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Tutti gli articoli con tag termini imerese

Fiat, accordo positivo a Termini Imerese. Decisivo il ruolo del Governo.

pubblicato da il passator cortese

Finalmente un segnale positivo dal mondo del lavoro, dalla vertenza Fiat, dal governo. E’ stato raggiunto ieri sera al ministero dello Sviluppo economico l’accordo tra Governo, Fiat e sindacati sullo stabilimento di Termini Imerese: gli incentivi alla mobilità a carico del Lingotto, in media 460 euro mensili, riguarderanno 640 lavoratori. Gli altri lavoratori saranno assunti secondo un piano progressivo dalla Dr Motor.

L’accordo è stato siglato da tutti i sindacati, compreso la Fiom-Cgil. Il costo totale dell’operazione sarà di circa 21,5 milioni di euro. Così i 640 lavoratori riceveranno in media 22.850 euro più l’indennità per il mancato preavviso e il premio fedeltà. L’accordo su Termini Imerese, garantito dal governo, è un risultato importante che segna un alt alla volontà padronale di fare e disfare come vuole.

Questo è il mestiere del sindacato: aprire trattative, siglare accordi, portare l’intesa al punto più avanzato possibile per i lavoratori. Una lezione anche per Cisl e Uil, che avevano troppo presto piegato la testa ai dictat di Marchionne, ma pure per la Fiom, troppo arroccata sul piano ideologico, poco propensa ad accettare la logico del “poco meglio di niente”.

Infine un plauso per il nuovo governo: dopo anni di immobilismo da parte dell’esecutivo di Berlusconi, finalmente un governo con capacità autonoma, pronto a prendere l’iniziativa e a confrontarsi in maniera costruttiva con le parti sociali. In particolare si tratta di un successo per il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, protagonista della mediazione, all’indomani del giorno che ha visto la chiusura dei cancelli dello stabilimento siciliano della Fiat.

Apprezzamento immediato arriva anche dalla Cgil: “Un’intesa apprezzabile e positiva perchè risolve il problema degli incentivi accompagnando alla pensione oltre 600 persone” afferma il segretario confederale della Cgil, Vincenzo Scudiere. L’intesa tra Governo, Fiat e sindacati sarà formalizzata in un incontro che si terrà giovedì 1 dicembre al ministero dello Sviluppo economico.

E’ un successo “politico” di un governo “tecnico”. Non è una vittoria: perché in ogni “guerra” tutti escono sempre sconfitti. Importante è adesso trovare la via per la ripresa di Termini Imerese, della Fiat, dell’economia italiana.

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FIAT, dopo 41 anni via dalla Sicilia. Il grido di un operaio: "Che Marchionne provi il nostro dolore!"

pubblicato da il passator cortese

Dopo 41 anni di storia la FIAT si appresta ad abbandonare la Sicilia: così un pezzo della grande Casa torinese lascia un pezzo d’Italia. I partiti, la politica, i media sono su tutt’altre faccende affaccendati.

Oggi è stato l’ultimo giorno di piena produzione, da domani e fino al 31 dicembre i lavoratori saranno messi in cassa integrazione. All’Assemblea davanti ai cancelli della fabbrica il segretario generale della Fiom Cgil, Maurizio Landini ha rilanciato la lotta.

«L’accordo per la riconversione dello stabilimento di Termini non è stato ad oggi firmato perché la Fiat non l’ha permesso. Per questo l’assemblea di oggi unitariamente ha stabilito che dalle 22 di stasera abbia inizio un presidio permanente che non consenta di fare uscire le auto dallo stabilimento, fino a quando non ci sarà un accordo».

«È importante che la Fiat si assuma fino in fondo le proprie responsabilità e favorisca la possibilità di una soluzione della vertenza», ha sottolineato Landini.

Dal palco il grido di Ciccio Conte, operaio della Lear, indotto Fiat, strappando gli applausi dei metalmeccanici. «Mi auguro che domani o comunque presto Marchionne provi il dolore nel cuore che gli operai stanno vivendo oggi, ultimo giorno di produzione alla Fiat di Termini Imerese». E il Governo?

Le pagelle del lunedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Raffaele Bonanni: colpo di genio. Voto 7. Il segretario della Cisl critica il Governo “L’assenza di un ministro dello Sviluppo economico è grave”. E attacca Marchionne: “Termini Imerese ha chiuso senza prospettive”. Usciti dal letargo? Meglio tardi che mai.

Umberto Bossi: colpo di sole. Voto 3. Il leader della Lega a ruota libera: “Per il federalismo bastiamo io e Silvio”. E sulla secessione: “E’ nel nostro statuto”. Poi bacchetta Alemanno: “Taccia, ha fatto poco”. Senatur del … delirio quotidiano. Sedativi.

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Fiat: Sergio Marchionne, dopo Termini Imerese, è pronto a chiudere un altro stabilimento

pubblicato da Giovanni Molaschi


La stagione televisiva generalista, di fatto conclusa ieri, ci ha proposto diversi sipari politici di cui avremmo fatto a meno. Per ripulirsi la coscienza di tutti i soldi spesi per accendere il palco di Sanremo poco prima dell’annuncio della vittoria di Vittorio Scanu la Rai propose ai propri contribuenti un momento talk sul sociale condotto da Maurizio Costanzo.

Protagonisti di quel momento erano tre cassaintegrati dello stabilimento Fiat di Termini Imerese, a cui nessuno garantiva la salvezza dal licenziamento, un fischiato Pierluigi Bersani e l’allora Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola.

L’esponente politico prima di essere travolto, giustamente, dallo scandalo relativo all’acquisto del suo appartamento romano promise davanti ad un pubblico più che vasto la risoluzione dei problemi riguardanti gli operai cassaintegrati dell’azienda automobilistica italiana.

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Claudio Scajola si preoccupa solo di Termini Imerese. Chi si occupa dell’Alcoa?

pubblicato da Giovanni Molaschi



La discussione, di fatto già scemata, sull’apertura di nuove centrali nucleari in Italia spiega meglio di altri esempi quanto l’attuale Governo amministri il paese senza la necessaria lungimiranza. Fatta eccezione per l’Unità, in pochi, hanno analizzato i reali costi. Quindi quanto i cittadini dovranno pagare per sostenere, volontariamente o no, il progetto.

Ebbene, a poche settimane da quel dibattito, il Ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola dimostra di non voler investire sul futuro ma solo su un presente. Solo un momento mediaticamente interessante.

Intervistato su Canale 5, l’esponente politico ha promesso allo stabilimento Fiat di Termini Imerese un futuro grazie alle numerose proposte che sono arrivate per il comprensorio industriale.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Nonostante abbia incassato il legittimo impedimento in prima lettura alla Camera, il SuperCav si lamenta con i suoi: “Potevano almeno lasciarci inserire, tra gli impegni che costituiscono un giustificato motivo di assenza dai tribunali, le partite internazionali del Milan. Che giustizialisti e forcaioli di m…”. Cappio’ns League

Il governo mette in dubbio l’ennesimo rinnovo dei sostegni all’auto e persino Schifani si scaglia contro la Fiat. Marchionne affronta ora la cosa con sufficienza, ma forse era meglio giocare i soldi al gratta e vinci piuttosto che darli al Lingotto. Gli (spr)eco-incentivi

L’uomo del pullover blu adesso dice che gli aiuti drogano il mercato e che è meglio votarsi a una vera politica industriale. Poi però non fa nulla per mantenere i livelli già bassi della produzione d’auto interna. Tu sTermini Imerese

Palazzo Chigi cerca di imporre ‘manu militari’ il nucleare ad alcune regioni ribelli. I governatori di Basilicata, Puglia e Campania hanno promesso che resisteranno a oltranza. L’invasore che arriva da Roma in nome dell’atomo non avrà vita facile. Depravatar

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Pronto il nuovo aiuto di stato per Termini Imerese. Quando finirà lo scandalo della Fiat?

pubblicato da Luca Landoni



Qualcosa dev’essere accaduto anche nelle alte sfere del giornalismo filogovernativo, se oggi il Giornale mette in campo addirittura il vicedirettore Nicola Porro per attaccare l’esecutivo sulla questione Termini Imerese. Ma prima di tutto i fatti. Il Governo, coadiuvato dalla Regione Sicilia, avrebbe intenzione di stanziare la folle cifra di 760 milioni di euro per salvare a tutti i costi il polo Fiat nell’isola che, ricordiamolo, conta 1500 dipendenti, cui va aggiunto il forte indotto.

Se il progetto andrà in porto verranno così stornate enormi risorse da tutti gli altri settori, tenendo in vita per l’ennesima volta quel morto che cammina rappresentato dallo stabilimento più meridionale del Lingotto. E se in passato gli aiuti alla Fiat (fatti coi soldi delle nostre tasse, ergo pagati da noi) si configuravano come una distorsione anomala del mercato, questa volta potremmo definirli senza tema assistenzialismo puro. Un po’ come quando la Dc assumeva migliaia di persone alle Poste giusto per dar loro un lavoro, anche se lavoro non ce n’era.

Ma come vi dicevamo, qualcosa è cambiato, se fino a poco fa queste cose le facevano rilevare in pochi (linko un mio articolo sul tema, perdonatemi la boria) mentre ora si levano voci autorevoli anche dallo schieramento di centro-destra, sia pur limitate alla carta stampata. Il pezzo di Porro, che per ora si ritrova solo nella versione cartacea del Giornale, recita:

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Carne da macello ad Annozero, con Bersani e Formigoni

pubblicato da Luca Landoni


La cosiddetta macelleria sociale sarà ilo tema della puntata serale di Annozero, intitolata Carne da macello. Lo spunto viene dalla prossima chiusura dello stabilimento Fiat di Termini Imerese, per espandersi negli altri settori dell’economia italiana.

Il Ministro dell’economia Tremonti ha detto: “bisogna evitare al Paese la macelleria sociale: non c’è riduzione fiscale che tenga quanto conservare sanità, sicurezza e pensioni”. La fotografia che viene dai dati ufficiali economici e dai mezzi di comunicazione corrisponde al Paese reale? O ci sono già delle fasce di lavoratori che sono vittime della macelleria sociale? Il reportage di Giulia Bosetti, Dina Lauricella e Luca Rosini racconterà come l’annunciata chiusura della Fiat a Termini Imerese abbia già messo in crisi l’indotto: un intero tessuto economico si sta sgretolando, e gli ammortizzatori sociali sono spesso rappresentati dalla rete di solidarietà familiare. Come a Trino Vercellese dove da 55 giorni i dipendenti della Phonemedia hanno fatto un presidio con le tende alle porte del paese: la chiusura dell’azienda, in Piemonte come in Calabria, ha lasciato senza lavoro migliaia di dipendenti.

Ospiti in studio saranno il segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani, il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e Santo Versace del Pdl.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Se potesse, la Lega metterebbe Casini su una nave e lo spedirebbe ad Haiti senza biglietto di ritorno. Cota Crociere

Ma qualcuno nel Pdl ancora aspetta il leader Udc all’ovile e cerca di contenere l’irritazione del SuperCav verso l’ex alleato sempre più lontano. Forno subito?

Arriva la cassa integrazione Fiat. Intanto in Sicilia si protesta per le sorti dello stabilimento di Termini e si subisce anche la beffa dei dividendi agli azionisti. Nell’Isola la dirigenza del Lingotto è leggermente impopolare. Sergio “Minchionne”

Nel sole di Puglia, invece, per il Pd sono maturati frutti dolorosi da maneggiare e in apparenza amari. Ma che il 29 marzo potrebbero riservare un succo molto dolce. Nichi d’India

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Chiude lo stabilimento di Termini Imerese. Assessore del PdL propone di boicottare la Fiat

pubblicato da Giovanni Molaschi



Per qualche settimana, almeno, si continuerà a sostenere che il 2010 sarà l’anno della ripresa. Delle riforme. Della rinascita dell’economia. Ad oggi però non è dato sapere come tutto questo verrà gestito dal Governo.

Da un’amministrazione che degli scioperi, come testimonia il globale disinteresse di chi ha sempre difeso Mediaset tranne in questi giorni dove i lavoratori hanno deciso di manifestare, se ne frega.

Se il telegiornale non da notizia dei disagi, penserà qualcuno, vuol dire che non esistono. Eppure le condizioni dei lavoratori (immigrati e no, come precisava qualcuno nei giorni scorsi) peggiorano. Per capirlo è sufficiente riflettere sullo stabilimento Fiat di Termini Imerese.

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