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Tutti gli articoli con tag udc

Casini chiama tutti a "salvare il soldato Ryan" (Monti) ...

pubblicato da il passator cortese

Il premier Mario Monti “è un grande presidente, come si vede dai mercati”. Questo il giudizio sul Prof a Palazzo Chigi di Pier Ferdinando Casini.

Poi il leader centrista rivendica i propri meriti: “per fortuna qualcuno, anche e soprattutto l’Udc, ha lavorato perché Monti sedesse a Palazzo Chigi e si aprisse una fase politica nuova. C’è bisogno ora che i partiti lo aiutino su tutto”.

E ancora: “Questo governo è l’unico che ci può portare fuori dalla crisi, per cui, siamo tutti tranquilli e sereni. Si facciano passare il mal di pancia - ha detto ancora - e ci sia lealtà tra i partiti che sostengono il governo. Non si facciano furbate. Questo è il nostro impegno che riconfermiamo”.

Casini ha anche ricordato che esiste “una maggioranza vera” che sostiene Monti e i suoi ministri. Con la crisi che c’è, ci vuole - ha concluso il leader dell’Unione di centro - lealtà, serietà e intelligenza”.

Pierferdy, avveduto realista o esagerato ottimista pro domo sua?

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Imu, il "parlamento" della Padania deciderà il 28 gennaio ...

pubblicato da il passator cortese

La proposta di alcuni sindaci leghisti veneti di non pagare l’Imu, appoggiata da esponenti di vertice del Carroccio come Maroni e Zaia, è la ennesima conferma della totale irresponsabilità da parte di chi, senza rendersi conto delle difficoltà del Paese, pensa solo a raccattare consensi soffiando sul fuoco dell’esasperazione sociale.

Dice bene il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa: “Almeno su una cosa la Lega è coerente con se stessa: hanno preso in giro gli italiani quando erano al governo, continuano a farlo oggi che sono all’opposizione”.

Interviene anche il coordinatore del Pdl Ignazio La Russa: ”Hanno già votato contro e quindi non vedo la novità. Ma le leggi quando ci sono devono valere per tutti”. Pare proprio che La Russa non conosca gli ex alleati di ferro. Comunque, bisognerà trattenere il fiato fino al termine del prossimo mese di gennaio.

“Il Parlamento della padania si esprimerà il 28 gennaio sull’ipotesi di mettere in campo la protesta fiscale contro l’applicazione dell’Imu sulla prima casa. Roberto Calderoli dixit. Insomma, la Lega non si smentisce, tanto meno si smentisce l’ex ministro Calderoli: fare le leggi e poi o definirle una porcata o non volerle rispettare. E’ il noto metodo della … “giravolta”.

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Bossi sbraita, ma che vuole?

pubblicato da il passator cortese

Ma che vuole Bossi? Che vogliono i leghisti? “Le proteste della Lega Nord? “Il Carroccio alla prima difficoltà se n’è andato per la sua strada e ora sta solo facendo il proprio gioco”: lo ha detto il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine del congresso provinciale del suo partito Brescia.”Negli ultimi 10 anni - ha continuato Casini - la Lega ha governato per 8, per cui se erano così bravi potevano intervenire prima, tutte queste ricette potevano applicarle prima’.

Incisivo Andrea Carugati su l’Unità: “Guardando ieri mattina la leghista Emanuela Munerato alla Camera, in divisa da operaia, tuonare contro i tagli al trasporto pubblico, un personaggio di Nanni Moretti si sarebbe alzato in piedi gridando: «No, almeno gli autobus no!». Già, perchè questa Lega di smemorati di Collegno, fino a un mese fa incollata alle poltrone di governo, nonostante gli infiniti falsi allarmi con cui fingeva di soffiare sul collo del Cavaliere, ieri ha davvero superato se stessa. Tra i tanti regali. il governo Berlusconi-Bossi, oltre alla slavina di leggi ad personam, salvataggi di Romano e Milanese, voti su Ruby «nipote di Mubarak», ha tagliato nelle ultime manovre oltre l’80% dei fondi per bus, metrò e treni locali, circa 1,4 miliardi su 1,9. Al punto da spingere le Regioni, che gestiscono questi servizi, a restituire simbolicamente le loro deleghe al governo, nel settembre scorso. Per non parlare della proposta lanciata in un vertice settembrino ad Arcore, presente il gotha leghista, di eliminare gli anni dell’università e del servizio militare dal calcolo sulle pensioni”.

Punto.

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Manovra, gran lavoro del Governo: oggi tavolo con i partiti, domani con i sindacati

pubblicato da il passator cortese

Prima dello sciopero generale di lunedì, domani sera alle 20 si terrà un incontro “informale” tra il presidente del Consiglio, Mario Monti, e i capi sindacali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. I sindacati, sin da lunedì, avevano chiesto con una lettera al premier Monti il confronto per la trattativa sulle correzioni da apportare alla manovra (specie su previdenza e fisco) a salvaguardia dei redditi più bassi. Quindi, quanto meno, l’incontro ci sarà, se pur proprio a ridosso dello sciopero generale unitario.

Sul fronte politico c’è stato oggi il vertice tra i gruppi parlamentari di Pdl, Pd e Terzo Polo e il ministro Piero Giarda, concluso con un “accordo sul metodo” ma non sul nodo delle risorse.

“Sui quattrini il governo è ancora sulle sue, devono tornare i conti” dice Bruno Tabacci (Api), “intanto è stato definito il metodo”. Ora saranno i due relatori in commissione Bilancio (Pierpaolo Baretta per il Pd e Maurizio Leo per il Pdl) insieme al sottosegretario all’economia, Vieri Ceriani, a lavorare sulle modifiche con la “supervisione” del ministro Giarda. Obiettivo, spiega ancora Tabacci, “presentare uno o più emendamenti dei relatori”.

La commissione deve terminare il lavoro sugli emendamenti entro lunedì, martedì il decreto è calendarizzato in Aula.I temi su cui si lavora sono quelli delle pensioni e dell’Ici, ma sono stati affrontati anche nodi che riguardano le province e i capitali scudati su cui “c’è qualche problema ma il riferimento alla platea resta un punto fermo”. Sull’Ici per la Chiesa “non so se si troverà una soluzione in questo testo o sarà rinviato”, precisa ancora Tabacci.

Il deputato Pd Michele Ventura dice che “il punto di svolta sarà quando il governo troverà le risorse per le coperture sui Ici e pensioni”. E l’esponente Udc Gianluca Galletti, al termine del meeting tra governo e maggioranza rileva che: “Il governo si è riservato di trovare le coperture finanziarie di due punti che sono allo studio: l’indicizzazione delle pensioni fino a tre volte le minime e la rimodulazione dell’Imu, che tenga conto dei carichi familiari”.

Insomma, si può dire tutto, ma non che il governo non stia tirando la carretta.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Monti dovrà far ingoiare ai grandi partiti cose che loro non digeriscono, tipo una patrimoniale o la riforma del mercato del lavoro. Ci riuscirà? Bersani accetterà più flessibilità sui licenziamenti e il contratto unico? Fato bir-Ichino

Oggi il neo-premier vede Barroso e Van Rompuy. Giovedì cercherà di catechizzare la Merkel, provando a farle cambiare idea su eurobond e ruolo della Bce. Altrimenti celebreremo presto il funerale dell’euro. Ei f-Ue siccome immobile…

In Egitto torna il caos. La primavera araba si è trasformata in un sanguinoso autunno e la giunta militare non è certo meglio del vecchio rais Mubarak. Il Cairo armato

Retroscena: l’Udc avrebbe voluto Piero Gnudi alle Infrastrutture, ma Passera ha preteso anche quel ministero e Gnudi è finito al turismo. Adesso però il governo non deve incepparsi su viceministri e sottosegretari o saranno dolori per Monti. Il re è gnudo

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Monti, attesa per la lista dei ministri. Intanto i mercati ...

pubblicato da il passator cortese

In attesa della lista dei ministri che Mario Monti potrebbe presentare entro la serata, qual è il segnale dei mercati? Piazza Affari chiude in territorio negativo una seduta estremamente volatile: il Ftse Mib ha ceduto l’1,08% a 15.297 punti. Lo spread a 530.

Sicuramente è l’ultimo (della giornata) campanello d’allarme per spingere a sciogliere gli ultimi nodi, un invito a Monti a “chiudere”.

E’ interessante vedere gli andamenti degli spread di Italia, Spagna e Francia negli ultimi giorni: la crisi del debito sta investendo tutta Europa, con incrementi però proporzionalmente più consistenti per gli altri paesi europei rispetto all’Italia. Lunedì scorso il differenziale tra i nostri BTP e i Bonos spagnoli era di ben 113 punti; ieri era inferiore ai 60 punti.

Quindi, come dichiara Roberto Occhiuto (UDC), vicepresidente della Commissione Bilancio di Montecitorio “è evidente che le dimissioni di Berlusconi non risolvono automaticamente il problema, ma e’ ingiusto dire che negli ultimi giorni, con Monti, non sia cambiato nulla. Penso che, in assenza di novita’ politiche, la decisione della BCE di cominciare a ridurre gli acquisti di titoli di stato europei avrebbe prodotto per il nostro paese un aumento dello spread molto, molto piu’ consistente”.

Non resta che affidarci all’ottimismo e a Mario Monti.

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Governo Monti, strada in salita. E i "Draghi ribelli" già in piazza ...

pubblicato da il passator cortese

Come volevasi dimostrare, la strada che porta al nuovo governo Monti, è tutta da conquistare e il cammino procede in queste ore su un terreno minato, non solo nel Palazzo, ma anche in piazza.

Ha un bel dire Pier Ferdinando Casini: “Non complichiamo la vita al manovratore, cerchiamo di semplificargliela: l’Udc e il Terzo Polo non hanno problemi, per noi Monti può fare il governo che vuole”. “Deciderà il premier incaricato - ha aggiunto - avrà un’idea lui, io mi rimetto alla sua idea, la condividerò”.

Poi, fra governo politico o di tecnici: “Non esistono distinzioni tra governi tecnici e politici: quando un paese va a rotoli, c’è bisogno di politici e tecnici. Qualsiasi governo approvato dal Parlamento è politico. C’è bisogno che tutti noi facciamo un passo indietro per farne fare uno avanti al paese altrimenti finiamo tutti nel baratro”.

Infine, poco dopo, forse per le pressioni e le fibrillazioni ancor forti nei due schieramenti, Casini torna a precisare: “Mi auguro che ci sia un governo con il consenso più ampio possibile” ma “se non ci saranno politici l’appoggio esterno sarà da parte di tutti”.

Intanto, torna a ribollire la piazza. No al governo della Bce e del Fondo monetario internazionale, no al ventilato governo Monti ‘fatto di banchieri e finanzieri’, no alla finanza, no alla vendita dell’Italia alle banche. Questo chiedono i ‘draghi ribelli’ in via XX Settembre a Roma, a due passi dal ministero dell’Economia e delle Finanze. Bloccati dalla polizia e dai finanzieri, i manifestanti stanno alternando danze folcloristiche, a ritmo di tamburi battenti, a contestazioni nei confronti del sistema economico-finanziario-politico.

Fuoco di paglia o primo fiammifero per accendere nei prossimi giorni il falò?

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Governo Monti? Berlusconi dal sì, al ni, al ... no (per ora). E Casini: "Se il Cav non fa il governo di larghe intese, addio Pdl"

pubblicato da il passator cortese

Ma Berlusconi che fa? Che si dimetta da premier non ci sono più dubbi. Con Giorgio Napolitano non si … “scherza”. Ma il Pdl appoggia o no un nuovo governo a guida Mario Monti, dato che questa è l’ipotesi più accreditata?

Il Cavaliere fino a poche ore fa sembrava aver sciolto favorevolmente anche questo nodo, con il suo ok a un governo di “larghe intese”. Ma nel pomeriggio arriva dal Pdl, se non proprio una giravolta, una doccia fredda. il segretario Angelino Alfano al termine del vertice a Palazzo Grazioli frena: “Il Pdl ha svolto un comitato di presidenza la settimana scorsa e abbiamo affermato che dopo questo governo ci sarebbero state le elezioni. Noi stiamo fermi a quella posizione, ma non intendiamo sovrapporre la nostra voce a ciò che il presidente della Repubblica intenderà fare”.

E Berlusconi fa sapere che si deciderà solo dopo aver sentito tutti gli alleati e dopo le consultazione del capo dello Stato in una successiva riunione dell’ufficio di presidenza del Pdl. Tatticismo? Non solo, perché il Pdl rischia di disintegrarsi, fra chi addirittura minaccia di abbandonare il seggio parlamentare, chi fa quadrato per andare subito alle urne e chi ha già la valigia in mano per passare all’Udc.

Uno dei grandi manovratori di queste ore, Pier Ferdinando Casini, non ha dubbi: “Berlusconi ha capito che, se non fa il governo di larghe intese, metà partito lo saluta, il Pdl gli si sfalda tra le mani”. “Oggi - spiega - la nostra vittoria non e’ il parlamentare in più o in meno che viene da noi. E’ la vittoria di una linea. Si tratta della scommessa del 2008 sulla fine del bipolarismo; e adesso l’investimento sul governo di responsabilità nazionale”. Casini dice poi che non tornerebbe nel centrodestra “neanche se mi offrissero la leadership”, e che “non l’accetterebbe nemmeno a sinistra”. “I due poli hanno fallito. Noi - chiude - non dobbiamo trattare alleanze con la destra o con la sinistra; noi dobbiamo essere la cerniera della grande coalizione”.
Ma con il Cavaliere, mai dire mai …

Le pagelle del lunedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Silvio Berlusconi: wlafi@a. Voto 3- Il premier rifiuta il pressing di amici e nemici a dimettersi subito. Anche Maroni lo molla: “La maggioranza non c’è più, inutile accanirsi”. Il Cav sa bene che nel puttanaio parlamentare tutto può ancora accadere.

Pier Ferdinando Casini: wlafuga. 4- Il leader centrista ripaga il Cav con la stessa moneta: anche la Carlucci fugge dal Pdl e si imbuca nell’Udc. Ideali e alta politica. Quale ministero alla “compagna” Gabriella nel futuro governo post berlusconiano?

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Berlusconi attaccato al .. pallottoliere. Casini lancia la ... "santa" ammucchiata

pubblicato da il passator cortese

Lui, Silvio Berlusconi, non molla:”Nonostante le defezioni che mi auguro possano rientrare, siamo ancora maggioranza. Abbiamo verificato in queste ore con numeri certi che la maggioranza c’è”.

Così il premier in una telefonata al convegno ‘Azione Popolare’ organizzata da Silvano Moffa. Così altri lo accusano di superbia, alterigia, mancanza totale di senso logico e soprattuto per il fatto che si senta insostituibile, invincibile, accecato perchè “malato” di potere e ricchezza.

Una risposta politica arriva dalla convention nazionale del Terzo Polo. Questo il ragionamento di Pier Ferdinando Casini: «Non chiediamo posti o ministeri ma chiediamo e offriamo la nostra disponibilità al sacrificio nazionale per riscattare l’onore dell’Italia e degli italiani».

«Noi – spiega il leader dell’Udc - siamo nel Ppe, da sempre antagonisti della sinistra ma dobbiamo essere onesti, ragazzi: la sinistra ieri ha detto, quando potrebbe avere un interesse elettorale a chiedere solamente le elezioni, che sono disponibili. E allora pensare a un governo che emargini una parte del mondo politico più direttamente rappresentativo del mondo operaio e sindacale significherebbe essere irresponsabili». «Non si fanno sacrifici - avverte ancora - agitando la contrapposizione sociale o dividendo i lavoratori, perchè quelle forze vanno coinvolte. Sarebbe autolesionista cercare divisioni».

«Nè - avverte - si può fare un governo di risanamento nazionale senza la destra che ha vinto le elezioni». «Non posso credere che Berlusconi preferisca una rovinosa sconfitta elettorale per poi essere additato come responsabile del disastro, ben oltre - rileva - le reali responsabilità. Perchè poi tutto sarà fatto ricadere su chi oggi è a Palazzo Chigi». «Abbiamo - scandisce - la guida del Capo dello Stato, la consapevolezza, la forze sociali che tutte ci chiedono uno sforzo di coesione nazionale, e ce lo chiede anche l’Europa che - ribadisce - non complotta contro di noi. Casomai sghignazza. Ma noi vogliamo ridare l’onore all’Italia».

Arriva la “santa” ammucchiata?