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Tutti gli articoli con tag stipendi

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

L’auto-taglio dell’emolumento di solito viene molto male, un po’ come l’auto-taglio dei capelli. Meglio affidarsi allora a un barbiere tipo Monti? Che sfortuna per la casta. Sfiga-ro qua, Sfiga-ro là

I parlamentari si sentono dei perseguitati. Poverini. E frignano: “Volete pure tagliarci la testa?”. Si sfogano, ma intanto lo stipendio proprio non se lo riducono. Cara diaria

D’altronde, si sa, i tacchini non amano il Natale. E i politici danno l’impressione di traccheggiare, di prendere tempo pur di non finire allo spiedo. Obtorto pollo

A Roma intanto ci si accapiglia in modo surreale sui romantici lucchetti di Ponte Milvio. Alemanno ha bisogno di qualche piccola arma di distrazione di massa. E l’amore o i giovani sono “topoi” perfetti…in pieno stile berlusconiano. Ponte Silvio

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Il taglio degli stipendi ai parlamentari in dirittura d'arrivo. Elemosina o segnale di cambiamento?

pubblicato da Luca Landoni


Grandi polemiche, come di rito, ha suscitato l’uscita del ministro alla Semplificazione Roberto Calderoli, che ipotizzava un taglio del 5% degli stipendi ai parlamentari, unitamente ad alti magistrati e dirigenti pubblici. L’opposizione ha parlato di elemosina, trincerandosi dietro il suo usuale benaltrismo. Tutto questo dopo che per anni ci ha ammannito (assieme all’unione di tutti i media) la solfa che era uno scandalo che i politici guadagnassero così tanto.

Ora il ministro Tremonti ha rincarato la dose, confermando le voci per cui nelle prossime ore sarà varato un provvedimento di riduzione degli emolumenti di parlamentari e manager pubblici ben al di là delle ipotesi preventive dei giorni scorsi. In attesa di conoscerne l’entità, sempre dubbiosi finché non vi sarà sul tavolo qualcosa di concreto, ci domandiamo come valutare l’iniziativa.

È infatti chiaro che la sinistra - in certo qual modo spiazzata - dovrà inventarsi qualcosa di più convincente del concetto di elemosina citato precedentemente. Magari, in un sussulto di autocoscienza, potrebbe anche appoggiare una volta tanto un provedimento del Governo sacrosanto. Magari…

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Lega Nord, cassa integrazione e immigrati: è solo propaganda

pubblicato da Giulio Mattioli


Vediamo di dirlo forte e chiaro: alla Lega Nord della questione welfare e ammortizzatori sociali non importa assolutamente nulla. Meno di zero. Il Carroccio se ne interessa infatti solo nella misura in cui questo le permette di lanciare palle incatenate sull’unico fronte che le sta a cuore davvero: quello della propaganda xenofoba. Con risultati che farebbero ridere, se non ci fosse da piangere.

Prendiamo la sparata di ieri sulla necessità di porre un tetto più basso alla durata della cassa integrazione dei lavoratori extracomunitari. Il motivo? Secondo Maurizio Fugatti, deputato del Carroccio e capogruppo in commissione Finanze: “Le risorse sono quelle che sono e prima dobbiamo pensare agli italiani”.

Mai ricostruzione fu più priva di fondamento e lontana dai veri, grandi problemi del nostro sistema di tutela della disoccupazione. Vediamo di fare un piccolo riassunto for dummies, dopo il salto.

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Il ministro Brunetta pubblica tutti gli stipendi dei manager pubblici. Hera Holding superstar

pubblicato da Luca Landoni


Il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta ne ha combinata un’altra delle sue, rendendo pubblici i compensi di tutti, ma proprio tutti i manager pubblici. Si tratta di una manovra di trasparenza che segue il solco tracciato nei mesi scorsi, se si tiene conto che tutti questi funzionari d’alto bordo sono pagati da noi contribuenti.

La prima sorpresa, se così possiamo definirla, è l’appartenenza di buona parte dei manager più pagati alla medesima azienda. Hera Holding detiene infatti il record assoluto di retribuzione, vantando il più pagato in assoluto (il presidente Tommaso Tommasi di Vignano, 334.000 euro) il vice e il vice Cda (entrambi 128.188) l’Ad (302.000) e il componente Cda enti locali (100.828).

Ricordiamo che Hera Holding rappresenta l’aggregazione di una serie di ex-municipalizzate dell’Emilia Romagna, il che spiega forse la parallela aggregazione di stipendi dorati.

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Scuola: il PDL riduce gli insegnanti, ma assume quelli di religione a Milano

pubblicato da Giulio Mattioli


La Riforma Gelmini ha tratto molta della sua popolarità presso l’opinione pubblica dall’idea diffusa che in Italia ci sia un numero troppo elevato di maestri ed insegnanti, e che ridurlo sia una premessa indispensabile per ottenere una scuola di qualità.

Per questo motivo è molto interessante andare a vedere quanto ci segnalano i colleghi di 02blog: a Milano il Comune guidato da Letizia Moratti ha siglato un accordo con la diocesi che prevede l’assunzione di 46 nuove educatrici di religione cattolica per la scuola dell’infanzia, segnalate dalla curia, che verranno assunte a tempo indeterminato e riceveranno lo stipendio comunale come le altre maestre, ma senza essere passate come queste ultime attraverso concorso pubblico e graduatorie.

Subito se sono levate alcune voci critiche: c’è chi, come la CGIL, fa notare che da anni le assunzioni delle educatrici ordinarie, necessarie per coprire i buchi di organico, sono bloccate dalla Finanziaria. Altri rilevano che l’ora facoltativa di religione costa ai contribuenti italiani già circa un miliardo di euro all’anno, risultando la seconda voce di finanziamento diretto dello Stato alla confessione cattolica (dopo l’otto per mille), e che presto diventerà la prima.

Se c’era qualcuno che ancora dubitava dell’influenza schiacciante del Vaticano nel nostro paese, eccolo servito.

Foto: microrama, Flickr.

Nuovi manifesti su welfare e precariato: il PD ne fa finalmente una giusta?

pubblicato da Giulio Mattioli


Il Partito Democratico non ne azzecca una. Difficile, di questi tempi, argomentare il contrario senza essere presi per pazzi. La schiera dei detrattori di Walter Veltroni & co. è infatti foltissima tra i blogger e sui giornali, a destra così come a sinistra. E tra i primi a sparare sul partito ci sono dirigenti e militanti del PD stesso, fenomeno che più di ogni altro contribuisce ad affossarne la reputazione, attivando un temibile circolo vizioso.

Noi di Polisblog siamo i primi a criticare il partito di Veltroni quando è necessario. Eppure per una volta, in questi giorni, dalle parti del loft sembrano averne combinata una giusta: ci stiamo riferendo ai nuovi manifesti elettorali, che trovate riprodotti qua sopra.

Il tema è di quelli importanti: il precariato, ovvero lo sviluppo nel nostro paese di un “mercato del lavoro duale”, diviso tra coloro che hanno il lavoro garantito e iperprotetto e gli altri (soprattutto i giovani), privi spesso dei più elementari diritti e garanzie e, quel che più importa, della possibilità di costruire un futuro e una famiglia.

Il manifesto, per una volta, individua due proposte concrete: punto primo, l’istituzione di un sussidio unico di disoccupazione, che metta fine ai particolarismi del sistema perverso della cassa integrazione, che anticipa sette-anni-sette di stipendio al licenziato Alitalia mentre non dà niente (o una miseria per 6 mesi) a chi magari perde il proprio lavoro di cameriere.

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Milano: contrasti e liti rischiano di bloccare l'Expo 2015. Uno stipendio di 750 mila euro all'anno per l'amministratore delegato

pubblicato da paganini

Ricordate il grande evento che dovrebbe cambiare faccia alla città di Milano e riportare alla ribalta il capoluogo lombardo nel 2015? Anche se mancano ancora alcuni anni, le grandi opere da realizzare per l’Expo 2015 (ottenuta battendo la turca Smirne) richiedono un certo impegno e dei tempi non certo brevi.

Negli ultimi mesi politici e amministratori, sia del Pd che del Pdl, hanno lanciato l’allarme per il rischio che burocrazia, contrasti politici e intoppi vari possano far addirittura saltare l’Expo.

Le ultime notizie non sono affatto buone: secondo il Sole 24 Ore di oggi la società che dovrebbe gestire l’evento, la SoGe, sarebbe in alto mare, anche a causa di uno scontro sui compensi degli amministratori. L’amministratore delegato della SoGe dovrebbe percepire 500 mila euro più altri 250 mila euro di premio annuo mentre (secondo Il Giornale) la giunta Moratti avrebbe approvato una delibera che fissa i compensi massimi per tutti i consiglieri di amministrazione in 480mila euro lordi.

Quindi l’Ad prenderebbe 750 mila euro e i componenti del Consiglio di amministrazione “solo” 480 mila. Ora capite cosa intende (e a chi si riferisce) il nostro Presidente del Consiglio quando dice che bisogna essere ottimisti e avere fiducia?

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Italia in declino: la stampa estera si accanisce

pubblicato da Giulio Mattioli

Molti italiani amano sapere che cosa si dice del nostro paese all’estero: una passione così diffusa che in rete c’è addirittura chi ha creato siti, come Italia dall’Estero e Che dicono di noi , in cui gli articoli che ci riguardano vengono tradotti nella lingua di Dante, per renderli comprensibili anche agli esterofili meno poliglotti.

Chi coltiva questa (insana) passione si sarà accorto che nelle ultimissime settimane del 2008 molti articoli si sono accaniti sullo stato precario dell’economia italiana, oltre che su quello indecente della nostra politica, sia essa targata maggioranza od opposizione.

Prendiamo ad esempio il quotidiano britannico “The Guardian”: il suo corrispondente da Bruxelles David Gow, ha sostenuto in un editoriale di fine dicembre che, con la crisi finanziaria che si aggrava ogni giorno di più, sarebbe opportuno trovare il modo di impedire che a presiedere il G8 nel 2009 sia, come previsto, Silvio Berlusconi, definito tra le altre cose un “playboy 72enne”.

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