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Tutti gli articoli con tag sussidio

Veritometro: Brunetta, 500 euro ai giovani e meno soldi alle pensioni

pubblicato da Giulio Mattioli

“l’Italia è piena di giovani perbene, che rischiano e che vogliono la libertà. La colpa, se hanno la libertà tarpata, è nostra, dei loro genitori”

Renato Brunetta

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Milano premia i giovani che smettono di fumare. Storia di un paese dove non si diventa mai adulti

pubblicato da Giulio Mattioli


L’Italia è uno dei paesi in Europa con la più alta disoccupazione giovanile (27% circa), la quale per di più è drammaticamente cresciuta dall’inizio della recessione: un altro modo di dire che la crisi, dalle nostre parti, l’hanno pagata soprattutto i giovani e i precari.

Il nostro è anche uno dei paesi in cui si esce più tardi di casa, per ragioni prevalentemente economiche.Questo attira sui giovani italiani, come se non bastasse, una valanga di immeritati sfottò da parte dei propri politici, fin dai “bamboccioni” del mai troppo poco rimpianto ministro Padoa Schioppa.

Il Comune di Milano ha però ora deciso di dare una risposta chiara e decisa ai problemi dei giovani. Con un sussidio di disoccupazione specifico? Macchè! Con una qualche forma di sostegno finanziario al raggiungimento dell’indipendenza? Manco a pensarci! L’idea dell”assessore comunale Landi di Chiavenna prevede infatti:

Sconti nei negozi, bonus per viaggi, cinema e libri ai giovani fino ai 25 anni che smettono di fumare, che non abusano di alcol e che stanno attenti a non trasmettersi malattie sessuali

I giovani in Italia: alcuni dati
I giovani in Italia: alcuni datiI giovani in Italia: alcuni datiI giovani in Italia: alcuni datiI giovani in Italia: alcuni dati

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Assegno di disoccupazione ai giovani: in Danimarca è boom di richieste.. e in Italia?

pubblicato da Giulio Mattioli

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A volte vale la pena di guardare alla stampa straniera anche per motivi diversi dal cercare di cogliere l’immagine del nostro paese all’estero. Prendiamo questa notizia tratta Politiken.dk: in Danimarca il numero di giovani che ricevono sussidio di disoccupazione è quadruplicato dall’inizio della crisi.

A Copenhagen ci si preoccupa del fatto che “un’intera generazione rischia di non entrare mai nel mercato del lavoro”. Quello che dovrebbe colpire noi è invece constatare la distanza che ci separa dal resto d’Europa: dalle nostre parti infatti è ben difficile che un giovane riesca a ricevere un sussidio di disoccupazione.

Tanto per informazione già nel 2006, ben prima della crisi, la disoccupazione giovanile italiana toccava il 24%, ben il triplo di quella danese. Gli under 25 italiani hanno dunque molta più difficolta a trovare e mantenere un lavoro (cornuti) e non ricevono praticamente nessun sostegno dallo Stato (mazziati).

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Cassa Integrazione: a chi piacciono gli ammortizzatori sociali peggiori d'Europa

pubblicato da Giulio Mattioli

Il nostro sistema di sostegno alla disoccupazione, basato su cassa integrazione e altri strumenti più o meno frammentari e discrezionali, fa acqua da tutte le parti. Checché ne dica Renato Brunetta, infatti, la verità è che solo meno di un disoccupato su 4 riceve un sostegno nel nostro paese. Lo spiega l’economista Tito Boeri nel video qua sopra.

Perché dunque ci sono così pochi detrattori di questo sistema assolutamente iniquo ed inefficace? Lo ha spiegato lo stesso Boeri, in un recente un articolo dedicato ad illustrare in dettaglio la sostenibilità economica del sussidio unico di disoccupazione, che si conclude in questo modo:

Nel caso in cui la disoccupazione salisse al 10 per cento, il sistema costerebbe circa 19 miliardi, con una fabbisogno di ulteriori risorse di quasi 3,5 miliardi, per un totale dunque di 7,5 miliardi da reperire dalla fiscalità generale. Siamo, come si vede, non lontano da quanto il governo sostiene di avere già reperito. Quindi non si dica che la riforma non è finanziariamente sostenibile. Semplicemente, sono altre le priorità di questo esecutivo. Vuole tenersi un sistema che è il migliore strumento di potere del mondo.

Ma perché mai la CIG dovrebbe essere uno strumento di potere? Ce lo spiega con grande chiarezza un commento all’articolo.

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Addizionale sui redditi alti e pacchetto precari: l'una tantum è elemosina o no?

pubblicato da Giulio Mattioli


Far notare ai politici le contraddizioni delle loro dichiarazioni è impresa vana e vagamente donchisciottesca nel nostro paese. Specialmente se si parla del nostro Presidente del Consiglio. Tuttavia noi di polisblog siamo degli idealisti, e se abbiamo addirittura una categoria di post intitolata “Ma non aveva detto che?“, è per riempirla.

Prendiamo una giornata come oggi: i giornali ancora freschi di stampa titolano sulle dichiarazioni con cui Berlusconi boccia la proposta di Franceschini di un addizionale del 2% sui redditi superiori ai 120.000 euro per solidarietà alle fasce più deboli: “l’una tantum è elemosina“.

Contemporaneamente, sulle più aggiornate pagine internet dei quotidiani, la notizia del giorno è che l’indennità una tantum per i precari che perdono il lavoro è stata aumentata dal 10% dell’ultima retribuzione annuale al 20%. Ma come, non si trattava di elemosina?

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Ammortizzatori sociali: secondo Brunetta abbiamo i "migliori d'Europa"

pubblicato da Giulio Mattioli


Il fatto che anche in Italia si apra un dibattito sul welfare, complice la peggiore crisi dal ‘29 e la proposta del PD di Dario Franceschini di un assegno unico di disoccupazione, è in ogni caso un grosso passo avanti per il nostro paese. Basti pensare a come la tematica era stata (colpevolmente) ignorata da quasi tutti i contendenti durante la campagna elettorale.

Peccato che non tutti i contributi alla discussione si distinguano per onestà intellettuale. E per ogni esempio positivo (come quello di Luca Ricolfi su “La Stampa”), ce ne sono altri che sembrano ispirarsi piuttosto alla massima di quello zoppo tedesco che diceva “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”.

Dopo l’uscita di Berlusconi sugli assegni di disoccupazione che sarebbero una “licenza di licenziare“, è il turno del ministro Renato Brunetta, che in un’intervista al Corriere della Sera di ieri ha dichiarato pressapoco che “in Italia ci sono i migliori ammortizzatori sociali d’Europa”:

Noi abbiamo un buon sistema di ammortizzatori sociali. Certo, con figli e figliastri. Però capace di distinguere, di adeguarsi, di coprire tipologie diverse (..) ognuno ha i propri strumenti: cassa integrazione ordinaria, cig straordinaria, cgis in deroga, indennità di mobilità, indennità di disoccupazione, ammortizzatori in deroga… Resta fuori un pezzo dei cocopro

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Assegni di disoccupazione vs donne in pensione a 65 anni: quali interessi rappresentano davvero i sindacati?

pubblicato da Giulio Mattioli


Vale la pena di fare una piccola riflessione a freddo su quanto avvenuto nell’ultima settimana nel campo delle politiche del lavoro. Caso n°1: il PD rilancia la sua proposta di un assegno unico di disoccupazione, il governo si rifiuta e dileggia la proposta. Risultato: il provvedimento finisce nel dimenticatoio.

Caso n°2: il governo rilancia la proposta di portare a 65 anni l’età pensionabile per le donne nel pubblico impiego; i sindacati (compresa questa volta la CISL) fanno fuoco e fiamme. Risultato: il Ministro Sacconi torna pavidamente sui suoi passi, dichiarando che non si deciderà nulla prima di aver consultato i confederali.

Mettendo a confronto questi due casi colpisce il relativo silenzio di CGIL & co. sulla prima vicenda, soprattutto se comparato alla determinazione investita, con successo, nella seconda. La spiegazione di questo diverso atteggiamento è, in realtà, abbastanza evidente.

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Assegno ai disoccupati e Lega Nord: non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire

pubblicato da Giulio Mattioli


La proposta del PD di un assegno per tutte le persone che entrano nello stato di disoccupazione è stata accolta con fastidio da parte del Governo: è stata definita “irrealistica”, “demagogica”, “pura propaganda“. Su Metro di ieri una giornalista, che deve aver viaggiato ben poco al di là delle alpi nella sua vita, l’ha chiamata addirittura “utopica“.

Ci siamo dilungati già ieri sulle ragioni per cui tutto questo non é vero, e non ci ripeteremo oggi. Una reazione però spicca su tutte le altre, e ci costringe ad un ulteriore commento, quella del capogruppo della Lega Nord Roberto Costa, che ha dichiarato:

Il Governo ha già stanziato ingenti risorse per finanziare la cassa integrazione. Bisogna anche dire, però, che in un momento come questo non servono nuovi immigrati e che per creare nuove opportunità di lavoro servono riforme strutturali che rendano tutto il sistema competitivo, e cioè il federalismo fiscale

Ora, dichiarazioni di questo tipo possono provenire solo da una persona che della questione non ha capito nulla. O che fa finta di non capire, e non saprei dire quale delle due cose sia peggio.

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L'idea geniale di Dario Franceschini: "Paghiamo il sussidio ai disoccupati con la lotta all'evasione fiscale"

pubblicato da Luca Landoni

Il neo-segretario del Pd Dario Franceschini ieri ha veramente dato il meglio di sè. Ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa ha sciorinato una messe di ricette per risollevare il partito dalla crisi, raggiungendo l’apice dell’innovazione con la proposta sul sussidio per i disoccupati.

Ma non tanto per l’idea in sè, apprezzabile anche se certamente non nuova, ma per la metodologia di finanziamento. Dovendo replicare a Berlusconi, il quale osservava che un provvedimento del genere costerebbe al paese un punto e mezzo di Pil, ha estratto dal cilindro un coniglietto di prima categoria come la lotta all’evasione fiscale.

In pratica secondo Franceschini basterebbe utilizzare il 10% dell’evasione stimata per garantire un bello stipendio di sostentamento a tutti coloro che hanno perso il lavoro. E la cosa non finisce qui, aggiungiamo noi, perché una volta applicato un principio del genere non c’è limite a ciò che il paese potrebbe fare con il restante 90%. Strade, centrali nucleari, asili nido, fondi per le forze dell’ordine, aiuti ai settori in crisi… ogni problema sarebbe risolto.

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