La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l’ultimo l’attacco raso terra del presidente del Consiglio contro la scuola pubblica. E’ la prima volta che un premier in Italia arriva a tanto.
Ma il capo del governo e l’esecutivo di centrodestra si erano già “distinti” con i 9 miliardi di tagli a scuole e università, con lo strozzamento delle legioni dei precari lasciati a spasso, con il prosciugamento di fondi e mancanza di strategie che colpiscono studiosi e ricercatori, costretti a fuggire all’estero. Il libro bianco su scuola può riempire una intera enciclopedia.
Ecco perché oggi le studentesse e gli studenti delle scuole e delle università di oltre 50 città italiane danno vita ad azioni, flash mob, iniziative e mobilitazioni diffuse per difendere la scuola e l’università pubblica dalle politiche di tagli del Governo Berlusconi.
«In un Paese in cui ogni diritto, viene considerato un privilegio da tagliare o privatizzare, noi abbiamo deciso di opporci- dicono dalla Rete della Conoscenza- nelle maggiori città italiane reclameremo un sistema nuovo di welfare e diritto allo studio capace di garantire una vera libertà di scelta dei propri percorsi di studio e di vita, senza essere legati dal reddito delle proprie famiglie e dalla precarietà dilagante. Ci opponiamo a chi vuole ridurre la scuola e l’università in un’azienda, dove docenti precari devono avere lo stesso colore politico dei governi di turno, luoghi dove non devono formare le coscienze dei cittadini, ma preparare un esercito di precari per il mercato del lavoro. A questo futuro di precarietà e sfruttamento noi ci siamo opposti in questi mesi e continueremo ad opporci”.
Forte e chiaro. Premier, ministro e governo faranno orecchie da mercante. E le opposizioni?
Gli studenti protestano in favore dell’università pubblica, ma il governo si preoccupa di tutelare quella privata. Insomma, a Palazzo Chigi si suona tutta un’altra musica. Luiss…Armstrong
D’altronde si sa che il premier ha i suoi interessi specifici. Anche nel mondo della formazione. Meno male che Silvio Ce(pu)
La verità è che la politica (e la classe dirigente in genere) sta divorando da decenni il futuro dei ragazzi. Ne facciamo un sol Bocconi
E se la grande amicizia con Putin si trasformasse nella rovina del Cav? Wikileaks può riservare ancora sorprese e forse il Pd spera di ricevere, a sorpresa, un sostegno involontario proprio dalla Russia. GazProd
Gli studenti che in questi giorni hanno scelto la via della protesta e della lotta, fanno bene perché hanno ragione.
L’Università e la scuola italiane sono nel fondo del pozzo e la società ha i valori rovesciati, con i giovani delusi e demoralizzati, senza futuro, perché lo studio e la cultura non contano niente.
Come sempre, però, nella protesta, non è tutto oro quel che luccica. Alcune forme di lotta radicali degli studenti rischiano di far perdere il vero significato della protesta e rischiano di isolare il movimento.
Gli studenti fanno bene a dire no a una riforma che penalizza l’Università, la scuola, il sapere, la cultura, non offre sbocchi nel mondo del lavoro. Ma la protesta deve rimanere nei confini di obiettivi specifici, non può trasformarsi in azione politica di “parte” contro un’altra parte, non può farsi strumentalizzare dai partiti, né degenerare nell’estremismo.
L’invito di Berlusconi a studiare è un impasto paternalistico e provocatorio, paradossale quanto ridicolo, perché la riforma penalizza proprio il diritto allo studio, contiene l’inganno controriformatore, non colpisce i baroni perché apre alla trappola delle privatizzazioni senza regole.
Altra cosa è invece l’apologia della rivolta studentesca, come stanno facendo la sinistra, le opposizioni, il Pd.
Emilio Fede picchiato in un ristorante: pare che il noto giornalista sia stato salvato dal botulino che gli ha attutito i pugni in faccia. Lui, comunque, si è difeso da vero lottatore della notte. Fight club? No, night club
Berlusconi promuove interventi da chirurgo estetico su due statue. Scoppia il caso, ma intanto il nostro patrimonio artistico crolla sotto i colpi dell’incuria assassina. Amore e Psycho
Eppure l’ineffabile Bondi aveva appoggiato la protesta degli operatori dello spettacolo: “Li capisco”. Chi potrebbe riscattare il cinema nostrano nell’era del tardo berlusconismo? Forse solo Rocco Siffredi incarna la temperie dell’epoca presente. Il Salvatores della patria
Bersani va sui tetti, Di Pietro va sui tetti, Vendola va sui tetti. Alle primarie del centrosinistra si profila la candidatura vincente dell’Uomo Ragno. Chi potrà poi batterlo nel centrodestra? Calderolik
Ultrà serbi: Ivan Bogdanov da tigre si trasforma in agnellino e chiede scusa all’Italia. Ma tra Belgrado e Roma volano accuse pesanti sulla gestione della sicurezza a Genova. (Bal)cani e gatti
Si spera almeno che Maroni abbia imparato qualcosa da questa vicenda. Che ti Serbia da lezione
Tremonti la fa disperare e le università sono in subbuglio. L’unica cosa che per adesso consola la Gelmini è l’essere pur sempre una protetta del Cav. Pazienza, studenti e ricercatori precari attenderanno. (Bi)cocca di zio
Il premier che adombra rivoluzioni nel Pdl in realtà riconduce il cambiamento sempre a se stesso. Lui è l’eterno ritorno. Il principio, la fine e il nuovo principio. Si sente saggio, sapiente e si piace tantissimo. Fico della Mirandola

Dopo decine di sparate raccapriccianti, di gaffes imbarazzanti e di provocazioni al limite del codice di procedura penale, il ministro (scusate il termine) Umberto Bossi è riuscito ad emettere una affermazione tanto banale e ragionevole quanto inattesa da un componente di questo Esecutivo: meglio usare i pochi soldi pubblici a disposizione per finanziare l’Università piuttosto che per armare di bombe i nostri caccia in servizio sopra l’Afghanistan.
E pensare che da qualche giorno il dibattito politico si è incentrato quasi esclusivamente sull’opportunità, anzi sulla necessità, di mettere gli aerei col tricolore in grado di sganciare bombe sopra un territorio lontano e sconosciuto, sulle cui reali dinamiche sembra regnare la più beata inconsapevolezza.
Dovremo attendere ulteriori lucide esternazioni del padre del Trota per sapere, chissà, che i 9 anni di guerra in Afghanistan non sono serviti a niente e che non è assolutamente chiaro cosa ci stiano a fare laggiù le truppe italiane: forza Umberto!
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Ecco la solita manfrina: nel Pd pullulano distinguo e prese di posizione personali finché il leader di turno (in questo caso Bersani) non chiede a tutti di rientrare nei ranghi. Da lì parte una sequela di buoni propositi dichiarati che durano lo spazio di un mattino o comunque fino alla lite successiva. Stavolta il segretario dice: “Smettiamola di pettinare le nostre bambole”. Che noia che Barbie, che Barbie che noia
Un tempo, almeno, c’era Cicciobello (Rutelli). E oltre alle bambole, dunque, nel Luna Park di Via del Nazareno non mancavano nemmeno i pupazzi qui e lì in bella mostra. Adesso, invece, persino Fassino è più triste del solito. “Vuol dire che abbiamo una banca(rella)?!?”
La tragedia, le accuse, le polemiche, le recriminazioni. E ora il tema Afghanistan si prepara a tornare in Parlamento per un dibattito di fuoco. Aerei armati o no? Qualche giorno di battage mediatico e poi, oplà, tutto sarà dimenticato nuovamente tra un pettegolezzo in transatlantico e un attovagliamento alla buvette. Bombe…alla crema
Ci sono i massacri all’estero e le ’stragi’ in Italia. Un’ecatombe si sta consumando ai danni dei bilanci universitari e dei ricercatori, che reagiscono a loro volta sabotando la didattica. Le imboscate vanno, in ultimo, a danno degli studenti. La (Gel)mina anti-uomo
Una storia molto italiana, che ben rappresenta la realtà del mondo accademico del nostro Paese. La vicenda è nota, per cui mi limito a ricostruirla sinteticamente: martedì scorso, presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, all’età di 26 anni, ha conseguito la laurea triennale in filosofia con 110 e lode la figlia del Presidente del Consiglio e di Veronica Lario, Barbara Berlusconi, con una tesi sui concetti di benessere, libertà e giustizia nel pensiero di Amartya Sen.
Il Rettore dell’Ateneo, Don Verzè, durante la discussione, ha pensato bene di chiedere alla candidata cosa ne pensasse di una nuova Facoltà di Economia, ispirata alle teorie di Sen, invitandola a proseguire gli studi per poterne diventare un giorno una docente.
Immediata la reazione della Professoressa Roberta De Monticelli, docente di Filosofia della persona nel medesimo Ateneo, che in una lettera a Repubblica si è dissociata apertamente dalle parole del Rettore, esprimendo anche il sospetto di essere stata intenzionalmente esclusa dalla commissione di laurea esaminatrice della Berlusconi.
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La notizia è di quelle che non fanno più scalpore. Al massimo può suscitare qualche sorrisetto sarcastico, dinanzi all’incredibile perserveranza del Premier nell’attaccare i propri avversari sempre con gli stessi toni e sempre sugli stessi (beceri) argomenti.
Sembrerebbe quasi che ci sia un preciso intento pedagogico dietro tali ormai consueti interventi del Presidente del Consiglio: quello di legittimare il dileggio del brutto, del diverso e del debole, sdoganando ovunque (compresi i più alti contesti istituzionali) la battuta facile e volgare, il gesto eclatante e trasgressivo. Gli italiani paiono essersi abituati a tutto questo. A qualcuno piace anche tale sfrontatezza che ricorda altri tempi, mai dimenticati. A ben vedere, non c’è nulla di veramente nuovo sotto il sole.
La notizia è la seguente. Berlusconi, in visita all’Università telematica E-Campus di Novedrate (in provincia di Como), dinanzi ad un gruppo di neo-laureate, ha proferito le seguenti parole: “Mi accusano sempre di circondarmi di belle ragazze senza cervello. Ecco invece qui delle belle ragazze che si sono laureate con il massimo dei voti e che non assomigliano certo a Rosy Bindi…”. Immediata la replica della Bindi che ha parlato di “logora ripetitività delle volgarità” del Premier. Come dicevo, nulla di nuovo sotto il sole. La vicenda, tuttavia, può costitutire un utile spunto di approfondimento di un’altra questione. Cos’è esattamente la E-Campus di Novedrate?
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Mariastella Gelmini è riuscita a conquistare anche il Partito Democratico. Preso atto della riforma studiata dal Ministro della Pubblica Istruzione, la coalizione di Pierluigi Bersani ha presentato un disegno di legge per anticipare di almeno dieci anni la data di pensionamento dei rettori che in talune circostanze hanno contribuito a danneggiare l’università italiana.
La proposta, messa a punto da Marco Meloni e Chiara Carrozza, servirebbe per recuperare i fondi da destinare alla ricerca decurtata dalle proprie risorse in più occasioni negli ultimi anni.
“La finalità - hanno dichiarato gli esponenti del Pd - è abbassare di 10 anni l’età media dei docenti. Una proposta a costo zero, considerando che già oggi il 100% del Fondo di finanziamento ordinario, portato da 7 a 6 miliardi con gli ultimi tagli, è utilizzato per pagare gli stipendi”.