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Tutti gli articoli con tag università

Crisi, disoccupazione e ammortizzatori sociali: le paure degli esperti

pubblicato da Giulio Mattioli


Alla presentazione all’Università Statale di Milano dell’ottimo volume (da noi recentemente recensito) “Flex-insecurity. Perchè in Italia la flessibilità diventa precarietà”, non si è discusso solo delle boutade del ministro Tremonti sulla necessità di un “ritorno al posto fisso”, ma anche delle chances del nostro paese di uscire dalla crisi.

E i presenti - tra cui Tito Boeri, Emilio Reyneri e Michele Salvati - hanno concordato tutti sul fatto che le prospettive per l’Italia sono in questo momento particolarmente preoccupanti. Vi riporto nel seguito alcune delle loro interessanti argomentazioni.

Secondo Tito Boeri le statistiche rese pubbliche recentemente sulla disoccupazione sono inquietanti, ma ancora peggio - se possibile - sono i dati (non ufficialmente disponibili, ma che trapelano tra gli addetti ai lavoratori) sulle assunzioni.

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Recensione: "Comunicazione e Potere" di Manuel Castells. Politica e media nel nuovo millennio

pubblicato da Giulio Mattioli

Questo agosto, nel pieno dell’offensiva mediatica contro Dino Boffo dell’Avvenire, vi ho riportato un passo de “The information age”, opera principale di Manuel Castells, tra i più importanti sociologi viventi. Si trattava di un estratto del capitolo sulla “politica degli scandali mediatici” che, alla luce degli avvenimenti di fine estate, suonava incredibilmente profetico.

La notizia di queste settimane è che Manuel Castells è tornato: con un nuova opera che - guardacaso - costituisce l’approfondimento della linea di pensiero accennata in quel capitolo. La convinzione di base dell’autore è infatti che - da sempre - “il potere è basato sul controllo della comunicazione e dell’informazione”.

Il problema si pone però oggi in maniera diversa diversa rispetto al passato, per una ragione talmente palese da sembrare banale: la comparsa delle nuove tecnologie dell’informazione. Una rivoluzione che cambia i termini della relazione tra potere e comunicazione: un’equazione che il sociologo spagnolo è determinato a risolvere.

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Dario Fo non può parlare di Alitalia all'Università Bicocca: diktat del rettore

pubblicato da Giulio Mattioli


Da qualche giorno il più giovane ateneo milanese, quello della Bicocca, è in subbuglio. Questi i fatti: per domani lunedì 12 ottobre era stata organizzata da alcuni professori (tra cui Francesco Silva, ex rettore dell’Università di Castellanza) la proiezione del documentario “Tutti giù per aria“, prodotto dagli ex lavoratori Alitalia.

La proiezione avrebbe dovuto essere introdotta dal premio Nobel Dario Fo e dall’attore Ascanio Celestini e seguita da un dibattito con giornalisti, professori, politici ed ex dipendenti Alitalia. “Avrebbe” perchè mercoledì scorso è arrivato il niet del rettore, Marcello Fontanesi: evento cancellato. Il motivo? Dario Fo.

“Si tratta di una questione tecnica molto delicata e credo che vada affrontata da persone che hanno competenze. Mi spiace che ci sia di mezzo lui, contro cui non ho nulla, ma devo tenere il timone in una certa direzione. L’università non è un luogo dove si fa polemica”

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Università: premiati gli atenei migliori col Fondo Ordinario 2009. La Gelmini ne fa una giusta?

pubblicato da Giulio Mattioli


Della riforma gelmini - vasta etichetta mediatica sotto la quale sono stati riuniti provvedimenti molto diversi - si è parlato fino allo sfinimento nei mesi scorsi, anche qui su polisblog. E di particolare vivacità è stato il dibattito sull’università.

Con qualche semplificazione, possiamo riassumerlo così: il ministro Mariastella Gelmini ha denunciato inefficienze e sprechi dell’università italiana, auspicando un miglioramento. I suoi critici hanno però fatto notare che il taglio indiscriminato dei finanziamenti al mondo della ricerca (già tra i più bassi d’Europa) non avrebbe distinto tra colpevoli e virtuosi, finendo per punire il tanto invocato merito.

Forse oggi qualcuno di questi critici si rallegrerà di scoprire che il Ministero dell’Università e della Ricerca ha assegnato una parte dei fondi destinati alle Universita’ sulla base di nuovi criteri di valutazione della qualità, attribuendo più finanziamenti agli atenei giudicati migliori.

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Torino e G8. Gli scontri con l'Onda e la sinistra che non c'è più di Cossiga

pubblicato da Luca Landoni

Ieri è stata una giornata di scontri a Torino. Una vera e propria guerriglia urbana scatenata dai nipotini dell’Onda fin dalla prima mattinata. Il movimento studentesco ha prima issato uno striscione con la scritta “A Torino c’è Profumo di marcio”, giocando con il nome del rettore, poi ha contestato in ogni modo l’assemblea transnazionale dei rettori organizzata nell’ateneo lanciando oggetti contro le forze dell’ordine, rovesciando cassonetti e bloccando la circolazione.

Non contenti i ragazzi del movimento studentesco hanno poi occupato gli uffici della General Motors Europe all’interno del Politecnico al grido di “Le aziende occupano le università, noi occupiamo le aziende” e per poco non sono venuti alle mani con gli automobilisti esasperati e con i negozianti costretti ad abbassare le serrande. Ma il peggio deve ancora venire, con l’annunciata manifestazione di oggi per la quale dovrebbero giungere una ventina di pullman da Roma, Napoli, Genova e Milano.

Il tutto precede di qualche mese il G8 vero, quello dell’Aquila (questo, puramente accademico, è sulla sostenibilità) e segue di poco l’aggressione al segretario Fiom Gianni Rinaldini (vedi filmato) trascinato giù dal palco sabato scorso. È soprattutto quest’ultimo episodio a ricordare da vicino la celebre contestazione a Luciano Lama, che nella plumbea Bologna degli anni 70 segnò in certo qual modo l’inizio della stagione del terrore.

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Intervista a Emilio Reyneri, terza parte: gli assegni di disoccupazione e gli effetti della crisi per gli immigrati

pubblicato da Giulio Mattioli


Se il vostro interesse per la politica significa anche attenzione per i contenuti e per il futuro del paese - e non solo per il puro gossip come quello di questi giorni - allora vi sarete forse accorti dell’interessante intervista che polisblog ha realizzato con Emilio Reyneri, ordinario di Sociologia Economica dell’Università di Milano-Bicocca.

Nelle prime due puntate si è parlato un po’ di tutto: welfare, ammortizzatori sociali, il suk delle deroghe alla Cassa Integrazione, i giovani costretti a rimanere a casa fino a 30 anni. Non sono mancati i giudizi severi sui ministri Brunetta e Sacconi, ma anche sui sindacati. Nel seguito l’ultima parte, in cui invece ci siamo concentrati sulla questione degli assegni di disoccupazione.

Come valuta la proposta del PD di un assegno unico di disoccupazione?

“Non mi risulta siano entrati in maggiore dettaglio. Probabilmente avevano in mente sistemi di welfare di tipo europeo, però è stato un po’ velleitario buttarla lì’ così. Sarebbe servita un’operazione molto più complicata, si sarebbero dovute cambiare molte cose. Poteva essere una grande operazione: si va a toccare il sistema pensionistico di nuovo, e contemporaneamente si garantisce un’indennità di disoccupazione a tutti. Sarebbe stato un nuovo scambio tra le generazioni. Però per come è stata presentata dal PD mi è sembrata più che altro uno slogan di politica a breve termine”

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Intervista a Emilio Reyneri, seconda parte: il libro verde sul Welfare, il suk delle deroghe e le colpe dei sindacati

pubblicato da Giulio Mattioli

Dopo la prima puntata di lunedì, in cui si è parlato della situazione generale di welfare e ammortizzatori sociali italiani, e in particolare delle conseguenze per i giovani, eccovi la seconda parte dell’intervista realizzata con Emilio Reyneri, ordinario di Sociologia Economica dell’Università di Milano-Bicocca.

Al centro dell’attenzione, questa volta, il Libro Verde sul Welfare del Ministro Sacconi, il mercato degli ammortizzatori sociali in deroga e le responsabilità dei sindacati nell’arretratezza italiana. Buona lettura.

Come valuta il Libro Verde sul Welfare del ministro Sacconi?

“Il suo impatto sul dibattito pubblico è stato prossimo allo zero: credo di essere uno stato uno dei pochi che se lo è letto. E’ molto provinciale, sfiora tutti i problemi che ci sono sul campo senza affrontarne nessuno. E’ di un livello assolutamente incomparabile con quelli che si fanno in Europa. Attendiamo il Libro Bianco, che dovrebbe essere pubblicato tra poco, ma non credo che dirà molto di più

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Barcellona: arrestato Enric Duran, il Robin Hood catalano della finanza

pubblicato da davide f.

Enric Duran, il Robin Hood catalano delle banche, è stato arrestato a Barcellona mentre si trovava all’università: era diventato famoso per aver «espropriato» grazie ad alcuni movimenti bancari 500 mila euro ad alcuni istituti di credito. Il suo attivismo contro la finanza aveva incrociato quello degli studenti dei movimenti universitari.

Uno dei simboli della rivolta catalana contro il mondo della finanza in questo periodo di crisi è stato “fregato” dai duri scontri verificatisi gli scorsi giorni a Barcellona(qui sopra il video da Youreporter), che hanno convertito il centro della capitale catalana nella sede di una guerriglia urbana conclusasi con 81 feriti tra studenti e poliziotti e le scuse ufficiali del consigliere dell’interno catalano Joan Saura per gli “errori” (leggi abuso di potere e violenza, insomma modalità molto familiari anche in Italia) della polizia locale, per l’uso indiscriminato della violenza, colpendo alla cieca non solo studenti ma anche turisti e anziani e mandando all’ospedale quattro fotografi della stampa locale.

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Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Giorgio Napolitano: pro università. Voto + 9. Da Perugia Il capo dello Stato striglia il Governo e dice “Basta ai tagli indiscriminati su atenei e università”. Ma la Gelmini tira diritto: “Nostro dovere eliminare gli sprechi e le gestioni inefficienti”. Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.
Partito democratico: divisione continua. Voto – 9. Il Pd del neo segretario Dario Franceschini non si smentisce e si divide ancora sul testamento biologico. La senatrice Dorina Bianchi non firma l’emendamento della Finocchiaro e Francesco Rutelli si smarca. Bacchetta nuova , vecchia musica.

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Una scarpata vi seppellirà: a Cambridge lancio contro il premier cinese Wen Jiabao

pubblicato da paganini

Forse il giornalista iracheno Muntader al-Zaidi non pensava, lanciando la sua ampia calzatura contro il presidente W. Bush, di creare un modo nuovo e decisamente originale di contestare il potente di turno.

Il suo gesto sta diventando invece popolare anche in Europa: giusto oggi, nell’Università di Cambridge, uno studente ha cercato di esprimere il suo dissenso contro il premier cinese Wen Jiabao centrandolo con un scarpa da tennis blu. A causa della distanza, della scarsa aerodinamicità della scarpa, del peso inadeguato del proiettile o della provenienza probabilmente orientale del manufatto, Jiabao è rimasto illeso ed ha potuto continuare indisturbato il suo discorso.

Andrà meglio la prossima volta, continuiamo ad allenarci….