Data la decisione della Consulta, il Superpremier dovrà tornare a ‘cantare’ in tribunale. Lodo Albano
Dopo la bocciatura della discussa legge, il Supercav ha parlato del suo ruolo di imputato: “Ci sono due processi farsa, risibili, assurdi, che illustrerò agli italiani, anche andando in tv”. Meno male che Vespa c’è
Servizio pubblico e servizi igienici illustri non bastavano. Si è parlato anche di servizi segreti di una potenza “amica ma non alleata” a cui il presidente del Consiglio si sarebbe rivolto per farsi proteggere dalle trame “anti-italiane”. Qualcuno ha pensato alla Russia dell’amico del lettone, poi Palazzo Chigi ha tardivamente smentito. Ma a gente come Paolo Guzzanti si sono rizzati tutti i peli: “Se così fosse, si configurerebbe un alto tradimento almeno morale”. Tutto ’sto casino per il caso escort? 00Tette, stravizi segreti di Sua Maestà
Puntata di Annozero su stragi degli anni ‘90 e su trattativa mafia-Stato. Una nuova occasione per far infuriare Berlusconi. Reazione…Brusca
La procura di Palermo torna a rovistare nei vecchi armadi in cerca di scheletri mafiosi. E Di Pietro spera che il Cav possa essere toccato dalle indagini. Don Silvio referente dei boss? Tonino ci conta. Don Silvio puparo e mandante? Don Silvio eminenza grigia? Don Silvio con la coppola? Balla coi pupi
Dopo il sisma, lo share. Il governo completa le prime casette per i terremotati e naturalmente ci tiene che la consegna avvenga non di mattina o nel pomeriggio. Ma in prima serata, con il massimo ascolto. Officiante sarà il solito Bruno Vespa. La cosa, però, ha provocato un altro terremoto in Rai. Il superpremier comunque se ne infischia: vuole benedire “il miracolo” di fronte a tutti, cerca un’epifania televisiva che possa segnare la sua resurrezione. Ho visto la Mad-Onna
Chi ne fa le spese è Ballarò, che di imperio è stato costretto a traslocare al giovedì. Clamoroso esempio di dabbenaggine a Viale Mazzini. Grottesco-rt
‘Terminator’ Brunetta attacca i cineasti italiani: non fanno cultura, dice, e sono parassiti. Poi aizza ‘Bondo’ Bondi e chiede di abolire il Fus. Min cul pap(i)
Il premier dà segni di cedimento persino esilaranti. Due giorni fa, parlando a braccio: “Abbiamo organizzato 122 tangentopoli”. In realtà voleva dire tendopoli. Col-lapsus freudiano
Mentre il Mega Papi si preoccupa degli attacchi su veline e sexygate, a Palermo la magistratura scava nel torbidume dei primi anni ‘90. Una maledizione che ciclicamente torna a perseguitare il capo del governo. Altro che Noemi e Patrizia. Eterno ri-porno
L’inquilino di Palazzo Chigi difende con rabbia un potere che gli ha fatto dimenticare qualche vecchio amico. Intanto Mike, uno di quei suoi grandi, vecchi (ex?) amici, ci lascia. E lascia un presidente del Consiglio triste, con la sindrome da assedio, forse vicino al fondo. Raschiatutto
Il SuperCav ce l’ha pure con i servizi segreti che, a suo dire, non avrebbero protetto al meglio la privacy presidenziale. Una volta il problema erano le stragi e i depistaggi, ora sono le donnine. Scopasir

Si intesisce la situazione dei militari italiani in Afghanistan, in quella che ipocritamente è stata definita missione di pace e continua a mostrare il suo profilo di spedizione di guerra. L’escalation continua: lo scorso 16 maggio i militari sono accusati di aver ucciso un contadino afgano di trent’anni, Abdul Manan, nella provincia di Farah, nel villaggio di Pusht-e-Rod.
Per tutta risposta oggi tre italiani di pattuglia sono stati feriti nella stessa provincia di Rafah, quasi una risposta di fuoco; uno è grave.
Nella stessa zona ieri notte si è avuto un altro attacco a una pattuglia di militari italiani, «preparata meticolosamente, in modo da colpire le unità italiane al termine di un’attività di rastrellamento in aree note per la presenza di milizie ostili», ha riferito una fonte militare.
Continua a leggere: Afghanistan, attacco contro soldati italiani a Rafah

“Ridare e riaffermare l’onore di Pinelli, rompere il silenzio” sulla sua vicenda; perché proprio lui, l’anarchico sospettato ingiustamente di essere coinvolto nell’attentato di Piazza Fontana, “fu vittima due volte”. Queste le parole del presidente della Repubblica Napolitano nel Giorno della Memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi.
Una giornata storica per l’incontro tra Licia Rognini, vedova di Giuseppe Pinelli e Gemma Capra, vedova del commissario Calabresi, che si sono viste per la prima volta dopo quarant’anni e si sono strette la mano, parlando a lungo prima che la cerimonia al Quirinale cominciasse.

Orrore senza fine. La Croce Rossa Internazionale conferma: le accuse dei talebani, secondo cui i raid aerei statunitensi degli ultimi due giorni sull’Afghanistan avrebbero causato decine di vittime civili, in maggioranza donne e bambini, sono vere.
Secondo fonti locali, al termine dell’offensiva nella provincia occidentale di Farah una folla di civili del villaggio di Gerani ha raggiunto la capitale provinciale con un convoglio di mezzi, per mostrare alle autorità i corpi delle vittime dei bombardamenti Usa.
Gli abitanti del villaggio avevano invitato donne e bambini a rifugiarsi per sicurezza in alcuni edifici, al di fuori della zona coinvolta dalla battaglia, che poco dopo sarebbero stati colpiti.
I “compagni” del Pac (Proletari armati per il comunismo) definivano l’ex operaio dell’Alfa Cesare Battisti “Antipatico, scostante, senza scrupoli: un infame”.
Quel gruppo lasciò una scia di sangue per 24 mesi, dal 1979 al 1981.
“Non eravamo politicizzati, né pensavamo alla rivoluzione, del marxismo non sapevamo niente”. Ma dopo aver sparato e ucciso scrivevano: “Siamo i proletari armati per il comunismo, abbiamo colpito gli agenti della controrivoluzione Torregiani e Sabbadin”.
Insomma, schegge impazzite con la maschera dei giustizieri.
Oggi Battisti, coperto dai “compagni” che stanno al potere in Brasile (e forse con inquietanti compiacenze in Francia), si dice innocente e accusa quattro ex compagni di militanza, gente già condannata dalla giustizia italiana.
Al processo, invece, Battisti minacciava il magistrato Carnevali: “Stai sicuro, verremo a prendere anche te” e alla Corte: “Siete solo dei buffoni di merda”. Tutto il resto è cronaca.
Di fronte al “no” brasiliano all’estradizione di Battisti , il governo italiano si è impigliato.
Il ministro degli Esteri Frattini non ha peli sulla lingua: “Non commento espressioni che appartengono alla demagogia e alla retorica del comizio. Saremo noi a decidere gli anni di piombo, una stagione che ancora non conosce il pentimento, al contrario l’arroganza e la sfida di assassini che trovano complici compiacenti”.
Continua a leggere: Il terrorista criminale Battisti, il brasiliano Lula, il premier Berlusconi ...
Prima di tutto, facciamo un breve riassunto, nel caso qualcuno si fosse perso le puntate precedenti (Altri dettagli sull’argomento si trovano in questo post, sulle stragi degli anni ‘90, e in questo, su Bruno Contrada). Il 1° Luglio 1992 Paolo Borsellino, probabile futuro Superprocuratore antimafia (dopo che i mafiosi e chissà chi altro avevano fatto fuori l’altro candidato, Giovanni Falcone), si trova a Roma. Dalle 15 alle 18:30 interroga Gaspare Mutolo, pentito di mafia, poi si incontra con Vincenzo Parisi, allora capo della Polizia, poi alle ore 19:30 ha un appuntamento col Ministro degli Interni Nicola Mancino, da poche ore insediatosi al Viminale.
E’ un momento importante per la storia italiana. Si parla di centrali destabilizzatrici esterne e interne, di tentativi di colpi di Stato, di manovre poco chiare da parte di pezzi dello Stato, della mafia, magari dell’economia.
Continua a leggere: VIa D'Amelio, Borsellino, Nicola Mancino. Le trattative tra Stato e mafia
“La tregua tra Israele e Hamas raggiunta lo scorso 19 giugno non è stata rotta dalle milizie palestinesi ma dallo Stato d’Israele”. A parlare così non è il presidente iraniano Ahmadinejad o un portavoce di Hamas, ma l’ex presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter, in un intervento sul Washngton Post intitolato ‘Una guerra non necessaria’. Un fatto completamente e stranamente ignorato dalla quasi totalità dei media.
Così scrive Carter, presidente dal 1977 al 1981 e fondatore di una organizzazione non governativa che porta il suo nome:
“il lancio dei razzi (da parte di Hamas) fu subito interrotto e ci fu un aumento nelle forniture di cibo, acqua, medicinali e combustibile (da parte di Israele). Tuttavia l’aumento fu in media del venti percento del livello normale. E questa fragile tregua fu parzialmente rotta il 4 novembre, quando Israele lanciò un attacco a Gaza per distruggere un tunnel difensivo che veniva scavato da Hamas all’interno del muro che rinchiude Gaza”
Continua a leggere: Jimmy Carter, la tregua rotta da Israele e la morte di Gaza
Dopo ore di colloqui il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha approvato una risoluzione per il cessate il fuoco. Con l’astensione degli Stati Uniti. Il documento Onu chiede l’immediato cessate il fuoco fra Hamas e l’esercito israeliano e l’aiuto delle due fazioni per far giungere aiuti umanitari.
Dopo le bombe sulla scuola Onu e le continue notizie da Gaza di stragi di civili arriva questo debole segnale dalla diplomazia e dalla politica, sempre in ritardo e inadeguata. E mentre si traccheggia e gli Stati Uniti attendono la mediazione egiziana in Palestina si continua a morire a velocità impressionante.
L’avanzata dell’esercito israeliano casa per casa assomiglia sempre di più ad una volontà di affossamento totale della popolazione palestinese. Il ministro degli esteri Livni ha appena dichiarato che Israele continuerà ad agire solo nel proprio interesse. Come ha sempre fatto. Nel frattempo è ragionevole attendersi un innalzarsi del livello dello scontro anche a livelo diplomatico e non solo dal mondo arabo. Ieri i razzi dal Libano, oggi Gheddafi che incita alla lotta contro Israele.