Il premier Berlusconi sta approfittando dell’assemblea di FederAlberghi per concedersi uno dei gustosi siparietti per i quali è celebre in tutto il globo.
Non potendo evidentemente avventurarsi a parlare di turismo dopo aver messo la Brambilla a “guidare” quel ministero (un impegno part time da abbinare all’organizzazione dei promotori delle libertà), il leader del Pdl ha cercato di ingannare il tempo sul palco esternando del più e del meno.
Una delle migliori uscite odierne riguarda l’Abruzzo e la Protezione civile: secondo il Capo del governo “la Protezione civile non si recherà più in Abruzzo finché dureranno le accuse per omicidio colposo avanzate nei confronti dei suoi dirigenti dalla magistratura. O almeno non potrà di farlo senza rendersi irriconoscibili perché rischia che qualcuno con una mente fragile, gli spari in testa”.

Uscirà oggi, venerdì 7 maggio, il nuovo film di Sabina Guzzanti: Draquila. Il progetto, come si legge qua e là da qualche settimana, è stato scritto dall’attrice per raccontare la ricostruzione dell’Aquila di cui sovente si scrive per denunciare quanto in realtà non è stato fatto.
Probabilmente da oggi, e per i prossimi giorni, più che del film si disquisirà sulle preferenze politiche della stessa Guzzanti dimenticando ciò di cui ha deciso di raccontare per il cinema. Onde evitare che questo accada anche su polisblog vi riporto di seguito una parte della recensione di Draquila che Paolo Mereghetti ha scritto per il Corriere della Sera.
“Sabina Guzzanti non si è mossa certo tra i primi (nel film ironizza su tutti i vip che sono arrivati prima di lei), ma forse è quella che lo ha fatto con un progetto più preciso. O meglio, con la capacità di adattare quello che aveva in mente alla realtà che prendeva forma davanti ai suoi occhi.
Continua a leggere: Draquila: Sabina Guzzanti meno comica e più reporter
Antonio Di Pietro: referendum. Voto 8. Via libera al legittimo impedimento con il leader dell’Idv che annuncia il ricorso al referendum perché il provvedimento è “incostituzionale e immorale”. L’ex Pm, stavolta, non “tocca” Napolitano perché “cosa fatta capo ha”. Italiano avvisato, mezzo … salvati.
Silvio Berlusconi: kairòs. Voto 3. Da Le Monde: “A un anno dal terremoto Berlusconi si è accontentato di un messaggio video. In 27 viaggi il premier aveva legato la sua immagine ai luoghi simbolo della tragedia. Forse non aveva più nulla da guadagnare da un 28esimo viaggio”. Momento propizio.

Il terremoto registrato lo scorso anno a l’Aquila è diventato oggi l’argomento per riempire i vari contenitori televisivi di solito farciti con quella parte di attualità che di reale non ha nemmeno più i protagonisti.
All’Aquila, per ricordare le vittime è arrivata persino, Lorena Bianchetti che per l’occasione ha confezionato uno speciale dell’Italia sul Due che abitualmente pone l’accento su quanto accade ai naufraghi di Simona Ventura.
Di quanto successo tra la notte del 5 e il 6 aprile del 2009 ha deciso di occuparsene persino Federica Sciarelli che ieri sera ha dedicato una parte di “Chi l’ha visto?”, storico programma di RaiTre nato per rintracciare le persone scomparse, agli aquilani che non abitano più nelle case distrutte dal sisma.
Continua a leggere: Un anno dopo il terremoto dell’Aquila: dalla realtà al reality
Berlusconi, volato a Bruxelles per discutere delle sorti greche, riesce a ritagliarsi anche un attimo di tempo per comprare regali ai nipoti. Entra in un negozio e acquista libri e marionette dedicati alle storie di Cappuccetto rosso e Pinocchio. In particolare, la favola di Collodi piace parecchio al Cav, che è molto affezionato (manco a dirlo) alla principale figura femminile. La Rifatta Turchina
Chissà Collodi che ruoli avrebbe immaginato per gente come La Russa, Rutelli, Gasparri o Di Pietro. E il prode Denis Verdini che annuncia un milione di manifestanti? Il brillo parlante
La polizia cerca di bloccare il popolo aquilano delle carriole e sequestra gli emblematici strumenti di rimozione delle macerie. Ma la gente aggira la ‘censura’ e prosegue nella mobilitazione che sta animando le domeniche del centro storico del capoluogo, protesta che il governo tenta di minimizzare. Non digos nulla
Nel weekend Palazzo Chigi è stato preso d’assalto dai turisti in occasione delle giornate di primavera del Fai. La prossima volta, apertura straordinaria di Palazzo Grazioli e visita al lettone di Putin. Un pellegrinaggio imperdibile nella (seconda) vita del Cav. Dagli Appennini alle brande

L’inchiesta aperta a Trani su Silvio Berlusconi, e le persone che con lui progettavano la chiusura di Anno Zero, non dovrebbe stupirci. Negli ultimi mesi l’asticella del limite si è spinta sempre un po’ più avanti fino ad annullarsi. Per capirlo è sufficiente ragionare su quanto è successo a partire dal 9 febbraio 2009.
Nella stessa notte in cui Eluana Englaro morì, dopo una battaglia legale estenuante portata avanti dal padre Beppino, Enrico Mentana lasciava Mediaset dicendo a voce alta quello che in molti da tempo sussurravano all’orecchio a vicino.
L’azienda di Silvio Berlusconi non permette ai giornalisti di fare il proprio lavoro. Altro che caimano (così si intitolava un film di Nanni Moretti realizzato ispirandosi al Premier). Il vero vincitore è sempre, come sostenuto da George Orwell, il Grande Fratello (il format televisivo è stato estrapolato dal romanzo 1984 dello stesso Orwell).
Continua a leggere: L’inchiesta di Trani sul triangolo Berlusconi-Minzolini-Innocenzi è un bluff

A SkyTg24 va riconosciuto il merito di investire sulle pluralità delle voci. Mentre la domenica Edoardo Raspelli prova a mangiare più lasagne di Massimiliano Ossini il telegiornale diretto da Emilio Carelli raccoglie le proteste degli abitanti dell’Aquila.
Città la cui ricostruzione è in alto mare. Qualcosa, dopo il terremoto, non ha funzionato e il Partito del fare, come osserva Concita De Gregorio sull’Unità, è diventato quello del malaffare.
La trasformazione sta avvenendo progressivamente.
A Guido Bertolaso, chi di dovere, ha chiesto solo di rispondere sullo scandalo legato agli appalti truccati. Nessuno, neanche all’opposizione, ha deciso di analizzare i fatti. Nessuno ha provato a capire che i fallimenti del Capo della Protezione Civile.
Continua a leggere: Guido Bertolaso non chiede perdono a Benedetto XVI per new town abusive

Fatta eccezione per il dibattito riguardante la costruzione di centrali nucleari, in Italia di ambiente non si parla. La scomparsa dei Verdi, nelle stanze del potere, ha agevolato il disinteresse della classe politica concentrata, per lo più, su altri argomenti.
La cronaca, e quanto sta succedendo in queste ore in Lombardia e in Emilia Romagna (dove buona parte dei corsi d’acqua sono stati inquinati da una quantità di gasolio perso dalla Lombardia Petroli), obbliga tutti ad una riflessione.
Chi pagherà per quanto sta succedendo? Possibile che in un paese dove un giorno sì e l’altro pure si propone un disegno di legge non esista, o non si faccia applicare (che è molto peggio), una normativa che condanni chi ha provocato questo danno ambientale?
Il decisionismo e la rapidità d’azione del governo sull’emergenza abruzzese rischiano ora di venire travolti dalla protesta degli aquilani. Al premier serve per forza un altro colpo di teatro, altrimenti le macerie del sisma seppelliranno pure la sua sfolgorante immagine di uomo del fare. Obtorto crollo
In tal senso la cosiddetta ‘protesta delle chiavi’ ha particolarmente colpito il Cav, che si è detto molto addolorato. Lui preferisce le folle adoranti al suo cospetto. Chi-Ave, Cesare
Il buon Mario Landolfi da Mondragone (Caserta) ha pensato bene di querelare il giornalista, suo concittadino, Sergio Nazzaro per una serie di articoli in cui il cronista dà conto dei guai giudiziari (con contorno di camorra) dell’entourage dell’ex ministro. Certo che questi politici sono tutti della stessa…pasta. Dove c’è Barilla, c’è casa(lese)
Intanto il Cav ha preoccupazioni ben più grosse sul fronte palermitano. I processi a Dell’Utri e al generale Mori vanno avanti. Chi doveva parlare lo sta facendo. Chi sa, ora ricorda. Ricorda e canta, canta bene, canta meglio che a Sanremo. CianciMINA
Il Giornale stavolta se la prende con Maria Luisa Busi, celebre (e soave) volto del Tg1 colpevole di aver criticato il direttore Augusto Minzolini. Il cecchino Feltri non si fa passar nulla sotto al naso. Intanto però lo stesso Feltri rischia un provvedimento disciplinare dall’Ordine dei giornalisti per il caso Boffo. (A)Busi di potere
Regionali: i sondaggi che il SuperCav ha in mano non lo inducono a facili ottimismi. In Puglia e in Liguria la partita è difficile, ma anche il Piemonte sembra duro da conquistare. Non a caso in questi giorni il premier appare triste e cupo. DeBresso
E il Cav non è affatto contento di come va il Pdl. Prende corpo l’ipotesi del coordinatore unico dopo le elezioni per salvaguardare la tenuta del partito. Bondy scanner
Scajola declama: “All’Aquila abbiamo costruito le case per i terremotati a tempo di record, primato mondiale…primato mondiale!!”. Non omologato perché a favore di vento. E soprattutto: i lavori non sono finiti e non tutti hanno una casa. Ma l’importante era il record di velocità. Usain ‘Guido’ Bolt-olaso