
A Napoli è ancora emergenza rifiuti. Di questo nuovo caso il Governo ha deciso di non occuparsi. In queste ore Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, ha altri problemi da gestire. Oggi la procura di Milano chiederà il giudizio immediato per il leader politico.
A Napoli l’emergenza rifiuti è diventata un problema locale. Secondo Rosa Russo Iervolino (Pd), sindaco di Napoli, la monnezza campana dovrebbe essere rimossa da Stefano Caldoro (Pdl), presidente della regione Campania:
“Sono stufa di sentir dire che si devono portare i rifiuti della città di Napoli fuori provincia perché siamo tutti nei guai, anche la provincia. In città ci sono 1600 tonnellate di spazzatura mentre la provincia ne ha solo 8 mila.
Ma non si era detto che l’emergenza era finita, la situazione era sotto controllo, le discariche erano state riaperte, la raccolta era in piena efficienza e l’inceneritore avrebbe sollecitamente smaltito balle ed ecoballe?
Forse avevamo capito male (oppure il sorridente premier Berlusconi era stato frainteso) dato che il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, è andato a dire al commissario europeo per l’ambiente che “il Piano regionale prevede di risolvere il problema dei rifiuti pregressi nel giro di 20 anni”.
VENTI ANNI?! Allora tanto valeva tenersi Bassolino…. Ma non si era detto che era tutto a posto, tutto risolto? In due decenni i rifiuti che stanno marcendo nei grandi piazzali disseminati per la Campania, non arrecheranno, per caso, qualche ulteriore piccolo danno ambientale?

Per dimostrare l’inesistenza di un’opposizione seria, che ne dicano Dario Franceschini e Antonio Di Pietro, a Italo Bocchino sono stati sufficienti tre giorni. In meno di una settimana l’esponente, finiano, del Popolo della Libertà ha avviato attorno a sé un terremoto sul quale vale la pena riflettere partendo da quanto successo la scorsa domenica.
In un’intervista, rilasciata al Post, commentando le indagini avviate sul coordinatore del Pdl Denis Verdini l’esponente politico ha fatto intendere che per la tutela del partito sarebbe meglio che il braccio destro di Silvio Berlusconi facesse un passo indietro.
“Io - ha dichiarato Bocchino parlando di Verdini - penso che sarà costretto a dimettersi. Finora solo una parte delle intercettazioni, quella relativa alle responsabilità addebitate agli altri indagati. Ma quando emergeranno le intercettazioni che hanno portato a indagare lo stesso Verdini, è difficile che riesca a resistere. La richiesta è per Berlusconi”.
Nicola Cosentino una settimana prima del presunto voto di sfiducia che l’opposizione, con il sostegno dell’ala finiana del Pdl, intendeva chiedere contro di lui ha consegnato le dimissioni rinunciando al ruolo di Sottosegretario che esercitava presso il Ministero dell’Economia di Giulio Tremonti.
Le dimissioni, come dichiarato dallo stesso Cosentino, sono state accettate da Silvio Berlusconi che in precedenza, a ridosso delle elezioni regionali alle quali l’ex Sottosegretario si sarebbe dovuto presentare per diventare Presidente della Campania, non aveva avvallato l’uscita di scena dell’esponente politico.
Secondo una nota pubblica diramata poco dopo l’annuncio delle dimissioni di Nicola Cosentino, la persona coinvolta nelle indagini riguardante la nascita di una probabile P3 (qui trovate l’approfondimento scritto da V.) continuerà a fare politica in Campania dove per il Pdl esercita il ruolo di coordinatore.

Il nuovo presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, ha ufficializzato la lista degli assessori che faranno parte della sua squadra di governo per i prossimi 5 anni. Nel farlo si è lasciato andare ad una trionfalistica affermazione: “rispettati tempi e competenze. In termini di qualità è la giunta migliore d’Italia. Non c’è paragone rispetto alle altre”.
E forse, leggendo la lista dei prescelti, il commento più immediato è: per fortuna! Gli assessori nominati sono dodici, che diventeranno quattordici quando sarà approvata la modifica dello Statuto regionale: 2 (+ il vicepresidente) sono dell’Udc; 5 del Pdl; 3 sono tecnici e 1 è stato regalato all’Udeur. Tra i nomi che spiccano di più troviamo quello di Giuseppe De Mita, nipote di Ciriaco; Severino Nappi, l’avvocato della famiglia Mastella (che grazie ai Mastella avrebbe ottenuto una consulenza in consiglio regionale e poi un posto nella giunta provinciale di Luigi Cesaro), Ernesto Sica (.. di lui si ricordano soprattutto le feste della Margherita che organizzava a Pontecagnano, città di cui è stato ed è sindaco. Tra le due esperienze da primo cittadino, un mandato da consigliere regionale di cui si ricorda ben poco, se non il fatto che fosse puntualmente assente. Due anni fa Sica lasciò il Pd ed entrò nel Pdl).
La lista completa degli assessori: Pasquale Sommese (Personale) - Ernesto Sica, (Avvocatura) - Ermanno Russo (Assistenza Sociale, Demanio e Patrimonio) - Marcello Tagliatela (Urbanistica e Territorio) - Edoardo Cosenza (Lavori Pubblici-Protezione civile) - Sergio Vetrella (Trasporti e Attivit… produttive - Anna Caterina Miraglia (Istruzione) - Severino Nappi (Lavoro) - Guido Trombetti (Università e Ricerca) - Giovanni Romano (Ambiente) - Gaetano Giancane (Bilancio). Caldoro mantiene ad interim la delega sull’agricoltura ed è Commissario ad acta della Sanità campana.
Via | Il Mattino

Non si fa in tempo ad archiviare uno scandalo che già bisogna occuparsi di un altro. Quanto sta succedendo attorno al Ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola, innocente fino a prova contraria di aver acquistato una casa con una serie di assegni in nero, ha fatto dimenticare all’opinione pubblica quanto si è scritto sulle escort del Presidente del Consiglio.
Secondo quanto pubblicato questa mattina dal Fatto, Giovanna Del Giudice (ex meteorina di Emilio Fede coinvolta nello scandalo di Vallettopoli a causa del quale non venne candidata alle Elezioni Europee) farà parte della giunta di Stefano Caldoro, il neo presidente del Pdl della Campania.
La promozione, come nota il quotidiano, non è avvenuta per un successo elettorale raggiunto sul campo. Giovanna Del Giudice con 4166 si è aggiudicata il trentunesimo posto. Alle Elezioni Regionali, in Campania, si sono presentati 32 candidati.

La notizia, piccola piccola, non merita certo il risalto ottenuto su tutti i media dalle diatribe tra Gianfranco e Silvio. Il governo Berlusconi, quello del Fare, starebbe preparando un decreto legge da emanare in settimana per fermare gli abbattimenti delle case abusive in Campania. Almeno di quelle costruite fino al 2003. Subito dopo il decreto il presidente Caldoro, in un perfetto lavoro di squadra, dovrebbe procedere con una legge che riapra i termini del condono edilizio.
Tutti i piagnistei sul territorio martoriato dall’abusivismo lasciano quindi spazio alle cambiali in bianco firmate per ottenere il consenso elettorale. Il famoso rispetto delle leggi e delle regole di cui questo governo si fa paladino ancora una volta si dimostra valido solo per extracomunitari e poveracci senza tessera elettorale: quando ci sono di mezzo onorevoli colleghi, collegi elettorali e illegalità tricolori un condono non si nega a nessuno. A sollecitare l’operato del governo, che potrebbe fermare le demolizioni già in settimana, è in particolare Carlo Sarro, senatore del Pdl, il quale in precedenza aveva tentato di inserire un emendamento ad hoc nel decreto milleproroghe, testo poi non ammesso dalla Commissione affari Costituzionali.
La prossima volta che una frana di fango, un’alluvione, una frana o una mareggiata farà strage di cittadini campani, non chiediamoci come è potuto succedere. Chiediamolo a Sarro e Caldoro.
Una democrazia per definirsi tale ha bisogno di una serie di elementi e non solo di spazi maggiori per approfondimenti politici che chiedono agli amministratori di cambiare senza sforzarsi di farlo per primi.
Una democrazia per definirsi tale ha bisogno di cittadini consapevoli e maturi che compiano il proprio dovere, recandosi alle urne malgrado l’offerta di questi tempi non sia sempre all’altezza delle aspettative.
Una democrazia per definirsi tale non ha bisogno di persone che per votare l’uno o l’altro candidato debbano essere motivati da una banconota da 20 euro.
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Il comico Cornacchione sospirerebbe un lungo e sofferto Povero Silvioooo. E in effetti i commenti dei quotidiani al comizio che il premier delle libertà ha tenuto a Napoli per sostenere il candidato alla presidenza della Campania, Stefano Caldoro, non sono molto incoraggianti.
Il padiglione numero 6 della mostra d’oltremare non è stato riempito e solo 5 mila persone hanno salutato il leader del Pdl e il candidato Caldoro, in quella che dovrebbe essere la città simbolo della disfatta amministrativa del centrosinistra. Impietosa la descrizione de il Napoli: “Silvio Berlusconi è osannato come al solito. Sotto ai riflettori c’è un popolo festante, i fotografi mitragliano di flash i fedelissimi del Cav. che si sbracciano, mostrano striscioni e cartelli, intonano slogan. Unico problema: dietro questa trincea di innamorati del premier non c’è nessuno.”
A questo bisogna aggiungere le divisioni che sarebbero ri-emerse nel Pdl proprio in occasione del comizio di Napoli, tanto che stamattina Italo Bocchino ha dovuto dettare: “Quanto pubblicato oggi da alcuni giornali in riferimento alla manifestazione di Berlusconi a Napoli è privo di ogni fondamento e frutto di veline avvelenate di una coppia convivente di addetti stampa. Il Pdl in Campania è un partito unito attorno alla candidatura di Caldoro, è vincente e pronto a governare”. Per Il Giornale di famigghia, invece: “A Napoli, insomma, va in scena il dualismo irrisolto tra ex Fi e ex An di cui si parla da mesi. Col partito dilaniato da guerre intestine se in sala Bocchino deve sentirsi urlare contro che è un traditore”.

La sfida in Campania per le elezioni regionali è ed è stata una delle più agitate , soprattutto nell’avvicinamento all’appuntamento elettorale. Sia centrodestra che centrosinistra hanno faticato per trovare il candidato, dovendo fare i conti con diktat interni, rinunce, litigi. Anche la questione delle alleanze è stata piuttosto “drammatica” con la scelta dell’Idv di puntare su De Luca (nonostante le critiche della base) e dell’Udc di appoggiare Caldoro (nonostante i forti mal di pancia di Cosentino e soci).
Ovviamente non possono mancare i sondaggi per le elezioni regionali 2010 (partecipate a quello di Polisblog). L’ultimo targato Swg segnala Stefano Caldoro al 49.5% contro il 44.5% del candidato del centrosinistra. Insomma sono 5 i punti di vantaggio; anche altri istituti segnalano il candidato del centrodestra avanti allo sfidante nonostante la rimonta di quest’ultimo.
Vincenzo De Luca risulta avere un gradimento maggiore in merito alla fiducia ma paga il sostegno maggiore dei partiti di centrodestra (al 52%) rispetto al centrosinistra (42%). E’ oltre il valore di chi lo sostiene ma non così tanto da impensierire l’avversario. Inoltre ha dei contendenti alla sua sinistra: il segretario di Rifondazione Comunista Ferrero segnalato al 3% e il candidato del Movimento Cinque Stelle di Grillo che avrebbe un 2.5% di voti.