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Tutti gli articoli con tag testamento biologico

Intervista: Ignazio Marino a polisblog "Il testamento biologico ci priva dei nostri diritti"

pubblicato da R.D.

ignazio marino intervista

Abbiamo già avuto modo di parlare in un’ intervista a Beppino Englaro del testamento biologico e della libertà che i cittadini dovrebbero avere di accettare o meno determinate terapie. Torniamo sull’argomento con una breve intervista a Ignazio Marino, medico e senatore del PD, che su questi argomenti ha basato buona parte della sua attività politica.

Senatore Marino, può dirci a che si punto è l’iter parlamentare della legge sul testamento biologico e qual è il suo commento su questo disegno di legge?

La legge in questo momento si trova alla Camera dei Deputati dopo essere stata approvata dal Senato della Repubblica. In effetti è una legge contro il testamento biologico perché nell’articolo 3 impone a tutti i cittadini italiani, nel momento in cui dovessero perdere la coscienza, di essere sottoposti all’inserzione di un tubo nell’intestino e ad essere idratati e nutriti artificialmente

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Il pluralismo del Pdl: le "balle" di Bondi

pubblicato da il passator cortese

Nel Pdl si parla di pluralismo! E’ indubbiamente una notizia, anche se, trattandosi del partito del “predellino”, ci vuole calma e gesso.

Addirittura è stato Bondi, sì, uno dei triumveri del Pdl, Sandro Bondi, a scoprire il “valore della diversità” e, udite! udite!, ad ammettere che “la sfida lanciata da Fini può essere la strada giusta per aprire un confronto reale”, a invitare tutti a usare “doti di paziente tessitura politica, sensibilità all’ascolto delle ragioni di tutti, capacità di costruire un quadro di democrazia interna e di partecipazione al confronto”.

Chiedere a Benedetto Della Vedeva (escluso ieri d’imperio dai lavori della Commissione Affari Sociali del Senato perché sostenitore del “disarmo ideologico” sulla legge per il testamento biologico …) e chiedere a chiunque quanto mai qualcuno nel Pdl ha visto vincente una posizione diversa dal … gran capo carismatico Berlusconi.

Un conto è parlare di pluralismo, altro è esercitarlo.

Comunque, una volta tanto ha ragione persino Bondi. Ma il Pdl quando comincia ad essere un partito vero, con congressi veri, candidati veri, parlamentari non nominati, un partito non in mano a un unico padre/padrone?

Sentite la conclusione di Bondi: “Ma la peculiarità del Pdl deve rimanere quella che il partito deve essere al servizio del leader carismatico e non viceversa”. Punto. Appunto.

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Fini: possibili modifiche al processo breve. Tattica o messaggio nascosto?

pubblicato da Bruno Marino


Che significato hanno le recentissime dichiarazioni del Presidente della Camera sulla possibilità che Montecitorio modifichi la legge sul processo breve? (Legge, lo ricordiamo, approvata al Senato qualche giorno fa e di cui anche noi ci siamo occupati a fondo)

Perché ribadire l’ovvio, cioè che un ramo del Parlamento ha la possibilità di modificare un testo approvato dall’altra camera? Perché sostenere che

“ […] ora c’è «il secondo round al Parlamento» e che «ci sarà una discussione». Un’apertura a nuove modifiche al provvedimento insomma, da parte del presidente della Camera, impegnato in una lectio magistralis a Tor Vergata: sul processo breve «modifiche sono già state fatte dal Senato» e «altre potrebbe farle la Camera». «Era certo rimproverabile costituzionalmente - ha detto Fini - che ci fossero norme valide solo per incensurati. Il Senato ha modificato». Per Fini, occorre quindi «attendere il testo finale per dare un giudizio definitivo, infatti anche la Camera potrebbe apportare altre modifiche»”

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La Lega e il referendum propositivo: più potere al popolo.. o al populismo?

pubblicato da Giulio Mattioli


Il risultato del referendum svizzero anti-minareti ha indotto la Lega Nord a sfornare una serie di nuove proposte: alcune palesemente bislacche (come quella della croce sulla bandiera), altre di maggiore pregnanza, come l’ipotesi di introdurre anche in Italia, come nella repubblica elvetica, i referendum propositivi.

Tuttavia ogni paese si ritrova in un certo senso con le istituzioni che si merita, e che eredita dalla sua storia. Non è un caso dunque che in Svizzera si faccia un grande uso dei referendum propositivi, mentre in Italia la Costituzione consente solo quelli abrogativi e in Germania qualsiasi “ricorso diretto al popolo” è del tutto proibito.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, si ritenne infatti opportuno limitare le possibilità di espressione autonoma di quei popoli che avevano con convinzione, per anni, sostenuto due tra i regimi totalitari più orrendi del ‘900.

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Ore 12 - Silvio Berlusconi sullo "spiedo" a fuoco lento

pubblicato da Massimo Falcioni

altroIl padre padrone del Pdl era e resta indiscutibilmente uno solo: Silvio Berlusconi.

Ma la gente vede il Cavaliere taciturno, cupo, colmo di malumore, con un partito sempre più diviso, in polemica permanente, in uno stato di confusione.

Le stilettate dell’ “ingrato” Fini sono diventate palle di cannone contro il premier, il quale sa che il primo a volerlo abbattere è proprio il presidente della Camera.

C’è la corsa a smarcarsi su nodi fondamentali quali l’economia, la giustizia, l’immigrazione, il testamento biologico. Sulle dimissioni di Cosentino è pronto il blitz Pd-finiani: una bomba! Insomma c’è il caos da “fuoco amico”. Uno stato di precarietà che si ripercuote sul governo, paralizzato.

Persino il misuratissimo braccio destro Gianni Letta si sbilancia: “In tanti anni non ho mai visto Silvio così. In questa situazione non si può escludere nulla”.

Tradotto, vuol dire che Berlusconi è oramai sullo spiedo a rosolare a fuoco lento (il tam tam sugli avvisi di garanzia in arrivo dalla procura di Palermo infuoca la situazione) e medita, spinto dai suoi “falchi”, la tentazione plebiscitaria, il colpaccio del voto anticipato.

Per fare il pieno di voti, chiudere il teatrino interno, eliminare con un colpo di spugna gli alleati/amici/nemici e i nemici/nemici, fare di Palazzo Chigi la fortezza inespugnabile per poi, spianata la strada, puntare sul massimo obiettivo: il Colle.

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Intervista – Paola Concia a polisblog: “sostengo Ignazio Marino. Il Pd antepone i problemi del congresso a quelli del paese”

pubblicato da Giovanni Molaschi



Negli ultimi giorni si è molto parlato di Paola Concia. Non solo perché sostiene la mozione Marino. Di Paola Concia si è disquisito, soprattutto, per via della bocciatura contro l’omofobia sulla quale stava lavorando. Da più un anno.

L’intervista che trovate di seguito è stata registrata prima di questo momento. Dopo, però, della sentenza del Tar di Lecce a causa del quale è stata sciolta la giunta (a maggioranza Pd) di Taranto per assenza di donne.

Con Paola Concia non abbiamo parlato solo della scomparsa delle donne in politica. Anzi. A lei abbiamo chiesto delucidazioni sull’assenteismo a causa del quale il progetto sullo scudo fiscale, contestato dal proprio schieramento, è diventato legge.

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Testamento biologico: Paola Binetti appoggia il Pdl. È morto l’antiberlusconismo?

pubblicato da Giovanni Molaschi



Termina, in coincidenza con la fine del congresso, l’ultimatum che gli elettori di centrosinistra hanno implicitamente lanciato al Partito Democratico. Dopo l’elezione del nuovo segretario non è ammesso più nessun cavillo burocratico. O dentro. O fuori. O bianco. O nero.

Interessante sarà, pertanto, capire il ruolo della teocon Paola Binetti all’interno della nuova coalizione. Le sue posizioni sono state fortemente criticate da Ignazio Marino e sostenute talune volte da Dario Franceschini (che malgrado i proclami non l’ha mai liquidata ufficialmente).

A Pierluigi Bersani, che sembra sempre essere lì per dovere più che per reale passione politica, non hanno mai interessato. E dire che negli ultimi giorni l’ex rappresentante della Margherita ha alzato la posta in palio annunciando che sul testamento biologico sosterrà il Pdl.

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Intervista – Mina Welby a polisblog: “il Ministro Sacconi affonda i diritti”

pubblicato da Giovanni Molaschi



Giovedì prossimo, 17 ottobre, terminerà il settimo congresso on line organizzato dall’associazione di Luca Coscioni che con Piergiorgio Welby ha condiviso diverse battaglie politiche.

Cosa è rimasto di questi esponenti politici? Perché oggi, in coincidenza con il ragionamento sul biotestamento, è necessario riflettere sulle loro esperienze? A queste e molte altre domande ha risposto per polisblog Mina Welby.

Suo marito è morto nel 2006. Cosa, della sua attività politica, secondo lei bisogna ricordare?

L’impegno politico di Piergiorgio è arrivato al compromesso della propria persona, fino a quello estremo della propria vita, in una morte pubblica che doveva squarciare un velo di ipocrisia sulla morte per desistenza terapeutica non richiesta dai malati negli ospedali in Italia e dove oltre la metà dei cittadini chiede una legge sulle scelte di fine vita.

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Intervista - Marco Cappato a polisblog "i radicali sono stati cancellati dai mass media"

pubblicato da Giovanni Molaschi



Finirà, la prossima settimana, il VII Congresso dell’associazione Luca Coscioni a cui è legato da diversi anni Marco Cappato. Intervistato da polisblog l’esponente dei Radicali, oltre ad analizzare l’assenza in video del proprio partito, ci ha spiegato perché l’attuale opposizione non può essere definita tale.

Stando a quanto documentato dai mass media sembrerebbe che i radicali siano scomparsi. È davvero così? Perché, secondo lei, il partito a cui appartiene non cattura l’attenzione della televisione?

Parlano i dati, che ci danno sotto l’1% di presenza media sulle televisioni nazionali. Se fossero ponderati con l’audience effettiva saremmo ancora più vicini allo zero. Si può anche ricorrere a un metodo più empirico: chi c’ha visto in tv dopo le elezioni europee? Siamo cancellati perché non possiamo dire quello che pensiamo, cioè che è ora che il Sessantennio di questo regime anti-democratico si chiuda, e che ci candidiamo, come Radicali, a governare questo Paese in sintonia con l’opinione pubblica sui temi più importanti.

L’attuale Governo tace sulle politiche sociali. Tra i vari diritti non concessi agli italiani, quali sono i tre che secondo lei prima di altri andrebbero concessi?

La prima cosa sarebbe quella di rispettare i diritti che già esistono, a partire da quelli civili e politici. La più grande questione sociale è oggi quella della giustizia: 10 milioni di processi pendenti e 150.000 reati che vanno in prescrizione ogni anno. Da una parte il calvario di imputati e detenuti, dall’altra l’impunità garantita a chi è in grado di ritardare la giustizia.

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Senatori cattolici del Pdl contro Gianfranco Fini. Solo la Lega si batte per uno Stato laico

pubblicato da Giovanni Molaschi



Le uscite pubbliche di Gianfranco Fini sono sempre più indigeste per il Popolo delle Libertà. Alcuni senatori del partito di Silvio Berlusconi non avrebbero gradito l’apertura sul testamento biologico del Presidente della Camera.

In una nota congiunta Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello, rispettivamente capogruppo e vicecapogruppo vicario del Pdl al Senato, hanno precisato che non intendono accettare lezioni di laicità dall’ex leader di Alleanza Nazionale.

“Non possiamo accettare che ai senatori del Pdl vengano impartite lezioni di laicità. Anche perché in questa fase storica assai più che dal clericalismo la laicità è minacciata da quel dogmatismo in cui non di rado incorrono anche i paladini di una presunta laicità che in questo modo si trasforma in laicismo”.

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