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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Berlusconi propone un patto per la crescita alle minoranze. Improvviso rigurgito di senso dello stato, diversivo tattico o mossa disperata? In ogni caso i suoi oppositori non cedono alle lusinghe come farebbero le morigerate ragazzine dell’Olgettina. Neanche l’emergenza economica risveglia gli ormoni pro-Cav di Bersani. Sex ap-Pil

Il segretario Pd anzi rincara: “Berlusconi a inizio legislatura ha buttato i soldi e solo ora si rende conto che c’è la crisi. Il tempo però è scaduto per lui”. Al-Ici nel paese delle meraviglie

Non che ambisse a tornare in pista a breve termine, ma per Marrazzo l’essere stato beccato di nuovo con un trans è una specie di pietra tombale su ogni ambizione. Sul viado del tramonto

L’ex governatore del Lazio è stato pizzicato, beffa delle beffe, a bordo dell’auto della moglie. Ora dovrà inginocchiarsi e implorare un nuovo perdono? GenufLexus

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Italo Bocchino chiede, e ottiene, le dimissioni di Nicola Cosentino e querela il Giornale di Vittorio Feltri

pubblicato da Giovanni Molaschi


Per dimostrare l’inesistenza di un’opposizione seria, che ne dicano Dario Franceschini e Antonio Di Pietro, a Italo Bocchino sono stati sufficienti tre giorni. In meno di una settimana l’esponente, finiano, del Popolo della Libertà ha avviato attorno a sé un terremoto sul quale vale la pena riflettere partendo da quanto successo la scorsa domenica.

In un’intervista, rilasciata al Post, commentando le indagini avviate sul coordinatore del Pdl Denis Verdini l’esponente politico ha fatto intendere che per la tutela del partito sarebbe meglio che il braccio destro di Silvio Berlusconi facesse un passo indietro.

“Io - ha dichiarato Bocchino parlando di Verdini - penso che sarà costretto a dimettersi. Finora solo una parte delle intercettazioni, quella relativa alle responsabilità addebitate agli altri indagati. Ma quando emergeranno le intercettazioni che hanno portato a indagare lo stesso Verdini, è difficile che riesca a resistere. La richiesta è per Berlusconi”.

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Roma è gay: Maurizio Brugiadelli della Destra giustifica i petardi contro il Gay Village

pubblicato da Giovanni Molaschi

La scorsa notte, come spiegato in dettaglio su queerblog.it, un gruppo di sconosciuti ha lanciato contro il Gay Village di Roma dei petardi. Il gesto vandalico, già condannato da Gianni Alemanno e dal responsabile capitolino della sicurezza, è stato invece giustificato dalla Destra di Francesco Storace.

Secondo Maurizio Brugiadelli, dirigente nazionale del partito dell’ex Governatore del Lazio, i teppisti avrebbero agito perché provocati da una serie di cartelli pubblicitari affissi per la città nei quali si sostiene che Roma sia gay.

“Pretendo - ha dichiarato l’esponente politico - rispetto per la mia città. Vedere Roma tappezzata di manifesti con 2 uomini che si baciano con la scritta “Roma è gay” credo non abbia fatto piacere ai romani, e lo si può considerare anche un’istigazione a gruppi di esaltati.

Ai cittadini della capitale avrebbe fatto piacere che il sindaco Alemanno si fosse espresso drasticamente anche nei confronti di chi ha affisso, anche in modo selvaggio, quel manifesto che ha offeso gran parte dei cittadini romani”.

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Coca e trans: Pier Paolo Zaccai mette d’accordo tutti

pubblicato da Giovanni Molaschi

Lo scandalo scoppiato attorno a Pier Paolo Zaccai, il consigliere regionale del Pdl fermato dalla polizia dopo aver partecipato ad un festino a base di cocaina e trans, è destinato a spegnersi nelle prossime ore. Lunedì, probabilmente, quanto accaduto all’esponente politico per molti cittadini sarà un solo ricordo.

Prima di archiviare il caso vale pena riflettere su come la vicenda è stata recensita dalla stampa italiana. Per la prima volta, dopo molto tempo, i giornalisti riconducibili a due schieramenti politici opposti hanno convenuto sottolineando gli sbagli di Pier Paolo Zaccai.

Sia Alessandro Gilioli, dell’Espresso, che Marcello Foa, del Giornale, hanno condannato l’esponente politico che si stava contraddistinguendo nel panorama italiano per via delle sue idee moralistiche.

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Emma Bonino scappa dalla Regione Lazio ma non si presenta al Senato

pubblicato da Giovanni Molaschi

Malgrado le difficoltà riscontrate in campagna elettorale, Renata Polverini ha oggi la strada spianata per governare nel Lazio. L’avversaria, Emma Bonino, ha deciso di proseguire il proprio cammino in Senato (dove ricopre il ruolo di vicepresidente) e non tra le file dell’opposizione del Governo regionale.

Intervistata da Sky sulla decisione presa ha dichiarato:

“Gli obiettivi che mi ero data sul Lazio, e cioè Lazio regione europea e non Lazio che fa alleanze con le regioni del Sud Italia come dice Polverini, ma anche il tema della legalità e delle regole credo siano meglio perseguibili con una triangolazione che prevede che io resti al Senato lavorando con i due consiglieri radicali che sono in Regione.

E’ una scelta politica che ho voluto fare nella maniera più trasparente possibile. Penso di potere dare appuntamento tra un anno o due per quanto riguarda l’impegno che voglio mantenere su Roma in particolare e nel Lazio.”

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Renata Polverini è la nuova Floriana Secondi

pubblicato da Giovanni Molaschi

Renata Polverini alla sua prima uscita pubblica (e televisiva) ci ha già ricordato di non essere l’erede di Piero Marrazzo, che prima di lei era il Governatore della Regione Lazio. La sindacalista, a “Porta a Porta” (sì, è di nuovo in onda), ha già fatto intendere che il suo modello di riferimento è Floriana Secondi, vincitrice della terza edizione del Grande Fratello.

Dimenticandosi dei sondaggi che la davano sfavorita, delle percentuali minime grazie alle quali è riuscita ad ottenere la vittoria e dell’impegno personale del Premier negli ultimi giorni della campagna elettorale, Renata Polverini ha precisato che lei avrebbe vinto contro chiunque.

Moderno, o mal contemporaneo, gladiatore il nuovo Governatore del Lazio ha fatto sapere che contro di lei avrebbe avuto la peggio anche Nicola Zingaretti, talentuoso Presidente della Provincia di Roma in quota Pd.

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Elezioni Regionali 2010: polisblog incontra Emma Bonino

pubblicato da Giovanni Molaschi



Al di là dei risultati (qui e qui trovate quelli dei sondaggi fatti da polisblog.it), della campagna elettorale che terminerà tra poche ore c’è da augurarsi che rimanga ben poco. Mai come le ultime settimane scrivendo di politica in molti hanno avuto l’impressione di raccontare un argomento distante dai cittadini.

Distante dalle loro esigenze. Distante dalle loro realtà. Distante dagli obiettivi che un buon amministratore dovrebbe darsi gestendo la cosa pubblica. Poche persone hanno accesso l’interesse dell’opinione pubblica.

Oltre a Nichi Vendola, candidato alla presidenza della Regione Puglia, una delle protagoniste più importanti di questa campagna elettorale è stata Emma Bonino che a polisblog.it spiega perché ha deciso di candidarsi.

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Elezioni Regionali 2010: la CEI contro Emma Bonino

pubblicato da Giovanni Molaschi



Attorno al dibattito politico si sta imponendo uno strano modo di ragionare. Chi è al centro di uno scandalo, e in questi mesi non sono certo mancati gli eventi di dubbio gusto, tenta di dispensare morale a chi concettualmente potrebbe essergli contro.

Malgrado quanto successo a Dino Boffo, direttore dell’Avvenire costretto a dimettersi grazie ad una probabile segnalazione fatta dal direttore dell’Osservatore Romano a Vittorio Feltri, la CEI (Conferenza Episcopale Italiana) attacca duramente Emma Bonino.

Ci sta che alla chiesa le posizioni laiche, e contemporanee, dell’esponente radicale non piacciano. Quel che colpisce è il distinguo che viene fatto dalla candidata del Partito Democratico e quella del Popolo delle Libertà.

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Vallettopoli 2: Il direttore del tg, il sindacalista e la ministra

pubblicato da Luca Landoni



Ci (ri)siamo. Via Gradoli, un tempo nota per il rapimento Moro, ormai è divenuto un crocevia di ricatti, trans, battone e calciatori. Tanti infatti i calciatori di serie A intravisti in quei lidi, e che hanno pagato fiori di milioni per non far uscire la notizia. Ma siccome a noi degli onesti pedatori non frega nulla, lasciateci sparare la notizia vera.

Nell’inchiesta, resa nota dal settimanale Oggi, sarebbero coinvolti una serie di nomi di spicco della politica e tutto ciò che vi gravita intorno, i più importanti dei quali sarebbero tre. Vediamo chi.

Il sindacalista. Qui si parla di “alto rappresentante di una sigla nazionale”. Le sigle nazionali sono fondamentalmente tre. Cgil, Cisl, Uil. Quanti alti rappresentanti conoscete? Non tantissimi, eh. Il cerchio dei nomi qui è veramente ristretto.

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Elezioni Regionali 2010: Alberto Stramaccioni lascia il Partito Democratico

pubblicato da Giovanni Molaschi



Lo slogan può fare molto di più di mille proposte. Potrebbe, in taluni casi, essere più rappresentativo di interminabili giri di parole. Il Partito Democratico, per come è messo oggi, potrebbe proporre al proprio elettorato l’adozione di uno dei suoi rappresentati.

Dopo l’uscita di scena di Piero Marrazzo (per ragioni non imputabili alla sua attività di Governatore) e di Flavio Delbono il progetto politico di Pierluigi Bersani arriva agli onori della cronaca per Alberto Stramaccioni.

L’esponente politico, responsabile per Partito Democratico della provincia di Perugia, ha deciso di uscire dalla propria coalizione al termine di un’assemblea regionale organizzata per decidere il da farsi in vista delle prossime elezioni regionali.

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