Il confronto che Pierferdinando Casini ha avuto con Silvio Berlusconi nei giorni scorsi ha impedito al leader dell’Udc di accorgersi, evidentemente, dello scandalo che da ieri ha travolto il proprio partito.
Stando a quanto pubblicato nelle scorse ore dal Corriere del Mezzogiorno nella lista degli indagati per gli appalti truccati ai danni di Trenitalia ci sarebbe anche il nome di un esponente politico dell’Udc: Clemente Carta.
Il nome del consigliere comunale di Formia sarebbe emerso in una delle intercettazioni registrate dagli inquirenti che in quel momento stavano monitorando Fiorenzo Carassai, ex dirigente delle Ferrovie dello Stato, e Giovanni De Luca, imprenditore della “Fd Costruzioni”.

La scorsa settimana, come raccontato (anche) da polisblog.it, il Viceministro dei Trasporti Roberto Castelli ha ammesso le deficienze del sistema ferroviario italiano precisando che per le tratte dell’alta velocità bisogna migliorare la comunicazione tra gli addetti ai lavori.
Le infrastrutture italiane, come sottolineato (anche) da Emma Marcegaglia, allo stato attuale non potranno garantire al paese il futuro a cui dovrebbe aspirare per poter crescere nei migliori dei modi.
Per capire perché l’Italia sia ancora vittima del proprio passato abbiamo deciso di intervistare Claudio Gatti, autore per chiarelettere, dell’inchiesta “Fuori Orario”.
Di cosa parla “Fuori Orario”?
Nel 2011, l’Italia compierà 150 anni. In quello stesso anno le Fs perderanno il monopolio della tratta più redditizia dell’intero sistema ferroviario, e cioè la Roma-Milano ad alta velocità.
Continua a leggere: Intervista - polisblog incontra Claudio Gatti, autore di “Fuori Orario”

Dalle dichiarazioni poco illuminanti del Ministro dei Trasporti Altero Matteoli, secondo il quale in autostrada si poteva toccare i 150 km/h, è passato poco più di un mese. Nel mezzo una nevicata record nel Nord Italia. E qualche problema alla circolazione dei treni.
Durante quei giorni furono molti i ritardi accumulati. Trenitalia dopo aver promesso un rimborso totale ai propri passeggeri ha attivato un customer care che avrebbe dovuto garantire a queste persone il 50% del valore del biglietto preso.
Probabilmente l’ammontare di quel denaro, pari a 700mila euro, sarà devoluto in beneficenza. Pronta subito la replica di Adiconsum secondo la quale prima di dedicarsi al volontariato Trenitalia dovrebbe far bene il proprio.
Continua a leggere: Altero Matteoli tace sui rimborsi, negati, di Trenitalia
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Per capire quanto l’attacco di Roberto Formigoni contro le Ferrovie dello Stato, colpevoli secondo il Governatore della Lombardia di aver bloccato i treni senza interpellare la regione che amministra, sia sterile è sufficiente soffermarsi su quanto l’esponente politico ha fatto per i pendolari negli ultimi anni.
Lui e la sua Giunta sono diventati sempre più degli spettatori di un reality show composto da concorrenti che quotidianamente hanno dovuto confrontarsi con dei mezzi di trasporto degni del più povero paese africano. Con tutto il rispetto per il continente nero.
Perché arrabbiarsi solo ora per l’inefficienza di Trenitalia? Perché parlare di disservizi solo, e soltanto, nel momento in cui sono conclamati e non risolti da tutti? Perché non mettersi in gioco e capire come prevenire gli stessi disagi (sicché in ogni anno c’è spazio per l’inverno)?
Continua a leggere: Aspettando l’Expo Roberto Formigoni pensa ai pendolari (solo se nevica)