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Berlusconi-Bertone, l'incontro segreto. Ecco perchè il premier gode. E il cardinale pure.

pubblicato da Massimo Falcioni

Le precisazioni del Vaticano per ridimensionare gli entusiastici commenti di Silvio Berlusconi sull’incontro di venerdì scorso a Villa Borromeo tra Italia e Santa Sede in occasione della cerimonia per i Patti Lateranensi lasciano il tempo che trovano.

Il presidente della Cei Bagnasco ha parlato di”Incontro di prassi”. Ma la soddisfazione del premier non era campata in aria. Perché la cerimonia per i Patti Lateranensi di venerdì è stata preceduta (prima che giungesse il presidente Napolitano) da un incontro riservato tra Silvio Berlusconi e Tarcisio Bertone che ha chiesto (e subito ottenuto dal capo del governo) garanzie su legge del “fine vita”, adozione dei single, soldi alle scuole cattoliche, crocefisso.

Quindi, se è vero che il Cardinale Bagnasco era visibilmente imbarazzato nel sedere accanto a un premier gravato dal Ruby-gate e dalle conseguenti vicende giudiziarie, è altrettanto vero che a prevalere è stato il secolare realismo e il fattivo pragmatismo della Chiesa in un proficuo “do ut des”.

Berlusconi ha ottenuto il riconoscimento di essere il “legittimo” capo del governo e il Vaticano, in cambio, ha … “battuto moneta”, riempiendosi poi le ampie tasche. In definitiva anche la Chiesa fa politica (e che ne dubitava!) e constata, se pur non entusiasticamente, che chi comanda è Berlusconi e che oggi alternative credibili non ce ne sono.

La critica del Vaticano riguarda tutti: in particolare Fini, che ha nominato un radicale ateo e anticlericale come Benedetto Della Vedova a capogruppo alla Camera; Casini, troppo debole, il quale ha comunque fatto sapere di essere stato molto contrariato dalla nomina di Della Vedova; soprattutto il Pd, che subisce Vendola, un gay, o lancia la Bindi, che è cattolica come lo era Prodi: quei cattolici che la domenica vanno a messa, certo, ma che poi sponorizzano leggi come i Pacs o i Dico. Questo pensano oltre Tevere.

Ecco perché, sulla sponda sinistra del fiume dalle bionde acque, il Cavaliere può lisciarsi la folta chioma e, davanti allo specchio, ribadire il più stoico (e paradossale) “Ghe pensi mi”.

Silvio Berlusconi: il play-old che piace al Vaticano di don Luigi Verzé

pubblicato da Giovanni Molaschi


L’anno scorso, in questi giorni, Dino Boffo dalle pagine di Avvenire, il quotidiano della CEI che dirigeva prima di essere travolto da uno scandalo, criticava la condotta morale di Silvio Berlusconi.

Il Premier, all’epoca, era reduce dalla richiesta di divorzio fatta, attraverso la stampa, da Veronica Lario che come altri non aveva digerito i pettegolezzi che erano stati fatti sulla partecipazione dello stesso Silvio Berlusconi alla festa di compleanno di Noemi Letizia.

Il Vaticano, che sovente, si occupa della vita politica dell’Italia in alcune occasioni avevo persino preso le distanze dal Presidente del Consiglio tanto che Gianni Letta durante un incontro pubblico con il cardinal Tarcisio Bertone dovette sostituire lo stesso Silvio Berlusconi.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Calciopoli: si riapre tutto. La difesa di Moggi è andata all’attacco e il Tribunale ha ammesso una miriade di nuove intercettazioni. Non risultano tuttavia notizie in merito a massaggi ed escort in favore di designatori e arbitri. Che presa in gir-audo

Sarà anche il “direttorissimo”, ma il suo Tg1 va a picco sul fronte Auditel e presta il fianco agli attacchi dei critici. Ascolti striminzoliti

Secondo Tarcisio Bertone, dunque, la pedofilia nella Chiesa è effetto in larga parte dell’omosessualità. Poi ha aggiunto che i meridionali bevono troppo caffè e lavorano poco, gli interisti si scaccolano senza ritegno in tram, le infermiere eccedono nell’uso delle autoreggenti e gli adolescenti italiani scambiano troppo spesso la casa per un albergo. Il cardi(ba)nale

Luxuria ha deciso: fa il salto definitivo e cambia sesso per diventare donna a tutti gli effetti. Questione di punti di vista: l’ex deputata del Prc perde gli attributi, mentre molti nel Pd non li hanno mai avuti. Palla…coi pupi

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L’omofobia di Tarcisio Bertone zittisce tutti

pubblicato da Giovanni Molaschi



Le dichiarazioni di Italo Bocchino (secondo il quale è meglio un Primo Ministro omosessuale che leghista) oltre a non tener conto di una serie di pettegolezzi secondo i quali un importante adepto di Umberto Bossi avrebbe avuto come amante un cantante italiano dichiaratamente omosessuale, colma il silenzio della maggioranza e dell’opposizione sulle esternazioni omofobe di Tarcisio Bertone.

Come riportato dai colleghi di queerblog.it l’esponente ecclesiastico pur di ammettere che la Chiesa, di cui è portavoce, deve risolvere un problema ha riportato in auge l’assioma “pedofilo= omosessuale”. La teoria, come sottolineato ieri sera da Giuseppe Cruciani, è stata sconfessata persino dagli psicologi cattolici.

Sottolineare i limiti del Cardinal Bertone in queste sede non ha senso. Soffermarci sull’omertà dei politici italiani invece sì. Adottando le linee guida di certi quotidiani che oggi non hanno pubblicato le foto riguardanti i graffiti fatti sulla casa nativa del Papa, Benedetto XVI, i politici italiani hanno deciso di tacere sullo scandalo di cui si stanno occupando praticamente tutti.

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Caso Boffo. Le piccole astuzie di Vittorio Feltri, nel mirino del Vaticano

pubblicato da Luca Landoni



Il caso Boffo, l’ex-direttore di Avvenire dimessosi in seguito alla campagna orchestrata dal Giornale, vive oggi un nuovo capitolo. Alcuni quotidiani - nello specifico Il Foglio e Repubblica - hanno infatti alimentato le illazioni che identificano il Segretario di Stato Tarcisio Bertone e/o il direttore dell’Osservatore Romano Vian come la gola profonda di Feltri; ovvero coloro che hanno passato l’informativa interna che “accusava” di omosessualità Dino Boffo.

È stato però il Vaticano stesso a riaprire mediaticamente il caso con una durissima nota che difende i succitati, stigmatizzando l’aggressiva campagna di stampa nei confronti delle autorità ecclesiastiche, e includendo dunque anche il direttore del Giornale (pur senza nominarlo). Ecco perché oggi il quotidiano esce col titolo Il Papa fuori dalla grazia di Dio, in tipico stile feltriano.

Il fondo del direttore riassume tutta la vicenda, tentando di uscirne pulito solo per aver chiesto scusa riguardo alla questione dell’omosessualità, mentre ribadisce che l’ex-direttore di Avvenire era un molestatore. Ricordo che anche noi ci occupammo a più riprese della vicenda, sottolineando quanto il primo punto fosse irrilevante, mentre ciò che contava era che una persona condannata per molestie non aveva titolo a fare le pulci agli altri. Era questo infatti il punto fondamentale dell’attacco iniziale di Feltri (che ora dimentica la cosa per comodità). Boffo non ha diritto di critica perché non è sufficientemente “pulito” per farle.

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Ispirato da Massimo Giletti, Piero Marrazzo chiede perdono al Papa

pubblicato da Giovanni Molaschi



Non c’è stagione televisiva che non ci porti in dono l’ennesimo fintamente nuovo talk show di politica. Ormai del Governo, dei suoi esponenti e delle relative attività si disquisisce ogni ora del giorno. E della notte.

Analizzando bene il fenomeno si potrebbe pensare che a cannibalizzare il media sia stata la stessa casta che non perde occasione di specchiarsi negli occhi delle persone che l’hanno scelta. O che vorrebbero cambiarla.

Di fatto non è così. È la televisione che ha mangiato la politica trasformandola in uno scarto che a tratti ricorda i contenitori che attorno ad un reality show vengono creati. Oggi, più di ieri, bisogna prender atto del modello Giletti. Utilizzato ogni volta che si può.

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