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Tutti gli articoli con tag telefonata merkel napolitano

Telefonata Merkel-Napolitano: Calderoli vuole una commissione d'inchiesta

pubblicato da Alberto Puliafito

Roberto Calderoli

Il botto di fine anno della Lega Nord, che precede di poco il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica, lo spara Roberto Calderoli.

Il leghista - evidentemente intenzionato, con la sua compagine, a continuare sulla strada dell’opposizione di protesta a oltranza - non è convinto delle smentite che sono arrivate prima da Roma e Berlino, poi da Silvio Berlusconi in persona a proposito delle ragioni che hanno portato l’ex premier alle dimissioni.

Ebbene sì, si parla ancora della telefonata fra Merkel e Napolitano. In merito, Calderoli ha dichiarato:

«Il Quirinale ha smentito i contenuti ma ha confermato la telefonata e del resto non avrebbe potuto fare diversamente perché la vicenda avrebbe configurato un attentato alla Costituzione».

Poi ha ricostruito le ragioni delle proprie perplessità:

«Consultazioni, ancorché informali, del presidente della Repubblica con un governo in carica mai sfiduciato nei giorni successivi alla telefonata, Berlusconi che sale al Colle anticipando a noi ministri che avrebbe proposto un nuovo governo politico e ne esce preannunciando invece le sue dimissioni, un attacco speculativo sui titoli Mediaset, lettere e richiami della Bce e della Commissioni Europea che sanno di ‘romano’ lontano un miglio, le risate della Merkel e Sarkozy ultra propagandate dai mass media nostrani».

Calderoli si augurava che Napolitano chiarisse durante il discorso di fine anno la dinamica dei fatti. Il Presidente della Repubblica l’ha fatto, raccontando nuovamente la storia ufficiale che tutti conosciamo (e riconoscendo persino a Silvio Berlusconi il senso di responsabilità nell’essersi dimesso). E nulla più.

Così, Calderoli, verosimilmente, proseguirà per la propria strada: vorrebbe una commissione d’inchiesta.

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Anche Berlusconi smentisce il WSJ - Ma Il Giornale attacca

pubblicato da Alberto Puliafito

Il Giornale: «E' stata la culona»

Il Giornale regala ai suoi lettori un’ultima prima pagina del 2011 da antologia, per volgarità. Con riferimento alla telefonata di Angela Merkel a Giorgio Napolitano di cui ha parlato il Wall Street Journal (poi molto semplificata dalla stampa italiana e smentita, in questa interpretazione, da Berlino e da Roma), e con riferimento a una battuta che Berlusconi avrebbe fatto sulla Merkel (la ricorderete senz’altro, quella vicenda della «cu%*°a in#@iavabile»), il quotidiano di Sallusti titola come vedete nell’immagine.

Questo, nonostante Silvio Berlusconi, oggi, al Tg5, abbia di fatto smentito l’ipotesi che possa essersi dimesso per ingerenze tedesche:

L’ho fatto per evitare che la speculazione finanziaria si accanisse contro l’Italia e contro il risparmio delle famiglie. L’ho fatto per senso di responsabilità, per senso dello Stato.

E’ quel che Berlusconi va ripetendo, per ribadire il suo ruolo di salvatore anche di fronte all’indifendibile operato del suo Governo nella tempesta della crisi finanziaria e del debito, una crisi prima negata poi, evidentemente, affrontata senza strumenti e senza la fiducia europea.
Il direttorio franco-tedesco non avrà inciso direttamente, come si affrettano a precisare tutti. La Merkel non avrà certo chiesto esplicitamente a Napolitano di rimuovere il premier, ci mancherebbe altro.

Ma era chiaro, con buona pace di tutti gli uffici stampa dei politici e di Berlusconi stesso, che l’Europa si aspettasse qualcosa dall’Italia. Questo qualcosa è diventato il governo Monti, che si prodiga e si prodigherà per tutte le misure (quelle più liberiste possibili) che l’Europa vuole dal nostro paese.

Quanto alla prima pagina del Giornale, be’: ora non ci sarà diplomazia che possa nascondere il pensiero di una certa parte politica rispetto alla Merkel. Per fortuna è l’ultima figuraccia del 2011: non c’è tempo per farne altre.

Cosa si sono detti Merkel e Napolitano al telefono? - Il Quirinale smentisce le pressioni

pubblicato da Alberto Puliafito

Giorgio Napolitano - Il quirinale ha smentito le pressioni della Merkel

Saranno state ore poco felici, al Quirinale: mentre si pensava, probabilmente, a preparare senza troppe ansie il Messaggio del Presidente della Repubblica a proposito di coesione e crescita, arrivava il botto del Wall Street Journal, ripreso dalla stampa italiana: la Merkel avrebbe fatto pressioni sul Capo dello Stato perché facesse tutto quel che era in suo potere per la situazione italiana.

Anche se nel pezzo, articolato e a sei mani, non si parlava esplicitamente di una richiesta dichiarata da parte della Merkel perché Napolitano inducesse Berlusconi alle dimissioni, ma si delinea un quadro molto più articolato e complesso, i quotidiani online nostrani hanno semplificato con titoloni, banalizzando. E sono quei titoli, che il Quirinale smentisce con una nota:

In riferimento ad alcune indiscrezioni di stampa, internazionale e italiana, si precisa che nella telefonata, niente affatto segreta, del 20 ottobre 2011, al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il Cancelliere della Repubblica federale tedesca, Angela Merkel, non pose alcuna questione di politica interna italiana, ne’ tanto meno avanzo’ alcuna richiesta di “cambiare il premier”. La conversazione ebbe per oggetto soltanto le misure prese e da prendere per la riduzione del deficit, in difesa dell’Euro e in materia di riforme strutturali.

La telefonata, dunque, c’è stata eccome. Ed è chiarissimo che la Merkel non abbia avanzato richieste di cambiare il premier: chiunque l’abbia pensato, non ha letto il pezzo del WSJ o è, più facilmente, vittima di semplificazione giornalistica. Cosa si siano detti Napolitano e la Cancelliera, non ci è dato saperlo. Ma non si può affatto dubitare che Berlino abbia espresso, attraverso la propria rappresentanza politica, preoccupazioni per la situazione italiana. Certe cose non c’è bisogno di dirle chiaramente: si possono anche lasciare intendere, giusto?

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