Alleati con o senza Di Pietro? Con o senza Vendola? Con o senza Fini? Con o senza primarie? Nel Pd, da tempo, si litiga come a una riunione di condominio. AscenSoru
Fa impressione Giuliano Ferrara circondato dalla biancheria intima ma deciso e incacchiato come una bestia. L’uomo che non deve chiedere (Yama)may
Ora agli intellettuali di sinistra tipo Eco o Vattimo tremano i polsi al pensiero della tenzone con queste illuminate menti liberal-conservatrici. Fare i conti senza l’oste(llino)
Sostituito Emilio Fede, il Tg4 guadagnerà una posizione e toni più indipendenti, battaglieri e coraggiosi nei confronti del potere? Si calano il Brachino
Negli stessi giorni il Ministro dell’Economia annunciava nuovi tagli per evitare che la crisi greca diventi in pochi mesi anche italiana Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio, qua e là parlava della probabile messa in vendita del Milan.
Il leader del Popolo delle Libertà a differenza di molti altri suoi colleghi ha un talento importante. Solo lui riesce a distogliere l’attenzione degli italiani sui problemi del paese ragionando su altro che per quanto interessante non è utile al cittadino medio.
Di questo e molto altro abbiamo ragionato con il giornalista Mario Portanova che per Chiarelettere ha pubblicato “Il Partito dell’Amore”.
Continua a leggere: Intervista - polisblog incontra Mario Portanova autore del “Partito dell’Amore”

Come la tragicommedia inscenata intorno all’inchiesta di Trani sta dimostrando, Silvio Berlusconi ci tiene molto ad avere sotto controllo le televisioni italiane, affinché la raffigurazione mediatica della situazione politica, sociale ed economica del Paese non contraddica le favole che quotidianamente vengono narrate da giornalisti amici e servitori compiacenti.
Possibile che un miliardario presidente del Consiglio dei ministri debba vedere e sentire gente che conduce inchieste scomode e racimola pure milioni di telespettatori? No, questo non può essere. L’informazione, infatti, deve essere controllata e gestita, garantendo spazio ai Capezzone, ai Bondi, ai Ghedini e a tutti gli altri difensori d’ufficio che non temono di difendere l’indifendibile.
Ma perché questo avvenga è necessario un controllo militare dei telegiornali (la carta stampata, si sa, è roba vecchia e residuale): ecco quindi il quadro, pubblicato oggi dal Sole 24 ore, delle presenze del Pdl, della Lega, del Pd e dell’Udc nelle news televisive. Il quadro, come potete ben vedere, è molto chiaro: sommando il tempo di parola di Governo e Pdl, la maggioranza può contare su spazi che vanno dal 43 (Tg3) al 95%, con un buon piazzamento di Teleminzolini: 48,5% (+2,5% della Lega).
Lascio a voi il commento dei dati…

Per qualche settimana, almeno, si continuerà a sostenere che il 2010 sarà l’anno della ripresa. Delle riforme. Della rinascita dell’economia. Ad oggi però non è dato sapere come tutto questo verrà gestito dal Governo.
Da un’amministrazione che degli scioperi, come testimonia il globale disinteresse di chi ha sempre difeso Mediaset tranne in questi giorni dove i lavoratori hanno deciso di manifestare, se ne frega.
Se il telegiornale non da notizia dei disagi, penserà qualcuno, vuol dire che non esistono. Eppure le condizioni dei lavoratori (immigrati e no, come precisava qualcuno nei giorni scorsi) peggiorano. Per capirlo è sufficiente riflettere sullo stabilimento Fiat di Termini Imerese.

E dimissioni, alla fine, furono. In una lettera pubblica letta dal vicepresidente Esterino Montino, Piero Marrazzo ha ufficializzato ieri, poco dopo le 17.00, la sua uscita di scena dalla vita politica italiana.
“Finché mi è stato possibile – ha fatto sapere Piero Marrazzo - ho operato per il bene della comunità laziale. Mi auguro che questo possa essermi riconosciuto al di là degli errori personali che posso aver commesso nella mia vita privata”.
Che tale rimarrà. Significativo, e quasi d’esempio, è stato Emilio Fede che in una nota ha fatto sapere che il telegiornale che dirige non si occuperà più dello scandalo rispettando la famiglia che di riflessoo è stata coinvolta nella vicenda.
Continua a leggere: Emilio Fede difendendo Piero Marrazzo tutela anche Silvio Berlusconi?
La fonte è di quelle bene informate, visto che parliamo del Giornale… e se non lo sanno loro… Emilio Fede ha smentito dunque le voci di una sua candidatura nelle file del Pdl; candidatura che molti davano ormai per certa e di cui anche noi abbiamo dato notizia.
“Non me ne ha mai parlato nessuno - ha detto il direttore del Tg4. - Ogni volta che c’è una competizione elettorale spunta il mio nome ma io dico no, grazie. Voglio finire la mia carriera al tavolo di lavoro del Tg4. Berlusconi mi ha sempre insegnato: Ofelee fa el to’ mestee“.
La delusione è palpabile. Per consolarci, gustiamoci lo storico fuori onda che vedete nel video introduttivo.
Vietato scandalizzarsi, in politica. E infatti più nessuno si scandalizza di niente.
Rumors di ogni tipo vanno e vengono dal “palazzo”. Governo o opposizione fa lo stesso. Maggioranza e minoranza sullo stesso piano. Leader, capi e capetti si inseguono nel far peggio.
E, si sa, al peggio non c’è mai limite. Le ultimissime?
Francesco Rutelli con la valigia in mano, pronto a sbattere la porta del Pd dopo le Europee e a fondare un nuovo “partito” cattolico neocentrista. Un … “valore aggiunto” da portare in dote nella Costituente di centro che dovrebbe decollare in autunno con il nuovo Partito della nazione voluto da Pierferdinando Casini.
Rutelli, oltre che maestro dell’arte della migrazione, ci sa fare anche nella richiesta di poltrone. La sua, prima di tutte.
Sull’altro versante, quello del Pdl, rispondono con un gran squillo di tromba.
Emilio Fede, fedelissimo del Cavaliere e super direttore del Tg4, sarà premiato di cotanto … zelo. Berlusconi in persona vuole candidare il direttore per le Europee, in Sicilia. Che succederà? La rivoluzione, al Tg4 e niente di niente al parlamento europeo.
Come dite? Niente di nuovo sotto il sole? Questione di punti di vista.