorni dopo gli scontri di Rosarno, abbiamo iniziato a ragionare sullo sciopero degli immigrati di cui si è occupata nelle ultime settimane. Di immigrazione, dopo Rosarno, si è disquisito per via dell’omicidio registrato a Milano in Via Padova. Secondo lei ha cambiato qualcosa il 1° marzo? Se sì, cosa?

E’ ancora presto per dare una risposta affermativa e a tutto tondo. Credo però che il Primo Marzo abbia posto le condizioni per un cambiamento di prospettiva importante. Si tratta, infatti, di un movimento caratterizzato dalla mixitè e orientato alla difesa dei diritti (di tutti i diritti, non solo di quelli degli immigrati, anche se oggi, per ovvie ragioni oggi il razzismo e le discriminazioni verso di loro sono prioritari): questo allarga inevitabilmente la visuale.

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Polisblog incontra Almir San Martin, uno dei sostenitori dello sciopero degli immigrati

pubblicato da Giovanni Molaschi



Prosegue il ciclo di interviste organizzate da polisblog.it per capire meglio le storie delle persone che hanno deciso di aderire allo sciopero degli immigrati. Previsto per il prossimo 1° marzo. Dopo l’intervista a Stefania Ragusa e a Daimarely Quinterno vi proponiamo oggi quella ad Almir San Martin.
Perchè hai deciso di fare parte dello sciopero degli immigrati?

Ho deciso di far parte di questa iniziativa perché sono stufo di essere trattato diversamente dai concittadini italiani. Sono stufo di dovere passare tra le strade e di essere percepito come un diverso. Sono stufo di non avere gli stessi diritti di alcuni italiani.

Sono stufo di non poter esprimere il mio diritto di voto. Sono stufo di non sentirmi italiano dopo 15 anni che sono in Italia.

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Polisblog incontra Daimarely Quintero, una delle organizzatrici dello sciopero degli immigrati

pubblicato da Giovanni Molaschi



Prosegue il ciclo di interviste organizzate da polisblog.it per capire meglio le storie delle persone che hanno deciso di aderire allo sciopero degli immigrati. Previsto per il prossimo 1° marzo. Dopo l’intervista a Stefania Ragusa vi proponiamo oggi quella realizzata a Daimarely Quintero, portavoce di primomarzo2010.blogspot.com.

Perché ha deciso di far parte del comitato organizzatore dello sciopero degli immigrati?

Per aver la possibilità di costruire insieme ad altre donne un percorso storico, che porti alla riflessione della opinione pubblica sulla situazione politico-sociale degli immigrati.

È stata vittima di episodi razzisti?

Nel 1997 sono stata accusata d’aver rubato in un grande magazzino. Mi ero recata da loro per acquistare dei prodotti, mi sposavo da lì a pochi giorni. Giravo in negozio con un atteggiamento “a dir loro” sospettoso a “dir mio”era solo curiosità, era la seconda volta che entravo in un negozio con quelle caratteristica in vita mia, ero arrivata in Italia da poco!!!

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Polisblog incontra Stefania Ragusa, una delle organizzatrici dello sciopero degli immigrati

pubblicato da Giovanni Molaschi



È stato indetto, per il prossimo 1° marzo, uno sciopero nazionale degli immigrati. L’iniziativa è nata prima degli scontri di Rosarno. Solo dopo però ha cominciato a far riflettere tutte quelle persone che non erano convinte del progetto.

Polisblog, da oggi, fino al primo marzo incontrerà alcune delle persone che hanno deciso di aderire alla manifestazione provando a capire con loro cosa gli amministratori dovrebbero fare per i cittadini immigrati residenti nel nostro paese.

La prima persona che ha deciso di aderire a questo ciclo di interviste è la giornalista Stefania Ragusa.

Perché ha deciso, con altre persone, di organizzare lo sciopero degli immigrati? È vero che vi siete ispirati a un progetto analogo francese?

Primo Marzo 2010 nasce per iniziativa di quattro donne slegate dai partiti ma impegnate, a titolo diverso, nel campo del dialogo interculturale e dell’antirazzismo. Siamo io, Nelly Diop, Daimarely Quintero e Cristina Sebastiani.

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Sondaggio. È giusto lo sciopero degli immigrati?

pubblicato da Giovanni Molaschi



A due giorni dall’annuncio del secondo sciopero degli immigrati italiani (il primo venne organizzato nel 1989) nessuno ha deciso di occuparsi seriamente della notizia tanto che le informazioni relative all’evento si possono trovare sul sito di Sky. E su poche altre testate.

Eppure la manifestazione ha un che di epocale se uno ci pensa bene. Fino a ieri le cronache riconducibili ad immigrati o raccontavano storie di razzismo o di integralismo religioso. I media, gli stessi che preferiscono non parlare dello sciopero, hanno progressivamente smesso di raccontare anche le altre storie. Quelle delle persone oneste che in Italia lavorano.

Da domani, e in vista del 1° marzo (giorno in cui si terrà l’evento), bisognerà iniziare a ragionare anche su altro. Tutti, politici inclusi, dovranno farsi domande e dare delle risposte. È impensabile, come osservava giustamente Giuseppe Civati questa mattina su l’Unità, che ai cittadini non italiani residenti nel nostro paese non vengano date precise direttive prima delle elezioni regionali.

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