Nei film gialli c’è sempre la scena in cui il colpevole dice “parlerò solo alla presenza del mio avvocato”. Il fatto che il Pdl abbia scelto Laura Ravetto, un avvocato appunto, come responsabile del settore comunicazione è quindi già di per sé significativo. Che la stessa persona sia anche candidata alle elezioni europee e sia stata eletta deputata nel collegio Lombardia 2 non può che confermare il successo della scuola quadri messa in piedi da Silvio Berlusconi per selezionare il personale politico del Popolo della libertà.
Uno spessore culturale e una saggezza dimostrati appieno dalla deputata Ravetto nella puntata di Ballarò di ieri e di cui la frase “Non è un cellulare, è un blackberry” (pronunciata dopo che Floris le aveva detto di non inviare sms perché questo creava problemi alle telecamere) rappresenta la summa teologica.
Ascoltando l’intervista a DiregiovaniTv si può avere la conferma del calibro politico dell’onorevole Ravetto: “l’Italia somiglia a se stessa, è fatta di molte componenti e anche di molte realtà - credo - cittadine con delle peculiarità e delle differenze giustificate dalla storia e nella storia e con una linea generale che le lega”. Questo professorone lavora, in équipe con altre persone, ad uno dei sogni nel cassetto di Berlusconi: un’università del pensiero liberale, modello business school americana, il meglio dei docenti internazionali di scienze economiche, obiettivo attirare studenti stranieri e nomi di prestigio da far salire in cattedra.