Per farsi ricordare bene il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini può fare ancora poco. Legalizzare l’utilizzo della lettera “k” al posto del “ch” potrebbe servire per completare il progetto che drammaticamente riduce la scuola italiana ad una sola scenografia degna della peggiore fiction popolare.
Solo in certi sceneggiati d’altronde si nota una certa ignoranza. Ingenua. Ma pur sempre condannabile come la proposta che in queste ore è comparsa sul sito di Repubblica. Stando a quanto pubblicato dal quotidiano l’obbligo di studio, invece di posticiparsi verso la maturità, sarà anticipato.
A scuola, per legge, fino a 15 anni e non fino ai 16 previsti dalle attuali normative figlie di una presa di coscienza necessaria nel 2010. Oltre all’esperienza, che in Italia viene tradotta spesso e male con interminabili stage, per essere adatti al mondo del lavoro bisogna essere preparati.
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L’investimento monetario promesso dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al Governatore della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, potrebbe rallentare lo sviluppo della banda larga in Italia.
Secondo quanto denunciato da Paolo Gentiloni, responsabile comunicazioni del PD nonché Ministro del medesimo dicastero durante l’ultimo governo Prodi, l’amministrazione Berlusconi non avrebbe mantenuto gli impegni presi sulla banda larga.
La scorsa settimana, infatti, il Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) ha bocciato la proposta del viceministro Romani secondo la quale il Governo avrebbe dovuto stanziare 800 milioni di euro per garantire al 14 % di italiani che non hanno la banda larga questa tecnologia.
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