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Tutti gli articoli con tag tv

Caso Ruby, Berlusconi e la prostituzione: il video di ieri sera è un boomerang?

pubblicato da Bruno Marino

Il video, trasmesso ieri sera da Studio Aperto e dal Tg4 (strano, vero?), in cui Silvio Berlusconi si difende e contrattacca, annunciando al popolo fremente che ha una fidanzata, è molto interessante. Al di là delle accuse, da un punto di vista comunicativo ci sono molti spunti di riflessione:

Lo sfondo - Berlusconi è in uno studio privato, alle spalle si vedono alcune foto che lo raffigurano con i figli, e sullo sfondo una enorme libreria con quella che sembra un’enciclopedia e molti altri libri. Non parla da Palazzo Chigi, anche l’arredamento è molto sobrio, quasi come se volesse calarsi al nostro livello (cosa che ha sempre fatto, dal 1994 ha sempre cercato di dire “sono come voi, un po’ meglio di voi, è vero, ma in fondo mi capite…”). Le foto con i figli completano il quadro: è un uomo che pensa alla famiglia, i figli sono una parte importante della sua vita. Veronica, invece, non viene nemmeno citata. Ormai rappresenta il passato, anche perchè ha osato rivolgere parole di fuoco al Sultano, e deve scomparire.

I colpevoli - Come al solito, Berlusconi radicalizza il discorso politico, creando una contrapposizione tra Noi e Loro. Loro ovviamente sono i magistrati di Milano, che usano metodi illegittimi e discriminatori, che non hanno accettato la fiducia ottenuta (o meglio, comprata) dal governo il 14 Dicembre.

Seguiteci dopo il salto…

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Legge Bavaglio: speciale sullo sciopero dei giornalisti della Fnsi

pubblicato da Giovanni Molaschi


Oggi, come anticipato da polisblog.it nei giorni scorsi e raccontato bene dal Post, molti quotidiani non saranno in edicola per protestare contro il disegno di legge proposto dal Ministro Angelino Alfano secondo il quale nel nostro paese è necessario ridurre le possibilità di pubblicazione delle intercettazioni.

Allo sciopero, malgrado la campagna fatta in queste settimana da Repubblica, non hanno aderito tutti i colleghi di Ezio Mauro. Contrari alla posizione presa dal quotidiano del gruppo Espresso si sono detti sia le testate vicine alla maggioranza che quelle pronte a sostenere l’opposizione.

Significativa, di questa spaccatura, è la posizione del direttore della Stampa Mario Calabresi che prima di trasferirsi a Torino collaborava come corrispondente con Repubblica.

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Renata Polverini è la nuova Floriana Secondi

pubblicato da Giovanni Molaschi

Renata Polverini alla sua prima uscita pubblica (e televisiva) ci ha già ricordato di non essere l’erede di Piero Marrazzo, che prima di lei era il Governatore della Regione Lazio. La sindacalista, a “Porta a Porta” (sì, è di nuovo in onda), ha già fatto intendere che il suo modello di riferimento è Floriana Secondi, vincitrice della terza edizione del Grande Fratello.

Dimenticandosi dei sondaggi che la davano sfavorita, delle percentuali minime grazie alle quali è riuscita ad ottenere la vittoria e dell’impegno personale del Premier negli ultimi giorni della campagna elettorale, Renata Polverini ha precisato che lei avrebbe vinto contro chiunque.

Moderno, o mal contemporaneo, gladiatore il nuovo Governatore del Lazio ha fatto sapere che contro di lei avrebbe avuto la peggio anche Nicola Zingaretti, talentuoso Presidente della Provincia di Roma in quota Pd.

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Minzolini e Miss Parlamento Gabriella Giammanco. PolisBlog colpisce ancora!

pubblicato da Luca Landoni



PolisBlog colpisce ancora! Così abbiamo deciso di intitolare questo articolo dopo essere sobbalzati sulla sedia nel vedere il titolo del servizio Corriere TV tratto da corriere.it (qui il link diretto al video). Titolo che recita testualmente Minzolini in gita con Miss Parlamento Gabriella Giammanco.

Nel video si parla poi dell’avvenente ex-giornalista televisiva - ha lavorato in una rete locale siciliana e poi brevemente a Retequattro - come di Miss Parlamento, “titolo che ha conquistato sul web”. Sì, ma sul web dove? Orsù, cari colleghi del Corriere, potevate anche citare il concorso di PolisBlog che due anni fa laureò la Giammanco regalandole questo titolo.

Trascurabile, per inciso, il gossip che legherebbe il direttore del Tg1 Augusto Minzolini alla bionda palermitana. La stessa speaker Candida Morvillo non si sbilancia e rimane in bilico tra affettuosa amicizia e qualcosa di più o di meno, non si sa.

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Renato Brunetta e il suo nuovo show contro i bamboccioni

pubblicato da Giovanni Molaschi



Renato Brunetta, Ministro della Pubblica Amministrazione nonché probabile candidato alle prossime elezioni comunali di Venezia, è a tanto così dal superare il suo maestro. Silvio Berlusconi.

Oltre ad essere sempre inquadrato nei vari servizi televisivi che sull’anniversario di Bettino Craxi sono stati girati ad Hammamet Renato Brunetta da bravo e promettente anchorman ha commentato l’attualità più stretta con i mezzi di cui può usufruire al momento.

Contro la recente sentenza del Tribunale di Bergamo, secondo la quale un padre deve mantenere la figlia anche se è in possesso di tutti i mezzi (non ultimo l’età) per mantenersi, l’esponente politico ha proposto una legge contro i fannulloni.

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Il sistema Prosperini e l'arresto in diretta tv. Video

pubblicato da Luca Landoni


Torniamo un momento sull’incredibile evento dell’arresto di Pier Gianni Prosperini in diretta tv, cui si riferisce il video introduttivo, per spiegare come funzionava il sistema secondo gli inquirenti.

L’assessore aveva accumulato debiti per cifre altissime con il circuito di tv private in cui appariva di continuo. Accanto alle presenze in qualità di opinionista o nei dibattiti - come ha spiegato tra gli altri il presentatore televisivo Roberto Poletti - e che vanno considerate a titolo gratuito, Prosperini era paurosamente presenzialista con un vero e proprio serial pubblicitario (della sua persona) a fini elettorali. E queste cose costano…

Per pagare tutto questo, Prosperini avrebbe dunque promesso una ridda di commesse regionali (dunque con soldi pubblici) in forma di spot. Inoltre le fattuire venivano gonfiate proprio per permettergli di rientrare del debito. Tutto questo ovviamente costituisce l’impianto accusatorio, che dovrà essere confermato con prove tangibili, come ha sottolineato a più riprese il governatore lombardo Formigoni.

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Intervista – Fabrizio Rondolino a polisblog: “L’alleanza con Antonio Di Pietro è stata fatale per Walter Veltroni”

pubblicato da Giovanni Molaschi



Mai come oggi in Italia di politica si ragiona. Si moltiplicano i giornali dedicati all’argomento. I giornalisti che dell’argomento hanno sempre scritto si dividono tra carta stampata e web. Fabrizio Rondolino, ad esempio, ha avviato con Claudio Velardi thefrontpage.it.

A polisblog non ha presentato solo il suo nuovo progetto. Con noi si è confrontato anche sull’imbarbarimento del dibattito, costruito sempre più con veline di gossip, e Pierluigi Bersani. Figlioccio di Massimo D’Alema con il quale Fabrizio Rondolino ha lavorato.

Partiamo dalla fine. Cos’è thefrontpage.it?

Un blog, come un giornale o un programma tv, si giudica frequentandolo: le buone intenzioni lasciano quasi sempre il tempo che trovano. Noi vorremmo fare di TheFrontPage un sito di approfondimento, di analisi politica, di studio del contesto. Prendiamo sul serio la politica, e prendiamo sul serio il giornalismo. Vorremmo essere seri senza essere noiosi, e ci piace pensare che l’ironia sia a volte una forma privilegiata di conoscenza.

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Il vero switch-off non passa attraverso il digitale terrestre

pubblicato da Giovanni Molaschi



Il proliferarsi di trasmissioni televisive aventi come argomento principale la politica, come già evidenziato in altri post, è chiaramente un effetto collaterale prodotto dal rapporto morboso che lega gli amministratori del paese e chi per lavoro decide di seguirli.

Per capire come questa relazione, malata, sia dannosa all’Italia è sufficiente ragionare su tre fatti accaduti nelle ultime 48 ore su cui si è smesso di ragionare. Chissà poi perché. A creare l’ennesimo caso è stato Bruno Vespa, accusato da un deputato leghista a Domenica Cinque, di aver pagato Natalì (la prostituta transessuale che si è trattenuta più volte con Piero Marrazzo) per l’intervista realizzata nei giorni scorsi per “Porta a Porta”.

A sottolineare i problemi del servizio pubblico non solo l’anchorman di RaiUno. Secondo quanto riportato dai colleghi di tvblog.it l’intervista a Marcello Dell’Utri fatta da Lucia Annunziata non sarebbe stata trasmessa in tutto il paese.

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Ispirato da Massimo Giletti, Piero Marrazzo chiede perdono al Papa

pubblicato da Giovanni Molaschi



Non c’è stagione televisiva che non ci porti in dono l’ennesimo fintamente nuovo talk show di politica. Ormai del Governo, dei suoi esponenti e delle relative attività si disquisisce ogni ora del giorno. E della notte.

Analizzando bene il fenomeno si potrebbe pensare che a cannibalizzare il media sia stata la stessa casta che non perde occasione di specchiarsi negli occhi delle persone che l’hanno scelta. O che vorrebbero cambiarla.

Di fatto non è così. È la televisione che ha mangiato la politica trasformandola in uno scarto che a tratti ricorda i contenitori che attorno ad un reality show vengono creati. Oggi, più di ieri, bisogna prender atto del modello Giletti. Utilizzato ogni volta che si può.

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Piero Marrazzo tornerà in RAI nel 2010

pubblicato da Giovanni Molaschi



Beati i tempi in cui la tv era popolata da nani e ballerine. Oggi non c’è emittente che non abbia sporcato i propri contenuti con della politica. Ad ufficializzare questo nuovo corso della televisione è stato il discutibile Licio Gelli che su Odeon Tv ha condotto un programma televisivo che ormai non lo si nega più a nessuno.

Anche Piero Marrazzo potrà riavere il suo. E lo avrà come annuncia il suo legale, Luca Petrucci, in un’intervista nella quale precisa che il suo assistito aveva lasciato solo temporaneamente l’azienda nella quale si era imposto come nuovo paladino dei cittadini.

Ritornando in tv, l’ex governatore del Lazio non dimostra di essere certo una persona seria. Con quale coraggio lui, e altri volti noti (Michele Santoro piuttosto che Lilli Gruber) che prima di lui avevano tentato la carriera politica possono contestare il conflitto di interessi del premier?

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