
L’apertura del canale youtube del Quirinale ha un che di paradossale. Nello stesso anno, l’ennesimo, in cui il Governo decurta i finanziamenti per lo sviluppo della banda larga il Presidente della Repubblica decide di utilizzare internet per il suo consueto discorso.
Ragionamento che si apre alla rete per necessità più che per investimento. Se le stesse parole fossero state caricate su youtube qualche anno fa (il sito di video sharing compirà il prossimo febbraio cinque anni) avremmo potuto sostenere senza essere smentiti che il Capo dello Stato utilizza il web per avvicinarci al futuro.
Esserci oggi oltre che paradossale è quindi ridondante. Sottolinea l’arretratezza di un paese a cui fa comodo essere la Cenerentola d’Europa. È notizia di questi giorni, infatti, la decisione del Governo francese di stanziare 20 milioni di euro per la crescita dell’editoria on-line.
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A pochi giorni dall’annuncio dei tagli ai fondi per lo sviluppo della banda larga, il Governo Berlusconi dimostra nuovamente la propria disaffezione verso la rete. Secondo quanto pubblicato dall’Espresso il sito italia.it sarebbe un totale flop.
Il sito registrerebbe poco più di cento utenti unici al giorno. Oltre alla mancanza di un pubblico il progetto del Ministro Brambilla sarebbe da considerarsi fallimentare poiché i contatti presi in esame testimonierebbero che la vetrina dell’Italia all’estero sarebbe vista solo da persone residenti nel bel paese.
Se i dati dell’Espresso si rivelassero essere esatti qualcuno dovrà spiegare, inevitabilmente, perché sono stati investiti 7 milioni di euro su un sito realizzabile con una cifra infinitamente più piccola.
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