Va, va l’Italia berlusconiana. Ma all’indietro. Lo dice l’Istat.
Aumentano le tasse e cresce senza sosta il debito pubblico. Il Belpaese è nelle sabbie mobili e .. sprofonda.
Il debito pubblico in Italia e’ il piu’ alto in Europa: nel 2009, in rapporto al Pil, dopo il calo rilevato nel 2007, ha proseguito la crescita gia’ registrata nel 2008, aumentando di quasi 10 punti percentuali rispetto all’anno precedente e attestandosi al 115,8%, valore molto prossimo a quelli rilevati alla fine degli anni ‘90.
Nel confronto con i paesi dell’Ue, lo stock di debito pubblico italiano in percentuale al Pil continua ad essere il piu’ alto, a fronte del 73,6% rilevato in media Ue-27%.
Quindi, deficit/Pil 2009 quasi raddoppiato rispetto all’anno precedente (si e’ passati dal 2,7% al 5,3%). In valore assoluto, l’indebitamento risulta pari a 80.800 milioni di euro, maggiore di 38.225 milioni di euro rispetto al 2008. Da capogiro!
Anche la pressione fiscale aumenta e l’Italia è quinta nell’Unione europea per il peso delle tasse. Nel 2009 la pressione fiscale complessiva rispetto al Pil è passata al 43,2%, dal 42,9% dell’anno prima.
Che dire? Niente. Fortuna che Silvio c’è! Avanti, Savoia!
Non si sa ancora se gli italiani hanno capito il “senso pratico” della manovra da 24 miliardi di euro (in lire sarebbe cifra da infarto) del Governo.
Cioè se hanno compreso che “casta e cricca” non si toccano (ultima”perla”: dopo il primato delle “auto blu” l’Italia conquista anche quello dei “cellulari d’oro” raggiungendo il tetto record di 939.450 unità, con un costo medio di 1.350 euro ad utenza!) e loro, più sudditi che cittadini, devono invece rimettere mano al portafogli. E non per rinnovare e rilanciare il Paese, bensì per non affogare, restando nella palude.
Cade l’ultimo tabù: così (anche) le tasse aumentano! E crolla il castello di bugie della “manovra europea che taglia le spese, colpisce l’evasione e non aumenta le tasse”. Appunto, esattamente l’opposto. Tant’è che il Premier nel Cdm grida: “questa non è la mia manovra!”, ma in pubblico è “afono”.
Il super ministro dell’Economia, sostenuto da Bossi, fa quel che vuole. Tanto sa che senza la Lega, esecutivo e premier saltano. E il Senatur sa altrettanto bene che la stangata non tocca l’elettorato del Carroccio (sforbiciata Province a parte).
il consenso verso il governo cala ancora e scende a quota 46%: un incubo per il Cavaliere!
Ora c’è il passaggio alla Camera, dove, solo la “fiducia” può salvare il governo. Tant’è che Fini, sornione, attende: vuole conoscere “le carte e i numeri”.
Insomma, pare proprio che il timoniere è rimasto solo. E un timoniere obbligato anche a remare sarà presto costretto a gettare l’ancora.
La manovra dà un duro colpo all’illusionismo di Berlusconi. Potrebbe essere il colpo finale alle illusioni del “berlusconismo”. La favola è finita. L’ultimo spenga la luce.

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La manovra da 24 miliardi di euro (forse si andrà vicini ai 30) che sta per abbattersi sugli italiani non è nuova. Nel senso che, come l’influenza “cattiva” ha le sue ricadute, anche stavolta, crisi economica più cattivo governo dell’economia (e non solo) fanno risalire il mercurio del termometro.
E la febbre alta richiede nuove punture … dolorose e salate (costose).Insomma, nuova manovra da lacrime e sangue.
Alla faccia del Premier e del ministro dell’Economia, che per mesi sorridevano a 32 denti perché “la crisi non c’è”. C’è da fidarsi di questi due “governanti”, i Totò e Peppino dell’economia improvvisata?
Tremonti si vanta di non essere un “economista”, ma un “commercialista”. Il Cavaliere non è né l’uno né l’altro, ma i conti li sa fare. Per le proprie tasche.
Per cavare soldi dall’evasione fiscale e dalla riduzione degli sprechi (quelli veri) ci vogliono anni e anni. Soprattutto serve volontà politica, che non c’è.
Quindi i (quasi) 30 miliardi devono uscire o da tagli, o da tasse, o da sanatorie o da vendite di patrimoni dello Stato. Di fatto, dalle tasche di “pantalone”. Italiani!
Silvio Berlusconi: calciomercato. Voto 3. Il Cavaliere non vende il Milan perché: “Ci perdo in popolarità. Quando ho venduto Kakà ci ho rimesso tre punti alle europee”. Statista di cacca.
Giulio Tremonti: pinocchio. Voto 3. Il ministro gran “guru” dell’Economia giura: “Non aumenteremo le tasse”. E la nuova stangata da quasi 30 miliardi? Se non è zuppa, è pan bagnato.
Pd: tasse & tagliole. Voto 6. Il Pd propone: “Dieci buone azioni per uscire dalla crisi”. “Tifiamo per l’Italia che si rimbocca le maniche”. Letta j. dixit. Parafrasando … Lenin: “Poco? Meglio di niente”. E fa capolino la super tassa per i … ricchi, pro cig.
Pdl: cacciatori & cacciati. Voto 3. Nel partito del “predellino” lo sport più diffuso oggi è la … divisione. Trenta deputati del Pdl sono contro la “caccia libera”. Il “3” è per chi guida il Pdl e il Governo. Per lo più lobbisti a difesa di lobby. Rinsaviti?
Prima di concentrarsi sulla campagna elettorale Renato Brunetta, candidato sindaco di Venezia nonché Ministro della Pubblica Amministrazione, rilasciò delle dichiarazioni che fecero discutere molto l’opinione pubblica.
Secondo l’esponente politico parte delle pensioni dovrebbero essere destinate ai giovani per permettergli l’abbandono del tetto familiare. In quell’occasione il Ministro si dimenticò di precisare che tale sforzo ai lavori a riposo è già previsto.
Come raccontato, questa mattina, da Repubblica dei 145,9 miliardi incassati ogni anno dall’erario più di un terzo provengono dalle tasse che i pensionati hanno sui propri introiti mensili.
Gianfranco Fini: democrat. Voto + 8. Il presidente della Camera non scarta il Presidenzialismo, ma avverte: “Le Camere sono centrali anche se fastidiose per la maggioranza”. Già.
Silvio Berlusconi: bengodi. Voto – 8. Quasi 11 milioni di italiani (27%) non paga nemmeno un euro di tasse. Solo l’1% dichiara redditi oltre 100 mila euro. Fortuna che Silvio c’è.
In uscita nelle sale un nuovo film di fantascienza. La trama: il Cavaliere interplanetario terrestre vuole conquistare il Pianeta Parlamentum XVI per imporre la sua legge su tutti gli umanoidi che compongono la maggioranza. Il suo braccio destro è una sorta di androide, Gasparritor, dalle facoltà limitate ma dalla smisurata sete di potere. Sbavatar
Su Parlamentum XVI pochi umani senzienti sono assediati da una moltitudine di esseri programmati con un semplice codice stampato su un chip inserito nella natica sinistra. Il chip riconosce la pressione dello scranno parlamentare e attiva immediatamente la funzione binaria ’schiaccia il tasto sì per votare alle proposte del governo’/’schiaccia il tasto no per le proposte dell’opposizione’. Quando non c’è la pressione della poltrona sul gluteo e gli androidi sono in piedi, si attiva automaticamente la funzione ’shopping in via del Corso’. Il mondo dei replicanti
Il SuperCav rinvia il taglio delle tasse e i giornali che fanno riferimento al centrodestra ci rimangono un po’ male. D-elusione fiscale
Tra voglia di Casini e via libera alle primarie, D’Alema in Puglia non ci capisce più nulla. E’ il suo piccolo (ennesimo) fallimento politico. Ridi pugliaccio!
Eh sì, “questo” (il Premier), salta da un fosso all’altro e quel che dice al mattino lo sconfessa la sera stessa.
Stavolta non si può non concordare con Pier Luigi Bersani che inchioda Silvio Berlusconi per la sua ennesima “irresponsabile giravolta”.
Avrete capito bene che il capo del Governo ha fatto retromarcia sulle tasse: “L’attuale situazione di crisi impedisce di pensare a una riduzione delle imposte, è assolutamente fuori discussione”.
Ma come, non è sempre stato quello del “giù le tasse” lo spot degli spot del Cavaliere? Il “ghe pensi mi” per salvare dallo statalismo comunista dei governi Prodi il popolo delle partita Iva, il ceto medio agonizzante, i professionisti travolti dal fisco, le famiglie strozzate dalle tasse?
Non si volevano appendere sul pennone più alto i “sanguisuga” Padoa Schioppa e Vincesco Visco?
E la crisi non era tutta una invenzione dell’opposizione, comunque superata dall’arrivo di una nuova alba radiosa che ridà fiato alle trombe del liberalismo assoluto e del capitalismo che fa tutti liberi, ricchi e felici?
Insomma, basta! Questo è un Premier che continua a mentire agli italiani.
Fino a quando gli italiani continueranno a farsi prendere per i fondelli?
Silvio Berlusconi: pinocchio. Voto – 9. Si allunga il naso del premier per le bugie. Il Governo ammette niente tagli alle tasse, promette sviluppo ma non c’è un euro per imprese e famiglie. Ancora una volta i fatti smentiscono le facili promesse. Una balla tira l’altra.
Silvio Berlusconi: crocefisso. Voto – 9. Il premier sotto il tiro di Famiglia Cristiana: “Non c’è nulla e quel poco che c’era è stato cancellato. Nessun Governo è riuscito a fare un così salto mortale all’indietro come quello guidato da Berlusconi”. Unto del Signore.