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Tutti gli articoli con tag tg1

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Calciopoli: si riapre tutto. La difesa di Moggi è andata all’attacco e il Tribunale ha ammesso una miriade di nuove intercettazioni. Non risultano tuttavia notizie in merito a massaggi ed escort in favore di designatori e arbitri. Che presa in gir-audo

Sarà anche il “direttorissimo”, ma il suo Tg1 va a picco sul fronte Auditel e presta il fianco agli attacchi dei critici. Ascolti striminzoliti

Secondo Tarcisio Bertone, dunque, la pedofilia nella Chiesa è effetto in larga parte dell’omosessualità. Poi ha aggiunto che i meridionali bevono troppo caffè e lavorano poco, gli interisti si scaccolano senza ritegno in tram, le infermiere eccedono nell’uso delle autoreggenti e gli adolescenti italiani scambiano troppo spesso la casa per un albergo. Il cardi(ba)nale

Luxuria ha deciso: fa il salto definitivo e cambia sesso per diventare donna a tutti gli effetti. Questione di punti di vista: l’ex deputata del Prc perde gli attributi, mentre molti nel Pd non li hanno mai avuti. Palla…coi pupi

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Francia: Nicolas Sarkozy più forte di Silvio Berlusconi. Licenziati i giornalisti contro Carla Bruni

pubblicato da Giovanni Molaschi



Non c’è commentatore dell’attualità politica che per sottolineare le lacune del sistema politico del nostro paese non abbia comparato, almeno una volta, l’Italia all’Europa. Io stesso, ieri, raccontando la storia di Raghad Hussein avevo sottolineato i passi in avanti fatti dall’Asia sull’emancipazione della donna in politica.

Per una volta, come osservato da Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera, è l’Italia ad essere invidiata dall’estero. Nicolas Sarkozy è riuscito a far licenziare i giornalisti che nelle scorse settimane hanno fatto pubblicamente delle insinuazioni sulla moglie Carla Bruni.

Tanta fortuna, o talento, non appartiene più a Silvio Berlusconi che all’editto bulgaro (a causa del quale persero il posto Enzo Biagi, Michele Santoro e Daniele Luttazzi) non è riuscito a far tacere i dissidenti che qua e là compaiono.

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Quasi 10 milioni di euro persi dalla Rai per soffocare Annozero e addomesticare il Tg1

pubblicato da paganini


Questi del Sole 24 ore stanno sempre a pensare ai soldi, manco fossero un quotidiano economico! Stavolta, questi cavillosi, si sono messi a calcolare quanto è costata alla Rai, in termini di perdita pubblicitaria, la soppressione dei programmi di approfondimento come Annozero, Ballarò e Porta a porta. Non contenti hanno pure stimato quanto ha perso la Rai a causa del calo di spettatori e consensi del Tg1 causato dalla linea esageratamente governativa del Minzolini.

Secondo la giornalista Sara Bianchi la concessionaria della pubblicità Rai, la Sipra, avrebbe rimesso complessivamente 7,3 milioni di euro a causa del calo degli ascolti conseguente alla chiusura dei talk show di Santoro, Floris e Vespa. Ma anche gli spot che precedono e concludono il Tg1 di Augusto Minzolini, a fronte di cali di ascolto del telegiornale che tra settembre e marzo è passato da uno share del 29,7% al 28,3% , hanno fatto registrare una perdita media per singola pubblicità di oltre 4 mila euro. Considerando le diverse edizioni del Tg e i 15 spot al giorno trasmessi tra inizio e fine notiziario la perdita di valore arriva a 2 milioni di euro.

Insomma, nove milioni e trecentomila euro (9.300.000) di pubblicità persi dalla Radio televisione italiana solo per assecondare i desideri del capo del Pdl che, probabilmente, si sarà pure pappato qualcosa degli spot non andati in onda sulla Rai: due piccioni con …. un editto.

A proposito, ricordatevi che stasera c’è Rai per una Notte

Telegiornali al servizio del Pdl: dal 43 al 95% del tempo dedicato alla maggioranza di governo

pubblicato da paganini


Come la tragicommedia inscenata intorno all’inchiesta di Trani sta dimostrando, Silvio Berlusconi ci tiene molto ad avere sotto controllo le televisioni italiane, affinché la raffigurazione mediatica della situazione politica, sociale ed economica del Paese non contraddica le favole che quotidianamente vengono narrate da giornalisti amici e servitori compiacenti.

Possibile che un miliardario presidente del Consiglio dei ministri debba vedere e sentire gente che conduce inchieste scomode e racimola pure milioni di telespettatori? No, questo non può essere. L’informazione, infatti, deve essere controllata e gestita, garantendo spazio ai Capezzone, ai Bondi, ai Ghedini e a tutti gli altri difensori d’ufficio che non temono di difendere l’indifendibile.

Ma perché questo avvenga è necessario un controllo militare dei telegiornali (la carta stampata, si sa, è roba vecchia e residuale): ecco quindi il quadro, pubblicato oggi dal Sole 24 ore, delle presenze del Pdl, della Lega, del Pd e dell’Udc nelle news televisive. Il quadro, come potete ben vedere, è molto chiaro: sommando il tempo di parola di Governo e Pdl, la maggioranza può contare su spazi che vanno dal 43 (Tg3) al 95%, con un buon piazzamento di Teleminzolini: 48,5% (+2,5% della Lega).

Lascio a voi il commento dei dati…

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Manifestazione della sinistra di sabato scorso: alla fine del suo intervento a Piazza del Popolo, il leader dei Verdi Bonelli lancia fiori alla folla. Berlusconi ai suoi: “Ecco la differenza tra noi e loro. Questi pensano ai fiori, io preferisco le…patate”. 47, orto che parla

I fiori di Bonelli, in realtà, volevano avere un significato di rinascita, di “rivoluzione gentile” del e nel centrosinistra. Una ribellione di petali e pollini contro la plutocrazia del SuperCav. Petunia non olet

Fini lancia la ‘Generazione Italia’ e i berluscones entrano in allarme. Il buon Cicchitto ora sta pensando a una risposta politica che vada aldilà dei ‘Promotori’ del ministro autoreggente Brambilla. De-generazione Italia

Ahi, ahi, ahi…questi membri AgCom che deferenti parlano al telefono con il premier. E poi però si lamentano con i vertici Rai delle pressioni ricevute. In certi casi, sarebbe meglio tacere. Il silenzio degli Innocenzi

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L’inchiesta di Trani sul triangolo Berlusconi-Minzolini-Innocenzi è un bluff

pubblicato da Giovanni Molaschi



L’inchiesta aperta a Trani su Silvio Berlusconi, e le persone che con lui progettavano la chiusura di Anno Zero, non dovrebbe stupirci. Negli ultimi mesi l’asticella del limite si è spinta sempre un po’ più avanti fino ad annullarsi. Per capirlo è sufficiente ragionare su quanto è successo a partire dal 9 febbraio 2009.

Nella stessa notte in cui Eluana Englaro morì, dopo una battaglia legale estenuante portata avanti dal padre Beppino, Enrico Mentana lasciava Mediaset dicendo a voce alta quello che in molti da tempo sussurravano all’orecchio a vicino.

L’azienda di Silvio Berlusconi non permette ai giornalisti di fare il proprio lavoro. Altro che caimano (così si intitolava un film di Nanni Moretti realizzato ispirandosi al Premier). Il vero vincitore è sempre, come sostenuto da George Orwell, il Grande Fratello (il format televisivo è stato estrapolato dal romanzo 1984 dello stesso Orwell).

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Minzolini e Miss Parlamento Gabriella Giammanco. PolisBlog colpisce ancora!

pubblicato da Luca Landoni



PolisBlog colpisce ancora! Così abbiamo deciso di intitolare questo articolo dopo essere sobbalzati sulla sedia nel vedere il titolo del servizio Corriere TV tratto da corriere.it (qui il link diretto al video). Titolo che recita testualmente Minzolini in gita con Miss Parlamento Gabriella Giammanco.

Nel video si parla poi dell’avvenente ex-giornalista televisiva - ha lavorato in una rete locale siciliana e poi brevemente a Retequattro - come di Miss Parlamento, “titolo che ha conquistato sul web”. Sì, ma sul web dove? Orsù, cari colleghi del Corriere, potevate anche citare il concorso di PolisBlog che due anni fa laureò la Giammanco regalandole questo titolo.

Trascurabile, per inciso, il gossip che legherebbe il direttore del Tg1 Augusto Minzolini alla bionda palermitana. La stessa speaker Candida Morvillo non si sbilancia e rimane in bilico tra affettuosa amicizia e qualcosa di più o di meno, non si sa.

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TG1: Il fanta-editoriale di Minzolini su decreto salva-liste e respingimenti Tar

pubblicato da Giulio Mattioli


Ci si abitua a tutto: anche agli editoriali di Minzolini. Dopo qualche mese è diventato ormai un rituale prevedibile: ad avvenimento scottante e potenzialmente dannoso per il Berlusconi IV segue messaggio del direttore del Tg1, su posizioni alquanto filogovernative.

Succederà, siamo pronti a scommetterci, anche per l’attuale tempesta politica su decreto salva-liste e respingimenti del Tar vari: per questo abbiamo deciso di provare a scrivere noi una bozza del prossimo editoriale minzoliniano. La trovate qua sotto e dopo il salto.

“In questi giorni alcuni procuratori di Roma e di Milano si sono attribuiti il potere di decidere al posto dei cittadini italiani quali liste essi troveranno sulle schede per le imminenti elezioni regionali. Una mossa sorprendente e senza precedenti per magistrati che dovrebbero avere a cuore quei valori della democrazia che sono alla base della nostra vita civile”

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Intervista - polisblog incontra Cristiano Zecchi autore di “Cinzia Gate”

pubblicato da Giovanni Molaschi



La cattiva informazione che è stata fatta sulla ricostruzione de L’Aquila, e le relative proteste fatte contro l’operato di Augusto Minzolini (attuale direttore del Tg1), rappresentano parte del giornalismo contemporaneo. Elargito senza approfondimento.

Si è soliti fornire a propri utenti poche informazioni e slegate dal contesto. Per questo motivo ad alcune settimane dal Cinzia-gate (scoppiato a Bologna e che è costato a Flavio Delbono la poltrona da primo cittadino) abbiamo intervistato Cristiano Zecchi che della vicenda se n’è occupato molto prima di scriverci un libro.

Procediamo con ordine. Lei lavora come giornalista a Bologna. Prima che scopiasse il Cinzia-gate sull’ex sindaco Flavio Delbono circolavano delle voci che preannunciavano quello che poi è successo?

“Alcune voci circolavano, ma difficilmente i politici che si candidano non ricevono colpi bassi o illazioni nei loro riguardi.

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Satira: non spariamo "castate"

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Il Giornale stavolta se la prende con Maria Luisa Busi, celebre (e soave) volto del Tg1 colpevole di aver criticato il direttore Augusto Minzolini. Il cecchino Feltri non si fa passar nulla sotto al naso. Intanto però lo stesso Feltri rischia un provvedimento disciplinare dall’Ordine dei giornalisti per il caso Boffo. (A)Busi di potere

Regionali: i sondaggi che il SuperCav ha in mano non lo inducono a facili ottimismi. In Puglia e in Liguria la partita è difficile, ma anche il Piemonte sembra duro da conquistare. Non a caso in questi giorni il premier appare triste e cupo. DeBresso

E il Cav non è affatto contento di come va il Pdl. Prende corpo l’ipotesi del coordinatore unico dopo le elezioni per salvaguardare la tenuta del partito. Bondy scanner

Scajola declama: “All’Aquila abbiamo costruito le case per i terremotati a tempo di record, primato mondiale…primato mondiale!!”. Non omologato perché a favore di vento. E soprattutto: i lavori non sono finiti e non tutti hanno una casa. Ma l’importante era il record di velocità. Usain ‘Guido’ Bolt-olaso

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