Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag ue

Il sabato del villaggio. Donne da ... "spremere"

pubblicato da Massimo Falcioni

Siccome lo “impone” l’Europa, allora si deve fare. La Ue ordina all’Italia di mandare le donne in pensione a 65 anni e il Governo, contento, … obbedisce.

Perché alle donne era consentito di andare in pensione prima degli uomini? Perché il nostro welfare non ha mai ritenuto il lavoro di cura meritevole di considerazione.

Su chi pesava e pesa la cura dei bambini, degli anziani, dei disabili, la cura della casa?

La politica anziché adeguare il sistema del welfare con riforme strutturali, ha scelto la solita via all’italiana mettendoci delle pezze: in questo caso l’anticipazione dell’età della pensione come “risarcimento” alle donne.

Le donne italiane, pur partecipando al mercato del lavoro, erano e restano determinanti nel reggere il welfare e l’intero sistema sociale.

Adesso l’Europa, Berlusconi e Tremonti (ma anche gran parte dell’opposizione), dicono basta alla pensione anticipata per le donne in nome dell’uguaglianza di genere.

Dice l’eurodeputata socialista Pia Locatelli: “mostrano di vedere solo l’aspetto pensionistico di uno Stato sociale che, proprio per la sua struttura disattenta al lavoro di cura, fa dell’Italia il fanalino di coda quanto ad uguaglianza tra uomini e donne in tanti ambiti”.

Insomma, l’uguaglianza di genere sì, ma solo a corrente alternata. E il danno sempre per chi tiene in piedi la baracca.

Riforma pensioni: tanto pagano (sempre) le donne ...

pubblicato da il passator cortese

Siamo alle solite. Quando fa comodo (soprattutto al governo … di turno) si fa riferimento alla UE. Vedete, si dice, anche la UE ci spinge a fare questo e quello. Quasi sempre sono sacrifici.

E’ così anche sulla spinosa vicenda delle pensioni. In particolare, la patata bollente riferita all’accorciamento dei tempi per l’equiparazione dell’età pensionabile tra uomini e donne.

Certo, questa può essere l’occasione per la spinta verso una più ampia e organica revisione del sistema pensionistico italiano. L’innalzamento dell’eta’ pensionabile per le donne e’ un passo “necessario” che il nostro Paese deve compiere. Non si può mettere a rischio il futuro dei giovani.

Continua a leggere: Riforma pensioni: tanto pagano (sempre) le donne ...

Ddl Alfano Intercettazioni: Chi "intercetta" chi

pubblicato da il passator cortese

Il ddl intercettazioni è stato approvato dalla commissione Giustizia del Senato, con soddisfazione del Pdl e contrarietà di Pd e Idv. Lunedì la battaglia si sposta in aula al Senato.

La maggioranza fa altalena, avanza sulla propria linea dura, pur confermando la disponibilità a modifiche “sostanziali”. Bonaiuti sbatte le ali e si trasforma in colomba, dicendo che “Una intesa la si trova sempre”. A rischio, si sa, è la libertà di informazione, almeno di quel che ancora resta.

E’… “rischioso”, ma proviamo a spezzare una lancia a favore del Governo. Limitare le intercettazioni? Perché no? In Italia sono dieci volte più degli USA.

Giusto limitare drasticamente le intercettazioni ai normali cittadini. Altrettanto giusto renderle … obbligatorie” per i politici.

Se “lorsignori” non hanno nulla da nascondere, non hanno neppure nulla di cui lamentarsi! O no?

Italia da ... "pianto greco"

pubblicato da Massimo Falcioni


Non passa giorno che scoppia uno scandalo, vero o presunto, che non vengano scoperte “cricche” del malaffare con riferimenti ai politici di ogni colore.

L’ultima “bega” esplosiva riguarda un big, il ministro Scajola, quindi una delle colonne portanti del governo e del premier Berlusconi.

Qui vogliamo andare oltre i fatti (ripetuti, gravissimi, ripugnanti): non doveva essere la seconda Repubblica a dare volto e sostanza alla nuova Italia, con il sistema maggioritario, il bipolarismo, la democrazia leaderistica? I mali del Belpaese non venivano tutti dalla Prima Repubblica “consociativa”, priva dell’alternanza, asfissiata nel sistema elettorale proporzionale e dalle preferenze?

Il maggioritario (voluto da Berlusconi e Occhetto nel 1993-1994) avrebbe cancellato la corruzione, la frammentazione e l’instabilità politica. E’ vero, il Porcellum ha eliminato dal Parlamento molti partiti. Con Veltroni che nel 2007 arrivò al Pd a “vocazione maggioritaria” cancellamdo gli alleati di sinistra e regalando di fatto l’Italia a Berlusconi e a Bossi.

Ma è questa la “stabilità” politica, il “buongoverno”, l’Italia delle riforme? L’instabilità è oramai permanente, la corruzione, le tangenti, la commistione fra politica e affari è tale e quale, se non peggio, dei tempi di Tangentopoli. Addirittura pende la spada di un nuovo voto anticipato, con l’ombra sinistra di … “vita breve” di tre legislature su cinque della Seconda Repubblica.

E c’è chi, Berlusconi in testa ma anche parte del Pd, insiste per passare dal bipolarismo al bipartitismo all’americana.

Il sistema creato dalla Seconda Repubblica è un bluff, retto com’è da strumenti di ingegneria politica più che da progetti politici, da una classe politica inventata, nominata come in un sultanato.

Italia da telenovela. Il finale, se continua così, sarà amaro. Da pianto … greco.

Le pagelle del venerdì

pubblicato da Massimo Falcioni

Silvio Berlusconi: azzoppato. Voto 2. Il Cavaliere non fa più né il premier né il leader del Pdl. Il Governo non c’è più e il partito del “predellino” idem. Comanda Bossi e Fini non ci sta. Il premier chiede 48 ore. Ha l’acqua alla gola. Solo gli italiani non capiscono ancora cosa sta succedendo?

Renato Schifani: zerbino. Voto 3. Il presidente del Senato s’incunea da “fan” nel duello interno fra Berlusconi e Fini e … minaccia le elezioni anticipate. La seconda carica dello Stato non conosce nemmeno la Costituzione: si vota solo in assenza di una maggioranza, non per divisioni della stessa!

Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Politici uno: carceri. Voto zero. E’ il ventesimo suicidio in cella dall’inizio dell’anno. E’ una pena di morte “di stato”. Nessun Governo ha fatto e fa niente. Vergogna!

Politici due: caccia. Voto zero. Al via la caccia senza limiti. Diritto di sparare quando vuoi, in barba ai limiti UE. L’80% degli italiani contrari. La casta se ne frega. Vergogna!

Politici tre: facebook. Voto zero. L’amore dei politici per i social network “appena cominciato è già finito”. I candidati delle regionali hanno già “chiuso” fb, limone da spremere. Vergogna!

Bce: l’Europa boicotta la candidatura di Mario Draghi

pubblicato da Giovanni Molaschi



Qualcosa è successo, o sta accadendo, se la politica internazionale del nostro paese sembra essere un progetto troppo velletario per radicarsi. A poco meno di un giorno dall’attacco iraniano all’ambasciata italiana, si discute sul ruolo dell’Italia in Europa.

Stando a quanto pubblicato dalla Stampa Mario Draghi, Governatore della Banca d’Italia, non potrebbe diventare il nuovo Presidente della Banca Europea a causa di un veto, implicito, che molti Capi di Stato avrebbero adottato contro nostro paese.

Pronta subito la smentita del Ministro degli Esteri, Franco Frattini, secondo il quale la candidatura del funzionario italiano è stata ipotizzata prima del previsto. D’accordo con l’esponente politico anche Silvio Berlusconi che dell’articolo pubblicato da la Stampa ha parlato durante la presentazione del nuovo libro di Bruno Vespa.

Continua a leggere: Bce: l’Europa boicotta la candidatura di Mario Draghi

....
condividi 4 Commenti

Il paradosso di Altero Matteoli, 150 km/h garantiti solo in autostrada

pubblicato da Giovanni Molaschi



A poche ore dall’inizio della nevicata record che si è abbattuta sul Nord Italia è giusto iniziare a tirar le somme e capire se i disagi registrati potevano, seppur in minima parte, evitati. Secondo quanto affermato dal Ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, No.

Anzi. Quanto registrato nel nostro paese, secondo l’esponente politico, si sarebbe verificato anche nel resto d’Europa. Di parere diverso Dario Balotta (esperto di Trasporti della Legambiente Lombardia) che ai microfoni di Radio Capital ha sottolineato che sul sistema ferroviario non è stato fatto l’adeguata prevenzione.

Se così fosse qualcuno dovrebbe parlare con il Ministro Matteoli solo per fargli notare che non ha senso aumentare i limiti di velocità in autostrada se poi non viene garantita ai cittadini neanche l’adeguata viabilità.

Continua a leggere: Il paradosso di Altero Matteoli, 150 km/h garantiti solo in autostrada

La "calma prima della tempesta". Se lo dice l'Economist ....

pubblicato da Massimo Falcioni

C’è un filo sottile, almeno nell’analisi politica, fra il “veggente” e il “menagramo”.

Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e peggior cieco di chi non vuol vedere. Dice il saggio.

Stavolta è l’autorevole settimanale inglese Economist (confermato dal Fondo Monetario Internazionale, dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro e dalle Nazioni Unite) a lanciare l’allarme.

Nel 2010, causa la crisi economica mondiale (oltre 60 milioni di disoccupati rispetto al 2008!), 78 Stati (su 166 monitorati) sono ad “alto rischio di rivolte popolari”.

Ammonisce Gianni Rossi su Aprile.online “Attenzione al malessere generalizzato, che potrebbe esprimersi fuori da qualsiasi schema e senza che le organizzazioni storiche del consenso (partiti, sindacati ecc.) potranno controllare e convogliare in dissenso democratico”.

Insomma, senza più partecipazione diretta, mediazioni, filtri e paletti, si rischia il caos con violenze e terrorismo, contraccolpi reazionari e addio democrazia!

In questo quadro potenzialmente “fosco”, il Governo italiano resta “ottimista” e si trastulla attorno a leggi censorie contro Internet (Facebook in primis), programmi tv, giornali e giornalisti “sgraditi”, accusati persino di essere incubatori del terrorismo.

Per l’Economist stiamo vivendo la “calma prima della tempesta”. Dentro la tempesta, l’Italia, si sa, è la zattera più a rischio.

Berlusconi record! E' "maglia nera" fra i ventisette premier europei

pubblicato da Massimo Falcioni

Più “Lui” si tira su, e più va giù. Più “Lui” si definisce Superleader e più i fatti lo smentiscono.

Questa volta a giocare un brutto scherzetto al nostro Premier è Eurotribune (una giuria internazionale composta da giornalisti e inviati di stanza a Bruxelles) che piazza Silvio Berlusconi all’ultimo posto fra i ventisette capi di governo dei Paesi europei.

Si tratta di un record, in quanto il Premier italiano conquista la “maglia nera” per il secondo anno consecutivo.

I criteri di valutazione sono: capacità di leadership, capacità di lavorare in squadra, atteggiamenti verso le tematiche ambientali, politica economica, mercato interno, conformità alle linee guida del trattato di Lisbona, impegno e coerenza europeista.

Per la cronaca, in vetta alla classifica c’è il premier svedese Fredrik Reinfeldt, seguito dal primo ministro lussemburghese Jean Claude Junker. Terzo posto per Angela Merkel. Tonfo per Nicolas Sarkozy, dal primo posto del 2008 al nono posto di quest’anno. Peggio ancora, Gordon Brown, dal terzo al ventunesimo posto.

Ma nessuno sembra in grado di scalzare Berlusconi dall’ultimo posto in classifica. Ognuno ha i record che si merita.