
Giusto un anno fa esplose la questione dei numeri anomali del tesseramento del Partito democratico, che poteva contare su un anomalo 20% dei suoi iscritti residenti nella regione Campania, dove le adesioni al nuovo soggetto erano esplose senza una ragione plausibile.
Circa 12 mesi dopo la marea si è ritirata e stando ai primi conteggi i tesserati del Pd in Campania sono scesi da 70 a 25 mila, riportando il dato regionale entro valori più ragionevoli.
Vincenzo Iurillo, sul Fatto di oggi, si chiede giustamente se questo crollo prefiguri un’opera di necessaria ripulitura da contaminazioni non proprio edificanti oppure una fuga dei topi dalla nave che affonda: avendo perso il controllo della Regione e di 4 Provincie su 5, il Pd non potrebbe più permettersi tanti consensi, che avrebbero dunque scelto altri lidi.

A meno di 48 ore dall’annuncio della possibile candidatura del comico Beppe Grillo, la classe dirigente del Partito Democratico deve affrontare l’ennesimo scandalo. In un solo pomeriggio, a Napoli, più di 6000 persone avrebbero deciso di aderire al Partito di Dario Franceschini.
Ignazio Marino, eletto nuovo castigatore del Partito Democratico per i dubbi sollevati sulla moralità del progetto politico che vorrebbe rappresentare, ha supposto che nel capoluogo canpano in pochi giorni ci sarà più tesserati che elettori. Sereno e fiducioso nel responsabile dei nuovi tesserati di Napoli si è detto Bersani.
Di fatto l’ennesima notizia che punta a minare gli equilibri interni del Partito tendenzialmente di centro-sinistra non è una totale novità. Come raccontato da Marco Paganini per polisblog.it, fu la giornalista Miriam Mafai in una puntata di Omnibus Estate a sollevare i primi dubbi sull’operato della dirigenza locale. Ad oggi, stando ai dati ufficiali, un quinto degli iscritti a Partito Democratico si sarebbe iscritto a Napoli.
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