Barack Obama ha accettato le dimissioni del generale Stanley McChrystal da comandante delle forze ISAF in Afghanistan. Ieri vi avevamo raccontato la storia dell’intervista del generale a Rolling Stone, oggi l’aggiornamento, per alcuni quasi scontato: dimissioni.
Il video qui sopra è l’intervento del Presidente USA (qui invece la trascrizione) che accetta le dimissioni del generale e nomina al suo posto David Petraeus, già comandante delle forze armate americane in Iraq.
Ma cos’ha detto Obama? Vediamo dopo il salto

Pochi giorni fa ci eravamo occupati delle primarie per la Camera dei Rappresentanti negli Stati Uniti. Ieri sono arrivati alcuni importanti verdetti: in California, per i Repubblicani, due donne provenienti dal mondo degli affari, Carly Fiorina (ex Hewlett-Packard) e Meg Whitman (ex eBay), hanno vinto le primarie per il Senato (l’altra camera elettiva USA, che si rinnova di un terzo dei suoi componenti ogni due anni) e il Governatorato della California.
Il New York Times pubblica anche una mappa interattiva sui probabili esiti della competizione del 2 Novembre: per la Camera, i democratici avrebbero 164 seggi sicuri e altri 64 “leaning” (tendenti” verso di loro, in cui è probabile una vittoria democratica), i repubblicani invece avrebbero 157 seggi sicuri e altri 20 leaning. 30 sarebbero i seggi incerti. Facendo due conti, ai democratici andrebbero 228 seggi, ai repubblicani 177. La maggioranza è di 218 seggi.
Invece, per quanto riguarda il Senato, sempre grazie al NY Times, ai democratici andrebbero 55 seggi (48 sicuri più 7 leaning), ai repubblicani 43. 6 in seggi incerti. Maggioranza: 51 seggi. La differenza così rilevante tra il numero di deputati e quello di senatori si spiega facilmente: ogni Stato americano elegge un numero di deputati proporzionale alla sua popolazione (la California ha varie decine di deputati, il North Dakota uno), ma elegge sempre e comunque due senatori. California e North Dakota eleggono entrambi due senatori a testa. Questo fu previsto nella Costituzione per garantire i piccoli Stati. Insomma, un altro “balance” della democrazia americana.
Foto | Flickr
Wikileaks è un sito che si occupa della diffusione di informazioni riservate, che politici e businessmen di tutto il mondo vogliono tenere nascoste. Ad esempio, il video qui sopra è la registrazione dell’uccisione di due giornalisti dell’agenzia di stampa Reuters a Baghdad da parte di truppe americane.
Un video che certamente non ha contribuito a migliorare l’immagine dell’esercito americano. Come riporta Wired, è stato arrestato un soldato, Bradley Manning, con l’accusa di aver “passato” il video in questione a Wikileaks. Durante una conversazione via internet, il soldato avrebbe detto ad un hacker di aver consegnato al sito altre cose, tra cui un video di un attacco aereo in Afghanistan e un documento segreto dell’esercito USA nel quale Wikileaks era definito una minaccia per la sicurezza dell’esercito.
Il portavoce dell’esercito, che ha detto di essere all’oscuro dell’arresto, ha dichiarato:
Continua a leggere: Arrestato soldato USA: avrebbe consegnato a Wikileaks un video choc
Festa del 2 giugno: stavolta lo ’scandalo’ sta nella celebrazione di Varese con Maroni e la gatta di Gino Paoli in sottofondo. Qualche anno fa si discusse invece del premier che si massaggiava le parti basse durante la parata. Qui patta ci cova
Gli americani difendono Israele dopo il blitz letale e l’Italietta stracciona si adegua. Naturalmente la Turchia si inalbera e lo scenario in Medio Oriente va degenerando rapidamente. Obama intanto balbetta confuso. Spara Gazate
Il Giornale di famiglia oggi oppone l’indole di un Tremonti “surgelato” a quella di un Berlusconi gioviale e aperto. Tuttavia il Cav sembra non poter fare a meno del suo “genio” al Tesoro. Mi findus di te
Il Fini che ostacola il capo del governo, che controcanta e fa la fronda. Poi compare il suo sosia mansueto, che si accoda e giura fedeltà al sultano. Due figure che si alternano come in un famoso film di Benigni. Johnny Bocchino
Dopo le pressioni su Santoro, ora l’obiettivo del centrodestra è il mansueto Floris: Berlusconi chiama in diretta a Ballarò e strepita, Tremonti dileggia il giornalista per i suoi compensi e Calderoli chiede una revisione degli stipendi Rai, sennò “va ridiscusso il canone”. Della Dandini sappiamo ogni cosa e anche la Gabanelli non se la passa molto bene. Solo uno va avanti senza timori. La Vespa Teresa
Show e battute a go go del premier durante il ricevimento al Quirinale per il 2 giugno. Grandi sorrisi pure nel corso della parata ai Fori imperiali. Il capo del governo era di buon umore: la festa della Repubblica gli fa quasi l’effetto corroborante di un festino vecchia maniera (ossia con donnine) a Villa Certosa. Patata militare
Israele, criticato da tutti, critica tutti. Il governo di Tel Aviv sa che la comunità internazionale non prenderà mai provvedimenti seri nei confronti delle sue scelte politiche più dure. Infatti l’Onu vota per un’inchiesta internazionale, ma gli Usa dicono no (e la solita Italietta si accoda a Washington). Chi mi Hamas, mi segua
Cricca e appalti: lo spallone Zampolini chiama in causa anche Di Pietro e parla delle pressioni dell’ex ministro delle Infrastrutture nei confronti di Balducci per essere introdotto in ambienti vaticani. Poi lo stesso leader dell’Italia dei valori avrebbe preso in affitto due case da Propaganda Fide. Soglio…Di Pietro
Silvio Berlusconi: Iran stop. Voto + 9. Il Premier italiano lancia un nuovo appello al mondo: “Fermare il progetto atomico iraniano con forti sanzioni ”. Forte e chiaro!
Pier Luigi Bersani: primum vivere. Voto – 8. Il leader del Pd mette i piedi avanti: “Resto segretario anche se perdiamo le Regionali”. Excusatio non petita, accusatio manifesta.
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“Non ci sono stati attacchi terroristici in America durante la presidenza Bush. Con la presidenza Obama ne abbiamo gia’ avuto uno”
Rudolph Giuliani
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Continua a leggere: Veritometro: Rudolph Giuliani e l'11 settembre "mancato"

Una lunga notte di trattative ha portato finalmente a una bozza di accordo grazie alla fondamentale mediazione di Sarkozy. Questa l’eredità di una conferenza intergovernativa sul clima che sarà ricordata più per la feroce battaglia tra Cina e Usa che per le soluzioni concrete adottate.
Il pericolo tuttavia era che l’evento si concludesse in una drammatica bolla di sapone, per cui un accordo per quanto debole è sempre meglio di nulla. Due i punti chiave della bozza, sempre in attesa dell’arrivo di Obama previsto per stamattina.
Punto primo. Contenimento della temperatura entro i due gradi dalla media del periodo pre-industriale. Ancora da stabilire i provvedimenti concreti per arrivare a questo risultato (o meglio per contenere lo sforamento). Il documento parlerà genericamente della riduzione dei gas serra, ma su questo sarà prevedibile il rinfocolamento della solita guerra tra la Cina in ascesa e i paesi occidentali.
Continua a leggere: Copenaghen: trovato l'accordo sul clima. Due i punti chiave della bozza

Barack Obama, fresco di premio Nobel alle intenzioni, un Nobel evidentemente voglioso di un pò di pubblicità, porta a casa il primo round sulla sanità. E’ stata infatti approvata dalla Commissione Finanze del Senato con 14 voti a favore (tra cui quello della repubblicana Olympia Snowe, ringraziata personalmente dal presidente come sottolinea l’Independent ) e 9 contrari, la legge sulla riforma sanitaria.
Dopo il voto il presidente americano non ha nascosto la sua soddisfazione, sentendo avvicinarsi un traguardo che sarebbe storico, ovvero una riforma sanitaria che vede interessate milioni di persone:
Oggi siamo più vicini di quanto lo sia stato chiunque altro prima di noi a portare a termine la riforma. Quello approvato oggi non è un testo perfetto e manca molto lavoro da fare ma questo voto ci ha portato molto vicini all’obiettivo che ci siamo posti.
Immagine|Flickr
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Indovinello: chi ha detto questa frase?
«Li tratteremo come un partito d’opposizione, poiché stanno conducendo una guerra contro il Presidente e non possiamo far finta di pensare che questo sia il comportamento legittimo di un organo d’informazione»
Se la vostra risposta è stata “Silvio Berlusconi” (o anche “Bonaiuti” o “Capezzone”, che è lo stesso) siete fuori strada. Allo stesso modo, la dichiarazione seguente non è stata pronunciata dal direttore di Repubblica Ezio Mauro:
«Invece di governare (..) si comporta come se fosse ancora in campagna elettorale. Farebbe bene a riservare le sue energie ai temi che preoccupano gli elettori (..) In ogni caso, ogni volta che ci attaccano, i nostri rating vanno su»