Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag tasse

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Il governo stanga gli automobilisti, la benzina sale e il Natale sarà un po’ più povero per chi deve spostarsi. Ma un qualche dubbio (anche non amletico) Monti non poteva porselo sui rincari alla pompa? Esso o non Esso, questo è il problema

Una volta i Magi portavano oro, incenso e mirra. Ora magari nel presepe ci vorrebbe qualche litro di carburante in più, come auspicava già trent’anni fa Rino Gaetano. I Re M-Agip

Il vero disegno dell’esecutivo è chiaro. Partire dalla benzina per lasciarci in mutande. Str-Ip tease

Di fatto i possessori di un qualunque veicolo sono da sempre tra le categorie più tartassate dal Fisco. Pensiamo agli autotrasportatori: sudano sette camicie per tirare avanti. Ti puzzano le a-Shell

....
condividi 0 Commenti

Veritometro: Libero, l'aumento dell'Iva e la pressione fiscale

pubblicato da Giulio Mattioli

“Il governo aumenterà l’Iva per non alzare le tasse”


Libero-news.it, 6 settembre 2011

Scopri perchè dopo il salto

Continua a leggere: Veritometro: Libero, l'aumento dell'Iva e la pressione fiscale

....
condividi 4 Commenti

Manovra 2011, le critiche dei blogger di destra

pubblicato da Bruno Marino



Il testo della manovra arriverà domani nell’aula del Senato, dopo aver subito alcune pesanti modifiche (come l’introduzione di una norma che deroga all’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori - qui un articolo per chiarirsi le idee). Mentre è normale che, soprattutto dopo queste modifiche, la CGIL sia sul piede di guerra (domani lo sciopero generale), meno scontato è il fatto che ci siano critiche anche da blogger di destra, come Federico Punzi o Daw.

Su JimMomo, Federico Punzi scrive:

“Per far quadrare i conti […], s’inasprirà la lotta all’evasione fiscale. Al che, detta in termini così generici, non avrei nulla in contrario. Bisogna vedere però come le intenzioni si declinano nella realtà. […] Va bene la stretta sulle società di comodo alle quali molto spesso vengono intestati immobili e beni di lusso per non pagare le tasse e per avvantaggiarsi nelle graduatorie d’accesso ai servizi pubblici gratuiti. Va bene affinare gli strumenti d’incrocio dei dati sui redditi dichiarati e i beni posseduti. Vanno bene persino le «manette» nei confronti dei grandi evasori.”

Alcune cose, però, non vanno bene:

E’ grave […] il solo ipotizzare la pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi. Sarebbe un atto incivile e criminale: lo Stato che non si fa scrupolo di incitare all’invidia sociale, alla lotta di classe tra i suoi cittadini, pur di reperire ulteriori quattrini da sperperare mentre riesce ad allontanare da sé lo sguardo sospettoso dell’opinione pubblica. Se passa, sarà la rapina perfetta, quella in cui i rapinati nemmeno si accorgono di esserlo e si mettono ad accusarsi tra loro.”

Seguiteci dopo il salto, parleremo di Berlusconi e Tremonti accostati - indovinate un po’? - a Prodi e Visco.

Continua a leggere: Manovra 2011, le critiche dei blogger di destra

....
condividi 1 Commenti

Ore 12 - Manovra, la Chiesa critica ed è criticata per i suoi (presunti?) "privilegi"

pubblicato da Massimo Falcioni

altroQuando il cardinale Angelo Bagnasco critica fortemente la manovra del governo e dice di prendere i soldi dagli evasori è scontata la risposta di alcuni che la Chiesa deve tacere perché gode di privilegi e non paga le tasse.

Così però non solo si fa un regalo politico a Berlusconi, non solo si passa dal sano laicismo al becero anticlericalismo, ma si dice semplicemente il falso.

Perché si parte da un presupposto sbagliato, cioè che le “agevolazioni” siano fatte su misura per la Chiesa, specificatamente per il patrimonio di enti ecclesiastici, quando invece riguardano tutti quelli che non fanno attività commerciali.

Quindi la Chiesa e le altre comunità religiose (ma anche altri enti e associazioni ad es. sportive dilettantistiche, quelle del volontariato, le onlus, le fondazioni, le proloco, le aziende sanitarie ecc.) hanno diritto ad esenzioni come quella dell’Ici, otto per mille, e ad altri benefici fiscali non solo in ragione dell’attività rilevante sul piano della solidarietà sociale e del bene pubblico, senza distinzione di religione, etnia, appartenenza politica e culturale dei destinatari.

Idem per l’Ires, di cui è prevista l’esenzione per gli enti di assistenza sociale, gli enti ospedalieri, scuole, fondazioni, accademie, istituti scientifici, case popolari ecc.

Tutto si può discutere e ridiscutere ma il dibattito non diventi l’occasione per fare sempre di tutta l’erba un fascio, per rilanciare un anacronistico anticlericalismo, di cui non si sente il bisogno.

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Il governo prende atto: “Va rispettata la volontà dei cittadini”. Poi da Palazzo Chigi si precisa: “Però gli italiani hanno detto no alla privatizzazione dell’acqua del rubinetto. Vedremo cosa si può fare su quella frizzante”. Gianni…Lete

E un successivo comunicato dell’esecutivo precisa: “Ora facciamo un’altra legge sui servizi pubblici locali. Se i cittadini ci cercano con il forcone, noi siamo alle Cayman a dissetarci con tante bollicine trasparenti”. Mordi e Fiuggi

Oltre al bunga bunga ci si è messo anche bingo bongo a far arrabbiare il Cav. Adriano Celentano, con il suo protagonismo telefonico-televisivo, ha prima lanciato la volata a Pisapia e poi ai referendari. Il premier è al tramonto e in qualche modo deve prendersela per questo anche con il molleggiato. Il bisbetico commiato

Tremonti parla finalmente di Fisco, ma intanto torna alla ribalta il caso Ruby. Porci con le ali-quote

....
condividi 0 Commenti

Il Pdt (partito delle tasse) insiste con la "patrimoniale". Cui prodest?

pubblicato da il passator cortese

Non è il ddt di nefasta memoria, , ma il Pdt può essere ugualmente velenoso, e non solo per le mosche. Il Pdt, partito delle tasse composto in particolare da antiberlusconiani doc, ha solo un dubbio: se colpire con la mannaia di una patrimoniale o raddoppiando le aliquote sulle rendite finanziarie.

C’è in particolare questa gran voglia di imposta patrimoniale. Dalle “nobili” alte vette ex socialiste di Giuliano Amato alle nebbiose pianure dell’ex comunista Walter Veltroni (con assist di Pietro Ichino) è giunta la soluzione per risolvere i gravi problemi delle italiche (esauste) finanze.

Che non ci si fidi delle nuove promesse di liberalismo di Berlusconi è … naturale. Ma del Pd chi si fida?

La patrimoniale straordinaria non ha niente di “comunista”: è solo una idea bislacca, inutile e assurda. Perchè ammesso che nelle casse dello Stato entrino più soldi (anche questo in Italia è da dimostrare), governo e opposizioni non tireranno e non faranno tirare la cinta, ma, all’opposto allargheranno i cordoni della borsa rimpolpata.

Solo così si prendono applausi e, soprattutto, voti. A onor del vero, Amato e Veltroni, propongono una patrimoniale con seguito di altri interventi strutturali in grado di sostenere la crescita e migliorare il bilancio, fino all’agognato pareggio e conseguente riduzione delle tasse. Ma se si fanno davvero interventi di liberalizzazione e di riforme vere, a che serve la scure-capestro della patrimoniale?

La via d’uscita è dietro l’amgolo, ma nessuno intende imboccarla: usare la forbice, senza pietà, per tagliare le spese. Chi è oggi (o domani) in grado di usare il forbicione?

Ore 12 - "Manovra": è la ... solita "manovra"

pubblicato da Massimo Falcioni

altro“O passa, o tutti a casa”, minaccia Silvio Berlusconi riferito alla manovra.

Il merito è un optional, in questa politica dei nominati, dei muscoli e dei ricatti. Così, ideologizzando e strumentalizzando (sia da parte della maggioranza che da parte delle opposizioni), si confondono le acque, non consentendo una valutazione di merito della questione.

Come sempre, prendere o lasciare. Con me o contro di me. E ll giudizio viene dato per … schieramenti. Fino alla museruola del voto di fiducia.

La manovra di correzione del deficit pubblico, indubbiamente durissima (tagli di spesa di oltre 23 miliardi di euro per i prossimi due anni!) ma necessaria, è sbagliata non perché la fa Berlusconi, ma perchè è “iniqua” e non affronta i nodi strutturali della crisi. Così si colpiscono i più deboli e non si fa niente per rilanciare il Paese.

Alcuni esempi. Prendiamo le Regioni e i Comuni: le spese di questi enti assorbono 1/3 della spesa pubblica corrente, mentre la manovra li obbliga a sostenere i 2/3 dei sacrifici. All’opposto, le amministrazioni centrali contribuiscono per 2/3 alla spesa complessiva, ma sono chiamate a pagare solo 1/3 dei sacrifici richiesti.

Come non chiedere una rimodulazione dei sacrifici facendo pagare di più a chi non è “virtuoso” e meno efficiente?

Altro nodo incandescente, le tasse: paghiamo come gli svedesi per avere servizi come i paesi dell’Est. In Francia, un single che guadagna 35 mila euro l’anno, ne paga al fisco 5 mila, contro i 9 mila pagati da un italiano. Un contribuente coniugato con due figli a carico paga in Francia una manciata di euro, mentre in Italia sborsa 7 mila euro.

I servizi italiani costano cinque volte di più di quelli francesi, ma con una qualità e quantità molto inferiori.

L’evasione fiscale, la commistione politica-affari, le caste, le cricche e compagnia cantante fanno il resto. Ci sono stati tempi peggiori? Sicuramente sì. Ma anche tempi migliori. Questo è il Belpaese. Tutto qui.

Speciale: il terremoto dei manifestanti dell’Aquila scuote la blogosfera italiana

pubblicato da Giovanni Molaschi


A ventiquattro ore dalla protesta che i cittadini dell’Aquila hanno fatto a Roma, di cui ci siamo già occupati qui e qui, vale la pena fare un punto analizzando quanto in rete è stato scritto sull’accaduto.

Chi, in queste ore, ha scritto degli scontri ha posto la propria attenzione su due aspetti specifici della vicenda:le modalità con cui è stata data notizia dal Tg1 di Augusto Minzolini e le reazioni politiche di maggioranza e opposizione alle richieste degli aquilani.

Scrive un utente di AgoraVox Italia:

“Per il Tg1 delle 13,30 del 7 luglio le manganellate della Polizia contro gli aquilani in corteo a Roma non esistono. Niente. Fino alle 13,47. C’è il Lodo Alfano, e le voci dell’emendamento Pd a favore di Napolitano. C’è il vertice tra Berlusconi e lo stato maggiore del Pdl, c’è l’Europa col Pil crescente e l’Italia ovviamente meglio di tutti. Poi il servizio, come fosse dovuto. Striminzita cronaca, chiusura in bellezza: i manifestanti hanno contestato Bersani”.

Continua a leggere: Speciale: il terremoto dei manifestanti dell’Aquila scuote la blogosfera italiana

Ore 12 - Al Cavaliere ... la "mossa del cavallo" ...

pubblicato da Massimo Falcioni

altroQuotidiani cartacei di “peso” come Il Corriere della Sera, pubblicano oggi ciò che Ore 12 (beccandosi qualche democratico … insulto) già scriveva ieri e i giorni precedenti.

Dall’editoriale di Francesco Verderami: “Berlusconi ha intuito di essere nell’angolo, perché il rischio di una crisi di governo sulle intercettazioni è dietro l’angolo”. Appunto.

Il Premier è al bivio, con il rischio agguato già in commissione la prossima settimana. Numeri alla mano, i finiani potrebbero mandar sotto l’esecutivo.

Il presidente della Repubblica (così com’è il ddl non ha il via libera del Quirinale) ha fatto … “da sponda” al presidente della Camera, tutt’altro che isolato.

Fini, rilanciando anche le tesi del procuratore antimafia Grasso, sulle intercettazioni (cioè sulla giustizia), ne ha fatto una questione non più solo politica, ma etica. E ora l’affondo combinato Napolitano-Fini fa temere all’”inner circle” berlusconiano l’avvicinarsi della crisi.

In un vicolo cieco ci si è infilato Berlusconi.

La palla è adesso in mano al Cavaliere, che non può limitarsi a minacciare: “Ma con un altro governo faremmo rivoltare il Paese”.

Stavolta Berlusconi sbaglia i conti. Non si rivolterebbe nessuno per difendere il governo del “non fare”, delle tasse, e delle cricche.

L’applauso potrebbe arrivare, ma per l’uscita del Cav. da Palazzo Chigi.

Italia berlusconiana: aumentano le tasse, cresce ancora il debito pubblico. Lo dice l'Istat

pubblicato da il passator cortese

Va, va l’Italia berlusconiana. Ma all’indietro. Lo dice l’Istat.

Aumentano le tasse e cresce senza sosta il debito pubblico. Il Belpaese è nelle sabbie mobili e .. sprofonda.

Il debito pubblico in Italia e’ il piu’ alto in Europa: nel 2009, in rapporto al Pil, dopo il calo rilevato nel 2007, ha proseguito la crescita gia’ registrata nel 2008, aumentando di quasi 10 punti percentuali rispetto all’anno precedente e attestandosi al 115,8%, valore molto prossimo a quelli rilevati alla fine degli anni ‘90.

Nel confronto con i paesi dell’Ue, lo stock di debito pubblico italiano in percentuale al Pil continua ad essere il piu’ alto, a fronte del 73,6% rilevato in media Ue-27%.

Quindi, deficit/Pil 2009 quasi raddoppiato rispetto all’anno precedente (si e’ passati dal 2,7% al 5,3%). In valore assoluto, l’indebitamento risulta pari a 80.800 milioni di euro, maggiore di 38.225 milioni di euro rispetto al 2008. Da capogiro!

Anche la pressione fiscale aumenta e l’Italia è quinta nell’Unione europea per il peso delle tasse. Nel 2009 la pressione fiscale complessiva rispetto al Pil è passata al 43,2%, dal 42,9% dell’anno prima.

Che dire? Niente. Fortuna che Silvio c’è! Avanti, Savoia!