
Come la tragicommedia inscenata intorno all’inchiesta di Trani sta dimostrando, Silvio Berlusconi ci tiene molto ad avere sotto controllo le televisioni italiane, affinché la raffigurazione mediatica della situazione politica, sociale ed economica del Paese non contraddica le favole che quotidianamente vengono narrate da giornalisti amici e servitori compiacenti.
Possibile che un miliardario presidente del Consiglio dei ministri debba vedere e sentire gente che conduce inchieste scomode e racimola pure milioni di telespettatori? No, questo non può essere. L’informazione, infatti, deve essere controllata e gestita, garantendo spazio ai Capezzone, ai Bondi, ai Ghedini e a tutti gli altri difensori d’ufficio che non temono di difendere l’indifendibile.
Ma perché questo avvenga è necessario un controllo militare dei telegiornali (la carta stampata, si sa, è roba vecchia e residuale): ecco quindi il quadro, pubblicato oggi dal Sole 24 ore, delle presenze del Pdl, della Lega, del Pd e dell’Udc nelle news televisive. Il quadro, come potete ben vedere, è molto chiaro: sommando il tempo di parola di Governo e Pdl, la maggioranza può contare su spazi che vanno dal 43 (Tg3) al 95%, con un buon piazzamento di Teleminzolini: 48,5% (+2,5% della Lega).
Lascio a voi il commento dei dati…

Malgrado le coincidenze, Silvio Berlusconi non potrà mai diventare come i (peggiori) capi di governo che l’hanno preceduto. A limitare la sua ascesa, più che l’ego, il presente che deve condividere con i suoi concittadini.
Se in Italia non ci fossero sempre più consumatori di internet, malgrado i tagli barbari alla banda larga, probabilmente nessuno avrebbe saputo dell’accoglienza riservata a L’Aquila alla giornalista del Tg1 Maria Luisa Busi.
Arrivata sul posto per registrare un servizio riguardante la ricostruzione, già affrontata da Presa Diretta, al mezzobusto è stato impedito di lavorare poiché il direttore del telegiornale per il quale lavora, secondo gli stessi terremotati, non ha raccontato quanto realmente sta accadendo tra le tendopoli.
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