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Tutti gli articoli con tag testamento biologico

Gianfranco Fini dice No al testamento biologico del Pdl, è strappo con i cattolici

pubblicato da Giovanni Molaschi



Gianfranco Fini ha deciso di non sostenere la legge sul testamento biologico il cui voto è previsto per le prossime settimane. Secondo quanto riportato da quotidiano.net il Presidente della Camera non sarebbe d’accordo con il disegno di legge elaborato in coincidenza con la morte di Eluana Englaro.

Al di là delle singole opinioni che si possono avere sull’argomento, la decisione di Gianfranco Fini sta già creando imbarazzo ai responsabili del Popolo delle Libertà che puntano con questo provvedimento, poco laico, a ricucire lo strappo registrato con chi potrebbe intercettare il consenso dell’elettorato cattolico.

Peccato, o per fortuna, non di solo credo si vive in politica. Ben venga quindi la posizione di Gianfranco Fini pronto a lavorare per l’evoluzione del paese. Per uno spazio dove l’intolleranza, in costante aumento, non sia l’unico strumento di confronto.

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Volontà non vincolante? La destra libertaria si ribella contro la legge sul testamento biologico. Noi siamo contro

pubblicato da Luca Landoni

Noi siamo contro, e fino in fondo. Lasciatemi citare un’icona protestataria degli anni 70-80 come gli Skiantos, che non apparterranno alla cultura di destra, ma a quella libertaria sì. La legge sul testamento biologico passerà con l’emendamento clericale proposto non a caso dall’Udc, e che consente al medico di non rispettare le volontà espresse nel testamento stesso.

150 voti a favore e 123 contrari, tra i quali solo 4 dissidenti del centro-destra per una legge orrenda e liberticida cui noi, da destra, diciamo no. La mia volontà è sacra, finché non lede quella degli altri, e se io decido di non farmi curare, di non alimentarmi o persino di suicidarmi sono affari miei e di nessun altro. Invito tutti voi a leggere l’illuminante articolo di Filippo Facci oggi sul Giornale, di cui riporto un passaggio significativo.

Il Senato ha appena approvato, dall’altra, un finto testamento biologico che consegna il tuo corpo inanime nelle mani dello Stato e ti impone dei trattamenti sanitari obbligatori fregandosene del tuo consenso: e fregandosene, soprattutto, del particolare che la maggioranza degli italiani di destra e di sinistra (dati-alla-mano) non è d’accordo per niente.

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Testamento biologico: la parola ai lettori

pubblicato da V.

libertà corpo nostro

Il testamento biologico passato ieri in Senato, mette di fronte tutti noi all’evidenza: il nostro corpo, non è nostra proprietà. E’ un usufrutto: la cui data di scadenza non è sindacabile, e la decidono quattro bigotti di parlamentari oscenamente chini a volontà porporate, che non hanno la minima idea di quanto i loro elettori la vedano diversamente.

I punto cardine è questo: i medici non saranno obbligati a tenere conto della volontà espressa dal paziente nel proprio testamento biologico. Volete una sintesi? Voi lasciate scritto che volete sospendere le cure: trovate il medico ciellino, può essere che vi fate vent’anni da vegetali. Bello eh? Chiedetelo a chi ci è passato. Ah già: non può raccontarlo, è un vegetale. Chiedetelo ai suoi parenti allora.

Di Eluana Englaro, di come si fosse messo il piede di porco alla Costituzione, della sollevazione popolare di quei giorni, ci si è già dimenticati, visto che l’agenda setting non perdona, e si trova sempre qualcosa di nuovo cui far pensare, per non far pensare.

Ecco: nel sondaggio qui sotto, mi rendo conto che le possibilità sono un pò tranchant, e che non ha nessun valore statistico, ci mancherebbe anche altro. Ma vi pone la domanda che è alla base di tutto. Chi ha diritto a decidere per voi?

Foto | Flickr

Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Giorgio Napolitano: pro università. Voto + 9. Da Perugia Il capo dello Stato striglia il Governo e dice “Basta ai tagli indiscriminati su atenei e università”. Ma la Gelmini tira diritto: “Nostro dovere eliminare gli sprechi e le gestioni inefficienti”. Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.
Partito democratico: divisione continua. Voto – 9. Il Pd del neo segretario Dario Franceschini non si smentisce e si divide ancora sul testamento biologico. La senatrice Dorina Bianchi non firma l’emendamento della Finocchiaro e Francesco Rutelli si smarca. Bacchetta nuova , vecchia musica.

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Caso Englaro e eutanasia: la situazione in Europa, vista dalla Germania

pubblicato da Giulio Mattioli


Avremmo potuto fare come molte altre testate e proporvi una rassegna di titoli di giornali e siti stranieri sul caso Englaro. Abbiamo invece voluto fare di più e abbiamo chiesto al giornalista tedesco Sebastian Kretz, che ha collaborato con noi in passato, di darci la sua opinione, raccontandoci allo stesso tempo lo stato dell’arte del dibattito su eutanasia e testamento biologico nel resto d’Europa. Eccovi il suo articolo.

La morte ha liberato Eluana Englaro prima che il parlamento italiano potesse approvare un’ignobile legge ad hoc, contraria allo stato di diritto, che aveva come unico scopo quello di fare pubblicità al governo e alla maggioranza. Ad ogni modo, la discussione della legge sul testamento biologico va avanti, e l’asprezza delle polemiche italiane di questi giorni ha mostrato quanto la questione della regolamentazione delle varie forme di eutanasia sia pressante, non solo in Italia.

Molti paesi del nord Europa, soprattutto quelli di tradizione protestante, hanno ad esempio già adottato delle leggi che regolano l’eutanasia. In Germania invece la discussione è ancora in corso – ed è aspra quasi quanto in Italia. L’Olanda e il Belgio, da parte loro, hanno legalizzato l’eutanasia attiva rispettivamente nel 2001 e nel 2002.

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Il caso Eluana Englaro al centro di Annozero. Diretta PolisBlog questa sera a partire dalle 21

pubblicato da Luca Landoni

Come ampiamente prevedibile, anche Annozero questa sera si dedicherà interamente al caso Englaro, come già accaduto martedì con Ballarò. Sarà interessante vedere le posizioni di Marco Travaglio sul tema, mentre si annuncia un duro scontro tra cattolici e progressisti, visti gli illustri ospiti.

Eluana è morta 17 anni fa o è stata uccisa, come hanno sostenuto molti esponenti politici? Perché non è stata fatta prima una legge sul testamento biologico? Dopo la morte di Eluana Englaro, cosa è cambiato nei rapporti tra le Istituzioni e i poteri dello Stato? Il no del Presidente della Repubblica al decreto, varato comunque dal governo, e poi il disegno di legge vanificato dalla morte della donna, quanto hanno inciso nella prassi consolidata della divisione dei poteri? E’ giusto che lo Stato intervenga a legiferare ponendo dei limiti sulle scelte degli individui riguardo alla vita e alla morte?

La puntata sarà intitolata Eluana e Bonaparte e vedrà la partecipazione del Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, dell’ex-Ministro Pierluigi Bersani (Pd), di Irene Pivetti e dello storico Paul Ginsborg.

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Sondaggi su Eluana Englaro: come la pensano davvero gli italiani?

pubblicato da Giulio Mattioli


“Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità” diceva un tedesco zoppo qualche decennio fa. Il nostro Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha dimostrato coi fatti, in questi ultimi 15 anni, di esserne profondamente convinto. Ecco infatti che sul caso Englaro, da ieri ha cominciato a circolare una di queste bugie.

Nella sua vergognosa (non ci sono altri termini per definirla) conferenza stampa, il Cavaliere ha infatti affermato di “interpretare i sentimenti della maggioranza degli italiani“. A ruota è arrivata la dichiarazione del Vaticano, per bocca di Monsignor Rino Fisichella: «il governo ha fatto un gesto di grande coraggio, che sarà apprezzato dalla grande maggioranza di tutti i cittadini».

Fortunatamente, 40 anni dopo Goebbels, esiste internet, e con una semplice ricerca su google si può verificare la veridicità di queste affermazioni. E il verdetto dei sondaggi, sia quelli scientificamente corretti che quelli raffazzonati, è di un’unanimità granitica: la maggioranza degli italiani è dalla parte di Beppino Englaro.

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Eluana Englaro. Un altro anno di inferno

pubblicato da Luca Landoni

Italia, paese di inestricabili labirinti giuridici, lungaggini burocratiche e Ponzio Pilato. Pilato sì, come la Procura Generale di Milano che tramite il pg Gianfranco Montera dichiara che “la decisione da prendere si è rivelata di una complessità tale da richiedere tutto il tempo che legge prevede”… ma il tempo che la legge prevede è un anno! Dodici lunghi, interminabili mesi per prolungare l’agonia di un essere umano che da sedici anni è ridotto a uno stato di coma vegetativo.

Ma come si è arrivati a tanto? Dopo la sentenza d’Appello che decretava il distacco di Eluana Englaro dall’alimentazione forzata che la teneva in vita, non restavano che due possibilità: rinunciare ad impugnare la sentenza e porre termine all’agonia giuridica, oppure proporre un ultimo straziante ricorso in Cassazione. Molto probabilmente verrà scelta la seconda ipotesi. Qui tuttavia non vogliamo contestare una decisione che è della Procura soltanto, bensì l’aggravio d’accanimento dovuto ai tempi decisionali, sfruttando ogni falla del nostro diritto.

Ancora Montera: “Vogliamo sottrarci al corto respiro delle passioni politiche che attorno a questo caso si stanno muovendo e decidere con calma”. Passioni politiche? Calma? Voi state decidendo della vita di un essere umano, costretto in un limbo di non-vita da tempo immemore, e del quale è stata incontrovertibilmente dimostrata la volontà di morire. Come vi permettete di prendervi un anno per questioni politiche? Di cosa avete paura? E’ diritto inalienabile di una persona decidere del proprio destino; chi siete voi per sostituire questo diritto con le vostre convenienze politiche?

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Il video testamento biologico di Paolo Ravasin

pubblicato da V.

Paolo Ravasin è malato di sla ed è il presidente della Cellula Luca Coscioni di Treviso. Già il fatto che l’associazione dedicata a Coscioni debba utilizzare il termine cellula, che ricorda clandestinità, jihadisti del laicismo tra di noi, la dice lunga su quale sia la percezione nel nostro paese di chi cerca di portare avanti istanze assolutamente logiche in altri paesi europei.

La questione è proprio che si debba ricorrere a questo, a testamenti biologici diffusi ovunque, a dichiarazioni gridate con un rantolo, da un letto in cui si è costretti a restare magari da anni, per riavere qualcosa, la vita, che ragionevolmente ha un solo proprietario, chi l’ha vissuta fino a quel momento.

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Eluana Englaro può morire. La sentenza di Milano apre le porte all'eutanasia

pubblicato da Luca Landoni

Un lungo calvario di 16 anni sta per giungere a termine. La Corte d’appello civile di Milano si è espressa in favore del consenso a staccare la spina a Eluana Englaro, la ragazza in coma vegetativo da quando un incidente stradale ne troncò di fatto la vita il 18 gennaio 1992. In realtà esisterebbe ancora un grado di giudizio, ma il padre Beppino ha la possibilità di non attenderlo e procedere immediatamente all’applicazione della sentenza, dopo 10 anni di battaglie per ottenere la “dolce morte” della propria figlia.

“Vista la straordinaria durata dello stato vegetativo permanente e l’altrettanto straordinaria tensione del suo carattere verso la libertà e la sua visione della vita, è stata una decisione inevitabile”. Così i giudici che di fatto motivano la loro decisione con la manifesta volontà di Eluana, senza però chiarirne del tutto l’origine.

Anche se la sentenza pone dei paletti, citando l’eccezionale durata del coma, va detto che si tratta di fatto della prima applicazione in Italia del concetto di testamento biologico, sebbene in forma relativamente discrezionale, cioè non basata su un documento scritto in via espressa. La cosa ha naturalmente suscitato reazioni contrastanti, e non stupirà sapere che da un lato Chiesa, teodem, Buttiglione e compagnia parlano di via aperta all’eutanasia, mentre l’Associazione Coscioni e Marco Pannella, ma anche Giordano Bruno Guerri dalle colonne del Giornale (versione cartacea) parlano di sentenza giusta.

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