Il Segretario della Difesa Usa Panetta in Medio Oriente: “Israele sempre più isolato sul piano diplomatico” L’ex capo della Cia, nominato lo scorso luglio Segreterio della Difesa da Barack Obama, non ha usato mezzi termini.
“E’ evidente” ha dichiarato Panetta ai giornalisti durante il volo che lo portava nello Stato ebraico “che, in questo momento drammatico per il Medio Oriente nel quale ci sono stati così tanti cambiamenti, non è bene per Israele ritrovarsi progressivamente isolato. E questo è quanto è accaduto.”
Durante la sua visita di Stato in Israele, che ha inizio oggi, Panetta incontrerà separatamente il Ministro della Difesa ed ex Premier israeliano Ehud Barak e l’attuale Primo ministro Benjamin Netanyahu. I temi in agenda saranno numerosi e riguardano tutti i punti critici che attualmente preoccupano Israele: la questione dei confini, le proteste in Giordania e il conseguente cambio di governo, la questione siriana, il programma nucleare iraniano.
Se, da una parte, l’ex capo della Cia ha dichiarato che gli Stati Uniti intendono riaffermare la loro storica relazione di difesa con Israele e proteggere il loro primato militare, dall’altro ha ribadito la necessità di un rilancio dei negoziati e di una politica di dialogo nella regione.
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Non ha peli sulla lingua Antonio Di Pietro. Poi, se di mezzo c’è il Cavaliere, l’ex pm libera la sua fervida fantasia e usa la clava.
”E’ la fine del regime. E come tutti i regimi che sono alla fine, se ne accorgono tutti meno il diretto interessato”. Il leader dell’Idv non ha dubbi.
”E’ successo a Saddam - spiega - con il suo portavoce che diceva che stava vincendo la guerra e invece c’erano i carri armati americani che gli stavano dietro. Sta succedendo a Berlusconi, un piccolo rais che pensa di utilizzare le istituzioni per i suoi interessi personali e non si accorge che il paese ha bisogno di una guida credibile”.
Non resta che aspettare i carri armati dei liberatori. Stavolta i neri, marocchini, gialli e rossi di vario taglio e sfumatura ce li abbiamo già in casa. E non solo.
La Banca centrale Usa insiste sulle iniezioni di liquidità che sembrano non dare risultati. Il debito americano è fuori controllo e i repubblicani hanno gioito per un compromesso che non piace ai mercati. In malaFed
Il Cav ha deciso di aspettare il 18 agosto per far sapere cosa farà il governo contro la crisi. E per calmare la Borsa. Lui è convinto che non sia troppo tardi. Ghe pensi Mib
Le violenze nel nord dell’Inghilterra, da Birmingham a Nottingham, hanno come bersaglio anche la politica e i tagli di spesa di Cameron. Qui in Italia c’è calma apparente e i politici continuano a fare i loro comodi. Te ne fotti-ngham
C’era una volta una bella trasmissione di inchieste giornalistiche che piaceva al suo editore ed era apprezzata perché portava ascolti e costava poco. C’era una volta…ma è solo una bella favola di buoni sentimenti, lontana dalla realtà. La Gabanelli e il gatto
L’addio alla tripla A rappresenta la fine di un’era per gli Usa. Poi Wall Street punisce il discorso straordinario di Obama alla nazione e il Cav sotto sotto se la gode perché il presidente giovane, aitante e bello non se la passa tanto meglio di lui. AAAbbronzato
La superiorità morale del Pd è come l’intelligenza politica di D’Alema. Ed entrambe sono come Atlantide: tutti ne parlano ma nessuno l’ha mai vista. Meglio riderci su. Lillo e Greg-anti
P3, si chiudono le indagini. E ora Verdini e Dell’Utri stanno sulla graticola perché temono di finire sotto processo. Sui…Carboni ardenti
L’Avvenire attacca Paola Concia per il suo matrimonio gay. E la Concia querela Avvenire. Ah, come vorremmo un mondo, diverso, più libero, migliore. L’Isola che non Cei
L’antefatto è noto e ne abbiamo già parlato su queste pagine: a settembre l’Autorità nazionale palestinese (Anp) chiederà alle Nazioni Unite che la Palestina diventi membro dell’Assemblea Generale dell’Onu con un suo seggio come Stato indipendente.
L’iniziativa dell’Anp ha finora ottenuto l’appoggio di 120 Stati (tra cui Brasile, India, Cina, Sudafrica e Turchia) che hanno riconosciuto la Palestina come Stato indipendente. Se anche non avesse l’effetto di condurre a un’effettiva indipendenza dello Stato palestinese, la mossa diplomatica sortirebbe comunque l’effetto di mettere all’angolo Israele, costringendolo a rivedere molte delle sue posizioni.
La richiesta dell’Anp non preoccupa solo Israele, ma anche gli Stati Uniti, che dello Stato ebraico sono da sempre uno dei più solidi alleati (specialmente all’interno del Consiglio di sicurezza Onu). Come riporta Al Jazeera, l’ambasciatrice Usa alle Nazioni Unite Rosemary DiCarlo ha infatti seccamente bocciato l’iniziativa dell’Anp, dichiarando senza mezzi termini che gli Stati Uniti non accetteranno iniziative unilaterali e che continueranno a sostenere la ripresa dei negoziati diretti tra Israele e Anp (falliti per la mancata intesa sul blocco delle colonie israeliane in Cisgiordania)
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Sarkozy annuncia: “Via libera all’attacco!”. I caccia francesi sono sulla Libia, navi americane sono in azione e nelle basi siciliane sono già schierati i Tornado italiani e aerei danesi.
Il vertice a Parigi di Ue, Usa e Paesi arabi ha accolto l’invito della risoluzione dell’Onu. Pochi minuti dopo, poco prima delle 16, Sarkozy ha detto che: “Gli aerei francesi stanno impedendo gli attacchi delle truppe di Gheddafi contro Bengasi”.
Gheddafi ha risposto minacciando tutti, Gran Bretagna e Francia per primi: “Vi pentirete!”. E’ guerra!
Stati Uniti, discorso di Obama sullo stato dell’Unione: “Gli USA devono arrivare al momento Sputnik”. Per chiarire cosa intenda dire il Presidente Usa con quest’espressione, preferiamo riportare direttamente le sue parole pronunciate ieri di fronte al Congresso nel discorso annuale sullo stato dell’Unione, di cui trovate un video a questo link.
“Mezzo secolo fa, quando i sovietici ci hanno battuto nello spazio con il lancio di un satellite chiamato Sputnik, non avevamo idea come li avremmo battuti per raggiungere la Luna. La scienza non c’era ancora arrivata. Non esisteva nemmeno la Nasa. Ma, dopo aver investito in una migliore ricerca ed istruzione, abbiamo non solo sorpassato i sovietici: abbiamo dato il via a un’ondata di innovazione che ha creato nuove industrie e milioni di nuovi posti di lavoro. Questo è il momento Sputnik della nostra generazione”
Sembra una versione aggiornata della “nuova frontiera” invocata da Kennedy. Ma JFK parlava in un’epoca in cui l’economia USA era in piena espansione. All’epoca si trattava di registrare progressi per gli Stati Uniti: di passare dal bene al meglio. Oggi i tempi sono completamente diversi. E anche Obama lo ha sottolineato nel suo discorso. Lo vediamo dopo il salto.
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Medio Oriente: Libano, Hezbollah disponibile a un Governo di responsabilità nazionale. Il “Partito di dio” è tornato sui suoi passi. La scorsa settimana vi avevamo raccontato come il movimento sciita avesse pubblicamente dichiarato di non essere disposto ad appoggiare un nuovo Governo di responsabilità nazionale guidato dal premier dimissionario Saad Hariri.
Ieri, il leader del “Partito di dio” Hassan Nasrallah ha affermato, nel corso di un discorso televisivo, che Hezbollah e i suoi alleati sono disponibili a formare un Governo di unità nazionale, piuttosto che cercare di governare da soli.
Le dichiarazioni di Nasrallah sono state pronunciate con studiato tempismo: oggi infatti il parlamento libanese si riunisce per avviare le discussioni sulla scelta del nuovo Premier.
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Internet è buono o cattivo? La domanda sembra stupida, e in effetti lo è (la rete non è né buona né cattiva, dipende dall’uso che si fa di questo strumento), ma dopo la vicenda del reverendo Terry Jones, il dibattito su Internet e democrazia si è acceso. Prima, Giulio Giorello sul Corriere, con un articolo intitolato “la follia senza filtri nella rete”, poi Ernesto Galli della Loggia, sempre sul Corriere della Sera:
“Si è già creato, infatti, e si allarga ogni giorno di più, un vasto spazio virtuale, un tecno-spazio planetario dove soprattutto le notizie, i movimenti di denaro e i rapporti interpersonali, sia scritti sia vocali, hanno assunto in pratica il carattere dell’immediatezza.
E così, stretto come in una tenaglia dentro una spazialità da un lato dominata dall’immediatezza e dall’altro caratterizzata dalla lontananza (perché le entità sovrastatali diventano sempre più estese, ndA), il regime democratico vede oltremodo indebolite le sue antiche possibilità di controllo”
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Terry Jones non si ferma: è di oggi la notizia che il pastore protestante non avrebbe rinunciato all’idea di bruciare pubblicamente il Corano. La notizia ha causato una nuova ondata di proteste: mondo musulmano, politici americani ed europei, cattolici ed ebrei:
“Il rogo del libro sacro dei musulmani è un atto moralmente ripugnante”, ha detto un portavoce del Simon Wiesenthal Center.”
Tutto il mondo sembra indignato. “Fermate quel pastore!”, “Impeditegli di compiere quel gesto!”. Anche Barack Obama è intervenuto (qui sopra un video in cui il Presidente ricorda i valori di libertà religiosa e di tolleranza religiosa). Il problema è che il Primo Emendamento della Costituzione americana garantisce, tra le altre cose, la libertà di espressione.
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