Ignazio La Russa: formula uno. Voto 4- Il parco auto del ministero della Difesa si arricchisce con ben 19 Maserati blindate nuove di zecca. Denaro buttato e rubato al popolo italiano. Il ministro non sa. Incapaci e/o scellerati. Sultanato Made in Italy.
Silvio Berlusconi: formula zero. Voto 3- L’autorevole quotidiano londinese Times “spara” contro il premier italiano: “Clown, codardo e disgustoso. La crisi in Europa è colpa sua, si dimetta immediatamente”. Il “Ghe pensi mi” non vede e non sente.

Mentre l’opinione pubblica inizia a farsi un’idea di quello che è successo a Lashkar-gah, in Afghanistan, ancora nessuna notizia dei tre operatori sequestrati: Matteo Dell’Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani. Emergency fa sapere di non avere nessuna novità, e di non poter più lavorare nella sede in mano alla polizia afgana.
Mentre Frattini riesce incredibilmente a peggiorare le sue dichiarazioni (ieri a Skytg24 ha chiamato i tre operatori sotto sequestro “imputati”, parola evidentemente molto familiare al suo partito), i talebani fanno sapere - ce ne fosse bisogno - di non avere nessun tipo di accordo con Emergency.
Pare proprio che ad avercela con Gino Strada e soci sia, come accennavamo ieri, la NATO e le forze alleate, infastidite dagli “occhi scomodi di Gino Strada”, come li ha chiamati Massimo Fini oggi su Il Fatto Quotidiano. Facebook intanto registra oltre 70.000 adesioni alla protesta in meno di 24 ore.

Come ci hanno riportato Luca e Giovanni questa mattina, la bomba “Emergency” scoppiata nelle ultime 24 ore è stata circondata da quell’alone di voci non confermate che tanto sanno di operazione atta a screditare l’organizzazione umanitaria presente in alcune delle zone più delicate del globo, tra cui l’Afghanistan.
La questione surreale, ovvero se alcuni membri di Emergency abbiano preparato o collaborato a preparare attentati contro le autorità afgane, ha coinvolto politica e società civile: le reazioni politiche, Frattini La Russa e Gasparri in primis, si sono mosse avallando l’ipotesi colpevolezza, con grande sbigottimento delle famiglie dei tre prigionieri (ma non erano super garantisti?).
Una dei primi segnali forti della società civile riguardano la sottoscrizione dell’appello IO STO CON EMERGENCY, che ha fatto andare letteralmente in tilt il sito dell’organizzazione per le decine di migliaia di contatti, e naturalmente Facebook, dove la pagina a favore di Emergency ha visto un boom di adesioni, più di 12.000 in poche ore, ed è destinata a crescere vertiginosamente nei prossimi giorni.

Ci sono diversi modi per esportare il made in Italy, anche in Afghanistan. I servizi segreti italiani nella zona di Sarobi, a est di Kabul, dove sono presenti i militari nostrani, hanno pensato bene di esportare il pizzo: pagavano i talebani in cambio di tranquillità per i soldati, una “pace pagata” diciamo. Se questo vi sembra grave, leggete quello che segue.
Ricordate la strage di francesi sempre a est di Kabul, dove un attacco bomba uccise dieci soldati transaplini? Le due cose sono legate, eccome, in maniera orrenda. Il filo è questo: i francesi vanno a sostituire per un solo mese gli italiani a Sarobi, quei militari ‘protetti’ dal pizzo, e guarda caso i servizi italiani si dimenticano di avvisarli del loro piccolo commercio “soldi in cambio di pace”.
Risultato: dieci militari francesi morti, mutilati, smembrati.
Immagine|Flickr
Dario Franceschini: sconvocatore. Voto – 9. Con Bersani avanti in 15 regioni il segretario del Pd Franceschini si accorge di essere oramai solo un “re travicello”. A Dario rimane il potere di … “sconvocare” la segreteria e gridare davanti allo specchio, sbarbandosi, : “Il leader sono io”. Pena e … (Filippo) Penati.
Silvio Berlusconi: comico. Voto – 9. Dal Times: “Nessun leader coinvolto in scandali sessuali avrebbe mai osato fare la comica affermazione di avere portato moralità nella politica. Che Berlusconi l’abbia potuto dire senza essere travolto dalle risate rivela il suo terrificante potere mediatico”. Già.

La Shell pagherà 15,5 milioni di dollari per chiudere una causa civile che vedeva la compagnia petrolifera olandese accusata di complicità in violazione dei diritti umani nel Delta del Niger.
La causa è stata promossa dai familiari di alcuni attivisti ‘condannati a morte’ dall’esercito nel 1995; secondo i familiari delle vittime la Shell avrebbe aiutato il governo nell’infliggere punizioni alle persone che chiedevano alla compagnia petrolifera, presente in Nigeria dagli anni ‘40, di avere un comportamento più etico e rispettoso dell’ambiente.
Da sottolineare il contesto della vicenda; sebbene la Nigeria sia uno dei principali produttori di petrolio, la maggioranza della popolazione nigeriana vive ancora oggi in condizioni di estrema povertà a causa della corruzione e dell’incapacità di chi governa.
Meravigliosa intervista del Times ai coniugi Letizia. Dopo il colloquio con la figlia Noemi, Richard Owen, il corrispondente in Italia dell’autorevole quotidiano inglese, parla della vicenda più discussa nel Bel Paese con i genitori della diciottenne che chiama “Papi” il Presidente del Consiglio.
Trovate qui il testo completo in lingua inglese. Ma un passaggio è doveroso riportarlo. Dice la signora Anna, ex miss Tirreno: “Spero che Berlusconi, che io ho conosciuto negli anni Ottanta, si prenderà cura di Noemi e riuscirà a dare a mia figlia la carriera che io non sono riuscita ad avere”.
Intanto, Emilio Fede conferma sostanzialmente le indiscrezioni di Repubblica (”Doveva fare la meteorina di Fede”). Spiega il direttore del Tg4 oggi al Corriere: “Feci un provino a Noemi ma la rimandai indietro. I difetti? Mancava di capacità comunicativa e non possedeva una dizione corretta”.
In un editoriale molto interessante oggi Bernardo Valli su Repubblica descrive come anche all’estero sia diventato temerario criticare il governo italiano. La critica comporta una raffica di proteste da parte delle ambasciate, invitate a reagire dal premier quando i quotidiani stranieri parlano male dell’Italia. Ecco un breve estratto.
“È capitato al Times quando ha ironizzato sulle parole di Silvio Berlusconi che invitava i rifugiati dell´Aquila a «passare il weekend di Pasqua al mare». È capitato al Guardian quando ha scritto che la fusione tra Alleanza Nazionale e Forza Italia segnava la nascita di una formazione «postfascista». È capitato a El Pais quando ha definito Berlusconi uno dei leader più sinistri. E allo Spiegel. Scrive Ridet (giornalista di Le Monde): suscettibile, Silvio Berlusconi? Si, ma non più degli italiani che rifiutano di riconoscersi nello specchio che tende loro la stampa straniera.”
Continua a leggere: Bernardo Valli su Repubblica: se Le Monde critica l'Italia...