La discussione, di fatto già scemata, sull’apertura di nuove centrali nucleari in Italia spiega meglio di altri esempi quanto l’attuale Governo amministri il paese senza la necessaria lungimiranza. Fatta eccezione per l’Unità, in pochi, hanno analizzato i reali costi. Quindi quanto i cittadini dovranno pagare per sostenere, volontariamente o no, il progetto.
Ebbene, a poche settimane da quel dibattito, il Ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola dimostra di non voler investire sul futuro ma solo su un presente. Solo un momento mediaticamente interessante.
Intervistato su Canale 5, l’esponente politico ha promesso allo stabilimento Fiat di Termini Imerese un futuro grazie alle numerose proposte che sono arrivate per il comprensorio industriale.
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Nello stesso anno, il 2006, in cui nasceva youtube su RaiSat una squadra di giovani professionisti, capeggiati da Luca Telese, realizzava il primo numero di Tetris, il programma televisivo che riparte questa sera su la7.
Trattasi evidentemente di una, fortunata, coincidenza che ha permesso al format di poter far notizia anche in momenti diversi della messa in onda. Se non ci fossero stati i siti di video sharing la lite tra Michele Placido e Raffaele Lombardo non avrebbe avuto l’eco che ha poi ottenuto.
Con il tempo il format è cresciuto fino a sfruttare il protagonismo figlio di quel voyeurismo che senza youtube non sarebbe potuto esistere. Con Luca Telese, prima della prima, non abbiamo parlato solo di questo. Tra i vari argomenti toccati la nostra attenzione è andata anche sulla querela che Renata Polverini avrebbe mandato alla redazione del Fatto.
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Renata Polverini ha iniziato prima di Emma Bonino la campagna elettorale per diventare il nuovo Governatore della Regione Lazio. Fatta eccezione per i conflitti tra l’Udc e il PdL la sindacalista sembrava esser pronta per vincere.
Lei sui cartelloni propagandistici. La sua avversaria sulle pagine di Libero. Per Renata Polverini la conquista dell’elettorato sembrava davvero cosa fatta. Fino a ieri. Giorno in cui la sindacalista ha perso le staffe trasformandosi di fatto in un esponente politico.
A notarlo, per primi, sono stati i giornalisti de “Il Fatto” che Renata Polverini ha querelato sostenendo che gli attacchi del quotidiano, seppur legittimi, sono stati nei suoi confronti troppo insistenti.
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Sono quelle notizie che ti lasciano di stucco, eppure è tutto vero. Una delle firme più intelligenti del giornalismo italiano, quel Luca Telese di cui abbiamo imparato ad apprezzare la versione televisiva in Tetris - uno dei più originali e liberi programmi della tv italiana - cambia parrocchia, se mi passate il termine. E lo fa nel modo più clamoroso passando direttamente da una parte all’altra della barricata, ovvero dal Giornale di Berlusconi al Fatto di Travaglio e Padellaro.
Il motivo lo spiega lui stesso in un editoriale sul suo sito personale, autodefinendosi giornalista di sinistra in un giornale di destra. Vediamone alcuni stralci.
Dopo dieci anni passo dal Giornale al Fatto, non per fare un salto mortale, ma per il piacere di un gesto atletico. Ci vado dopo dieci anni trascorsi a scrivere una posizione di certo particolare, per alcuni addirittura “sospetta” (l’eterna sindrome dell’infiltrato), quella del “giornalista di sinistra” che lavora in un quotidiano di centrodestra.
E si lascia intendere che al Fatto farà probabilmente l’opposto, rimanendo il medesimo bastian contrari.

Dopo i fuochi d’artificio di settimana scorsa, culminati nell’insulto proferito da Daniela Santanché nei confronti del giornalista del Corriere della Sera Fabrizio Ronconi (in giuria) stasera La 7 torna Tetris, l’originale programma di approfondimento politico condotto da Luca Telese.
La puntata si intitolerà Stato e Chiesa.
Quali sono oggi i rapporti tra Stato e Chiesa? Le prese di posizione del Vaticano sui temi della nascita, della morte, della famiglia sono espressione legittima del pensiero cattolico o un’ingerenza nella vita di uno Stato laico? E i cattolici in politica, sono indipendenti o soffrono di subalternità rispetto al potere del Vaticano. I finanziamenti alle scuole cattoliche e le agevolazioni fiscali per lo Stato pontificio (come l’esenzione dall’Ici) sono figlie di questa subalternità?
Siparietto gustosissimo, quello tra Daniela Santanché e Fabrizio Ronconi del Corriere della Sera che, a Tetris (ieri su La7), chiamato a giudicare il personaggio più interessante della puntata, ha messo in luce una contraddizione del leader del Movimento per l’Italia pronta a passare con nonchalance dal Billionaire alle piazza della destra sociale. Lei, piccata ha risposto: “Cretino-maschilista!”.

Oggi torniamo ad occuparci di Tetris, il programma di Luca Telese che con un’impostazione innovativa e originale sta lentamente guadagnando spazi di pubblico in prima serata. Prima di raccontarvi cosa ci attende stasera sarà bene ripercorrere la struttura della trasmissione, che si presenta come un talent-talk di politica.
In pratica gli ospiti discorrono di un tema, ma sono sottoposti al giudizio finale di una giuria che varia di puntata in puntata. A questo si aggiungono gli interventi del cosiddetto “editore di riferimento”, impersonato da Paolo Guzzanti e libero di intervenire in qualunque momento per correggere il tiro.
La giuria della serata sarà composta dai giornalisti Barbara Serra di Al Jazeera International, Maria Giovanna Maglie del Giornale e Francesco Bei di Repubblica. La giuria ha “il compito di monitorare e giudicare le risposte e il talento (vero o presunto) dimostrato dagli ospiti nel corso del dibattito”. Al termine della puntata viene decretato il migliore.
Nello specifico il tema della serata sarà Immigrazione e sicurezza e vedrà come ospiti Paolo Villaggio, Gianni Vattimo, noto filosofo e candidato alle elezioni europee nelle liste dell’Italia dei Valori; Matteo Salvini, deputato della Lega Nord; Monica Frassoni, presidente del gruppo dei Verdi al Parlamento Europeo e candidata nelle liste di Sinistra e Libertà; Mario Borghezio, candidato per la Lega Nord; Concita De Gregorio, direttore de l’Unità e Daniela Santanchè, Movimento per l’Italia.
Non è un caso che il picco di ascolti dell’ultima puntata, Tetris (il talent show della politica condotta da Luca Telese ogni venerdì sera in prima serata su La7) lo abbia registrato col battibecco tra Vittorio Sgarbi e Paolo Guzzanti presente in studio nelle vesti simboliche di “editore di riferimento”. In rete, il filmato è già un cult. Per un buon riassunto della vicenda potete leggervi il pezzo che Francesco Cramer ha scritto oggi per il Giornale.
(Parte oggi e vi terrà compagnia fino al 6 giugno il “Diario elettorale” di Polis|blog. Notizie, retroscena, dati, ipotesi e commenti per raccontare i trenta giorni di campagna elettorale che ci separano dalle elezioni europee. Appuntamento quotidiano, dopo la pausa pranzo, su queste pagine.)
Quella che ci apprestiamo a vivere sarà una campagna elettorale di polemiche. La società dello spettacolo divora la politica. E così veline e velini finiscono in prima pagina, dominano l’attenzione dei media, condizionano le scelte del Palazzo e, come nel caso di Veronica Lario, anche la vita privata delle persone. La corsa per Strasburgo diventa un’occasione - per i partiti - per sfoggiare il proprio sex appeal mostrando in lista le proprie conquiste tv.
Un caso su tutti, quello del principe Emanuele Filiberto. L’erede al trono che qualche anno fa chiedeva allo Stato un risarcimento milionario per l’esilio, ora, dopo aver sbancato a Ballando con le stelle scende in campo con l’Udc. Dice di non sentirsi un “velino” perchè ha idee, parla cinque lingue e conosce tutti i capi di Stato. Peccato, però, che ad esempio, interrogato da Vittorio Zincone per Tetris, non ricordi l’articolo 139 della Costituzione.
Oggi, in un’intervista al Giornale, si chiede cosa abbia in meno rispetto agli altri candidati. Semplice: un po’ di esperienza politica, si potrebbe dire banalmente. E perché no, anche un po’ di militanza nel partito che lo candida. Ma in un’Europa che, invece di accogliere le eccellenze, diventa sempre più un refugium peccatorum, le porte sono aperte a chiunque: letteronze, attricette e vip dell’ultim’ora mandati letteralmente allo sbaraglio o vecchie carcasse della politica attaccate alla poltrona col vinavil dopo silurate memorabili.
Una speranza: ci salveranno le preferenze?
Dei “redditi onorevoli” si è già parlato qualche settimana fa quando abbiamo improvvisamente scoperto che il nostro premier ha dichiarato per il 2007 dieci volte meno rispetto all’anno precedente. Si è discusso meno, invece, dei deputati poveri: quelli che per il fisco guadagnano solo poche centinaia di euro. Tetris ci offre questo simpatico spunto di riflessione indagando sugli “ex” poco abbienti di Montecitorio che ora portano a casa 120 mila euro.