La scorsa notte, come spiegato in dettaglio su queerblog.it, un gruppo di sconosciuti ha lanciato contro il Gay Village di Roma dei petardi. Il gesto vandalico, già condannato da Gianni Alemanno e dal responsabile capitolino della sicurezza, è stato invece giustificato dalla Destra di Francesco Storace.
Secondo Maurizio Brugiadelli, dirigente nazionale del partito dell’ex Governatore del Lazio, i teppisti avrebbero agito perché provocati da una serie di cartelli pubblicitari affissi per la città nei quali si sostiene che Roma sia gay.
“Pretendo - ha dichiarato l’esponente politico - rispetto per la mia città. Vedere Roma tappezzata di manifesti con 2 uomini che si baciano con la scritta “Roma è gay” credo non abbia fatto piacere ai romani, e lo si può considerare anche un’istigazione a gruppi di esaltati.
Ai cittadini della capitale avrebbe fatto piacere che il sindaco Alemanno si fosse espresso drasticamente anche nei confronti di chi ha affisso, anche in modo selvaggio, quel manifesto che ha offeso gran parte dei cittadini romani”.

Francesco Zanardi ha deciso di interrompere lo sciopero della fame che aveva iniziato con il compagno Manuel Incorvaia affinché la loro unione, in quanto omosessuale, fosse riconosciuta dallo Stato.
Intervista da Ulisse Spinnato Vega Francesco Zanardi aveva condiviso con gli utenti di polisblog.it il boicottaggio che era stato organizzato da diversi media contro la loro iniziativa. Drammaticamente, e inutilmente, già vista.
Ricorre proprio in questi giorni l’anniversario della morte di Alfredo Ormando. Lui si mise in gioco molto più della coppia. Si diede fuoco in Piazza San Pietro come una strega, drammaticamente, moderna. Di lui, malgrado il massimo sacrificio, non si parla più.
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La morte di Brenda, la transessuale travolta dallo scandalo di Piero Marrazzo, non è solo un fatto di cronaca. Con annesse prevedibili opinioni, come quella Vladimir Luxuria secondo la quale la persona sarebbe stata uccisa.
La morte di Brenda racconta molto di più. Per capirlo è sufficiente riflettere sulle dichiarazioni rilasciate da Barbara, amica transessuale della persona morta, poche ore dopo il ritrovamento del cadavere.
“Né la Polizia né Carabinieri hanno fatto nulla. Tutti le trans che abitano in questa zona – ha dichiarato Barbara - sono a rischio di morte, abbiamo molta paura dei romeni”.
Continua a leggere: Caso Marrazzo: la morte della trans Brenda non è solo una storia di cronaca

Su quanto detto da Silvio Berlusconi, durante a Porta a Porta, a Rosy Bindi è stato creato un caso che in altre nazioni, giusto per essere sempre esterofili, non si sarebbe mai preso in esame. Il Premier ha insultato un suo interlocutore. Rosy Bindi ha risposto a dovere. Senza sbavature.
Prendiamo atto del fatto che se ci fosse stato al posto dell’ex Ministro della Sanità, in quello studio televisivo, un uomo la sostanza non cambiava. Un insulto è un insulto al di là del genere sessuale. Al di là del colore politico. Al di là di altre mille variabili.
Barocca è apparsa dunque la dichiarazione che sulla vicenda ha rilasciato sulla vicenda il Ministro della Gioventù Giorgia Meloni. Dopo aver fatto sapere che lei una battuta maschilista di quel genere ha precisato che a cominciare, con gli insulti misogini, è stata la sinistra.